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Pescara, presentazione del Rapporto Caritas

15 Dicembre 2006 Nessun commento


Giovedì 14 dicembre a Pescara è stato presentato il rapporto annuale sull’immigrazione nella Provincia di Pescara. Nel rapporto provinciale è stato inserito un sostanzioso capitolo sulla minoranza Rom scritto da Nazzareno Guarnieri, Rom Abruzzese. Durante la mattinata è stato anche presentato il Dossier statistico Caritas sull’Immigrazione in Italia.

Riportiamo il testo del breve intervento di Nazzareno Guarnieri (in foto), mentre il testo integrale del rapporto 2006 sulla realtà rom in Abruzzo sarà riportato nei prossimi giorni sullo spazio web: RomSinti@Politica.

Ringrazio l?Amministrazione Provinciale di Pescara per questa opportunità: inserire nell?annuale rapporto sull?immigrazione nella Provincia di Pescara, un capitolo sulla realtà dei Rom in Abruzzo. Tale capitolo è stato scritto da un Rom, forse è la prima volta che un rapporto Istituzionale sui Rom è scritto da un Rom.

Nell?Abruzzo multiculturale i vecchi pregiudizi verso i Rom non sono stati abbandonati, infatti rarissime sono le realtà Regionali dove la minoranza Rom è considerata protagonista sociale pensante e dove sono attuate strategie di interazione interculturale, di mediazione culturale e di partecipazione diretta alla vita sociale, culturale e politica.

Se un rom ruba, tutti i Rom rubano, questo è lo stereotipo collettivo ed Istituzionale. Questo è falso, ladri e delinquenti sono presenti in tutti i popoli, ma non legittima di condannare intere popolazioni, in grande maggioranza composte da persone oneste.

Sfugge alla conoscenza di molti l?esistenza in Abruzzo di numerose persone Rom che vivono di onesto lavoro dipendente o autonomo. Molte di queste persone Rom sono ?invisibili? perché per svolgere il loro lavoro sono costrette/obbligati a rinnegare pubblicamente e totalmente la propria identità culturale per evitare di essere pregiudizialmente esclusi o emarginati nel timore di una loro presunta ?pericolosità?, cioè sei Rom, dunque sei pericoloso.

Lo scorso 28 Novembre il Consiglio d?Europa nel rapporto 2005 sulla discriminazione nei 25 Stati membri dell?Unione ha evidenziato che in l?Italia, la minoranza Rom è fortemente discriminata, in particolare nell?ambito del lavoro e dell?istruzione. Allora cosa fare? Mentre la politica Abruzzese continua a fare lo struzzo?

Dopo la forzata rinuncia a nascondere l?identità culturale cosa resta da fare ad una persona Rom per cercare di sopravvivere? Cancellare la propria storia personale e familiare e quindi non essere più persona.

Da qualche mese in Abruzzo ed a Pescara alcune persone Rom hanno inoltrato la richiesta di cambiare cognome per non essere riconosciuti come Rom e quindi evitare la discriminazione. Quindi una rinuncia anche alla loro storia personale e familiare, oltre che all?identità culturale.

Il DPR n. 396/2000 all?articolo 89 consente di cambiare il cognome SOLO ?perché ridicolo o vergognoso o perché rivela origine naturale?, cosa c?entra la discriminazione etnica?

Se la richiesta viene accolta dal Ministero degli Interni siamo curiosi di conoscere la motivazione. E se viene accolta?… si provi ad immaginarne la gravità di tale fatto in una società multiculturale e non solo per i rom.

A volte si rimprovera ai rom di non volersi integrare nella società, nonostante sono in Abruzzo da oltre 6 secoli ma se la vita del Rom è un susseguirsi di discriminazione, di disprezzo, di indifferenza e strumentalizzazione politica?. Come è possibile ad un Rom acquisire le competenze necessarie per una integrazione culturale? E come potrà cambiare la condizione di questa minoranza se ai figli dei Rom è riservata la stessa sorte?

La minoranza Rom è sempre stata un target sensibile per la Comunità Europea, la quale mette a disposizione degli Stati Membri significative risorse economiche per l?integrazione delle persone Rom; molti Enti Locali possono accedere ed accedono a queste risorse, le quali troppo frequentemente non sono utilizzate correttamente per politiche di integrazione culturale della minoranza Rom.

Quella dei Rom è una della grandi questioni morali dell?Europa di oggi, problematica ignorata dagli Enti locali e dalle Istituzioni Abruzzesi, incapaci di comprenderne le trasformazioni e di dare una risposta positiva e coerente sul piano culturale, politico e amministrativo.

La politica Abruzzese non segue alcuna programmazione coerente all?integrazione culturale dei Rom, rinnovando un meccanismo di ?disimpegno pregiudiziale e strumentale?, tale che conflitti si riversano esclusivamente sul piano della quotidianità del cittadino.

L?integrazione socio culturale dei Rom è semplice se il rispetto e l?applicazione di norme e principi enunciati dal Governo Italiano dalla Unione Europea riescono a prevalere sugli interessi personalistici e populistici.

NO AI CAMPI NOMADI. No… No… Un no coerente.

Sono indispensabili adeguate politiche sociali finalizzate all?integrazione culturale della persona Rom e la promozione alla partecipazione alla vita sociale, culturale e politica del Rom.

Non è sufficiente ?solo intervenire? con progetti più o meno condivisibili, occorre intervenire con un chiaro programma di politiche sociali, con ?competenza, esperienza e conoscenza del mondo Rom?, con la collaborazione di organizzazioni rom e/o esperti Rom in ambito sociale, come sollecitato dal Parlamento Europeo.

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Milano, presentazione del Centro Documentazione "Carlo Cuomo"

13 Dicembre 2006 Nessun commento


A Milano, il 14 dicembre 2006, sarà presentato il Centro Documentazione sul Porrajmos/Samudaripen e sulla partecipazione di Rom e Sinti alla Resistenza in Europa, dedicato alla figura di Carlo Cuomo. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Aven Amentza, in collaborazione con il CIPES e la SinistraRossoverde. Partecipano ARCI, ANPI, FILEF e CEDEC.

L’appuntamento è a Milano alle 20.30, in via Bellezza n. 16/a. La serata sarà presentata da Mario Abbiezzi (CIPES), Ernesto Rossi (Aven Amentza), Gianfranco Pagliarulo (SinistraRossoverde Lombardia), Giancarlo Migliavacca (ARCI) e Umberto Blasimme (ANPI Provinciale). Interverranno Francesca Corso (Provinciale Milano), un esponente del Centro di Documentazione Ebraica (CEDEC) e Gianfranco Maris dell’ANED.

Durante la serata saranno consultabili mostre fotografiche, saranno proiettati filmati e verranno esposti i registri tradotti dei campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau e Gries-Bozen.

La serata sarà conclusa con canti della Resistenza.

Per informazioni
telefoni 02 48409114, 333 8628466, 340 3175095
e-mail: cipes.lomb@fastwebnet.it, meg.rossi@tin.it

In foto Ernesto Rossi di Aven Amentza

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Mantova, presentazione del progetto Nevo Drom

16 Settembre 2006 Nessun commento


ATTENZIONE
LA CONFERENZA STAMPA E’ STATA RIMANDATA
ALLA SETTIMANA PROSSIMA
.

Martedì 19 settembre 2006, alle ore 10.30, nel centro di Rivalta a Rodigo (Mantova) si terrà la conferenza stampa di presentazione del progetto Nevo Drom (nuova strada, in lingua sinta), progetto sperimentale contro le discriminazioni razziali subite dalle Minoranze Nazionali ed Europee Sinte e Rom nella Provincia di Mantova.

In Italia la maggioranza dei Comuni ha emanato delle ordinanze di ?divieto di sosta ai nomadi? che, in palese contrasto con il dettato costituzionale (articolo 16), negano il diritto di circolare e soggiornare liberamente sul territorio nazionale ai soli Cittadini Italiani riconosciuti come ?nomadi? o ?zingari?.

Nella Provincia di Mantova quest?ultimo fenomeno è esteso anche se poco conosciuto. Negli ultimi anni siamo interventi in alcuni Comuni (Volta Mantovana, Castellucchio, Roncoferraro e Mantova) dopo le dirette segnalazioni di famiglie sinte.

L?Associazione Sucar Drom, in convenzione con l?Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Mantova, con il progetto Nevo Drom intende
- rimuovere tutte le manifestazioni di razzismo ed esclusione che colpiscono le Minoranze Etnico Linguistiche Sinte e Rom;
- aiutare il territorio provinciale a prendere coscienza dei motivi storici e culturali che hanno portato a questa situazione di discriminazione su base etnica-razziale;
- educare il territorio provinciale ad una cultura dell?accoglienza, dell’interculturalità, della solidarietà e della pace.

Oggi permane ancora nella maggioranza della comunità mantovana una cultura dell?allontanamento o al più della mera sopportazione e tolleranza verso le popolazioni sinte e rom. É fine del progetto superare tale cultura per attivare politiche di interazione, di partecipazione diretta e di mediazione culturale che sappiano costruire patti sociali condivisi tra gli individui, le comunità, le culture e le società.

Il territorio provinciale, attraverso le settanta Amministrazioni Comunali, deve essere capace di offrire pari diritti a tutti i cittadini, tutelando particolarmente i Cittadini Italiani che appartengono a Minoranze Nazionali Etniche Linguistiche.

Presenteranno il progetto Nevo Drom: Bernardino Torsi (Presidente dell’Associazione Sucar Drom), Fausto Banzi (Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Mantova) e Yuri Del Bar (Consigliere Comunale di Mantova).

Il progetto è stato pensato e sarà realizzato in collaborazione con Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Mantova, Ente Morale Opera Nomadi Sezione di Mantova, Istituto di Cultura Sinta e l?Associazione Nevo Drom di Bolzano.

Per informazioni
Associazione Sucar Drom
via don Enrico Tazzoli n. 14, 46100 Mantova
telefono 0376 360643, fax 0376 318839, e-mail sucardrom@sucardrom.191.it

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Casalmaggiore (CR), presentazione dei progetti Sucar Plaza e Mengro Kher

12 Agosto 2006 4 commenti


Questa mattina a Casalmaggiore (CR) nella Sala di Giunta del Comune sono stati presentati ufficialmente i progetti sucar plaza (bella piazza) e mengro kher (la nostra casa).

I progetti sono finanziati dalla Regione Lombardia (Deliberazione del Consiglio Regionale n.605, 8 ottobre 2002 / allegato B alla DGR n. 8/1552, 22 dicembre 2005), dal Piano di Zona di Casalmaggiore e dalla Provincia di Cremona.

Gli obiettivi dei progetti sono:
1) riconoscere la Comunità Sinta Casalasca come Minoranza Nazionale,
2) chiudere il “campo nomadi” e strutturare tre micro aree su base famigliare,
4) valorizzare i percorsi di interazione sociali già avviati,
5) produrre nuovi percorsi che sappiano vedere protagoniste le stesse famiglie sinte,
6) mettere in rete tutti i servizi presenti sul territorio.

Alla presentazione ufficiale alla stampa erano presenti: il Sindaco, Luciano Toscani; i tre Rappresentanti delle famiglie Sinte, Franco Rizzi, Osvaldo La Croce e Valentino Broietti; l’Assessore ai Servizi Sociali; il Segretario Comunale; il Dirigente dei Servizi Sociali, Graziano Ghezzi; il Presidente dell’Ente Morale Opera Nomadi Sezione di Mantova, Carlo Berini; l’Assistente Sociale; il Facilitatore Culturale, Elvis Gabrieli. Erano assenti il Facilitatore Culturale Darix Tonapan, il Presidente dell’Associazione Sucar Drom Bernardino Torsi e la Responsabile del Piano di Zona Katja Avanzini.

All’incontro oltre ad esprimere soddisfazione per il lavoro di progettazione svolto insieme si sono discusse le prime scadenze progettuali e le azioni da intrapprendere all’inizio del mese di settembre 2006.

Per ricevere copia del progetto scrivere a
operanomadi@sucardrom.191.it

In foto da sinistra
Carlo Berini, Valentino Broietti, Osvaldo La Croce, Luciano Toscani, Graziano Ghezzi, l’Assistente Sociale e Franco Rizzi.

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Milano, presentazione del libro "carovane tra le pagine"

20 Marzo 2006 3 commenti


Giovedì 23 marzo 2006, alle ore 21.00
presso la Libreria Calusca di via Conchetta n.18 a Milano
sarà presentato il libro
CAROVANE TRA LE PAGINE
di Giada Valdannini.

Il testo recensito da Cinzia Gubbini offre uno sguardo inedito sulla letteratura Rom. Giada Valdannini è una giovane studiosa che ha deciso di dedicarsi a una ricerca non priva di ostacoli: la scrittura dei Rom. Trasmessa storicamente per via orale, la tradizione delle popolazioni sinte e rom si presta a ogni sorta di strumentalizzazione: o viene negata, o viene disprezzata, o al contrario confusa e esaltata attaverso stereotipi privi di fondamento.
L’autrice, una delle allieve del primo professore universitario rom Santino Spinelli, porta alla luce un’inversione di tendenza – pressoché sconosciuta della cultura rom – - emersa a partire dalla seconda metà del secolo. Figure di intellettuali rom italiani che scelgono di trasporre su carta le loro opere, quelli che Spinelli definisce «pionieri eroici della terza via, ovvero l’altra possibilità di esistenza senza dover essere né assimilati, né emarginati».
Inzia così un viaggio attraverso il genere più diffuso della letteratura rom: la poesia. Genere prediletto, perché permette di evocare attraverso una fitta trama di simboli e immagini un’intensa introspezione psicologica e una costante ricerca nella memoria. In appendice un’antologia romanì, che presenta i principali scrittori rom e le loro opere.

Alla presentazione intervengono:

Maurizio Pagani (Vice Presidente Opera Nomadi Milano)
Giorgio Bezzecchi (Segretario Nazionale dell?Opera Nomadi, Rom Harvato)
Fabrizio Casavola (Redattore di Mahalla)
Francesco Uboldi (Regista del documentario Rom, musicisti sotterranei)
Guido Gaito (Etnomusicolo)

Sarà presente l’autrice

Durante la serata sarà proiettato il film
“Rom, musicisti sotterranei”
di Francesco Uboldi.

… e, come dichiarato su MAHALLA, poi si balla!

Riferimenti: l’intervista all’autrice

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Roma, presentazione del libro "Il Giorno della Memoria, per non dimenticare"

10 Gennaio 2006 Nessun commento


L?Assessore all?Ambiente del Comune di Roma,
On. Dario ESPOSITO presenta
il nuovo libro di Giorgio Giannini
Edizioni Associate, Roma 2005

IL GIORNO DELLA MEMORIA
PER NON DIMENTICARE

Venerdì 13 gennaio 2006, ore 16.00
SALA DEL CARROCCIO
(Palazzo Senatorio, CAMPIDOGLIO)

Intervengono:

- professor Antonello BIAGINI, Direttore del Dipartimento di Storia Contemporanea della Facoltà di LETTERE dell?Università ?La Sapienza? di Roma;

- Massimo CONSOLI, giornalista e scrittore, autore del libro ?Homocaust?, Kaos Edizioni, Milano 1991;

- dottor Massimo CONVERSO, Presidente dell?OPERA NOMADI.

Sarà presente l?Editore.

Con questo suo ultimo lavoro, il professor Giannini, docente nelle Scuole Superiori di Roma ed autore di altri 8 libri e di un centinaio di articoli, essenzialmente a carattere storico, sulla obiezione di coscienza al servizio militare e sulla Resistenza popolare non armata, ha inteso dare un contributo concreto per la conservazione della Memoria delle tragedie compiute nel secolo scorso dal nazifascismo, affinchè non siano dimenticate e restino come monito per le nuove generazioni, come dispone la Legge 20 luglio 2000 n. 211, che ha istituito il Giorno della Memoria, celebrato il 27 gennaio di ogni anno, soprattutto nelle scuole.

Il libro si compone di 5 parti.

La prima parte ?Dall?antisemitismo alla Shoah?, tratta delle origini dell?antisemitismo in Europa, dall?antigiudaismo cristiano alle secolari discriminazioni e persecuzioni degli ebrei, fino all?antisemitismo nazista, che ha portato al tentativo di genocidio del popolo ebraico ( la Shoah).

La seconda parte tratta del ?Genocidio dimenticato dei Rom?, che in oltre 300.000 perirono nei campi di sterminio nazisti, raccontando anche la secolare persecuzione da essi subita fin dal loro arrivo in Europa nel XII secolo.

La terza parte tratta delle ?Vittime dimenticate del regime nazista?:
i Testimoni di Geova e gli omosessuali?.
I primi furono duramente perseguitati per il loro rifiuto di onorare la bandiera, di rendere il saluto nazista e soprattutto per il loro rifiuto di prestare il servizio militare. Anche gli omosessuali furono discriminati duramente fin dall?ottocento e poi perseguitati dai nazisti per il loro ?modo di essere diversi?.

La quarta parte tratta delle Leggi Razziali, introdotte dal fascismo nel 1938 alla fine di una lunga campagna antisemita condotta sulla stampa e fomentata in particolare dalla Rivista ?La difesa della razza?,che portarono alla progressiva discriminazione degli ebrei dalla società italiana ed alla loro deportazione nei Campi di sterminio nazisti dopo l?occupazione militare tedesca del nostro Paese, in seguito all?armistizio dell?8 settembre 1943.

La quinta parte tratta degli ?Internati militari italiani in Gemania?, ossia della tragica vicenda degli oltre 630.000 soldati italiani catturati dopo l?8 settembre in Italia e sui vari fronti di guerra e deportati nei campi di prigionia del Terzo Reich con la qualifica non di prigionieri di guerra, bensì di ?internati militari?, fattispecie non prevista dalle Convenzioni Internazionali e quindi con un peggioramento del loro status giuridico e materiale.

Ogni parte è arricchita da documenti e da molte note, che consentono di approfondire gli argomenti trattati.
Il lavoro, inoltre, presenta un?Appendice, nella quale è raccontata la storia dei due più importanti ?Giusti? italiani, riconosciuti dallo Stato di Israele: Giorgio Perlasca e Giovanni Palatucci.
Sono anche illustrati i simboli antisemiti, nazisti e fascisti.
Il lavoro si conclude con una ricca bibliografia, utile per approfondire gli argomenti trattati.

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