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Roma, i minori stranieri non accompagnati

3 Luglio 2007 Commenti chiusi


A Roma martedì 10 luglio, presso RomaEventi in via Alibert, alle ore 9.30 si terrà un convegno dal titolo: ?minori stranieri non accompagnati: percorsi di protezione e pratiche di integrazione?, organizzato dal Ministero della Solidarietà Sociale e dal Ministero dell’Interno in collaborazione con Italia Lavoro e ANCI.

Il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati rappresenta una tipologia migratoria che sfugge alle dinamiche consuete di regolazione dei flussi. Essa presenta elementi di forte problematicità innanzitutto per i minori, costretti a crescere troppo in fretta attraverso l?esperienza traumatica di una migrazione in età precoce e in solitudine, ancora di più se a questa si intrecciano esperienze violente come la tratta, la clandestinità, la devianza.

La presenza dei minori stranieri non accompagnati pone complesse sfide operative innanzitutto in termini di protezione, da assicurare fin dall?arrivo alle frontiere, ma anche in termini di concreta gestione della presenza sui territori. I sistemi di welfare locale sono impegnati da tempo e in maniera consistente nel garantire la prima accoglienza e l?integrazione stabile sui territori.

È necessario inserire e sostenere questo impegno in una strategia nazionale, che abbia tra i suoi elementi caratterizzanti un approccio inter-istituzionale, tale da permettere di affrontare la complessità giuridica e sociologica del fenomeno, e un orientamento marcatamente territoriale, che valorizzi e metta a frutto quanto finora espresso, in termini di buone pratiche.

Roma, Gad Lerner fa la figura del razzista davanti all’amico Amato

30 Giugno 2007 4 commenti


Come avevamo annunciato giovedì 28 giugno scorso si è tenuto un incontro di esperti al Ministero dell’Interno. Il professor Santino Spinelli è intervenuto in maniera critica, esplicitando tutte le contraddizioni degli interventi sia governativi che locali. Inoltre, ha esortato il Ministro Amato a coinvolgere direttamente Sinti e Rom nelle decisioni.

Ma oggi vi vogliamo parlare del siparietto che ha visto protagonisti il giornalista Gad Lerner e il professor Alessandro Simoni, dell’Università di Firenze. Il giornalista, amico del Ministro, era all’incontro perchè sembra che gestirà la parte mediatica della Conferenza internazionale che Amato vuole comunque fare in autunno.

Tutti sanno che Gad Lerner ha sua moglie volontaria alla Casa della Carità e che è di conseguenza un sostenitore accanito del “patto di solidarietà e legalità”, inventato da Don Colmegna.

Lerner, durante l’incontro, ha quindi sostenuto le iniziative di Don Colmegna, ponendo l’accento sulla validità delle norme contenute nello sfortunato “patto”, fatto sottoscrivere alle famiglie rom di via Triboniano a Milano.

A quel punto è intervenuto il professor Simoni che ha posto ad un Lerner imbarazzatissimo la seguente domanda: ma se una famiglia che abita in una casa popolare manda i figli a chiedere l’elemosina, noi la cacciamo e gli togliamo la casa?

Non vi raccontiamo il seguito o meglio non vi raccontiamo l’espressione e il colore del viso di Lerner, perchè pensiamo che possiate immaginare da soli…

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Roma, la Comunità di Sant’Egidio s’interroga su Rom e Sinti

28 Giugno 2007 Commenti chiusi


“Mezzo milione di loro sono stati inghiottiti dai campi di sterminio ma ancora oggi gli zingari sono al primo posto tra i gruppi piu’ odiati in Occidente”. Questa contraddizione e’ stata denunciata dal portavoce della Comunita’ di Sant’Egidio Mario Marazziti a margine del Convegno su ‘Il caso zingari‘, nella sala “Don Luigi Di Liegro” della Provincia di Roma.

“Sull’Olocausto, sulla Shoah, sullo sterminio degli ebrei – ha spiegato il portavoce – il mondo ha ragionato sulle responsabilita’ ed anche sul senso di debito che da questo deriva. Questo ha vaccinato le nostre societa’ contro l’antisemitismo anche se ogni tanto si riaffaccia. Ma tutto questo non è avvenuto per gli zingari”.

Il Convegno storico intende “proporre il problema di questa rimozione che e’ anche all’origine, e fa da sfondo, alla difficolta’ attuale di trovare un modo per aiutare i rom ad essere piu’ inseriti nella nostra societa’ e al tempo stesso a non farne il capro espiatorio per qualunque problema sociale si verifichi nella nostra vita quotidiana”.

“C’è necessità – ha affermato ancora Marazziti nell’intervista diffusa dal Servizio Informazione Religiosa – di trovare delle risposte capaci anche di sgonfiare l’antigitanismo. Il problema delle politiche sociali, degli sgomberi e’ un problema che si inquadra in questo contesto di ignoranza e di dimenticanza”.

Per Marazziti, e’ necessario “ridare la prospettiva vera, storica di un problema con cui l’Occidente non ha saputo fai conti. La carenza di capacita’ nel trovare delle risposte al problema sociale degli zingari viene da lontano: dal fatto che non si e’ ancora usciti dall’antigitanismo. Per questo – ha concluso – con gli zingari ci si puo’ permettere di tutto, anche di non avere delle soluzioni”.

Interessante l’intervento del costituzionalista Giovanni Maria Flick che ha posto l’accento sull’assurdità dei continui sgomberi subiti dalle comunità rom capitoline e sulla necessità di riconoscere a Sinti e Rom lo status di Minoranze. Anche gli interventi di Paolo Morozzo della Rocca e di Marco Impagliazzo hanno riscosso molto interesse.

Noi di sucardrom invitiamo la Comunità di Sant’Egidio a non utilizzare più il termine etno-centrico “zingari” e a chiamare anche relatori Rom e Sinti alla prossimo convegno.

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Roma, sui letti del fiume…

26 Giugno 2007 Commenti chiusi


“Lungo un sentiero che ci porta alla stazione colori e forme spuntano dietro una rete di telo e pareti di cartone. Entrando si scopre un piccolo villaggio composto da circa una dozzina di baracche che si affacciano con tappeti e stoffe ad uno spazio più ampio.”

“Alcune persone e tanti bambini vivaci si sporgono incuriositi al nostro arrivo. Inizialmente timorosi, si lasciano alla fine trasportare dalla possibilità di raccontarsi: saremo circa quindici famiglie, alcuni sono qui da due o da cinque anni.”

“Veniamo tutti dalla Romania, da Sibiu. Veniamo dallo stesso paese. I carabinieri sanno che siamo qui ma siamo tranquilli. Le baracche ce le siamo costruite da soli…ci si mette uno o due giorni. Se hai tutto il materiale anche quattro o cinque ore. Tutto quello che troviamo facciamo, tutto da aggiustare. Ora siamo comunitari, ma non cambia niente, solo non ti possono cacciare via…”

Inizia così, con un viaggio sotto il cavalcavia del raccordo anulare, una delle venti “storie” che gli studenti di architettura di Roma Tre hanno raccolto nelle loro passeggiate in cerca di insediamenti umani: un’indagine cui abbiamo già dato voce qualche settimana fa [leggi il reportage], e che ha portato i ragazzi a visitare i campi nomadi, gli accampamenti improvvisati, le bidonvilles della Capitale.

Storie di popoli migranti, di miseria economica e nobiltà umana, di esperienze di vita impensabili, solo pochi metri al di sotto del viadotto che la metropoli percorre ogni giorno, a qualche minuto di cammino dal ponte che essa attraversa a gran velocità, lungo il fiume che la taglia in due.

Ed è proprio sulle sponde del Tevere, sotto Ponte Garibaldi in pieno centro, che i ragazzi si sono dati appuntamento la sera del 20 giugno 2007 per concludere simbolicamente il loro itinerario. Le storie, raccolte in una valigia a testimonianza di un bagaglio esperienziale che ha lasciato il segno, coronano l’iniziativa “sui letti del fiume”.

Una trentina di tende attrezzate per dormire e poi fiaccole, qualche birra, una chitarra: un sit-in, o meglio, uno sleep-out, per trascorrere la notte all’addiaccio, come chi lo fa da anni, come chi non può permettersi una casa, come chi sogna un alloggio popolare che non avrà, come chi vive nei campi abbandonati al disagio.

E come chi, grazie al nuovo Piano per la Sicurezza firmato dal ministro Amato insieme all’ amministrazione capitolina, verrà esiliato dalla città e trasferito in uno dei quattro “villaggi della solidarietà”, sorta di centri di permanenza (non) temporanea da impiantare fuori del G.R.A., circondati da reti metalliche e presidiati a vista dalle pattuglie e dalle telecamere delle forze dell’ordine.

Il gruppo di architetti in erba, guidati dal docente Francesco Careri di Stalker/Osservatorio nomade, non ha raccolto solo le testimonianze (le “storie”), ma anche il disagio degli invisibili che vivono da dieci, venti, trenta anni in uno qualsiasi dei 23 campi nomadi regolari o dei 40 insediamenti non riconosciuti dislocati in tutta Roma. E che rischiano di veder arrivare da un momento all’altro le ruspe.

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Roma, le associazioni e la discriminazione razziale

26 Giugno 2007 Commenti chiusi


Nel quadro delle attività di sensibilizzazione e di formazione promosse dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) del Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità, rientra, tra gli altri, il finanziamento del progetto dal titolo Contenuti e strumenti per la tutela in materia di discriminazioni razziali realizzato dall’Unione Forense per la tutela dei diritti dell’uomo (UFTDU).

Obiettivo principale del progetto è quello di diffondere la massima conoscenza delle norme nazionali, comunitarie e internazionali volte a contrastare le discriminazioni fondate su motivi razziali o etnici e degli strumenti per farne valere l’eventuale inosservanza.

In tale ottica, il 4 luglio 2007 si terrà a Roma presso la Residenza di Ripetta – sala Bernini la Giornata di formazione Discriminazione razziale e accesso alla giustizia: il nuovo ruolo dell’associazionismo, destinata a tutte le associazioni che svolgono la propria attività nel campo della lotta alle discriminazioni e della promozione della parità di trattamento e, in particolar modo, a quelle titolari della legittimazione ad agire in giudizio ex art. 5 del D. Lgs. n. 215/2000.

Il programma prevede la disamina dei nuovi strumenti giuridici introdotti dalla recente normativa antidiscriminazione nazionale ed europea e un workshop applicativo nel corso del quale verranno simulati casi concreti di discriminazione razziale e illustrate le connesse strategie di contrasto.

Seguirà un dibattito con interventi programmati delle Associazioni intervenute, leggi il programma…

Per ulteriori informazioni:
Segreteria organizzativa UFTDU
telefono 06 8412940, fax 06 85300801
e-mail: info@unionedirittiumani.it

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Roma, appello per la città che vogliamo

24 Giugno 2007 Commenti chiusi


È accaduto a Roma e a Milano ma sta accadendo, con diverse modalità in numerose città italiane. Sindaci come Veltroni, si comportano da autorità assolute e decidono, supportati, spesso da governatori di Regioni e Province, quali sono le priorità da affrontare nella agenda politica della città che amministrano.

A Roma, secondo il sindaco, la priorità è rappresentata dall?allarme sociale creato dagli uomini e dalle donne recluse in campi attrezzati o abusivi. A Roma la priorità è costituita da chi, non potendo permettersi le spese di un alloggio decente, è costretto ad abitare in baracche fatiscenti ubicate spesso in aree insalubri, dense di pericoli, lungo il Tevere e l?Aniene.

Cittadini invisibili che in alcuni casi arrivano a vivere in cave di tufo per sfuggire anche al rischio di essere catturati. E a Roma non si combatte la povertà ma i poveri, non si cercano soluzioni che rendano per tutti e per tutte possibile progettarsi un futuro migliore ma si preparano campi di deportazione fuori dalle cinta del raccordo anulare chiamandoli anche ?Villaggi della solidarietà?.

Per realizzare queste strutture, veri e propri ghetti che riportano alla memoria esperienze fosche di apartheid, il Comune avrà a disposizione 15 milioni di Euro.

Il progetto firmato anche con la Prefettura, ?Patto per Roma sicura? ha finora viaggiato nelle stanze più accondiscendenti dei poteri forti, è stato supportato mediaticamente da giornali e televisioni che hanno provveduto ad un opera di ?etnicizzazione? di ogni fatto di cronaca, per giustificare norme repressive e securitarie.

Ma esiste a Roma, come nelle altre città italiane una società civile, democratica, vigile e antirazzista. Associazioni di migranti e di autoctoni, movimenti, forze sociali e politiche, singole e singoli cittadini che non vogliono cadere in questa logica.

Un universo variegato, che non condivide le risposte che si danno a domande di giustizia sociale, che ne vuole individuare altre e che vede, dietro la ricerca del capro espiatorio, tanto l?incapacità a farsi carico dei bisogni di tutte e di tutti, quanto la volontà di favorire il mercato immobiliare e le speculazioni edilizie.

A questo mondo nessuno ha mai chiesto di firmare alcun patto, di questo mondo nessuno ha voluto ascoltare le voci e trarne le dovute conseguenze.
Facciamo perciò appello, al di là delle diverse sensibilità, al di là delle diverse modalità con cui si affrontano le stesse tematiche, perché queste voci trovino un momento unico per farsi sentire in sede istituzionale, per mobilitarsi se necessario, affinché il Patto per Roma sicura venga boicottato e smentito.

Ci auspichiamo un altro patto siglato dall?amministrazione con tutte e tutti coloro che vivono a Roma, indipendentemente dalla loro provenienza e dal loro status sociale. Un patto per una Roma democratica e solidale, che ci impegniamo a realizzare insieme.

Per discuterne insieme, e per trovare insieme soluzioni e proposte comuni, invitiamo tutte e tutti ad una assemblea pubblica che si terrà martedì 26 giugno dalle ore 18, presso la Casa delle Culture, Via di S. Crisogono 45 (Trastevere nei pressi di Piazza Sonnino).

Per informazione e contatto:
Claudio Graziano 3356984279, mail claudiograzianoit@yahoo.it
Hamadi Zribi 3334408921, mail hamadi.zribi@posta.rifondazione.it
Andrés Barreto 3402392099, mail andresbarreto@libero.it
Francesco Careri 347 4142500, mail careri@uniroma3.it

Hanno aderito ad oggi:
Action; Arci Roma; Attac; Campo per la Pace Ebraico; PRC Roma; Riva Sinistra; Associazione Dhumcatu, Rdb-CUB Immigrati Roma;Annamaria Rivera;(docente Università di Bari) Maurizia Russo Spena; (Ricercatrice); Sveva Haertter (Ufficio migranti Fiom); Anna Pizzo (consigliera regione lazio), Adriana Spera (capo gruppo PRC- SE Roma); Padre Roberto Sardelli (scuola 725); AINAI (Associazione nordafricani in Italia), Filippo Miraglia rep immigrazione arci; Grazia Naletto(Associazione Lunaria); Stefano Galieni (Dip. Immigrazione PRC nazionale); Alessia Montuori (Associazione Senzaconfine); STALKER Osservatorio Nomade; Maurizio Fabbri (capon Gruppo Gruppo PRC-Se Provincia di Roma); Giada Valdannini (giornalista e studiosa di cultura rom); Vivi Valente (Associazione Progetto Diritti); Santino Spinelli (Ambasciatore dell?Arte e della Cultura Romanì nel Mondo, Commissario per gli Affari Esteri dell?International Romani Union IRU, Vice Presidente del Parlamento dell?IRU, Delegato Italiano dell?ERTF); Luciana Menna; Valeria Belli (ass. Onlus Yakaar), Marco Brazzoduro (professore alla Sapienza); Associazione Ex-Lavanderia- Roma; La casa delle Culture; Simona Sinopoli (arci); Meo Hamidovic (cooperativa Sociale Onlus Rom Bosnia Herzegovina); Pilar Saravia (ass. NODI); Prof. Giulio Girardi (Teologo); Hamadi Zribi (Responsabile immigrazione PRC Roma); Prof. Bruno Bellerate (ex docente universitario); Stefania Ruggeri (Cooperativa sociale B612- Ostia),Fabio Baglioni (ASGI); Associazione sri lankesi in italia; Laura Nobili; Rosaria Gatta (ARCI); Irene Castagna (ARCI); Maria Giovanna Casu (ARCI); Aida Nahum; Caterina PATTI (Assessore con delega alle politiche dei migranti del XIX Municipio); Claudio ORTALE (Capogruppo PRC-S.E. del XIX Municipio di Roma); Alfonso Perrotta (associazione interculturale villaggio globale); Gianluca Peciola (assessore XI Municipio); Roberto Morea (assessore ai servizi sociali del I municipio); Silvia Macchi (urbanista); Tiziana La Torre (ARCI); Fabrizio Burattini (Segreteria Cgil Roma Sud); Giorgio Cremaschi (Segreteria nazionale Fiom); Giulia Cortellesi (Lunaria); Claudio Graziano (ARCI); Stefano Moser (alice nel mondo); Sandro Medici (Presidente del X Municipio); Ghirmai Tewelde (consigliere PRC-SE XVIII); Nando Simeone (Vice Presidente del Consiglio Provinciale di Roma); Lucio Conte (consigliere VII Municipio); Associazione Scuola Università Ricerca; Gennaro Loffredo (Associazione Maria Musu); Cristina Formica (Chiama L?Africa); Nodo di Roma Rete LILLIPUT; Vittoria Pagliuca (attivista diritti umani); Mirjana Brkic (ARCI); Hevi Dilara (Europa levante); Associazione Chiama l’Africa onlus; Sucar Drom

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Roma, il GRIS afferma: sono 7.900 i Rom e Sinti presenti nella Capitale

22 Giugno 2007 2 commenti


Nei giorni scorsi Il Giornale ha dato una notizia sorprendente: settemilanovecento Rom e Sinti vivono ufficialmente nei “campi” nella capitale. Il dato è stato certificato dal Gris (Gruppo Immigrati e Salute).

La ricerca rileva la presenza di 34 insediamenti. «La maggior parte dei rom vive segregata nei campi-sosta temporanei – si legge nel rapporto della Regione Lazio elaborato da Eurispes – in condizioni di degrado, e con il minimo delle infrastrutture».

Noi di sucardrom non conosciamo le modalità di ricerca ma il Gris (Gruppo Immigrati e Salute) è una fonte autorevole. La ricerca, che ad oggi non abbiamo ancora letto, potrebbe mettere la parola fine alla “guerra dei numeri” (il Prefetto Serra e non solo ha offerto una stima di circa 15.000 persone) che da un anno a questa parte abbiamo sempre cercato di contrastare.

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Roma, il Comitato Rom e Sinti Insieme chiede la partecipazione

20 Giugno 2007 1 commento


Ieri è stata una giornata molto intensa per il Comitato Rom e Sinti Insieme che è composto dalle associazioni rom e sinte in Italia. Quattordici persone hanno rappresentato il Comitato alla conferenza stampa, tenuta alle 13.30, e al seminario dal titolo “i diritti fondamentali dei Rom e Sinti“, organizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità.

Radames Gabrielli (Nevo Drom) e Nazzareno Guarnieri (Rom Sinti Politica) hanno guidato la delegazione del Comitato che ha visto come speaker Eva Rizzin (OsservAzione), Bruno Morelli (Sucar Drom) e Demir Mustafa (Amalipè Romanò). Durante il seminario sono intervenuti anche i rappresentanti della Missione Evangelica Zigana, dell’Associazione Comunità Europea Rom di Pisa e dell’Associazione Rom Kalderasch.

La conferenza stampa è stata l’occasione per presentare ufficialmente il Comitato Rom e Sinti Insieme e ribadire la priorità sulle emmergenze che stanno investendo il nostro Paese: l?assoluta necessità di partecipazione attiva e ufficiale, a tutti i livelli (nazionali e locali) e in tutti i momenti decisionali, delle minoranze sinte e rom.

Il seminario ha offerto l’occasione per presentare al Governo le esperienze alternative ai cosiddetti “patti sicurezza” costruite in questi anni dalle diverse associazioni che hanno costituito il Comitato. Applauditi da tutti gli interventi del Comitato, in particolare l’accorato intervento della dottoressa Eva Rizzin (in foto) e l’articolato intervento del dottor Bruno Morelli.

Molta attenzione è stata posta all’intervento di Demir Mustafa che ha illustrato i percorsi costruiti in Toscana e in particolare a Firenze, per uscire dalle logiche segreganti e gettizzanti dei cosiddetti “campi nomadi”.

Il Comitato ha applaudito l’intervento di Silvia Della Monica (Capo Dipartimento Diritti e Pari Opportunità) che ha definito delirante la logica dei “campi nomadi”. Della Monica ha poi affermato: “non può senz’altro sfuggire alla nostra attenzione la condizione di vera e propria emarginazione sociale che caratterizza la comunità dei Rom e dei Sinti, comunità alla quale viene, di fatto,spesso, negato l?accesso a quei minimi diritti fondamentalicome il diritto all?istruzione, alla salute e all?alloggio e al lavoro che una società aperta e democratica, come quella in cui viviamo, dovrebbe garantire ad ogni persona”

Dopo la proiezione di un video sulle drammatiche condizioni di un cosiddetto “campo nomadi” di Roma, il dottor Bruno Morelli ha messo in evidenza la necessità di finirla con la trasmissione di immagini solo ed esclusivamente negative dei mondi rom e sinti.

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Roma, pubblicata una ricerca sui suicidi nel carcere minorile

20 Giugno 2007 Commenti chiusi


“Il suicidio e gli atti autolesivi nei carceri minorili (un tasso 10 volte superiore a quello degli uomini liberi) rappresentano un fenomeno diffuso, doloroso e destabilizzante sia per la popolazione carceraria, sia per la società civile”.

Con questa consapevolezza è stata presentata oggi, nella sala della Protomoteca in Campidoglio, una ricerca sul suicidio nel carcere minorile, prendendo a riferimento i ragazzi transitati negli ultimi anni nell’istituto penale minorile di Roma “Casal del Marmo”.

La ricerca è stata finanziata dall’ufficio del Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Roma (con il contributo dell’assessorato alle Politiche sociali della Regione Lazio e dell’università la Sapienza di Roma). Ed è stato proprio il Garante, Gianfranco Spadaccia, ad illustrarne i risultati: “Il campione, selezionato tra il 2006 e il 2007, è stato composto da 77 soggetti, dei quali 55 maschi (71,4%) e 22 femmine (28,6%).

L’età dei detenuti variava da 14 a 18 anni, con una prevalenza di soggetti intorno ai 17 anni. Le etnie più rappresentate sono i Rom dell’ex Jugoslavia (19,5%), gli italiani (20,8%), i rumeni (31,2%) e i rom rumeni (26%). Nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente – prosegue Spadaccia – emerge un incremento del 60% delle prese in carico di Rom della ex Jugoslavia e un incremento del 50% di nomadi rumeni”.

Spadaccia afferma poi che “ogni anno fra gli adulti detenuti si registra un tasso di suicidi che è dieci volte superiore alla percentuale della ‘societa’ del liberi’. Sono il frutto del disagio mentale, della separazione dai propri affetti, ma soprattutto della disperazione. Ciò che è drammatico e doloroso per gli adulti, è tuttavia inaccettabile per i minori”.

Inquietante un presunto ?dato? offerto alla stampa dagli esperti: ?l’alta percentuale di disturbi del pensiero tra gli zingari, che non apparivano coincidere con un difetto di esame di realtà. In generale, le ragazze tendono maggiormente verso modalità più interiorizzate di espressione del disagio, i maschi verso la dipendenza da sostanze e l’azione?.

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Roma, terzo meeting italiano: media, diversità e pluralismo

20 Giugno 2007 Commenti chiusi


Si terrà il 22 e 23 giugno 2007, presso il Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità, il terzo meeting dei media multiculturali “Media, Diversità, Pluralismo”. Il metting si terrà a Roma, 22-23 giugno 2007 – Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità – Sala Momumentale – 2° piano – Largo Chigi n. 19.

L’evento è organizzato da COSPE in collaborazione con il Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Piattaforma nazionale dei Media Multiculturali, la FNSI, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, il Segretariato Sociale RAI, il Comune di Roma.

Il 3° meeting dei media multiculturali, inserito nel calendario dell’Anno Europeo per le Pari Opportunità 2007, è anche l’evento finale del progetto europeo – Mediam’rad – media, diversità, pluralismo – che ha dato visibilità e valore alle espressioni giornalistiche e mediatiche promosse da cittadini e cittadine immigrati.

Obiettivo dell’incontro è permettere ai partecipanti e attori dei media multiculturali e dei media mainstream di condividere le esperienze, ma anche di confrontare le strategie e metodologie di lavoro, per informare, riflettere e discutere sulla valorizzazione della diversità e la necessità di superamento degli stereotipi nell’informazione sull’immigrazione.

Scarica il programma del meeting.

Per partecipare è necessario registrarsi, compilando la scheda di iscrizione e rinviandola via e-mail entro il 19 giugno a: info@mediamrad.it

Segreteria organizzativa
COSPE, via Slataper 10, 50134 Firenze, telefono 055 473556
e-mail: info@mediamrad.it, web: www.mmc2000.net

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