Pescara, presentazione del Rapporto Caritas

Giovedì 14 dicembre a Pescara è stato presentato il rapporto annuale sull’immigrazione nella Provincia di Pescara. Nel rapporto provinciale è stato inserito un sostanzioso capitolo sulla minoranza Rom scritto da Nazzareno Guarnieri, Rom Abruzzese. Durante la mattinata è stato anche presentato il Dossier statistico Caritas sull’Immigrazione in Italia.
Riportiamo il testo del breve intervento di Nazzareno Guarnieri (in foto), mentre il testo integrale del rapporto 2006 sulla realtà rom in Abruzzo sarà riportato nei prossimi giorni sullo spazio web: RomSinti@Politica.
Ringrazio l?Amministrazione Provinciale di Pescara per questa opportunità: inserire nell?annuale rapporto sull?immigrazione nella Provincia di Pescara, un capitolo sulla realtà dei Rom in Abruzzo. Tale capitolo è stato scritto da un Rom, forse è la prima volta che un rapporto Istituzionale sui Rom è scritto da un Rom.
Nell?Abruzzo multiculturale i vecchi pregiudizi verso i Rom non sono stati abbandonati, infatti rarissime sono le realtà Regionali dove la minoranza Rom è considerata protagonista sociale pensante e dove sono attuate strategie di interazione interculturale, di mediazione culturale e di partecipazione diretta alla vita sociale, culturale e politica.
Se un rom ruba, tutti i Rom rubano, questo è lo stereotipo collettivo ed Istituzionale. Questo è falso, ladri e delinquenti sono presenti in tutti i popoli, ma non legittima di condannare intere popolazioni, in grande maggioranza composte da persone oneste.
Sfugge alla conoscenza di molti l?esistenza in Abruzzo di numerose persone Rom che vivono di onesto lavoro dipendente o autonomo. Molte di queste persone Rom sono ?invisibili? perché per svolgere il loro lavoro sono costrette/obbligati a rinnegare pubblicamente e totalmente la propria identità culturale per evitare di essere pregiudizialmente esclusi o emarginati nel timore di una loro presunta ?pericolosità?, cioè sei Rom, dunque sei pericoloso.
Lo scorso 28 Novembre il Consiglio d?Europa nel rapporto 2005 sulla discriminazione nei 25 Stati membri dell?Unione ha evidenziato che in l?Italia, la minoranza Rom è fortemente discriminata, in particolare nell?ambito del lavoro e dell?istruzione. Allora cosa fare? Mentre la politica Abruzzese continua a fare lo struzzo?
Dopo la forzata rinuncia a nascondere l?identità culturale cosa resta da fare ad una persona Rom per cercare di sopravvivere? Cancellare la propria storia personale e familiare e quindi non essere più persona.
Da qualche mese in Abruzzo ed a Pescara alcune persone Rom hanno inoltrato la richiesta di cambiare cognome per non essere riconosciuti come Rom e quindi evitare la discriminazione. Quindi una rinuncia anche alla loro storia personale e familiare, oltre che all?identità culturale.
Il DPR n. 396/2000 all?articolo 89 consente di cambiare il cognome SOLO ?perché ridicolo o vergognoso o perché rivela origine naturale?, cosa c?entra la discriminazione etnica?
Se la richiesta viene accolta dal Ministero degli Interni siamo curiosi di conoscere la motivazione. E se viene accolta?… si provi ad immaginarne la gravità di tale fatto in una società multiculturale e non solo per i rom.
A volte si rimprovera ai rom di non volersi integrare nella società, nonostante sono in Abruzzo da oltre 6 secoli ma se la vita del Rom è un susseguirsi di discriminazione, di disprezzo, di indifferenza e strumentalizzazione politica?. Come è possibile ad un Rom acquisire le competenze necessarie per una integrazione culturale? E come potrà cambiare la condizione di questa minoranza se ai figli dei Rom è riservata la stessa sorte?
La minoranza Rom è sempre stata un target sensibile per la Comunità Europea, la quale mette a disposizione degli Stati Membri significative risorse economiche per l?integrazione delle persone Rom; molti Enti Locali possono accedere ed accedono a queste risorse, le quali troppo frequentemente non sono utilizzate correttamente per politiche di integrazione culturale della minoranza Rom.
Quella dei Rom è una della grandi questioni morali dell?Europa di oggi, problematica ignorata dagli Enti locali e dalle Istituzioni Abruzzesi, incapaci di comprenderne le trasformazioni e di dare una risposta positiva e coerente sul piano culturale, politico e amministrativo.
La politica Abruzzese non segue alcuna programmazione coerente all?integrazione culturale dei Rom, rinnovando un meccanismo di ?disimpegno pregiudiziale e strumentale?, tale che conflitti si riversano esclusivamente sul piano della quotidianità del cittadino.
L?integrazione socio culturale dei Rom è semplice se il rispetto e l?applicazione di norme e principi enunciati dal Governo Italiano dalla Unione Europea riescono a prevalere sugli interessi personalistici e populistici.
NO AI CAMPI NOMADI. No… No… Un no coerente.
Sono indispensabili adeguate politiche sociali finalizzate all?integrazione culturale della persona Rom e la promozione alla partecipazione alla vita sociale, culturale e politica del Rom.
Non è sufficiente ?solo intervenire? con progetti più o meno condivisibili, occorre intervenire con un chiaro programma di politiche sociali, con ?competenza, esperienza e conoscenza del mondo Rom?, con la collaborazione di organizzazioni rom e/o esperti Rom in ambito sociale, come sollecitato dal Parlamento Europeo.






