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Roma, indetta la conferenza stampa dal Comitato Rom e Sinti Insieme

18 Giugno 2007 Nessun commento


Il Comitato Rom e Sinti Insieme, composto dalle associazioni rom e sinte in Italia presenterà, domani 19 giugno 2007, le azioni che saranno intraprese per:

1. contrastare i ?patti di sicurezza?,

2. riaffermare l?assoluta necessità di partecipazione attiva e ufficiale, a tutti i livelli (nazionali e locali) e in tutti i momenti decisionali, delle minoranze sinte e rom.

Per queste ragioni il Comitato invita i giornalisti alla conferenza stampa che si terrà domani martedì 19 giugno 2007, alle ore 13.30, a Roma presso l?ingresso di Palazzo Chigi, a margine del seminario “i diritti fondamentali dei Rom e Sinti”, organizzato dalla Presidenza del Consiglio (Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità).

La Segreteria Tecnica

In foto un momento di sabato 16 giugno 2007, durante l’incontro del Comitato Rom e Sinti Insieme

Riferimenti: Il video racconto

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Terni, il Comune non vuole nuovi arrivi di Rom e Sinti

13 Giugno 2007 Nessun commento


Mentre in Provincia vi sono forti divisioni, si è svolto un ampio dibattito e serrato confronto, ieri, a Palazzo Spada, in occasione della seduta del consiglio comunale di Terni dedicata al tema dei campi nomadi. Non si è però andati alla votazione dei diversi atti presentati per la mancanza del numero legale.

“Il Comune di Terni non intende allestire campi nomadi e non ha alcuna intenzione di procedere ad interventi che abbiano una funzione attrattiva o incentivante della presenza di nomadi”.

Lo ribadisce l?atto d?indirizzo messo a punto ieri sera da tutti i gruppi del centro sinistra durante il dibattito al consiglio comunale sulla questione dei campi nomadi in città. Dibattito che non si è concluso con la votazione degli atti, di opposizione e maggioranza, per la mancanza del numero legale. Intorno alle 22, infatti, i consiglieri presenti erano 20, uno in meno del numero minimo richiesto dal regolamento.

L?atto d?indirizzo del centro-sinistra impegna il sindaco e la giunta a ?porre in essere le azioni e gli atti amministrativi per il raggiungimento degli obiettivi fissati, comprese le modifiche e le integrazioni, qualora necessarie, degli strumenti di pianificazione, che andranno adottate con la partecipazione delle comunità residenti e delle associazioni cittadine e previo confronto con le circoscrizioni interessate, anche allo scopo di tenere insieme diritti e doveri, in una soluzione condivisa e rispettosa di tutti, con l?obiettivo di riaffermare un modello di città solidale, accogliente e perciò sicuro, come quello perseguito in questi anni dall?Amministrazione sulla base del programma delle forze politiche dell?Unione?.

Nell?atto d?indirizzo il centro-sinistra respinge inoltre ?il metodo di confronto politico del centro-destra, ritenuto inadeguato e incapace di proporre idee per una società, quella ternana, i cui cambiamenti vanno affrontati con politiche serie, tese a coniugare solidarietà e sicurezza e non con l?uso costante di bugie e strumentalità?.

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Sinti e Rom, intervista al Consigliere Comunale Yuri Del Bar

12 Giugno 2007 Nessun commento


OsservAzione, centro di ricerca azione contro le discriminazioni di Sinti e Rom, ha aperto la rubrica “che fare…” nel proprio spazio web. In queste settimane sono state pubblicate le interviste a: Eva Rizzin e Dijana Pavlovic. Da alcuni giorni è presente anche un intervista a Yuri Del Bar, di cui pubblichiamo di seguito una parte

Come giudichi la fase attuale a livello nazionale per rom e sinti?
La fase attuale per i Rom e Sinti mi fa molta paura. Siamo in grosso pericolo. L?Italia sta attuando politiche che vanno contro i diritti umani. I protocolli d?intesa firmati dal ministro Amato sulla sicurezza danno l?esempio di come oggi i Rom e Sinti sono ancor di più discriminati, adesso anche la sinistra per recuperare voti sulla destra dopo le ultime elezioni colpisce i più deboli.

Quali sono le priorità su cui lavorare?
Le priorità su cui lavorare sono molte, però dato il periodo nero che stiamo attraversando, credo sia importante cominciare a denunciare chi discrimina i Rom e Sinti in Italia, poi quello di riconoscere i Rom e Sinti, perché in Italia non siamo ancora riconosciuti come minoranza etnico-culturale.

La tua elezione può essere da esempio a molti, cosa si potrebbe fare per replicare questa esperienza?
Incominciare a far conoscere la politica ai Rom e Sinti, far capire loro perchè è importante partecipare, ma anche coinvolgere i partiti più sensibili, non ha importanza se di sinistra o di destra.

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In foto Yuri Del Bar e Nando Sigona, durante la giornata mondiale contro il razzismo

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Piove di Sacco (PD), le contraddizioni delle politiche per Rom e Sinti

12 Giugno 2007 Nessun commento


In riferimento all?articolo del 1 giugno sul “Mattino” di Padova relativo al divieto totale di sosta anche temporanea ai camper nel comune di Piove di Sacco, vorrei sottoporre all?attenzione dei lettori le seguenti riflessioni.

La regione Veneto da molti anni non intende minimamente affrontare la questione dei suoi concittadini veneti Rom e Sinti, né governare i nuovi arrivi dall’Europa centrale, come Romania e Bulgaria, se non in termini di dichiarazioni e spot propagandistici sulla necessità di regole più severe contro i Rom.

Nel frattempo i Comuni vengono lasciati soli ad affrontare questioni che si protraggono da anni e, in mancanza di indicazioni e di applicazione dell?attuale legge regionale, l?unica risposta, anche nel territorio della Saccisica, sembra ripercorre la linea tracciata a livello nazionale con i patti di ?sicurezza e legalità?

Nessuno dei sindaci del Piovese vuole sentir parlare di “campi nomadi”, Giovanni Bettini, primo cittadino di Legnaro afferma deciso: ?Mai più una realtà simile nel mio comune: abbiamo smantellato il campo un anno fa, dando alle famiglie case comunali. Quel tipo di sistemazione era funzionale solo alla illegalità.?

Dello stesso parere la collega di Brugine, Silvia Salvagnin: ?I campi sono esperienze da archiviare?. Giannina Foresti di Arzergrande, dove sorge tutt’ora un “campo nomadi”: ?Sono realtà che non favoriscono l’integrazione ma i comuni sono lasciati soli su questioni tutt’altro che facili da gestire e risolvere?

?Nessun campo verrà riaperto a Piove, sarebbe un passo indietro rispetto ai risultati ottenuti dopo anni di sforzi per favorire l’integrazione? afferma il Sindaco di Piove di Sacco Crosta.

Vale la pena di ricordare che i “campi” di cui si parla non sono megacampi ma microaree con due/tre famiglie residenti e stanziali da anni, sulle quali i Sindaci si dichiarano nettamente contrari

Difficile allora immaginare che qualcuno accetti di ospitare o creare una struttura regolare, come invece viene previsto nella proposta di legge per i ?nomadi? di Alleanza Nazionale, Forza Italia, la Lega e progetto Nordest che ripropone invece i “campi sosta”.

Anche se é paradossale scoprire il fallimento di una legge senza che mai sia stata convocata la consulta prevista dalla legge stessa per un monitoraggio ed una verifica complessiva, si dichiara : “La legge veneta 54 del 1989 che intendeva regolamentare la creazione dei campi di sosta per i nomadi non ha raggiunto il suo obiettivo. Va sostituita con una nuova normativa che si proponga di scrivere regole più certe?

Si demonizza la Legge 54/89 ma poi se ne propone un?altra che ha più o meno la stessa struttura in quanto si ritorna sulla realizzazione dei “campi nomadi” che tutti denunciano come politiche fallimentari.

Analizzando nel concreto alcuni articoli della suddetta proposta possiamo evidenziare in partenza molte contraddizioni e rischi di un peggioramento dell’illegalità.

Partiamo dal nome improprio ?nomadi? e non per una questione formale ma sostanziale: le famiglie nomadi sono ormai pochissime e si riferiscono a coloro che esercitano un?attività lavorativa dello spettacolo viaggiante e a chi è “nomade” per costrizione, quindi non è possibile equiparare il termine nomadi ai molteplici gruppi di Rom e Sinti della nostra regione, cittadini Veneti e non.

Considerando poi che, anche il nostro paese fa parte dell?Europa, la correttezza del nome è dovuta in base alle normative europee, dove vengono contraddistinti appunto come minoranze Rom e Sinte.

Si accusano i Rom e Sinti di non notificare la nascita dei loro figli, alquanto impossibile perché rinuncerebbero in questo modo anche ai benefici previsti dalla legge ma non si entra invece nel merito sulle inadempienze di alcune amministrazioni che negano la residenza a famiglie e ai bambini che vivono in un determinato territorio da anni.

Altre indicazioni sui minori e sulla tutela dell?infanzia non possono essere in contrasto con la convenzione internazionale dei diritti dei bambini, ratificata anche dall?Italia, perché anche i bambini Rom e Sinti sono bambini.

Si stabilisce che la presenza “nomade”, nelle aree di sosta situate nel territorio dei singoli comuni, non dovrà comunque superare l’uno per mille della popolazione ivi residente: come si farà a mantenere nel corso degli anni la percentuale fissata? I bambini diventati adulti che si sposano e che in quel territorio sono cresciuti e residenti, se ne dovranno andare? Non esiste per nessun cittadino questa norma che, a nostro giudizio, è anticostituzionale!

Non si chiarisce la destinazione delle famiglie Rom o Sinte italiane o comunque in regola in base alla legislazione sugli stranieri, se vengono cacciate da un territorio: non è questo un modo di incrementare l?illegalità e non certamente la sicurezza di tutti i cittadini?

?Nell?affrontare l?esame di questo testo, sarà molto importante dialogare con gli amministratori locali perché ai comuni vengono assegnati compiti e impegni veramente gravosi nell?affrontare un fenomeno di proporzioni prevedibilmente ampie? ma molti sindaci di entrambi gli schieramenti hanno già manifestato la loro disapprovazione.

Vengano inoltre ignorate voci autorevoli come quella di uno dei maggiori costituzionalisti italiani, Gustavo Zagrebelsky, che indica nell?interazione l?unica risposta alla sfida del multiculturalismo per una società a culture plurime. Interazione che deve essere inevitabilmente oggetto di discussione e confronto e alla fine responsabilità della politica.

Purtroppo noi, gente comune, incalzati da informazioni fuorvianti e univoche, chiudiamo occhi ed orecchie, non approfondiamo, né vogliamo sapere, preferiamo trovare il male e il capro espiatorio al di fuori di noi, puntare il dito contro qualcuno, quando invece la triste realtà spesso è all?interno delle abitazioni dove si consumano delitti e violenze.

Tutti siamo coinvolti, proprio nella quotidianità, in questo radicale cambiamento multietnico delle nostre comunità, condividiamo territorio e spazi comuni, usufriamo degli stessi servizi, siamo vicini fisicamente ma se restiamo lontani culturalmente, continueremo a vivere nella paura e nella diffidenza e l?assenza di una politica che non sostiene questo cambiamento, mette a rischio, a mio parere, il nostro futuro e quello dei nostri figli e nipoti.

Maria Grazia Dicati
Presidente Opera Nomadi Piovese

In foto Maria Grazia Dicati con Stefano Liuzzo dell’Istituto di Cultura Sinta

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Minoranze Linguistiche, il piano scolastico esclude i bambini sinti e rom

9 Giugno 2007 2 commenti


Il Ministero della Pubblica Istruzione ha reso noto il Piano di interventi e di finanziamenti, relativamente al prossimo anno scolastico, per la realizzazione di progetti nazionali e locali nel campo dello studio delle lingue e delle tradizioni culturali appartenenti a minoranze linguistiche. Le scuole interessate potranno inviare i progetti entro il prossimo 15 settembre.

In considerazione di quanto previsto dal Regolamento di attuazione della legge n. 482 del 15 dicembre 1999, emanato con Dpr n. 345 del 2 maggio 2001, per l’anno scolastico 2007/2008 il Ministero della Pubblica Istruzione specifica in una lettera circolare del 27 aprile scorso, prot. n. 4094, il Piano di interventi e di finanziamenti per la realizzazione di progetti nazionali e locali nel campo dello studio delle lingue e delle tradizioni culturali appartenenti ad una minoranza linguistica.

La suddetta legge, all?art. 2, dispone che ?la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo?.

Noi di sucardrom evidenziamo che le scuole, dove sono presenti bambini appartenenti alle Minoranze sinte e rom, non potranno beneficiare di questi finanziamenti.

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Torino, per i Sinti e i Rom si vuole seguire la strada di Roma e Milano?

9 Giugno 2007 Nessun commento


«Di nuovi campi-nomadi a Torino non se ne parla. In compenso bisogna militarizzare quelli autorizzati per garantire il numero chiuso». Parola di Agostino Ghiglia, che durante la riunione della quarta commissione presieduta da Maria Teresa Silvestrini ha fatto saltare sulla sedia gli assessori Borgione (Servizi sociali) e Borgogno (Polizia municipale). Emergenza nomadi: è scontro fra maggioranza e opposizione sulle strategie che Palazzo civico, insieme a Milano e Roma, sta studiando per archiviare le baraccopoli dentro e ai confini della città.

Se Carossa (Lega) auspica una Torino «denomadinizzata» e Angeleri (Udc) critica l?assenza di orientamenti chiari, nemmeno il capogruppo di An va per il sottile: «Sul principio del numero chiuso sono d?accordo con l?amministrazione. Ma l?unico modo per garantirlo è militarizzare i quattro campi regolari di Strada Aeroporto, via Lega, via Germagnano e corso Unione Sovietica». Come? «Attivando un controllo serrato 24 ore su 24, anche con presidi fissi della Polizia Municipale, sull?accesso, sulla permanenza e sulle condizioni di vita al loro interno». Quanto ai nuovi arrivi, il problema va risolto alla radice: «No alla realizzazione di un quinto campo autorizzato. Idem per quelli di transito, che implicano costi elevati e promettono di catalizzare nuove ondate di nomadi».

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Milano, insediamenti Rom/Sinti e popolazioni maggioritarie: i rapporti possibili

4 Giugno 2007 Nessun commento


La Fondazione ISMU invita tutti al seminario dal titolo ?Insediamenti Rom/Sinti e popolazioni maggioritarie: i rapporti possibili?. Il seminario si terrà il 13 Giugno 2007 presso il Centro Congressi della Fondazione Cariplo in via Romagnosi n. 6 a Milano.

Di seguito il programma definitvo

Ore 10.00, welcome coffe e registrazione dei partecipanti.

Ore 10.30 – 12.30
Introduce e modera Maurizio Ambrosini (Università degli Studi di Milano). Intervengono: Sergio De Molle in sostituzione di Don Virginio Colmegna (Casa della Carità), Mariolina Moioli (Assessore Famiglia, Scuola e Politiche Sociali, Comune di Milano), Renato Saccone (Prefettura di Milano), Antonio Tosi (Politecnico di Milano), Carlo Berini (Istituto di Cultura Sinta).

12.30 ? 13.30
Dibattito, conclude Vincenzo Cesareo Fondazione ISMU.

Per informazioni
Ismu, via Copernico n. 1, 20125 Milano
telefono 02 6787791, fax 02 67877979

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Il Comitato Rom e Sinti Insieme si incontra il 16 giugno a Mantova

1 Giugno 2007 Nessun commento


Negli ultimi giorni la situazione in Italia per le Minoranze Sinte e Rom è sempre più grave e difficile. La settimana scorsa avevamo preparato un progetto per continuare insieme il lavoro su una proposta legislativa ma il precipitare degli eventi ha di fatto bloccato la segreteria tecnica del Comitato.

Crediamo indispensabile incontrarci insieme per decidere come proseguire e quali iniziative attuare per contrastare i ?patti di sicurezza? firmati per adesso solo a Milano e Roma.

Questi ?patti? impongono il concentramento di una parte di Rom e Sinti in grandi insediamenti (a Roma si parla di quattro ?campi nomadi? per un totale di 5.000 persone) e la cacciata per tutte le altre famiglie.

Per queste ragioni invitiamo tutti a Mantova, sabato 16 giugno 2007, dalle ore 11.00 al Museo Diocesano (Casa dello Studente) in Piazza Virgiliana n. 55. Durante la giornata prepareremo anche gli incontri del 19 giugno con l’UNAR e del 28 giugno con il Ministero dell’Interno.

Inoltre, una delle questioni che più ci preme discutere con voi è su come costruire una comunicazione efficiente che possa farvi avere in tempo reale le informazioni su incontri, iniziative, eccetera. Pensiamo che avere le informazioni a tempo debito sia un obiettivo importante da raggiungere per permettere a tutti una più ampia partecipazione.

Il problema è che pochi di voi hanno un computer con il collegamento ad internet e ad oggi noi non abbiamo una struttura organizzativa che riesca a raggiungere tutti voi nello stesso momento, attraverso il telefono.

Una delle idee che vi proponiamo è quella di avere una persona di riferimento per associazione, per città, per regione o per gruppo che sia disponibile a ricevere le nostre comunicazioni e a farle circolare subito a tutta l?associazione o gruppo di riferimento. Provate a pensarci anche voi per portare delle proposte concrete il 16 giugno.

Per partecipare, per qualsiasi chiarimento o per qualsiasi informazione potete chiamare la segreteria tecnica del comitato, presso l?Associazione Sucar Drom: telefono 0376 360643, fax 0376 318839, oppure scrivete a romsinti.insieme@libero.it

Yuri Del Bar, Radames Gabrielli, Nazzareno Guarnieri e Carlo Berini

Riferimenti: La costituente del comitato Rom e Sinti Insieme

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Roma, individuati tredici siti per concentrare i Sinti e i Rom

31 Maggio 2007 1 commento


Sorgeranno fuori il Raccordo anulare, a sud, est e nord della Capitale, i quattro grandi «villaggi della solidarietà» o, come si usava definirli fino a qualche giorno fa, campi rom. Le aree individuate sono circa 13, prevalentemente nei Municipi meno «carichi» e dove si dispone di servizi sociali adeguati.

È stato infatti lo stesso sindaco Veltroni, all?indomani della firma del «Patto per la legalità» a rivelare come in merito alle aree attrezzate destinate ai Sinti e Rom «abbiamo già individuato alcune zone: nei prossimi giorni – ha annunciato Veltroni – incontreremo il prefetto per passare già ad una fase operativa. Le aree saranno presidiate dalle associazioni e dalle forze dell’ordine, strutture nella quali si potrà fare lavoro di integrazione e scolarizzazione con un minore impatto sul tessuto cittadino».

Il modello che verrà applicato è quello del campo rom allestito sulla Pontina, nei pressi di Castel romano. I nuovi «villaggi della solidarietà», destinati ad accogliere circa mille nomadi e gestiti direttamente dal Comune, dunque «sorgeranno in aree dove è possibile attrezzare campi adeguati – spiega il vice capo gabinetto del sindaco, Luca Odevaine – questo significa ad esempio la presenza di un sistema di trasporti tale da permettere agli occupanti del campo di recarsi in città e ai ragazzi di raggiungere le scuole.

Non dobbiamo sconvolgere la vita e le abitudini delle persone. Ci sono molti ragazzi rom che vanno nelle scuole e continueranno ad andare nelle stesse». Top secret sulle aree, la «mappa» che verrà presentata in questi giorni al prefetto Achille Serra ne contiene circa 13. Tra queste la commissione prefettizia ne deciderà quattro.

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In foto un campo di concentramento, dove gli italiani internavano i cittadini libici.

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Roma, appello a favore dei bambini rom e sinti

28 Maggio 2007 Nessun commento


Maria Grazia Dicati dalle pagine di RomSinti@Politica ha lanciato un appello per i bambini Rom e Sinti: anche loro sono bambini!

Da mesi tutti i bambini Rom e Sinti che vengono forzatamente e ?legalmente? allontanati dopo l?abbattimento delle loro povere baracche dalle ruspe, vagano per la Capitale in cerca di un posto dove dormire.

Vista l?insensibilità e l?ipocrisia dei nostri politici, sul concetto di solidarietà e legalità, come mamma e insegnante, mi rivolgo a tutte le persone che hanno a cuore i bambini e chiedo loro di sottoscrivere e diffondere questa foto con uno degli articoli della Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata anche dall?Italia

?La tua casa non c?è più e dovunque andrete vi manderemo via?
(Foto di Simona Caleo)

Articolo 2 della Convenzione sui diritti dell’infanzia

1. Gli Stati parti s’impegnano a rispettare i diritti che sono enunciati nella presente Convenzione ed a garantirli ad ogni fanciullo nel proprio ambito giurisdizionale, senza distinzione alcuna per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, del fanciullo o dei suoi genitori o tutori, della loro origine nazionale, etnica o sociale, della loro ricchezza, della loro invalidità, della loro nascita o di qualunque altra condizione.

2. Gli Stati parti devono adottare ogni misura appropriata per assicurare che il fanciullo sia protetto contro ogni forma di discriminazione o di sanzione motivata dallo status, le attività, le opinioni espresse o il credo dei suoi genitori, dei suoi tutori o di membri della sua famiglia.

Quanti volessero sostenere questo appello, sono pregati di :
- inserirlo nei loro blog;
- inviarlo ai loro amici e conoscenti pregandoli di fare la stessa operazione;
- trasmetterlo ai vari organi di stampa e informazione
- consegnarlo a persone dello spettacolo, della cultura, del cinema, della musica,dello sport?;
- coinvolgere le varie organizzazioni sindacali;
- esporre il volantino nei luoghi di lavoro, di culto, presso le università?;
- farlo pervenire all?Unicef e a tutte le associazioni che si occupano di minori;

Maria Grazia Dicati

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