
Sabato 14 Aprile 2007 a Mantova, presso la Casa dello Studente, si è costituito ufficialmente il Comitato Rom e Sinti Insieme. Si sono riuniti i delegati delle diverse associazioni e dei diversi gruppi Rom e Sinti per dare una continuità sostanziale agli intendi emersi nella precedente assemblea del 24 marzo.
La risposta partecipativa di Rom e Sinti ha facilitato un dibattito democratico di intensa emotività con la totale condivisione di obiettivi strategici e diversi metodi organizzativi su cui i delegati del comitato lavoreranno nelle prossime settimane. All?unanimità sono stati eletti 22 delegati di diversi gruppi rom e sinti che costituiscono ufficialmente il Comitato Rom e Sinti Insieme.
All’unanimità è stata approvata la seguente relazione
Il Consiglio d’Europa e l?Unione Europea da molto tempo sollecita il Governo Italiano al riconoscimento delle minoranze Rom e Sinte ed ha altresì condannato qualsiasi forma di discriminazione, che purtroppo tuttora si verifica in Italia.
La discriminazione contro le minoranze Rom e Sinte in Italia è estesa in tutti i campi, dal privato al pubblico, l?emarginazione e la segregazione economica e sociale dei Rom e dei Sinti si trasforma in una discriminazione etnica.
In Italia le minoranze Rom e Sinte non sono riconosciute ne come Minoranze Etniche Linguistiche ne come Minoranze Nazionali e pertanto non beneficiano dei diritti che questi status prevedono.
Rare sono le realtà dove le comunità sinte e rom sono considerate protagoniste sociali pensanti e dove sono attuate politiche di interazione, di partecipazione diretta e di mediazione culturale.
I Sinti e i Rom presenti in Italia vedono in molti casi negato il diritto alla residenza, il diritto alla sanità, il diritto alla scuola, il diritto al lavoro.
In questa situazione drammatica i Rom Europei subiscono oltremodo politiche discriminatorie, emarginanti e segreganti. Famiglie intere scappano dai loro paesi d?origine per i conflitti etnici, le guerre civili e l?estrema povertà e l?Italia nega loro i più elementari diritti. Segregati nei ?campi nomadi? delle grandi città italiane, e non solo, i Rom Europei vivono situazioni inumane senza acqua, luce, servizi igienici e sono costretti a mendicare per le strade il sostentamento giornaliero.
In questi ultimi anni l?Unione Europea, il Consiglio d?Europa e altre istituzioni internazionali sono intervenute sulle problematiche vissute dai Sinti e dai Rom in Italia senza che il nostro Paese facesse propri questi interventi.
In una decisione resa pubblica il 24 Aprile 2006, il Comitato Europeo per i Diritti Sociali (CEDS) ha deciso che l?Italia sistematicamente viola, con politiche e prassi, il diritto di Rom e Sinti ad un alloggio adeguato. La decisione è basata su un Reclamo Collettivo presentato contro l?Italia dallo European Roma Rights Centre (ERRC), in collaborazione con osservAzione, secondo la modalità prevista dalla Carta Sociale Europea Revisionata.
Occorre smantellare la politica dei campi nomadi, superare la politica dell?assistenzialismo e dell?accompagnamento sociale, del sostituirsi alla rappresentatività di Rom e Sinti, ed EVITARE il restaurarsi di politiche simili con altra denominazione che contengono sempre i requisiti dell?assistenzialismo
Occorre superare le politiche sociali improntate sulla negazione delle culture e della società Rom e Sinta e promuovere una politica interculturale per le minoranze rom e sinte, ancora oggi negata e osteggiata nella realtà ma promossa e ostentata nelle parole e negli intenti.
Politiche interculturali costituite da processi e metodologie, come la mediazione culturale, che portano le diverse culture alla reciproca conoscenza per instaurare dialogo e comprensione reciproca.
In Italia le società e le culture sinte e rom sono spesso negate e ridotte ai soli aspetti folkloristici; questo ha comportato e comporta la predisposizione di politiche e di progetti che hanno l?obiettivo di assimilare gli stessi Sinti e Rom dentro la società maggioritaria, in senso numerico. Tali politiche sono contrastati dai Sinti e dai Rom, consegnando al fallimento ogni tentativo di assimilazione ed alla problematizzazione della presenza.
E? indispensabile creare i presupposti perché le comunità sinte e rom siano considerate protagoniste sociali pensanti e di conseguenza siano attuate politiche di interazione, di partecipazione diretta e di mediazione culturale.
Le politiche costruite insieme alle diverse Minoranze Sinte e Rom partono dal concetto di interazione per creare relazioni empatiche, incondizionate e prive di valutazioni, promotrici della crescita, del benessere e dell’indipendenza di entrambe le parti. Il riconoscimento del diritto alla differenza come occasione di incontro tra diverse società e culture capaci di generare un migliore modo d’essere.
In modo particolare negli ultimi decenni le minoranze Rom/Sinte sono state ?obbligate? ad assorbire un forzato adattamento alle circostanze (sempre negative), conducendo verso la ?negazione? della diversità culturale Romanì o peggio verso la sua ?estremizzazione?.
La trasformazione che stiamo vivendo oggi obbliga al consolidamento di una consapevolezza culturale ed al ripristino di un rapporto di scambio culturale ?in movimento? per reclamare il diritto alla diversità.
Una grande occasione per le minoranze rom e sinte se al confronto culturale si affianca un riesame critico per superare le frustrazioni del passato e spingersi verso un futuro senza negare quando di valido c?è nella tradizione Romanì.
Rom e Sinti devono essere protagonisti di un nuovo modo di essere Rom e Sinti, necessariamente diverso, svolgere un ruolo attivo e propositivo attraverso la partecipazione diretta e la lotta contro ogni forma discriminazione.
Il progetto politico e la strategia organizzativa
In questa prima fase il Comitato Rom e Sinti Insieme si pone l?obiettivo di unire le associazioni e i rappresentanti delle comunità sinte e rom che in questi anni si sono impegnati in Italia a favore dalle popolazioni sinte e rom, per sviluppare e condividere insieme metodi, strategie e programmi finalizzati alla crescita sociale, culturale e politica delle minoranze Rom e Sinte.
La finalità del Comitato Rom e Sinti insieme è la costituzione di una federazione di associazioni, da raggiungere nel giusto tempo necessario, presumibilmente entro un anno dalla sua costituzione.
In tale periodo sarà necessario che il comitato Rom e sinti insieme si ponga quale soggetto rappresentativo di rom e sinti verso le istituzioni governative e nominare delegati per la partecipazione all?IRU (International Romanì Union) e ad altri organismi Europei.
In tale periodo sarà necessario sviluppare e condividere gli strumenti adeguati per rispondere ai bisogni, cioè un progetto politico capace di migliorare la condizione sociale, culturale e politica delle minoranze rom e sinte. Sarà anche necessario sviluppare e condividere le finalità, gli scopi, le strategie organizzative, con la definizione di uno statuto per la federazione.
I delegati dei Comitato Rom e Sinti Insieme saranno convocati nelle prossime settimane per avviare tutte le attività.
In fotografia il comitato Rom e Sinti Insieme