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L’Italia ha ratificato la Convenzione UNESCO per la tutela delle Minoranze

11 Febbraio 2007 2 commenti


L?Italia diventa membro della Convenzione Unesco sulla Protezione e Promozione delle espressioni della diversità culturale (20 ottobre 2005) attraverso la ratifica del Parlamento avvenuta il 31 gennaio 2007. Il processo di ratifica è stato rilanciato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri.

La Convenzione rappresenta un ulteriore momento di crescita dello scambio culturale a livello mondiale. Tra i vari principi enunciati, la Convenzione parla di diritto alla cultura come uno dei diritti fondamentali dell?uomo (articolo 2) e per la prima volta inserisce la cultura nel diritto internazionale.

?Grazie alla ratifica di questa Convenzione ? afferma il sottosegretario Danielle Mazzonis ? l?Italia entra a far parte di un gruppo di Stati che a livello internazionale e con la forza dello strumento UNESCO, vogliono promuovere valori universali di inclusione sociale, integrazione culturale e sviluppo solidale.

Tematiche e dinamiche transnazionali, che solo a tale livello possono trovare regolazione ed efficace attuazione. Il testo della Convenzione riconosce il ruolo e la legittimità delle politiche pubbliche nella protezione e nella promozione della diversità culturale e incentiva la cooperazione internazionale per proteggere la diversità culturale laddove è più minacciata, come nei paesi in via di sviluppo.

La Convenzione dunque stimola e promuove il libero scambio di idee e pratiche culturali. La Convenzione rappresenta peraltro una piattaforma per conferire al terzo settore maggiori opportunità di accesso ai mezzi di produzione culturale ed offre un ulteriore stimolo al servizio pubblico radiotelevisivo, affinché promuova la diversità culturale nella sua programmazione. Sono inoltre previsti dalla Convenzione strumenti internazionali che consentiranno la sua effettiva attuazione”.

Il passo successivo sarà designare un referente a livello nazionale, secondo quanto previsto dall?articolo 9. Successivamente saranno eletti i componenti degli organi attraverso cui la Convenzione riceve attuazione: la Conferenza degli Stati parte (articolo 22) e la Conferenza Intergovernativa, composta da 18 membri (articolo 23), a cui l?Italia si impegna a partecipare.

L?Italia intanto è impegnata nella ratifica della Convenzione per la protezione del Patrimonio Culturale Immateriale (17 ottobre 2003), strettamente correlata alla Convenzione sulla Diversità Culturale.

“Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali – conclude Mazzonis – ha inoltre avviato una riflessione sulla possibilità di organizzare il prossimo anno una Conferenza internazionale in tema di multiculturalismo, da realizzare nell’ambito del programma comunitario ?Anno europeo del dialogo interculturale 2008?, per cui il MiBAC si è proposto come soggetto coordinatore delle attività a livello nazionale (National Coordination Body ? NCB).

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Legge Corona per la tutela dello spettacolo viaggiante

11 Agosto 2006 2 commenti


Lette le molte richieste, formulate sia da singoli sia da Associazioni ed Enti Locali, pubblichiamo in forma integrale la Legge n.337 (detta Corona) del 18 marzo 1968, disposizioni sui circhi equestri e sullo spettacolo viaggiante.

Questa legge, largamente inapplicata, è l’unico dispositivo utilizzato dalle Minoranze Sinte per ottenere un minimo di tutele. Alcuni ricercatori dell’Istituto di Cultura Sinta stanno studiando la legge, rapportandola ai diversi bisogni espressi dalle famiglie sinte in questi anni all’Associazione Sucar Drom, per proporre modifiche che sappiano incidere favorevolmente sulle tante piccole attività a conduzione famigliare ancora presenti sul nostro territorio nazionale.

Di seguito il testo integrale della legge

Legge n. 337, 18 marzo 1968
Disposizioni sui Circhi Equestri e sullo Spettacolo Viaggiante

TITOLO I

Articolo 1
Lo Stato riconosce la funzione sociale dei circhi equestri e dello settacolo viaggiante.
Pertanto sostiene il consolidamento e lo sviluppo del settore.

Articolo 2
Sono considerati «spettacoli viaggianti» le attività spettacolari, i trattenimenti e le attrazioni allestiti a mezzo di attrezzature mobili, all’aperto o al chiuso, ovvero i parchi permanenti, anche se in maniera stabile.
Sono esclusi dalla disciplina di cui alla presente legge gli apparecchi automatici e semi-automatici da trattenimento.

Articolo 3
È istituita presso il Ministero del turismo e dello spettacolo una commissione consultiva per le attività circensi e lo spettacolo viaggiante.
La commissione, nominata con decreto del Ministro per il turismo e lo spettacolo, è composta da:
a) il Ministro per il turismo e lo spettacolo, che la presiede;
b) il direttore generale dello spettacolo;
c) un funzionario del Ministero del turismo e dello spettacolo avente
qualifica non inferiore ad ispettore generale;
d) un funzionario del Ministero dell’interno;
e) un funzionario del Ministero delle finanze;
f) un funzionario del Ministero del lavoro e della previdenza sociale;
g) tre rappresentanti degli esercenti dei circhi e dello spettacolo viaggiante;
h) tre rappresentanti dei lavoratori dei circhi e dello spettacolo viaggiante;
i) due tecnici, dei quali uno designato dal Ministero del turismo e dello spettacolo e uno dal Ministero dell’interno.
Il Ministro per il turismo e lo spettacolo può delegare di volta in volta un Sottosegretario dello stesso dicastero o il direttore generale dello spettacolo a presiedere la commissione.
Le funzioni di segretario sono esercitate da un funzionario del Ministero del turismo e dello spettacolo.
I membri di cui alla lettere g) e h) sono designati dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, sentito il Ministero del turismo e dello spettacolo, su una terna di nominativi proposta da ciascuna delle organizzazioni nazionali di categoria maggiormente rappresentative.
I membri della commissione durano in carica un biennio e possono essere confermati.

Articolo 4
È istituito presso il Ministero del turismo e dello spettacolo un elenco delle attività spettacolari, dei trattenimenti e delle attrazioni, con l’indicazione delle particolarità tecnico-costruttive, delle caratteristiche funzionali e della denominazione.
Dall’elenco di cui al precedente comma sono esclusi gli apparecchi automatici e semi-automatici da trattenimento.
Entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, l’elenco è redatto ed approvato con decreto del Ministro per il turismo e lo spettacolo di concerto con il Ministro per l’interno, su conforme parere della commissione di cui all’articolo precedente.
Il Ministero del turismo e dello spettacolo provvederà periodicamente all’aggiornamento dello elenco.

Articolo 5
Nel concedere la licenza prevista dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza l’autorità di pubblica sicurezza controlla altresì che sia stata rilasciata l’autorizzazione di cui agli articoli 6 e 7 della presente legge.

Articolo 6
(Articolo abrogato dall’art. 12, Decreto del Presidente della Repubblica 21 aprile 1994, n. 394)

Articolo 7
(Articolo abrogato dall’art. 12, Decreto del Presidente della Repubblica 21 aprile 1994, n. 394)

Articolo 8
(Articolo abrogato dall’art. 12, Decreto del Presidente della Repubblica 21 aprile 1994, n. 394)

TITOLO II

Articolo 9
Le amministrazioni comunali devono compilare entro sei mesi dalla pubblicazione della presente legge un elenco delle aree comunali disponibili per le installazioni dei circhi, delle attività dello spettacolo viaggiante e dei parchi di divertimento.
L’elenco delle aree disponibili deve essere aggiornato almeno una volta all’anno.
La concessione delle aree comunali deve essere fatta direttamente agli esercenti muniti della autorizzazione del Ministero del turismo e dello spettacolo, senza ricorso ad esperimento di asta.
È vietata la concessione di aree non incluse nell’elenco di cui al primo comma e la subconcessione, sotto qualsiasi forma, delle aree stesse.
Le modalità di concessione delle aree saranno determinate con regolamento deliberato dalle amministrazioni comunali, sentite le organizzazioni sindacali di categoria.
Per la concessione delle aree demaniali si applica il disposto di cui al terzo comma del presente articolo.

Articolo 10
(Modifica l’art. 195-bis del Regio Decreto 14 settembre 1931, n. 1175)

Articolo 11
Per le installazioni degli impianti dei circhi e dello spettacolo viaggiante sul suolo demaniale si applicano le tariffe previste per le occupazioni di suolo pubblico comunale.

Articolo 12
L’aliquota dei diritti erariali per le attività circensi e dello spettacolo viaggiante, indicate ai nn. 2 e 6 della tabella A, allegata alla legge 26 novembre 1955, n. 1109 è ridotta al 5 per cento.

Articolo 13
Non sono dovute sugli spettacoli, trattenimenti ed attrazioni offerte dagli esercenti dei circhi e dello spettacolo viaggiante, le speciali contribuzioni previste dall’art. 15, R.D.L. 15 aprile 1926, n. 765, modificato dall’art. 10 del Decreto del Presidente della Repubblica 19 agosto 1954, n. 968 .

Articolo 14
L’energia elettrica comunque impiegata per l’esercizio dei circhi equestri e per le attività dello spettacolo viaggiante è considerata ad ogni effetto, anche tributario, energia per uso industriale.

Articolo 15
(Aggiunge l’art. 7-bis alla tabella allegato B all’art. 19, Decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1954, n. 342.

Articolo 16
Per le carni destinate al consumo negli zoo dei circhi equestri e dello spettacolo viaggiante la tariffa massima dell’imposta di consumo prevista dall’art. 95 del testo unico per la finanza locale, approvato con regio decreto 14 settembre 1931, n. 1175 e successive modifiche, è ridotta al 50 per cento del valore.

Articolo 17
Per i veicoli non considerati rimorchi, impiegati dai circhi equestri e dallo spettacolo viaggiante, il rapporto tra peso complessivo a pieno carico del veicolo stesso ed il peso complessivo a pieno carico della motrice non deve superare il valore di uno.

Articolo 18
Gli esercenti dei circhi equestri e dello spettacolo viaggiante sono compresi fra i soggetti indicati all’art. 1, penultimo comma, della legge 27 novembre 1960, n. 1397.
Agli esercenti di cui al primo comma vengono estese, al fini dell’assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, le disposizioni della legge 22 luglio 1966, n. 613.

Articolo 19
Nello stato di previsione del Ministero del turismo e dello spettacolo è stanziato annualmente, a partire dall’esercizio finanziario 1968, un fondo di lire 200 milioni per la concessione di contributi straordinari agli esercenti dei circhi equestri e dello spettacolo viaggiante, a titolo di concorso nelle spese di ricostituzione, con gli eventuali ammodernamenti, degli impianti distrutti o danneggiati per effetto di eventi fortuiti, nonché per particolari accertate difficoltà di gestione.
(Legge 26 luglio 1975, n. 375:
Art. 1. A decorrere dall’esercizio finanziario 1975, il fondo di cui all’art. 19, primo comma, della L. 18 marzo 1968, n. 337, destinato alla concessione di contributi straordinari agli esercenti dei circhi equestri e dello spettacolo viaggiante è elevato a lire 300 milioni.
Art. 2. Al maggior onere di lire 100 milioni derivante dall’attuazione della presente legge per l’esercizio finanziario 1975, si provvede mediante riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo 9001 dello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro per l’esercizio stesso. Il Ministro per il tesoro è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alle occorrenti variazioni di bilancio.
Vedi, anche, l’art. 1, L. 29 luglio 1980, n. 390, e l’art. 3, L. 10 maggio 1983, n. 182).
Sul fondo di cui al comma precedente gravano gli oneri relativi alle facilitazioni tariffarie per i trasporti degli esercenti, degli artisti, dei tecnici e del personale ausiliario, nonché dei materiali e delle attrezzature da impiegare nell’allestimento degli impianti, secondo convenzioni da stipulare annualmente col Ministero dei trasporti e dell’aviazione civile.
Eventuali residui del fondo potranno essere erogati a favore di iniziative assistenziali od educative o che, comunque, concorrano al consolidamento e allo sviluppo del settore.
I contributi straordinari sono assegnati con decreto del Ministro per il turismo e lo spettacolo, sentita la commissione consultiva prevista dall’articolo 3.
All’onere di lire 200 milioni, previsto dal primo comma del presente articolo, si provvede, per l’anno finanziario 1968, mediante riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo 3523 dello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro per l’anno medesimo.
Il Ministro per il tesoro è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alle occorrenti variazioni di bilancio.

Articolo 20
La presente legge si applica alle imprese di nazionalità italiana salvo il rispetto delle norma della Comunità economica europea per la libertà di stabilimento, la libera prestazione dei servizi e la libera circolazione dei lavoratori del settore, allorché le restrizioni relative siano state soppresse negli Stati membri in applicazione delle disposizioni del trattato istitutivo di tale comunità.

In foto una famiglia di Sinti Estrekarija in posa davanti alla propria attrazione a catene.

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Campania, presentata una proposta di legge per la tutela di Sinti e Rom

30 Giugno 2006 Commenti chiusi


E’ stata presentata il 19 giugno 2006 al Consiglio Regionale della Campania una proposta di legge per la tutela delle Minoranze Rom e Sinte. Il testo è stato redatto dal Presidente della Commissione Regionale Istruzione, Cultura e Politiche sociali, Luisa Bossa (Ds) e dal Consigliere Regionale del Prc, componente della Commissione, Antonella Cammardella.

?Dopo gli agghiaccianti fatti di Piazza Municipio, ci siamo recati in visita presso un campo nomade della Campania ? dice Bossa ? e siamo stati profondamente colpiti dalle condizioni di vita di estremo degrado in cui sono costrette queste popolazioni. La Regione Campania è una delle poche in Italia che non ha una legge che disciplina l?accoglienza delle popolazioni nomadi, una lacuna che con questa proposta di legge tentiamo di colmare al fine di garantire a queste popolazioni una condizione dignitosa?.

Appena la Regione Campania invierà il testo lo renderemo pubblico.

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Veneto, la Lega Nord vuole abolire la legge a tutela dei Sinti e dei Rom

8 Febbraio 2006 Commenti chiusi


«Uno sbagliato senso di accoglienza versa loro un sacco di soldi», con queste parole è stata depositata, al Consiglio Regionale Veneto, la proposta di legge che chiede l’abrogazione della Legge Regionale n.54,
INTERVENTI A TUTELA DELLA CULTURA DEI ROM E DEI SINTI
del 22 dicembre 1989 (BUR n. 70/1989), Regione Veneto.

Gli undici consiglieri del gruppo consiliare della Lega Nord hanno presentato un progetto di legge composto di un unico articolo che chiede l?abrogazione della Legge n.54.

La Legge che il Carroccio chiede di abrogare risale al 1989, anno in cui l?assemblea regionale veneta la approvò modificando alcuni aspetti della precedente legge del 1984 e introducendo alla tutela anche la Minoranza Etnica Linguistica Nazionale dei Sinti, maggioritaria nel Veneto.

La Legge ora in vigore prevede finanziamenti agli enti locali (Comuni anche consorziati e Comunità Montane) da destinare, soprattutto, all?allestimento di aree di sosta attrezzate, all?inserimento scolastico dei bambini e l?inserimento lavorativo degli adulti.

«In nome di una malintesa cultura dell?accoglienza – sostiene il primo firmatario della proposta, Federico Caner – per anni sono stati erogati ingenti finanziamenti (dal 2000 al 2004 oltre 395 mila euro) a questi gruppi Rom e Sinti producendo danni enormi, dal punto di vista sociale, alla comunità nazionale e alle genti venete in particolare».

«Il problema della presenza di insediamenti di tribù NOMADI nella nostra regione – afferma ancora l?esponente leghista – va considerato per quello che è: un problema, appunto, che non può essere risolto addirittura agevolando e incentivando mediante finanziamenti pubblici la presenza dei campi-sosta nel territorio regionale. La presenza di comunità Rom e Sinti nelle nostre città è un qualcosa che non va tutelato, ma, tuttalpiù, tollerato nel doveroso rispetto dei differenti modi di vita».

Per Caner, in conclusione, c?è «l?urgenza di porre rimedio a questa situazione, e, pur nel rispetto di ogni minoranza, bloccare i finanziamenti pubblici per l?acquisto e la manutenzione dei campi-sosta anche perchè le comunità in gran parte sono diventate stanziali».

In sintesi la Lega, parte della maggioranza di governo in Veneto, vuole cancellare qualsiasi forma di tutela, anche blanda, alle Minoranze Etniche Linguistiche Sinte e Rom.

Infatti la Lega contesta la “spesa” di ben oltre 395 mila euro, nel periodo compreso tra il 2000 e il 2004, per dare una sistemazione abitativa ai circa 3.000 Sinti e Rom italiani e ai circa 750 Rom europei presenti nel Veneto.

Ci chiediamo se con 395 mila euro in quattro anni il Veneto sia riuscito a rispettare le norme che la Lega Nord chiede a gran voce che la Turchia rispetti per entrare nell’Unione Europea.

Noi rimaniamo stupiti che oggi si chieda la cancellazione anche di questi soldi che sono pari alla spesa della Regione per costruire tre alloggi popolari.

Crediamo che il convegno di sabato a Padova abbia il compito di rispondere questa proposta indecente.

In foto un cartello di “divieto di sosta ai nomadi” in Veneto.

Riferimenti: per consultare la Legge Regionale n.54

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NIGLO, progetto di tutela delle identità culturali e sociali dei Sinti Italiani

13 Dicembre 2005 Commenti chiusi


Cari amici, innanzitutto chiedo scusa per il ritardo con il quale rispondo all’invito di sostegno alle vostre iniziative, di cui il blog sucar drom è una preziosa testimonianza ed un utile strumento di informazione e di collegamento tra le diverse realtà nazionali.
Purtroppo negli ultimi mesi mi trovo ad affrontare alcuni problemi che mi costringono a rallentare le mie attività.
Tuttavia, nell’attesa di poter superare questo momento, credo sia perlomeno doveroso contattarvi per affermare il mio sostegno a ciò che state facendo.
Spero vivamente di poter apportare il mio contributo in un prossimo futuro attraverso una collaborazione che miri in primo luogo a sensibilizzare ed a coinvolgere il maggior numero possibile di Sinti in percorsi di tutela della propria identità culturale e di difesa dei diritti.
Per il momento continuerò a seguire con molta attenzione il vostro lavoro ed a trarre da esso incoraggiamento ed un rinnovato stimolo di partecipazione.
Colgo l’occasione per allegare copia dello statuto dell’Associazione Culturale “Progetto Niglo” fondata lo scorso anno in Piemonte.
Anche se attualmente è coinvolto un numero ristretto di persone essa rappresenta tuttavia l’embrione di una volontà di ribellione ad un destino di emarginazione e di declino sociale e culturale.
Un caro saluto e buon proseguimento!
Sergio Franzese

PROGETTO NIGLO: UNA PROPOSTA

Che cos’è?
Il “Progetto Niglo” è un’associazione culturale il cui scopo è la tutela della cultura dei Sinti italiani.

Perché “Progetto Niglo”?
Il termine “progetto” indica un? attività associativa che non si limita a raccogliere ed a conservare informazioni ma che vuole dare vita ad iniziative per valorizzare i diversi aspetti della cultura sinta (storia, tradizioni, lingua, ecc.).
Il “niglo” (riccio) è stato scelto come simbolo dell’associazione poiché appartiene alla tradizione gastronomica dei Sinti.

Perché questa iniziativa?
? Perché è importante valorizzare una cultura che ha radici antiche e che, a contatto con la società maggioritaria, rischia di andare perduta per sempre.
? Perché è importante che i giovani imparino a conoscere e ad amare le tradizioni della propria gente, che non dimentichino la propria lingua e trasmettano questi valori ai loro figli.
? Perché conoscere il proprio passato significa guardare con più determinazione al proprio futuro.
? Perché condividere le proprie esperienze culturali e le proprie esperienze di vita con altri aiuta a diventare più forti, a non vergognarsi di ciò che si è, a combattere il pregiudizio e l?isolamento.
? Perché è importante cogliere le opportunità offerte a sostegno di iniziative di carattere culturale e sociale da parte di istituzioni pubbliche e private (contributi economici e logistici, collaborazioni a vario titolo, ecc.)

A chi si rivolge?
? A tutti i Sinti che vivono in Italia o fuori dai confini nazionali (laddove essi condividono il medesimo patrimonio culturale).
Per le ragioni spiegate in precedenza l’Associazione Culturale “Progetto Niglo” è rivolta in modo particolare ai giovani.
? A coloro che, pur non essendo Sinti, condividono le finalità dell’associazione.

Chi può far parte dell’associazione?
L?adesione è aperta a tutti in uno spirito di incontro tra le culture ed è subordinata all?accettazione da parte del Consiglio Direttivo.
In ogni caso, al fine di mantenere inalterate le prerogative su cui l’associazione si fonda, almeno due terzi dei Consiglieri devono essere sinti o di origine sinta.

Cosa si deve fare per aderire?
E’ sufficiente compilare un modulo di adesione impegnandosi ad osservare lo statuto e versare una modesta quota una sola volta per sempre.
Ma, al di là di questo aspetto formale, è importante che ciascun socio aderisca con l’intenzione di partecipare in modo convinto ad attività ed a progetti il cui scopo è quello di difendere e valorizzare tutti gli aspetti della cultura dei Sinti italiani.

A chi si possono chiedere ulteriori informazioni?
A coloro ai quali è venuta l’idea di creare questa associazione:
? Sergio 333-8352985
? Valerio 339-2253928

Riferimenti: Progetto NIGLO

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