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Milano, un altro sgombero incivile

15 Giugno 2007 1 commento


Un altro sgombero all?insegna dell?inciviltà: ieri all?ex autoparco di via Toscana una settantina di Rom romeni sono stati sgomberati e poiché non hanno accettato la proposta dell?assessorato alle politiche sociali sono stati abbandonati in mezzo alla strada. Donne incinte ? anche all? ottavo mese – bambini ? anche lattanti ? si sono rifugiati sui prati del parco Ravizza.

Sollecitati dalla Rete Nopattoldilegalità gli assessorati alle politiche sociali di Comune e Provincia, la Prefettura si sono trincerati dietro il rifiuto dei rom di dividere le famiglie, donne e bambini da una parte, gli uomini al loro destino.

Così nessuno ha fatto nulla. Queste persone sarebbero rimaste con i loro figlie e le loro cose ammassate in sacchi di plastica sotto il temporale che ha colpito Milano se nella notte non avessero cercato un rifugio provvisorio in uno dei tanti stabili abbandonati a se stessi in questa città: una scuola alla Comasina.

Ma tutto non finisce qua, altri sgomberi sono annunciati: a Chiaravalle, a Legnano altre centinaia di uomini, donne e bambini verranno sbattuti fuori dalle loro baracche, gli uomini perderanno il loro lavoro, del loro destino nessuno si cura. Eppure queste persone fanno parte da anni della nostra comunità e da gennaio sono, come noi, cittadini della Comunità europea.

Eppure le soluzioni ci sono: ragionare sul superamento della logica dei campi, affrontare le esigenze abitative anche di chi è diverso da noi, anche trovando soluzione temporanee che non espongano esseri umani a condizioni umilianti e degradate.

Questa responsabilità tocca alle istituzioni, alle amministrazioni che non possono semplicemente chiudere gli occhi di fronte a un problema che non si risolve così.

Per prima cosa noi chiediamo l?istituzione immediata di un tavolo permanente con tutti i soggetti istituzionali e con tutte le associazioni che operano nel sociale perché insieme, e non contro, questi nostri concittadini si trovino soluzioni che partano dal principio di uguaglianza dei diritti come dei doveri e con lo stesso rispetto, con la stessa dignità che chiediamo per noi stessi.

Rete Nopattodilegalità, Lista Uniti con Dario Fo per Milano, NAGA, Opera Nomadi, Aven Amenza, Festa dei popoli di Opera

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Roma, video shock dello sgombero di via Aldobrandeschi

28 Maggio 2007 Nessun commento


La mattina del 10 maggio 2007 la Polizia Municipale capitolina, coadiuvata dalle forze dell’ordine, su decisione del sindaco Veltroni, sgombera in maniera violenta la comunità di Rom Romeni insediatasi in via Aldobrandeschi, naturalmente senza offrire un’alternativa abitativa a queste famiglie.

Le immagini sono state girate col cellulare e rendono l’idea, assieme con l’audio, della drammaticità di queste vergognose azioni che si susseguono oramai quotidianamente a Roma.

Il video amatoriale di Gianluca Staderini dello sgombero del “campo nomadi” di via Aldobrandeschi avvenuto il 10 maggio a Roma è stato diffuso dallo spazio Web RomSinti@Politica.

Guarda il Video…

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Roma, Forza Nuova esulta dopo l’ennesimo sgombero di Rom

11 Febbraio 2007 2 commenti


Il 6 febbraio è stato sgomberato l’insediamento spontaneo di via del Fosso a Torre Maura (VIII Municipio). Delle poche famiglie rom sgomberate non si sa nulla. Forza Nuova esulta, dopo aver organizzato per settimane presidi e raccolte firme in tutto il quartiere.

I “bravi cittadini” del quartiere ringraziano Forza Nuova per il “sostegno dato a questa battaglia e si rendono disponibili a combattere questo degrado al fianco della comunità Forzanovista, che continuerà, imperterrita, a battersi contro questo cancro che affligge l’intera Capitale!”

Significativi i commenti alla notizia che invitiamo a leggere…

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Roma, anche i ciclisti chiedono lo sgombero dei Rom

1 Febbraio 2007 1 commento


In questi giorni sembra che nel quartiere Magliana di Roma ci sia un problema molto serio: la ciclabile! Pubblichiamo la lettera di un cittadino che è stata ripresa in questi giorni da Fausto Bonafaccia di Bici Roma. Bonafaccia ha scritto un articolo, pubblicato da Abitare a Roma.

Ecco la lettera

Le ciclabili, lo possiamo affermare grazie alle vostre segnalazioni sulle altre, erano affollatissime. Un gran bel segnale, ma tutto rischia di vanificarsi dinanzi agli scempi che vengono lasciti impuniti.

Nel nostro piccolo abbiamo documentato quanto segue. Nomadi che con i motorini scavalcano le staccionate così e percorrono le ciclabili senza problemi così come prolificano i loro accampamenti. Motorini che anche di domenica mattina percorono la ciclabile impunemete. Una cuccia lato pista. Ora anche gli scarti dei furti di rame.

Della staccionata ne rimane ben poca cosa. Il denominatore unico sembra sia sempre lo stesso. Il vero peccato è constatare come questo percorso, che ragazzi ed adulti da soli o con le famiglie stanno apprezzando sempre più, venga lasciato in balia di chi non lo sa rispettare e di chi pensa solo a distruggerlo, sporcarlo o renderlo pericoloso.

Chi di dovere saprà prendere i rimedi giusti??

Ce lo auguriamo…

Interviene immediatamente Augusto Santori (AN) che naturalmente rincara la dose: “L’ARDIS richieda lo sgombero dei nomadi dagli argini del Tevere e la ciclabile della Magliana è sotto il controllo dei nomadi con furti e sfregi a danno dei ciclisti”.

“Alla Magliana – dichiara il 24 gennaio Augusto Santori, consigliere di AN al Municipio XV – gli argini del Tevere sono oramai soggetti all’autorità dei nomadi stanziati abusivamente, nella ciclabile che corre proprio nei pressi degli argini proseguono furti e sfregi a danno dei ciclisti”.

“Il problema degli stanziamenti abusivi di nomadi lungo gli argini del Tevere a Magliana – prosegue il consigliere di AN – sta continuando a creare disagi per tutta la cittadinanza residente, oggi però è soprattutto il popolo delle due ruote che percorre la pista, adiacente agli stanziamenti, a subire le più gravi vessazioni”.

Il problema sono le poche decine di Rom Rumeni (vedi foto) che vivono baraccati da alcuni anni sulle rive del Tevere ma naturalmente nessuno si interessa della loro condizione. Noi ci chiediamo: perchè i bravi ciclisti romani non sono preoccupati della salute degli uomini, donne, bambini e anziani rom che sono costretti a vivere in quelle condizioni?

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Treviso, l’Opera Nomadi blocca lo sgombero delle famiglie sinte residenti

12 Luglio 2006 1 commento


L’Opera Nomadi di Treviso, coinvolgendo le forze politiche di centro-sinistra e la società civile trevigiana, ha impedito questa mattina lo sgombero delle sedici famiglie sinte, residenti a Treviso.

Ieri dopo una giornata di indiscrezioni e smentite era caduto il segreto sullo sfratto del “campo nomadi” via Francesco da Milano. Le voci sull’operazione si sono susseguite nei giorni scorsi più o meno sussurrate, vista l’assoluta segretezza in cui l’amministrazione voleva condurre l’operazione.

Ieri le indiscrezioni si sono fatte insistenti, condite da alcune smentite. Inizialmente sembrava che lo sgombero dovesse avvenire alle 14.30, poi nel pomeriggio si è parlato piuttosto di un orario compreso tra le 6.00 e le 6.30 di oggi.

Questa mattina dalle 5.30 Renzo Comin dell’Opera Nomadi, insieme ai capigruppo in Consiglio Comunale dell’Ulivo e delle altre forze politiche di centro-sinistra, a don Chiershner e a tutti i Sinti trevigiani, ha atteso la Polizia Municipale e i funzionari del Comune di Treviso.

La Polizia Municipale, coadiuvata dalle Forze dell’Ordine, a partire dalle ore 6.30 ha tentato di eseguire lo sgombero ma l’intervento dell’Opera Nomadi che ha coinvolto il Prefetto di Treviso ha scongiurato l’esecuzione di questo grave atto discriminatorio.

Il Prefetto di Treviso ha di fatto dichiarato illegittimo l’atto dell’Amministrazione Comunale e ha contingentato l’area fino a quando non sarà predisposto un concreto progetto abitativo a favore delle sedici famiglie, appartenenti alla Minoranza Nazionale dei Sinti Veneti.

Renzo Comin, insieme ai Sinti, ha espresso soddisfazione per l’intervento del Prefetto e per la presa di posizione della società civile trevigiana che hanno impedito l’esecuzione di un atto illegittimo e discriminante.

Le famiglie Sinte chiedono che venga istituito in Prefettura un gruppo di lavoro, in cui siano invitati stabilmente i loro rappresentanti, per definire i diversi interventi abitativi richiesti: la casa, per una decina di famiglie e una micro area per le restanti famiglie che ancora oggi svolgono l’attività di spettacolo viaggiante.

L’Opera Nomadi di Treviso rimarca la gravissima situazione igienico-sanitaria in cui versa l’area di sosta per il chiaro e voluto disinteresse dimostrato in tanti anni dall’Amministrazione Comunale. In febbraio il Comune aveva presentato un progetto alla Regione Veneto per la realizzazione di un nuovo “campo nomadi”, naturalmente l’area scelta si è rivelata inquinata.

In foto musicisti sinti a Padova

Riferimenti: Treviso, presentato in regione il progetto per il "camp

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Sgombero del Campo Rom di via Lufrano a Casoria

6 Novembre 2005 3 commenti

Mercoledi? notte la polizia ha sgomberato con la forza un campo rom in via Lufrano a Caso-ria non dando neanche il tempo alla povera gente che vi abitava di fare i bagagli per portar via il più possibile. Si trattava di 430 persone mandate allo sbaraglio fra cui donne incinte e molti bambini: ora vagano nelle periferie della nostra città implorando un aiuto.

La maggiore responsabilità di questo inumano, barbaro e crudele sradicamento poliziesco ricade quasi per intero sull?ex-sindaco di Casoria Giosuè De Rosa che per oltre 2 anni non ha mosso un dito per trovare una sistemazione alternativa, o quanto meno per fornire acqua e far rimuovere i ri-fiuti solidi. Non ha fatto nulla, sapeva solo mostrarsi ipocritamente inorridito per quella situazione di degrado, ma ciò che a lui interessava era cacciar via gli zingari da Casoria a qualunque costo, e nient?altro.

Una grave responsabilità ricade anche sulla regione (retta da un governo di centro-sinistra) e sulla Provincia (anch?essa governata dal centro-sinistra). Il governatore Bassolino si è rifiutato di riceve-re una nostra delegazione che fin dal mese di giugno chiese un incontro proprio per risolvere la que-stione di via Lufrano.

L?esistenza di questo campo Rom degradato e in condizioni igieniche spaventose non aveva nulla a che vedere con il cosiddetto ordine pubblico, si trattava di un problema di carattere squisitamente sociale. Noi che abbiamo assistito stamattina all?alba alla demolizione di questa orrenda ?favela? lasciata marcire per circa tre anni (mentre un elicottero inutilmente volteggiava sopra di noi e squa-droni di polizia e carabinieri tenevano lontani i curiosi, e le ruspe sradicavano le capanne) abbiamo toccato con mano il vergognoso fallimento dei politici di centro sinistra, del tutto inetti e del tutto incapaci di trovare una soluzione alternativa all?azione militare. Istituzioni quali Regione, Provincia e Comune (di Casoria) hanno vergognosamente lasciato fare alla polizia tradendo, in questa occa-sione il mandato loro affidato all?elettorato di sinistra: amministrare civilmente, con giustizia e so-prattutto con democrazia.

OPERA NOMADI NAPOLI

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Sgombero a Cusago (MI), comunicato stampa dell’Opera Nomadi

25 Ottobre 2005 16 commenti

Questa mattina, alle porte di Milano, in località ?Cusago?, è stata portata a compimento un?operazione di sgombero e abbattimento di un manufatto abitativo oggetto di un lungo contenzioso amministrativo tra alcune famiglie rom, il Comune di Milano e la Magistratura Ordinaria (per l?aspetto penale).
Al di là del merito legato alla illegittimità e, forse, inopportunità di una edificazione certamente di carattere abusivo, ma sulla quale non si erano ancora esaurito il normale iter giudiziario e amministrativo, denunciamo i metodi violenti adottati durante l?operazione, alla presenza del Vicesindaco De Corato (AN), che hanno portato 4 rom (due giovani donne di cui una al III mese di gravidanza, un anziano di 80 anni e un giovane di 14) al pronto soccorso dell?Ospedale San Carlo per curare le contusioni provocate dalla collutazione con le Forze dell?Ordine.
I Rom di via Cusago sono cittadini italiani del gruppo dei ?Rom Harvati?, residenti a Milano da oltre quarant?anni che, nel 1999 stanchi di vivere in condizioni precarie e conflittuali nel ?campo comunale di via Martirano?, acquistarono un terreno su cui costruire delle abitazioni ?mobili? ad uso residenziale.
E? infatti da alcuni anni ormai che molte famiglie rom e sinte di Milano decidono di abbandonare i luoghi destinati a loro dall?Amministrazione Comunale (i campi nomadi), andando ad insediarsi in piccole aree con la propria famiglia allargata e provvedendo in proprio alla realizzazione dei lavori di urbanizzazione e alla costruzione di abitazioni.
E? una risposta ?spontanea? a una condizione di abbandono delle Istituzioni cittadine, al fallimento di una politica abitativa che ha saputo solo proporre la ripetizione di sgomberi inutili e la realizzazione di luoghi ?differenziali? e disumani (come i campi di via Triboniano e via Barzaghi, dove centinaia di persone vivono ammassate, private delle più elementari condizioni di sicurezza e salute).
La solerzia con la quale l?Amministrazione Comunale ha provveduto a coordinare le operazioni odierne è ?insolita? (non riguarda cioè i più vistosi e importanti abusi edilizi che riguardano la città), mostra un aspetto intimidatorio e violento contro i soggetti deboli e le minoranze, ma soprattutto mette a nudo l?assoluta mancanza di una prospettiva e di un?idea di governo che sappia coniugare i bisogni dei cittadini e le trasformazioni urbane, portando al collasso le forme acquisite di convivenza civile.
Negli ultimi due anni l?accanimento pregiudiziale di una parte politica cittadina e regionale nei confronti delle comunità Rom e Sinte, ha raggiunto un livello intollerabile di linciaggio mediatico, violazione ripetuta delle leggi e di aperto razzismo verso il quale richiamiamo l?attenzione della società civile, dei partiti politici e degli organi istituzionali preposti.

per contatti
OPERA NOMADI SEZIONE DI MILANO ONLUS
Ente Morale DPR n. 347 del 26.3.1970
Via Archimede n. 13
20129 Milano
Tel 0284891841 – 3393684212
operanomadimilano@tiscalinet.it


Riferimenti: Sinti e Rom un habitat possibile

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