Foggia, il Comune sgombera i Rom da Borgo Segezia

Lo sgombero dei rom da Borgo Segezia è imminente. Dopo le lamentele degli abitanti per le condizioni igienico-sanitarie e di scarsa sicurezza in cui verserebbe la zona, molto probabilmente lo smantellamento delle baracche dei Rom avverrà nei primi giorni della prossima settimana.
«Non servirà a molto – afferma Antonio Vannella, presidente regionale dell?Opera Nomadi – questa è ormai una routine che si risolve in una gara a chi si stanca prima: le ruspe che rompono o i rom che ricostruiscono le baracche dopo qualche giorno, con uno spreco di tempo e denaro. E? ora di affrontare il problema e non nascondere la testa sotto la sabbia per non vedere, come lo struzzo».
E? questa la vita dei rom rumeni di Borgo Segezia. Dal primo gennaio Europei a tutti gli effetti. «Cittadini europei di serie B, o forse anche di categoria inferiore stando ai fatti – continua Vannella – ci manca solo il cartello ?benvenuti nelle favelas foggiane? ma per il resto sembra di fare un salto in Brasile».
«Stiamo qua da sette anni ormai e non abbiamo dato mai fastidio a nessuno ? dice Zisu Eracle, un rom che abita a Borgo Segezia ? Quello che chiediamo è di vivere in condizioni umane. Vorremmo poter disporre di questo terreno, avere dei servizi igienici e stare in santa pace, niente di più. Adesso per lavarci abbiamo a disposizione solo la fontanella della piazza e il nostro bagno è la campagna».
Non ci sono fonti ufficiali per sapere quanti rom vivono in maniera stabile, ormai, a Segezia. L?Opera Nomadi proprio in questi giorni sta effettuando un censimento ma a quanto pare il numero si aggira tra i 300-350.
A Segezia ci sono ottanta residenti e un bar. Il borgo è un?oasi estiva per tutti quegli immigrati che arrivano in Capitanata per i lavori stagionali e che si vanno ad aggiungere ai rom stabilitisi nell?ex campo sportivo della parrocchia, un terreno di proprietà dei Giuseppini.
A luglio ne arrivano anche 800. In passato quasi tutti erano magrebini ma ultimamente sono rumeni e polacchi. Se questi stranieri arrivano vuol dire che ci sarà un perché.
«Non certo per Don Ivone che fa semplicemente il suo ruolo di prete – continua Antonio Vannella – ?Ero forestiero e mi avete ospitato?. Questo dice il Vangelo e il parroco non fa che applicare la parola di Dio. Organizza un campo di accoglienza per immigrati in estate con l?aiuto di una settantina di volontari e nessuno dà fastidio. E poi gli immigrati c?erano già prima di don Ivone».
Gli stranieri servono per quei lavori che gli italiani non vogliono più fare. Raccogliere i frutti della terra, al sole di agosto, non piace a molti. «E invece i rom e gli altri immigrati che già da giugno iniziano a riempire il borgo si accontentano di 3 euro all?ora per sgobbare nei campi» conclude il responsabile dell?Opera Nomadi. Una benedizione per gli imprenditori agricoli. E, inoltre, quando l?aria si fa afosa a Segezia e la sete si fa sentire, gli zingari diventano miracolosamente una manna dal cielo anche per chi nel borgo l?acqua la vende, e cara.
di Carmelo De Rosa
Riferimenti: lettera aperta dell’assessore Del Carmine


