Firenze, Mercedes Frias interviene sui "patti sicurezza"

Bando sopra i Zingani e le Zingane del dì 3 novembre 1547 ab incarnatione: ?L’illustrissimo ed eccellentissimo Signore il Sig.Duca di Fiorenza e per Sua Eccellentia Illustrissima li Magnifici Signori Otto di Guardia e Balia della città predetta, considerando di quanto danno sieno stati per il passato e di presente ancora sieno i Zingani e Zingane che si sono alloggiati e alloggiano appresso alla città di Fiorenza e per il contado e il dominio di essa e quanto sinistro con li loro cattivi portamenti arrechino li cittadini artifici e contadini per li assai immoderati danni che da loro sono ricevuti e ricevono giornalmente, e quanta comune utilità tenendone pagato il Ducale Stato di Sua Eccellentia ne abbi a resultare, però volendo a tale inconveniente ovviare fanno pubblicamente bandire, notificare et espressamente comandare, a tutte li compagnie di detti Zingani e Zingane che si trovino in tutto il territorio, il dominio et Stato Ducale di Fiorenze, che infra mese prossimo futuro da oggi si debbino, ogni eccetione rimossa, havere sgombro lo detto dominio Ducale di Fiorenza sotto pena di essere fatti prigioni e mandati in galera a beneplacito di loro ufficio notificando a ciascuno di detti Zingani come si è rivocato et rivoca per virtù della presente ogni patente, salvacondotto, et autorità che egli avessino insino a questo presente giorno.? da: Antonio Tabucchi, ?Gli zingari e il Rinascimento: vivere da Rom a Firenze?, Feltrinelli, 1999 (pagg. 19-20)
Martedì 26 giugno firmerete il ?patto per la sicurezza? di Firenze e dintorni. Patto che si inserisce sulla scia di quanto già stabilito e siglato in altre città d?Italia. Dal momento che non vi è una situazione concreta che possa giustificare queste imponenti iniziative di ordine pubblico, come si evince dal rapporto del Ministero dell’Interno sullo stato della sicurezza, la domanda sorge spontanea: a quale bisogno risponde il ?patto?? Qual è la domanda alla quale si pretende di rispondere con queste iniziative?
Dal rapporto del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sullo stato della sicurezza svolta dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera, emerge che ?…i dati sull’andamento della delittuosità non indicano un peggioramento della situazione tale da ingenerare sensazione di insicurezza generalizzata? per quanto riguarda i fattori che creano la percezione di insicurezza segnala ?….svolge un ruolo determinante la condizione di vulnerabilità individuale…. l’ambiente in cui si svolgono le proprie attività abituali.. infine, un ruolo determinante è rappresentato dall’effetto moltiplicatore dei media…? (pag. 122-123).
Ne deriva che la corsa alle politiche sicuritarie rappresenti uno strumento che si propone come risposta non ad una situazione reale, ma alle percezione di insicurezza. Percezione le cui cause esulano dall’aumento effettivo dei reati; dunque i ?patti? diventano strumenti di propaganda politica.
Si tratta della classica rincorsa alla destra, sul suo terreno; solo che in questa circostanza tale rincorsa va oltre il discorso, poiché si avvale di strumenti repressivi per ?combattere l’illegalità? diffusa nelle città. Questa iniziativa tende a dimostrare l’ultima scoperta dei sindaci delle grandi città, con grande supporto di buona parte dei media e di alcuni intellettuali d’area, come sempre: ?la sicurezza non è di destra né di sinistra?, perbacco!
Verissimo, facciamo però qualche distinguo:
- è di destra considerare la sicurezza come mera questione di ordine pubblico;
- è di destra sorvolare sull’accezione della sicurezza come un diritto ad avere un tetto, un lavoro dignitoso, cure, istruzione;
- è di destra identificare come i nemici della sicurezza coloro che sono realmente le vittime dell’insicurezza;
- è di destra perseguitare i più vulnerabili, gli esclusi, facendoli diventare dei veri capri espiatori;
- è di destra confondere la causa con gli effetti del ?degrado?.
Non è un caso che i ?patti? siano identificati da parte da politici e giornalisti di destra, come ?l’unica realizzazione dell’attuale Governo?.
Il sopracitato rapporto della Polizia dice ?anche la presenza di immigrati, è vissuta, nella maggioranza dei casi come fattore incidente negativamente sul senso collettivo di sicurezza. Tutto ciò produce domande di sicurezza che niente hanno a che fare con la delittuosità effettiva…? (pag. 124).
Tuttavia, dai contenuti dei ?patti? già firmati a Bologna, Bari, Genova, Cagliari, Catania, Torino, Milano, discende che si tratta di politiche repressive anti-rom, anti-venditori ambulanti, anti-commercianti cinesi, in generale anti-immigrati: negrume, poco ornamentale per le belle città, che sarebbero immacolate se non fosse per la presenza di questi indesiderati. Proprio come nel 1500.
Che cosa hanno di sinistra questi patti?
Quanta legalità c’è nel consentire che decine di esseri umani dormano alle intemperie sul ciglio della stazione di Santa Maria Novella o dentro i tubi dei lavori della tramvia?
Dove sono le istituzioni, così zelanti della sicurezza, quando decine di bambine e bambini hanno di fatto il divieto di andare a scuola?
Quale nozione di legalità consente la persecuzione selettiva e razzista contro esercizi commerciali di cittadini e cittadine stranieri?
Persecuzione basata su quello che si è, non su quello che si fa o non si fa.
Politica di sicurezza e legalità che perseguita gli ?abusivi? ambulanti e mendicanti, senza proporsi risposte; ma allo stesso tempo perseguita i regolari imprenditori stranieri, proprietari di kebab e phone center. Forse è più igienico che stiano tutte e tutti sotto i caporali nei campi e nei cantieri, oppure nelle case, 24 ore su 24, ad occuparsi degli anziani genitori di quelli che li detestano.
Di fronte ad un leggero calo generalizzato dei reati, come afferma il sopra citato rapporto della polizia, aumentano in modo preoccupante le violenze contro le donne. Violenze che avvengono nella stragrande maggioranza dei casi in ambito familiare. Per una donna è più probabile subire un’aggressione in ambito familiare o nel circolo degli amici che per conto di uno estraneo per strada.
Già un anno fa, a partire ?dall’emergenza stupri?, che diventa tale soltanto quando l’aggressore è un cittadino straniero, la sindaca di Milano, condottiera dei ?patti per la legalità?, aveva deciso di aumentare il numero dei lampioni e disporre sconti da parte dei taxi per le donne che viaggiassero sole la sera. Come dire: mi tolgo un dente perché ho mal di pancia.
Possibile che politica e istituzioni perseverino nell’inseguire le amplificazioni mediatiche che coccolano gli istinti più animaleschi di una parte della popolazione? Responsabilità vorrebbe che ogni situazione fosse governata per quello che è, non per quello che può apparire.
Ripeto, considerare la condizione di migrante come un’attenuante per giustificare atti di devianza è buonismo e paternalismo pericoloso; considerare però tale condizione come un?aggravante, non è soltanto ingiusto, ma terribilmente discriminatorio.
La firma di questi ?patti? con le istituzioni territoriali ha una valenza politica emblematica. Dopo un anno di un governo nazionale di centrosinistra, non c’è stato ancora il primo provvedimento teso perlomeno a ridurre gli effetti devastante delle politiche xenofobe del passato governo.
Anzi, prima che arrivi in parlamento il disegno Amato-Ferrero di modifica della Bossi-Fini, parte l’iter parlamentare delle proposte Violante e Buemi di inasprimento della Bossi-Fini nelle sue parti più repressive. Mentre, contemporaneamente, le regioni, province e comuni, così, quasi per caso, con i patti per la legalità antiesclusi, fanno il coro a Violante-Buemi & co nella crociata per la legalità dei padroni. Quando si dice superare la destra!
Dopo più di cinquecento anni della messa al bando degli indesiderati di Firenze, duole constatare quanto poco siamo in grado di evolverci culturalmente.
Lettera inviata a Giuliano AMATO (Ministro dell’Interno), Claudio MARTINI
(Presidente Regione Toscana), Leonardo DOMENICI (Presidente dell’ANCI e Sindaco di FIRENZE), Matteo RENZI (Presidente Provincia di FIRENZE) e per conoscenza Walter VELTRONI (Sindaco di ROMA).

