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Minoranze Linguistiche, il piano scolastico esclude i bambini sinti e rom

9 Giugno 2007 2 commenti


Il Ministero della Pubblica Istruzione ha reso noto il Piano di interventi e di finanziamenti, relativamente al prossimo anno scolastico, per la realizzazione di progetti nazionali e locali nel campo dello studio delle lingue e delle tradizioni culturali appartenenti a minoranze linguistiche. Le scuole interessate potranno inviare i progetti entro il prossimo 15 settembre.

In considerazione di quanto previsto dal Regolamento di attuazione della legge n. 482 del 15 dicembre 1999, emanato con Dpr n. 345 del 2 maggio 2001, per l’anno scolastico 2007/2008 il Ministero della Pubblica Istruzione specifica in una lettera circolare del 27 aprile scorso, prot. n. 4094, il Piano di interventi e di finanziamenti per la realizzazione di progetti nazionali e locali nel campo dello studio delle lingue e delle tradizioni culturali appartenenti ad una minoranza linguistica.

La suddetta legge, all?art. 2, dispone che ?la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo?.

Noi di sucardrom evidenziamo che le scuole, dove sono presenti bambini appartenenti alle Minoranze sinte e rom, non potranno beneficiare di questi finanziamenti.

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Piano sicurezza del Ministro Amato: un passo indietro sui diritti

22 Maggio 2007 Nessun commento


Il piano sicurezza del Ministro degli Interni, Giuliano Amato, ci sembra un segnale preoccupante, perché il governo rischia di intraprendere la strada della persecuzione e della criminalizzazione dei migranti e dei rom.

Facendo leva sulla ormai abusata retorica della sicurezza, si vogliono creare nuovi spazi di esclusione, ricorrendo all?abusata e ingiusta sovrapposizione tra immigrazione e problemi di ordine pubblico. Una rappresentazione distorta che rischia di rendere ancora più difficile la vita agli stranieri e di consolidare la percezione negativa nei loro confronti.

E? ovvio che la sicurezza, come la legalità, siano problemi reali e necessitino di una risposta adeguata, anche con mezzi straordinari se occorre, ma un provvedimento come quello che andrà al varo domani con la firma del Ministro, e che prevede vigilanza dei campi rom e attribuzione di poteri straordinari ai Prefetti, serve solo ad alimentare l?isteria che identifica lo straniero come criminale.

Se di lotta alla criminalità si tratta, si intervenga allora in maniera più efficace sul disagio urbano, sull?esclusione sociale e sulla discriminazione, le piaghe su cui la criminalità prospera e recluta la sua manodopera.

Le prime vittime dei criminali nelle aree di disagio urbano, come dimostrano le statistiche, sono proprio stranieri e rom e bisognerebbe proteggerli anziché criminalizzarli.

Una risposta alla richiesta di più sicurezza della popolazione va trovata sul piano culturale con misure specifiche di costruzione di relazioni locali e interventi di prossimità, attraverso momenti di incontro e di dialogo, non indicando facili capri espiatori.

Esprimiamo la nostra forte preoccupazione per quella che sembra essere una risposta repressiva alla domanda di diritti della la fascia più debole della popolazione. I problemi sociali vanno affrontati con le giuste riforme legislative (ed il ddl Amato/Ferrero, nel suo percorso di consultazione, sembra averne tutti i requisiti), con un impegno forte e inclusivo che parli di accesso alla casa, al sistema sanitario, alla scuola.

Le soluzioni dei tanti problemi delle comunità locali, compresa la localizzazione e il degrado di molti campi rom, vanno costruite con le istituzioni, i soggetti sociali e le associazioni che operano sul territorio, dando la parola ai diretti interessati. L?attribuzione di poteri speciali ai Prefetti verrebbe letta anche da noi, come una scelta che esclude la partecipazione e il protagonismo sul territorio.

Bisogna trovare risposte equilibrate, che rispettino le esigenze e i diritti di tutti.

Filippo Miraglia, Roma 17 maggio 2007
Responsabile Immigrazione ARCI (miraglia@arci.it)

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Il Ministro dell’Interno domani firma il piano sicurezza per Milano e Roma

17 Maggio 2007 2 commenti


Il ministro dell’Interno Giuliano Amato ha pronto un piano sicurezza in risposta alle esigenze dei sindaci Veltroni e Moratti: campi nomadi sotto vigilanza, telecamere e maggiori poteri ai prefetti.

Misure queste, ritenute efficenti, che verranno via via utilizzate in tutto il paese. Intanto la sperimentazione parte nella Capitale e nel capoluogo lombardo. Per iniziare, al prefetto di Roma verrà dotato di poteri staordinari per individuare nuove zone da adibire a campi nomadi la cui vigilanza verrà affidata ad un reparto speciale inviato dal Viminale di 100 unità.

Altri 100 agenti saranno inviati al fine di combattere lo spaccio di droga ed un ulteriore centinaio sarà impegnato nella lotta alla prostituzione minorile ed all’abusivismo commerciale. I “patti” di Roma verranno siglati domani dal Sindaco Walter Veltroni e dal ministro Giuliano amato, mentre quelli milanesi dal vice agli Interni Marco Minniti e il primo cittadino Letizia Moratti.

Martedì prossimo sarà il turno di Torino, mentre entro la prima settimana del mese di Giugno, tali provvedimenti “toccheranno” tutte le arree metropolitane d’Italia. Per quanto riguarda Torino, Roma e Milano, è prevista la sperimentazione del poliziotto o carabiniere di quartiere: in caso di bisogno, dopo la positiva prova effettuata a Napoli sarà possibile, a seconda delle necessità, avvalersi della Fir, la Forza Intevento Rapido, che tra breve potrà contare su un dispiegamento totale di un migliaio di unità.

Le inizative messe a punto dal ministro Amato verranno finanziate con fondi speciali stanziati da regioni, provincie e comuni: a Roma verranno revisionati i campi nomadi, a Milano verrà affrontata l’emergenza “stranieri”.

Riferimenti: Il "piano" Amato

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Roma e il "piano nomadi", l’articolo apparso su Il Giornale

14 Dicembre 2005 Nessun commento


di RITA SMORDONI – IL GIORNALE, 6 dicembre 2005

È giallo sul Piano Nomadi del 2003 del Comune di Roma. Il Piano prevedeva 18 campi attrezzati e una spesa di 3,5 milioni di euro. Ma il capogruppo capitolino di An, Sergio Marchi, accusa: «Del piano non sappiamo nulla, non è mai arrivato in consiglio comunale. Tantomeno sappiamo qualcosa sui soldi spesi». Marchi sollecita il Prefetto ad applicare la legge Bossi-Fini anche ai rom della capitale: vanno espulsi tutti gli irregolari. Almeno 10mila nomadi di etnia romena e serba. La vicenda prende le mosse nel settembre 2003. Quando l’assessore alle politiche sociali, Raffaella Milano, annuncia la messa in regola dei campi rom. In luogo dei circa 30 sorti fino a quel momento, ne saranno attrezzati 18. Di fatto il Piano è già iniziato, – spiega il Comune – con la bonifica del campo di via di Salone e lo smantellamento del villaggio della Muratella. Il progetto è ambizioso. Sono 6.500 i rom censiti in quel momento dall’Ufficio speciale immigrazione. La metà circa, secondo la Milano, andranno in 12 campi attrezzati, superficie un ettaro, moduli abitativi prefabbricati, allacci idrici e fognari, scuola serale, ambulatorio, ognuno per non più di 250 persone. Tutte in regola con i permessi di soggiorno, e «disposte a un percorso lavorativo». L’altra metà, circa 3.500 rom, andranno invece in 6 aree di sosta temporanea, ognuna per 600 persone, con tende, roulottes, wc, fontanelle. In questo secondo caso la permanenza (12 mesi) è sottoposta a vigilanza permanente. Due di queste aree sosta sono in quel momento già operative: in via della Cesarina, e in via di Salone. E le localizzazioni dei campi attrezzati? Cinque, top secret, sono ancora da decidere. Altre 7 sono già stabilite: Tor de’ Cenci (XII Municipio), Gordiani (VII), Salviati 1 e 2 (V), Candoni (XV), Villa Troili (XVI), via Lombroso (XIX). Costo dell’operazione, circa 3 milioni e mezzo di euro in un triennio. A distanza di oltre due anni, di tutto ciò si sono perse le tracce. Villa Troili brulica di criminali. «Il piano non è passato in consiglio comunale – afferma Marchi -. È stato solo approvato da una delibera su responsabilità dell’assessore Milano. Il fatto che il consiglio comunale non abbia dato indirizzi nè autorizzato la spesa, pone problemi di legittimità. Sui campi nomadi si registra in queste settimane un grande attivismo di Veltroni. Probabilmente la maggioranza capitolina ha capito che i campi rom per la città sono un nervo scoperto e corre ai ripari scaricando i rom nei Municipi guidati dal centrodestra».
Nel 2003 i rom erano 6500, oggi sono 15mila. «La situazione è sfuggita di mano alla giunta- conclude Marchi -. Noi stimiamo che gli irregolari nei campi siano l’80 per cento. Delinquenti dediti allo spaccio, allo sfruttamento di bambini, clandestini. Sollecitiamo il Prefetto ad avviare il censimento nei campi, attraverso le forze di polizia, e ad applicare la Bossi-Fini».

Riferimenti: IL Giornale

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