Archivio

Post Taggati ‘quot’

Bolzano, presentato il documentario "la vita e altri cantieri"

3 Luglio 2007 2 commenti


A Bolzano, venerdì 29 giugno, è stato presentato in anteprima il documentario “la vita e altri cantieri” di Giuseppe Schettino. Il documentario racconta i conflitti tra generazioni e culture, tra padri e figli nella realtà etnica dei Sinti Teich che come ogni cultura viva si modifica nel tempo e nello spazio.

La famiglia allargata Gabrielli, appartenente alla Minoranza dei Sinti Teich, vive a Bolzano e si guadagna da vivere soprattutto con la musica ma da quando Laki, l’unico violinista del gruppo, si è convertito all’evangelismo hanno dovuto smettere di suonare. Cercando di ricongiungere il gruppo, Radames il capo famiglia, scopre quanto le tradizioni sinte stiano cambiando.

Il film è stato girato nelle lingue originali, il sinto teich e l’italiano, da ZeLIG, scuola di formazione televisiva, in collaborazione con Enti ed Istituzioni della Provincia di Bolzano. Insieme a Giuseppe Schettino hanno collaborato Fernando Espinosa (camera) e Jona Zara Klein (editing). Le musiche sono quelle del gruppo musicale U Sinto.

Alexian Group, arriva nei negozi "Romanò Thèm – Orizzonti Rom"

1 Luglio 2007 Commenti chiusi


Romanò Thèm – Orizzonti Rom” è il nuovo disco dell’Alexian Group, guidati dal polistrumentista Santino Spinelli. Il disco contiene dieci canzoni e il videoclip Alba Balcanica e potete acquistarlo direttamente su internet.

Insieme ad Alexian Santino Spinelli (fisarmonica e canto), nel nuovo disco c’è Luciano Pannese (contrabbasso), Gennaro Spinelli (percussioni), Andrea Castelfranato (chitarra e bouzuki). Il disco è pubblicato dalla Compagnia Nuove Indie.

In foto la copertina del disco

Categorie:Senza categoria Tag: , , , , , ,

Torino, il progetto "biblioteca vivente" domani in anteprima nazionale

29 Giugno 2007 Commenti chiusi


Domani a Torino, alle ore 12.00 in Piazza Castello, prenderà vita l’iniziativa “biblioteca vivente”, a cura del comitato “All different All equal” di Torino e del Tavolo Interminoranze.

Il progetto “Living Library” (biblioteca vivente) è nato in Danimarca nel 2000 ed è stato adottato dal Consiglio d?Europa come strumento per la promozione dei diritti umani. Come in una qualsisi biblioteca si possono noleggiare dei libri, così nella biblioteca vivente le persone disposte a raccontare la loro esperienza vengono scelte da una catalogo.

La scelta dell’utente di questa singolare biblioteca verterà su alcune categorie su cui ricadono molto spesso pregiudizi e discriminazoni, come i “rom”, gli “omosessuali”, le “lesbiche” o i “disabili”.

Passando così un’ora del proprio tempo ci si potrà accorgere che le differenze tra queste persone e quelle definite invece “normali” non sono così profonde e sarà possibile instaurare un reciproco rapporto di discussione e convivenza.

Dopo l?anteprima di domani, in occasione del Pride di Torino, la “biblioteca vivente” verrà realizzata in una versione più ampia durante Melting Box, la Fiera Internazionale dei Diritti e delle Pari Opportunità per Tutti, dal 22 al 24 ottobre, sempre a Torino.

Categorie:Senza categoria Tag: , , , , , , ,

Sesto San Giovanni (MI), una "guerra" della disperazione?

28 Giugno 2007 Commenti chiusi


Dopo l?incendio che ha distrutto il “campo nomadi” tra Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo, spente le fiamme, in città scoppia la polemica. A far discutere innanzitutto le cause. Se per le forze dell?ordine il rogo potrebbe essere accidentale, per i Rom che vi vivevano il fuoco sarebbe stato provocato da una bottiglia incendiaria lanciata dalla vicina autostrada Milano-Venezia, pochi minuti prima che chiudesse per i lavori di ampliamento della quarta corsia.

I Rom, fuggiti appena si sono resi conto che il fuoco si stava propagando rapidamente a una quarantina di baracche costruite con legno e altri materiali di fortuna, hanno infatti puntato il dito contro un gruppo di nord africani che una settimana prima gli avevano intimato di andarsene dal campo. Secondo alcune testimonianze i marocchini avrebbero inoltre esploso alcuni colpi di pistola anche se la polizia non ha trovato bossoli.

Non è difficile immaginare una “guerra tra poveri” abbandonati dalle Istituzioni che non riescono a costruire politiche che sappiano offrire alternative alla baracca.

Categorie:Senza categoria Tag: , , , , ,

Firenze, Mercedes Frias interviene sui "patti sicurezza"

26 Giugno 2007 Commenti chiusi


Bando sopra i Zingani e le Zingane del dì 3 novembre 1547 ab incarnatione: ?L’illustrissimo ed eccellentissimo Signore il Sig.Duca di Fiorenza e per Sua Eccellentia Illustrissima li Magnifici Signori Otto di Guardia e Balia della città predetta, considerando di quanto danno sieno stati per il passato e di presente ancora sieno i Zingani e Zingane che si sono alloggiati e alloggiano appresso alla città di Fiorenza e per il contado e il dominio di essa e quanto sinistro con li loro cattivi portamenti arrechino li cittadini artifici e contadini per li assai immoderati danni che da loro sono ricevuti e ricevono giornalmente, e quanta comune utilità tenendone pagato il Ducale Stato di Sua Eccellentia ne abbi a resultare, però volendo a tale inconveniente ovviare fanno pubblicamente bandire, notificare et espressamente comandare, a tutte li compagnie di detti Zingani e Zingane che si trovino in tutto il territorio, il dominio et Stato Ducale di Fiorenze, che infra mese prossimo futuro da oggi si debbino, ogni eccetione rimossa, havere sgombro lo detto dominio Ducale di Fiorenza sotto pena di essere fatti prigioni e mandati in galera a beneplacito di loro ufficio notificando a ciascuno di detti Zingani come si è rivocato et rivoca per virtù della presente ogni patente, salvacondotto, et autorità che egli avessino insino a questo presente giorno.? da: Antonio Tabucchi, ?Gli zingari e il Rinascimento: vivere da Rom a Firenze?, Feltrinelli, 1999 (pagg. 19-20)

Martedì 26 giugno firmerete il ?patto per la sicurezza? di Firenze e dintorni. Patto che si inserisce sulla scia di quanto già stabilito e siglato in altre città d?Italia. Dal momento che non vi è una situazione concreta che possa giustificare queste imponenti iniziative di ordine pubblico, come si evince dal rapporto del Ministero dell’Interno sullo stato della sicurezza, la domanda sorge spontanea: a quale bisogno risponde il ?patto?? Qual è la domanda alla quale si pretende di rispondere con queste iniziative?

Dal rapporto del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sullo stato della sicurezza svolta dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera, emerge che ?…i dati sull’andamento della delittuosità non indicano un peggioramento della situazione tale da ingenerare sensazione di insicurezza generalizzata? per quanto riguarda i fattori che creano la percezione di insicurezza segnala ?….svolge un ruolo determinante la condizione di vulnerabilità individuale…. l’ambiente in cui si svolgono le proprie attività abituali.. infine, un ruolo determinante è rappresentato dall’effetto moltiplicatore dei media…? (pag. 122-123).

Ne deriva che la corsa alle politiche sicuritarie rappresenti uno strumento che si propone come risposta non ad una situazione reale, ma alle percezione di insicurezza. Percezione le cui cause esulano dall’aumento effettivo dei reati; dunque i ?patti? diventano strumenti di propaganda politica.

Si tratta della classica rincorsa alla destra, sul suo terreno; solo che in questa circostanza tale rincorsa va oltre il discorso, poiché si avvale di strumenti repressivi per ?combattere l’illegalità? diffusa nelle città. Questa iniziativa tende a dimostrare l’ultima scoperta dei sindaci delle grandi città, con grande supporto di buona parte dei media e di alcuni intellettuali d’area, come sempre: ?la sicurezza non è di destra né di sinistra?, perbacco!

Verissimo, facciamo però qualche distinguo:

- è di destra considerare la sicurezza come mera questione di ordine pubblico;

- è di destra sorvolare sull’accezione della sicurezza come un diritto ad avere un tetto, un lavoro dignitoso, cure, istruzione;

- è di destra identificare come i nemici della sicurezza coloro che sono realmente le vittime dell’insicurezza;

- è di destra perseguitare i più vulnerabili, gli esclusi, facendoli diventare dei veri capri espiatori;

- è di destra confondere la causa con gli effetti del ?degrado?.

Non è un caso che i ?patti? siano identificati da parte da politici e giornalisti di destra, come ?l’unica realizzazione dell’attuale Governo?.

Il sopracitato rapporto della Polizia dice ?anche la presenza di immigrati, è vissuta, nella maggioranza dei casi come fattore incidente negativamente sul senso collettivo di sicurezza. Tutto ciò produce domande di sicurezza che niente hanno a che fare con la delittuosità effettiva…? (pag. 124).

Tuttavia, dai contenuti dei ?patti? già firmati a Bologna, Bari, Genova, Cagliari, Catania, Torino, Milano, discende che si tratta di politiche repressive anti-rom, anti-venditori ambulanti, anti-commercianti cinesi, in generale anti-immigrati: negrume, poco ornamentale per le belle città, che sarebbero immacolate se non fosse per la presenza di questi indesiderati. Proprio come nel 1500.

Che cosa hanno di sinistra questi patti?

Quanta legalità c’è nel consentire che decine di esseri umani dormano alle intemperie sul ciglio della stazione di Santa Maria Novella o dentro i tubi dei lavori della tramvia?

Dove sono le istituzioni, così zelanti della sicurezza, quando decine di bambine e bambini hanno di fatto il divieto di andare a scuola?

Quale nozione di legalità consente la persecuzione selettiva e razzista contro esercizi commerciali di cittadini e cittadine stranieri?

Persecuzione basata su quello che si è, non su quello che si fa o non si fa.
Politica di sicurezza e legalità che perseguita gli ?abusivi? ambulanti e mendicanti, senza proporsi risposte; ma allo stesso tempo perseguita i regolari imprenditori stranieri, proprietari di kebab e phone center. Forse è più igienico che stiano tutte e tutti sotto i caporali nei campi e nei cantieri, oppure nelle case, 24 ore su 24, ad occuparsi degli anziani genitori di quelli che li detestano.

Di fronte ad un leggero calo generalizzato dei reati, come afferma il sopra citato rapporto della polizia, aumentano in modo preoccupante le violenze contro le donne. Violenze che avvengono nella stragrande maggioranza dei casi in ambito familiare. Per una donna è più probabile subire un’aggressione in ambito familiare o nel circolo degli amici che per conto di uno estraneo per strada.

Già un anno fa, a partire ?dall’emergenza stupri?, che diventa tale soltanto quando l’aggressore è un cittadino straniero, la sindaca di Milano, condottiera dei ?patti per la legalità?, aveva deciso di aumentare il numero dei lampioni e disporre sconti da parte dei taxi per le donne che viaggiassero sole la sera. Come dire: mi tolgo un dente perché ho mal di pancia.

Possibile che politica e istituzioni perseverino nell’inseguire le amplificazioni mediatiche che coccolano gli istinti più animaleschi di una parte della popolazione? Responsabilità vorrebbe che ogni situazione fosse governata per quello che è, non per quello che può apparire.

Ripeto, considerare la condizione di migrante come un’attenuante per giustificare atti di devianza è buonismo e paternalismo pericoloso; considerare però tale condizione come un?aggravante, non è soltanto ingiusto, ma terribilmente discriminatorio.

La firma di questi ?patti? con le istituzioni territoriali ha una valenza politica emblematica. Dopo un anno di un governo nazionale di centrosinistra, non c’è stato ancora il primo provvedimento teso perlomeno a ridurre gli effetti devastante delle politiche xenofobe del passato governo.

Anzi, prima che arrivi in parlamento il disegno Amato-Ferrero di modifica della Bossi-Fini, parte l’iter parlamentare delle proposte Violante e Buemi di inasprimento della Bossi-Fini nelle sue parti più repressive. Mentre, contemporaneamente, le regioni, province e comuni, così, quasi per caso, con i patti per la legalità antiesclusi, fanno il coro a Violante-Buemi & co nella crociata per la legalità dei padroni. Quando si dice superare la destra!

Dopo più di cinquecento anni della messa al bando degli indesiderati di Firenze, duole constatare quanto poco siamo in grado di evolverci culturalmente.

Mercedes Frias

Lettera inviata a Giuliano AMATO (Ministro dell’Interno), Claudio MARTINI
(Presidente Regione Toscana), Leonardo DOMENICI (Presidente dell’ANCI e Sindaco di FIRENZE), Matteo RENZI (Presidente Provincia di FIRENZE) e per conoscenza Walter VELTRONI (Sindaco di ROMA).

Categorie:Senza categoria Tag: , , , , , ,

Milano, appello contro gli sgomberi e i "campi nomadi"

23 Giugno 2007 1 commento


Il Consiglio Comunale di Milano ha deciso unitariamente con la sola opposizione di un gruppo di consiglieri della minoranza, di sgomberare a tappeto i “campi” senza predisporre nessun tipo di soluzione per centinaia di Rom rumeni che si trovano ora in condizioni disperate determinando gravi situazioni di tensione come è avvenuto al campo di Triboniano.

Le conseguenze di questa scelta destano grandissime preoccupazioni. Questi sgomberi non offrono alternative: uomini, donne e bambini vengono semplicemente abbandonati a se stessi costringendoli a cercare rifugi di fortuna o, peggio ancora, a bivaccare nei parchi milanesi.

Costretta a un nomadismo da tempo abbandonato perde le tracce di integrazione che si erano create – occasioni di lavoro, inserimento scolastico – una popolazione che ha lasciato il disastro della loro terra per cercare la loro piccola parte di felicità nell’opulenta Lombardia e per questo sono disposti ad accettare condizioni che una società normalmente civile non dovrebbe consentire a nessuno.

Chi voleva, a parole, la sicurezza ora soffia sul fuoco:

genera una situazione di degrado umano e di conflitto;

legittima le azioni squadristiche contro i rom di leghisti e razzisti vari;

giustifica chi pensa che cittadini stranieri, persone e popoli abbiano meno diritti e più leggi speciali, secondo precedenti storici che hanno tragicamente segnato la storia umana;

infine abbandona a se stesse le molte associazioni e i volontari che agiscono sul sociale e seguono i Rom.

Noi crediamo che una politica responsabile e degna di un Paese civile non debba inseguire il malcontento, il disagio e anche il pregiudizio ma costruire le condizioni di diritti e doveri uguali per tutti per una convivenza pacifica e rispettosa delle diverse culture.

Per questo chiediamo alle autorità prima di tutto di sospendere questa scelta dissennata che porta solo tensione che si trovino nell’immediato soluzioni che rispettino la dignità e la condizione umana dei Rom, infine che le aree vengano svuotate solo dopo aver trovato soluzioni abitative adeguate per tutti, avviando una politica concordata anche con i rom di processi di inserimento reale nel mondo lavorativo e sociale; dopo aver consegnato alla gestione delle forze dell’ordine e al sistema di giustizia solo chi lo deve essere.

Bisogna abbandonare la logica dei “campi” e prevedere, come è avvenuto e avviene in molti altri paesi, sia in Italia che in Europa, percorsi di inserimento sociale, lavorativo ed abitativo adeguato, come anche per i rifugiati e richiedenti asilo.

Facciamo perciò un appello

alle istituzioni e alla politica perché tornino a produrre e proporre idee, contenuti, progetti per l’agire sociale della nostra comunità, mettendo al centro il diritto-dovere dell’accoglienza di una città, il rispetto dell’interesse generale di tutti i cittadini, italiani o stranieri che siano;

alla società civile perché intervenga anche con atti concreti manifestando la volontà di rifiutare una comunità fondata sull’esclusione e sull’odio esercitato sui più deboli e indifesi dei nostri concittadini.

ARCI, Associazione Aven Amenza, Associazione NAGA, Comitato per le Libertà e i Diritti Sociali, Festa dei Popoli di Opera, Opera Nomadi

Documento inviato al prefetto di Milano, al Consiglio Comunale di Milano e alla società civile di Milano. Per adesioni: leonardo.fiorentino@comune.milano.it

Categorie:Senza categoria Tag: , , , , , ,

Casalmaggiore (CR), il Sindaco e i presunti "matrimoni di convenienza"

21 Giugno 2007 Commenti chiusi


Leggo incuriosito le esternazioni di Luciano Toscani, Sindaco di Casalmaggiore, nell?articolo sul presunto matrimonio combinato da due novelli ?Renzo e Lucia?, pubblicato oggi dalla Provincia a pagina 33.

Il Sindaco, in un colloquio privato, già mi aveva esternato tutte le sue perplessità su altri due casi e io ho sempre risposto che dobbiamo sempre e in ogni caso rispettare le Leggi che sono a fondamento della nostra convivenza civile.

Oggi siamo ad un nuovo capitolo di questi presunti ?matrimoni di convenienza? che non possono non farmi ricordare il film, premiato con l’Oscar, di Peter Weir (regista di ?attimo fuggente?).

Nel film un maestoso Gérard Depardieu, francese, proletario, fumatore, carnivoro e musicista di talento a New York ma bisognoso del rinnovo della green card, incontra Andie McDowell: ragazza bene, di professione botanica e per di più vegetariana. Lei vuole un appartamento che viene affittato solo a giovani coppie sposate, lui il rinnovo al permesso di soggiorno, appunto la green card americana.

La soluzione per tutti e due consiste in un matrimonio combinato da un amico, dopo il quale ciascuno riprenderà la sua strada, anche se, francamente, dal punto di vista di Andie McDowell, un matrimonio sembra un prezzo un po? alto da pagare per avere una casa. Alla fine i due si innamoreranno e vivranno felici e contenti come in una favola disneiana.

Ora io non so cosa risponderà la Prefettura al quesito posto da Luciano Toscani: li sposo o non li sposo. Per altro i precedenti hanno indicato che le nostre leggi già prevedono norme, come la coabitazione, che devono essere rispettate per offrire all?immigrato i vantaggi del matrimonio con una cittadina italiana.

Rimango però dell?avviso che la Legge, alla base della nostra convivenza civile, deve essere sempre rispettata e chi sbaglia è giusto che paghi il suo debito con la società. Rimane il sorriso per una storia all?italiana che è una realtà in tutti i paesi occidentali.

Carlo Berini

Categorie:Senza categoria Tag: , , , , ,

Milano, "opera gagia" ripercorre i fatti di Opera

21 Giugno 2007 Commenti chiusi


Ieri sera, mercoledì 20 giugno alle ore 20.30 e alle 22.30, presso Spazio Oberdan, è stata presentata l’anteprima di ?Opera Gagia? (HDV, 57?, Milano, gennaio/maggio 2007; produzione E-Tica Srl – divisione Film), regia di Antonio Bocola , ricerca giornalistica e interviste Alfredo D?Amato e Francesco Scarpelli . Documentario prodotto dalla Provincia di Milano, Settore cultura.

Il film è stato realizzato fra gennaio e maggio 2007, ?Opera Gagia? racconta i fatti seguiti allo sgombero con procedura d?urgenza, nel dicembre 2006, della comunità di settantadue Rom rumeni da uno degli accampamenti abusivi di Via Ripamonti a Milano, e le reazioni al loro trasferimento nei terreni temporaneamente loro destinati da Comune e Provincia di Milano nell?adiacente comune di Opera.

Il film ricostruisce l?intera vicenda attraverso immagini di repertorio, interviste ai protagonisti e riprese all?interno della comunità Rom e tra gli abitanti del paese: dal corteo spontaneo di protesta radunatosi sotto la sede del Comune, e concluso con l?incendio delle tende allestite dalla Protezione Civile, ai presidi permanenti all?ingresso del campo.

Dall?immediato ciclone mediatico, che divide gli abitanti di Opera e l?opinione pubblica tra chi è ?contro gli zingari? e chi invoca i nuovi ?imprenditori politici della paura?, fino alla partenza volontaria dei Rom, stanchi del clamore e dei continui insulti, annunciato cinquantad e giorni dopo con una lettera aperta a tutta la cittadinanza gagia, cioè non-zingara.

?Opera Gagia? ripercorre attraverso le voci dei protagonisti le tappe dell?affermazione di una non-identità come soluzione di un conflitto sociale e culturale, a Opera come a Milano, attraverso la vittoria delle divisioni e delle solitudini.

Categorie:Senza categoria Tag: , , , , ,

Vicenza, con la "pedalada" scopri l’estate dei camper sinti

21 Giugno 2007 Commenti chiusi


Dopo il successo di Gocce di Resistenza, il lento e difficoltoso processo d?interazione con le famiglie sinte, presenti nell’Alto Vicentino, continua con una “pedalada in quei comuni dove momentaneamente o meno sono ?accampate? le famiglie sinte.

La “pedalada” vuole essere un primo momento di incontro per continuare un dialogo che prende il posto della paura che troppo spesso accompagna chi non li conosce. ?Scopri l? estate nei camper? è, insomma, un piccolo passo verso una reale interazione, che, per prima cosa, passa attraverso un tratto diretto di conoscenza.

Vi aspettiamo numerosi in bicicletta per la partenza e l’iscrizione alle ore 10.00 di domenica 24 giugno 2007, nel Piazzale dei Pubblici Spettacoli, in Viale dell?Industria a Schio (VI).

Lo spuntino di metà mattina, ore 11.00 circa, sarà a Santorso, ospiti di Sonia e della sua famiglia, in sosta presso il parcheggio sito in via Casa Celeste. Il pranzo lo faremo alle 13.00 a Malo ospiti di Lina e della sua famiglia, in sosta presso lo spazio parrocchiale retrostante il Centro Giovanile. Aperitivo e saluti a Schio ospiti di Teresa e della sua famiglia in sosta nei pressi della nuova caserma dei Vigili del Fuoco, alle ore 17.00 circa.

L’iniziativa, lanciata da Sucar Drom, è promossa da: A.N.P.I. (Sezione di Magrè), Associazione Cerchi di Fumo, Associazione Il Mondo nella Città, Consulta dei Migranti di Marano Vicentino, ARCI Santorso, Cooperativa culturale Cinema Campana, Rettoria dei Frati Cappuccini di Schio, Giovani Comunisti, Parrocchie di Piovene Rocchette (Rocchette, S. Stefano e Grumello), PRC, Società Circolo Operaio di Magrè, ANPI (Sezione di Sant?Orso), Ente Morale Opera Nomadi e Parrochhia di Sant?Orso.

Per informazioni Fabio della Vecchia (Sucar Drom)
telefono 340 5116890, e-mail sucar.drom_vi@libero.it

Categorie:Senza categoria Tag: , , , , , ,

Il Ministro Ferrero: dobbiamo superare i "campi nomadi"

15 Giugno 2007 8 commenti


La situazione di “assoluto degrado” in cui versano i cosiddetti campi nomadi non e’ piu’ “tollerabile, soprattutto in virtù della semplice constatazione che larga parte di coloro che sono chiamati nomadi, in Italia nomadi non sono, ma sono, in realtà, stanziali”.

Lo ha detto il ministro della solidarieta’ sociale Paolo Ferrero il 6 giugno alla Camera rispondendo ad una interrogazione sul tema del deputato Paolo Del Mese (udeur) che chiedeva quali misure il governo intenda adottare, soprattutto a tutela dei minori.

Ferrero ha detto che “e’ necessario, quindi, lavorare per il superamento dei campi, al fine dell’inserimento in un tessuto abitativo «normale» dentro il territorio. Segnalo che le politiche sociali rientranti nella mia responsabilità diretta sono delegate ai comuni, alle province ed alle regioni, per cui non c’è possibilità, da parte del Ministero, di intervenire direttamente su queste situazioni, poiché sono comuni, province e regioni che debbono agire”.

I comuni pero’ possono attingere al Fondo per le politiche sociali, cui sono destinati quest’anno 945 milioni di euro, mentre il Governo precedente ne aveva stanziati 500. Ferrero ha detto che a Napoli questo gia’ accade, mentre pochissimo viene fatto in molti altri comuni e “il Ministero non ha la possibilità di obbligarli ad agire”.

Continua a leggere…

Ma il Sindaco di Roma la pensa diversamente e alla domanda: perché non costruiamo le case per i Rom e i Sinti? Veltroni risponde: I Rom tendono a non stare nelle case, è una condizione che nasce dalla loro storia e dalla loro cultura. Facciamo tanto per l’integrazione; è una nostra responsabilità ma analoga responsabilità hanno loro che devono rispettare le leggi dello stato: non fare scippi, borseggi e tutto ciò che impedisce una sana convivenza civile.

Categorie:Senza categoria Tag: , , , , , ,