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Milano, "opera gagia" ripercorre i fatti di Opera

21 Giugno 2007 Commenti chiusi


Ieri sera, mercoledì 20 giugno alle ore 20.30 e alle 22.30, presso Spazio Oberdan, è stata presentata l’anteprima di ?Opera Gagia? (HDV, 57?, Milano, gennaio/maggio 2007; produzione E-Tica Srl – divisione Film), regia di Antonio Bocola , ricerca giornalistica e interviste Alfredo D?Amato e Francesco Scarpelli . Documentario prodotto dalla Provincia di Milano, Settore cultura.

Il film è stato realizzato fra gennaio e maggio 2007, ?Opera Gagia? racconta i fatti seguiti allo sgombero con procedura d?urgenza, nel dicembre 2006, della comunità di settantadue Rom rumeni da uno degli accampamenti abusivi di Via Ripamonti a Milano, e le reazioni al loro trasferimento nei terreni temporaneamente loro destinati da Comune e Provincia di Milano nell?adiacente comune di Opera.

Il film ricostruisce l?intera vicenda attraverso immagini di repertorio, interviste ai protagonisti e riprese all?interno della comunità Rom e tra gli abitanti del paese: dal corteo spontaneo di protesta radunatosi sotto la sede del Comune, e concluso con l?incendio delle tende allestite dalla Protezione Civile, ai presidi permanenti all?ingresso del campo.

Dall?immediato ciclone mediatico, che divide gli abitanti di Opera e l?opinione pubblica tra chi è ?contro gli zingari? e chi invoca i nuovi ?imprenditori politici della paura?, fino alla partenza volontaria dei Rom, stanchi del clamore e dei continui insulti, annunciato cinquantad e giorni dopo con una lettera aperta a tutta la cittadinanza gagia, cioè non-zingara.

?Opera Gagia? ripercorre attraverso le voci dei protagonisti le tappe dell?affermazione di una non-identità come soluzione di un conflitto sociale e culturale, a Opera come a Milano, attraverso la vittoria delle divisioni e delle solitudini.

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Milano, l’Opera Nomadi denuncia: il numero chiuso è illegale

19 Giugno 2007 Commenti chiusi


La mozione votata a maggioranza ?bipartisan? dal Consiglio Comunale di Milano riunitosi lunedì 18 giugno, in merito alla presenza delle ?comunità di rom rumeni nel Quartiere di Chiaravalle? è, nella parte che prevede l?istituzione di un ?numero chiuso?, un atto illegale ed illegittimo, contrario ai dettami costituzionali e alla legislazione nazionale e internazionale vigente e sottoscritta dal nostro Governo nei trattati di adesione all?Unione Europea.

Di fronte alla legge infatti non esiste ?un?entità rom o zingara? che possa essere discriminata o sottoposta ad un trattamento differenziale ma solo cittadini che hanno pari diritti e dignità.

La canea che in queste settimane sta montando a Milano in merito ad una presunta invasione di Rom (c.ca 5 mila su una popolazione di 1 milione e trencentomila abitanti), trova un?inedita alleanza tra il centro destra che governa la città e i partiti dell?Ulivo all?opposizione ma mette in evidenza il pieno fallimento delle politiche fin qui seguite.

Infatti, la ?questione rom? affrontata solo attraverso provvedimenti emergenziali discutibili (come la realizzazione di un grande campo destinato ad accogliere 700 persone e l?imposizione ai suoi ospiti di un Patto di Legalità dai contenuti discriminatori ma dalle ricadute pratiche inconsistenti) è risultata inefficace e sbagliata, mantenendo irrisolta la questione abitativa più generale e riproponendo, come nel passato, la logica degli sgomberi selvaggi per cercare di placare l?esasperazione dell?opinione pubblica.

Chiediamo quindi l?immediato ritiro di un atto palesemente illegittimo e l?apertura di un tavolo di reale confronto tra istituzioni, cittadini e associazioni che aiutino a superare ?l?emergenza democratica? venutasi a creare a Milano.

Maurizio Pagani
Vicepresidente Opera Nomadi Milano

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Milano, l’Opera Nomadi chiede di essere ascoltata

8 Giugno 2007 Commenti chiusi


Abbiamo ricevuto le seguenti riflessioni di Maurizio Pagani dell’Opera Nomadi di Milano che precedono il Seminario promosso dall?ISMU ? Milano 13 Giugno sul tema dell?abitare e delle politiche pubbliche rivolte alle Minoranze rom e sinte. Maurizio Pagani è già intervenuto pubblicamente su Mahalla, alcuni giorni fa.

Alcune domande che non trovano risposta

Immaginiamo per un momento che l?Assessore alla Famiglia e Politiche Sociali del Comune di Milano, Mariolina Moioli e Don Colmegna, ?illuminato? leader del volontariato milanese (definizione di Zita Dazzi da Repubblica ondine ? giugno 2007), nonché ?saggio? bipartisan ispiratore dei patti di solidarietà e legalità fatti propri dal Sindaco Moratti, decidano di confrontarsi apertamente con i cittadini e le associazioni sui risultati conseguiti dopo un anno di governo della ?problematica? rom. Troppo? Forse?

Immaginiamo allora, più semplicemente, che il 13 Giugno, nel dibattito che seguirà all?incontro promosso dell?ISMU su una recente ricerca condotta a Milano e Lombardia, vengano loro poste poche ma semplici domande che fino ad oggi non hanno trovato risposta.

Il dibattito pubblico sulla ?questione rom? è ormai legato ai soli aspetti emergenziali, posti dalla presenza dei gruppi rumeni che in misura più evidente e drammatica sollevano la questione abitativa.

Tutto ciò nonostante da parte delle Istituzioni non vi sia alcun piano convincente di accoglienza e inserimento. Diviene quindi sempre più difficile porre all?attenzione dell?opinione pubblica e dei politici locali il significato e l?interesse per interventi che in misura meno demagogica e più costruttiva affrontino i problemi di ogni giorno fornendo nel tempo delle risposte utili e convincenti.

Ma è proprio su questo piano di confronto, cioè su quanto è stato fatto a Milano negli anni passati, pur tra molti limiti, che intendiamo confrontarci pubblicamente.

Ecco le domande

1) Da circa 14 anni, undici mediatrici rom lavorano nelle scuole primarie milanesi per favorire l?inserimento e la frequenza dei circa 500 bambini rom e sinti (altre 4 lavorano in 2 consultori familiari con le madri e i nuclei familiari, 1 nel carcere di Bollate, 1 nei servizi sociali territoriali).

L?alta professionalità conseguita, che costituisce l?unico esempio di un tale livello finora raggiunto in Italia, certificato nel caso della scuola dall?Università Milano ? Bicocca (Dipartimento dei Scienze della Formazione Primaria) e dall?Ufficio Scolastico Provinciale (nonché sottoscritto nel 2005 con un Protocollo d?Intesa tra l?Opera Nomadi Nazionale e il Direttore Generale all?Istruzione del MIUR, Dott.ssa Moioli, oggi Assessore del Comune di Milano), ha consentito di raggiungere risultati importantissimi in questo settore.

Perché non se ne parla mai, portando questa significativa esperienza ad esempio di positiva integrazione delle comunità rom e sinte nella città di Milano?

Perché il destino professionale di queste lavoratrici viene sempre lasciato in un inaccettabile precario futuro?

Perché la convenzione sottoscritta anche quest?anno con l?Opera Nomadi ha avuto luogo solo a giugno, a fine anno scolastico, e non si saprà se riprenderà nel mese di settembre, lasciando nell?incertezza e nel caos le scuole?

2) Nell?ultimo decennio sono sorte a Milano tre Cooperative Sociali Rom che hanno svolto un?interessante attività nell?ambito della prestazione di servizi e di occasione di promozione e recupero dei giovani che vivono nelle comunità rom.

Non meno di 50 persone, tutte appartenenti alle comunità dei rom italiani insediati nei ?campi comunali?, lavorano oggi in condizioni di grande incertezza per il loro futuro professionale e di frustrazione morale per il disinteresse istituzionale che avvertono attorno a questa esperienza, da quando cioè la nuova amministrazione comunale ha annunciato ?cambiamenti? senza indicarne il perché e in quale direzione.

Dal primo luglio anche queste esperienze, tra le poche, anche in questo caso, che possono costituire in Italia un punto fermo di riferimento per le politiche sociali nei confronti della minoranza Rom, rischiano di non avere continuità.

3) Si fa un gran parlare dell?emergenza rumeni, di via Triboniano e della necessità di stipulare dei Patti di legalità e socialità, i cui controversi risultati per una volta non vogliamo qui trattare per dare spazio ad altro, dimenticandosi che la maggior parte delle comunità rom e sinte sono insediate stabilmente da decenni sul territorio milanese, dentro e fuori i ?campi nomadi?, senza alcun progetto di promozione sociale sostenibile.

Come si può pensare che senza un dialogo continuo e costruttivo tra le comunità rom e i cittadini delle zone in cui sono presenti si possano costruire percorsi efficaci e positivi di convivenza, fornendo opportunità concrete di inserimento sociale e professionale e ricevendo così una risposta significativa anche in termini di legalità e sicurezza?

L?abbandono di queste politiche attive, di promozione e partecipazione, non costituiscono forse la prova più evidente di un sostanziale abbandono delle politiche di governo del territorio?

4) I campi nomadi costituiscono ancora l?unica esperienza praticata di inserimento abitativo patrocinata dalle amministrazioni comunali. Ma com?è possibile che anche le più recenti iniziative pubbliche puntino solo alla realizzazione di nuovi insediamenti, di dimensioni numeriche nettamente superiori ai precedenti e quindi destinati solo a creare nel tempo disagio, separazione, conflittualità, rinunciando alla ricerca di soluzioni alternative, di un reale accesso per i nuclei di nuova formazione alle abitazioni convenzionali o all?autoproduzione abitativa, cioè di carattere autonomo e per piccoli gruppi familiari?

Queste naturalmente sono solo alcune domande e riflessioni che avremmo voluto da tempo porre all?attenzione degli amministratori locali o a chi, accanto a loro in questo momento cerca di monopolizzarne un esclusivo interesse (Casa della Carità), che per sua natura dovrebbe invece essere pubblico e aperto al confronto con i cittadini. Ma per l?appunto si tratta solo di in un dialogo ?immaginario??

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Pescara, le musiche di Alexian in un’opera teatrale

18 Maggio 2007 Commenti chiusi


Giovedì 24 maggio 2007 al Teatro Massimo di Pescara sarà presentata la 1° nazionale dell’opera teatrale “Ilaria, Miran e tutti gli altri bambini del mondo…in vacanza a Mogadiscio”, l’ingresso è libero.

L’opera teatrale è dedicata alla giornalista RAI Ilaria Alpi scomparsa in tragiche circostanze insieme al suo operatore Miran. Il libretto dell’opera è di Silvio Sarta, le musiche sono di Alexian Santino Spinelli che l’Alexian Group eseguirà dal vivo.

Riferimenti: Le proposte artistiche di Alexian

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Sostieni anche tu, il 5 per mille per un progetto dell?Opera Nomadi di Mantova

20 Aprile 2007 Commenti chiusi


Quest?anno c’è un modo molto semplice per sostenere l?Ente Morale Opera Nomadi Sezione di Mantova. La nuova Legge Finanziaria ha infatti confermato la possibilità per le persone fisiche di destinare agli enti no profit il 5 per mille dell’imposta sul reddito. Basta una vostra firma sulla denuncia dei redditi: sostenere un nostro progetto non è mai stato così semplice.

Per il 2007 vi proponiamo di sostenere il progetto ?tincaravasma?? (mi ricordo, in lingua sinta). Cinque ragioni per sostenere questo progetto:

1) offrire spazio alla cultura orale dei Sinti Lombardi: le culture orali delle minoranze sinte e rom sono troppo spesso ridotte ai soli aspetti folcloristici, negando un vero e proprio riconoscimento giuridico nazionale a queste culture, nonostante le direttive del Consiglio d?Europa e le risoluzioni del Parlamento dell?Unione Europea.

2) è un gesto semplice: i modelli per la denuncia dei redditi (CUD, 730 e UNICO) contengono uno spazio dedicato al 5 per mille, basta firmare nella prima sezione (relativa al no profit) e indicare il codice fiscale dell’Ente Morale Opera Nomadi Sezione di Mantova (930 162 002 01)

3) non costa nulla: nel caso il 5 per mille non venga devoluto a nessuna associazione, resterà comunque una parte delle imposte da pagare e sarà incamerato dallo Stato

4) non è alternativo all’8 per mille: destinare il 5 per mille ad una associazione non impedisce di devolvere l’8 per mille alle confessioni religiose o allo Stato

5) è sicuro: la sezione di Mantova dell?Opera Nomadi si impegna a rendicontare le attività svolte del progetto “tincaravasma?” grazie ai finanziamenti del 5 per mille attraverso il blog sucardrom e sul sito internet www.sucardrom.eu; qualora siano devoluti più di euro ottocento, il restante denaro sarà utilizzato per l?acquisto di sussidi audiovisivi da donare alla videoteca dell?Istituto di Cultura Sinta.

Tincaravasma? Questo progetto intende raccogliere, tramite il procedimento del racconto libero una serie di testimonianze o di ricordi che ci permettano di costruire un archivio per immagini e parole dei Sinti Lombardi, residenti a Mantova. Il racconto della vita di una comunità anche nei suoi vari rapporti con l?esterno.

Tincaravasma? (mi ricordo, in lingua sinta), con questa parola chiederemo ad ogni persona di cominciare il proprio racconto. Tutti potranno raccontare anche un bambino può ad esempio con i suoi ricordi più vicini aiutarci a comprendere che visione della scuola è diffusa nella comunità.

Lo strumento che riteniamo più adatto per un progetto di questo tipo è quello delle riprese video, in quanto possono sfruttare l?immediatezza del raccontare e permettere ad appartenenti ad una cultura orale di essere a proprio agio.

Il procedimento di raccolta delle testimonianze vorremmo fosse il più eterogeneo e libero possibile, perché possa poi permettere una ricostruzione ampia e sincera nel suo complesso. I soggetti che racconteranno saranno di età differenti: anziani che con i loro ricordi potranno ricostruire il passato della comunità, più giovani che potranno dare una visione dei cambiamenti in atto oggi.

Da quanto racconteranno vorremo uscisse in particolar modo anche il vissuto con la realtà al di fuori della comunità: rapporti con il resto della città, con le istituzioni, con le associazioni quali la nostra ecc? Per questa ragione eviteremo di raccogliere opinioni edulcorate.

Il progetto sarà realizzato dagli adolescenti sinti, residenti nell?insediamento di viale Learco Guerra n. 23, coadiuvati dai mediatori culturali Davide Gabrieli e Luca Dotti. La raccolta di testimonianze e ricordi abbisogna di una videocamera (euro 600,00), di videocassette (euro 100,00) e di un microfono (euro 100,00), per un costo complessivo di euro 800,00.

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Vicenza, comunicato stampa dell’Opera Nomadi

19 Aprile 2007 Commenti chiusi


La Sezione Locale dell’Opera Nomadi ha inviato al Direttore de Il Giornale di Vicenza un comunicato stampa per precisare alcune delle dichiarazioni anonime rilasciate da alcuni Sinti, durante la manifestazione di Azione Sociale e Forza Nuova. Di seguito il comunicato

Opera Nomadi di Vicenza Le chiede di pubblicare le seguenti precisazioni in ordine alle dichiarazioni anonime rilasciate al Dott. Gian Maria Maselli, estensore dell?articolo ?Viale Circoli, la Destra contro i nomadi?, che compaiono nell?edizione di domenica 15 c.m. alla pagina 16.

Tali dichiarazioni sono state rilasciate da persone impaurite ed esasperate e contengono dunque affermazioni che non rispecchiano né nella forma, né nella sostanza, il punto di vista della stragrande maggioranza dei residenti nel campo comunale di Viale Circoli, che non intendono indicare alcun capro espiatorio tra gli abitanti del campo di differente nazionalità.

Anziani e bambini hanno vissuto uno stato di paura ed esasperazione in conseguenza della grave e inaccettabile aggressione dei militanti neofascisti che, come in altre occasioni, sabato pomeriggio hanno cercato visibilità politica a spese delle componenti più deboli e meno tutelate della popolazione vicentina.

Ma anche le condizioni di vita imposte dal degrado del campo comunale, sovraffollato, privo di condizioni igieniche dignitose, dei previsti dispositivi di sicurezza utilizzabili in caso di incendio ed evacuazione, come pure di una vera recinzione che impedisca il ripetuto lancio di oggetti dalle auto di passaggio o l?invasione di veicoli in caso di incidente, comportano un diffuso senso di pericolo, di abbandono, di emarginazione.

A tutto ciò si sommano le continue umiliazioni e frustrazioni a cui i loro tentativi individuali di ricerca di lavoro vanno incontro, in mancanza di un supporto istituzionale che favorisca il superamento dei feroci pregiudizi che li ostacolano e l?evitamento della caduta nell?illegalità.

Per questi motivi Opera Nomadi e le famiglie dei residenti nel terreno comunale di Circoli ribadiscono che è la logica stessa della realizzazione e del mantenimento dei ?campi per nomadi?, la premessa di ogni condizione di ghettizzazione e di degrado.

In foto un momento della manifestazione

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Milano, nuovo sito dell’Opera Nomadi

20 Marzo 2007 Commenti chiusi


Cari amici, l?Opera Nomadi di Milano ha appena realizzato un proprio sito consultabile all?indirizzo: www.operanomadimilano.org. Il sito intende principalmente fornire elementi di conoscenza ed analisi della situazione cittadina e provinciale delle comunità rom e sinte ma può essere anche un?occasione di divulgazione di idee, iniziative e proposte di interesse non solo locale. Vi invitiamo quindi a farci pervenire gli approfondimenti di carattere generale di cui siete autori o a conoscenza. Un cordiale saluto, Maurizio Pagani e Giorgio Bezzecchi

Con questa lettera l’Opera Nomadi di Milano annuncia la nascita del nuovo spazio web che sostituisce il precedente, su piattaforma Tiscali. Noi di sucardrom siamo felici della nascita di questo nuovo strumento telematico che apporterà nuove conoscenze sulle diverse comunità sinte e rom.

Riferimenti: Il nuovo sito dell’Opera Nomadi di Milano

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Roma, l’Opera Nomadi boccia il Campidoglio

17 Marzo 2007 6 commenti


Emergenza Rom e Sinti, va in scena il ping pong delle responsabilità. Mentre Veltroni lancia un appello a tutte le forze politiche per risolvere un problema che coinvolge 2mila persone e chiede aiuto a Marrazzo per trasferire gli accampamenti fuori città, il presidente della Regione restituisce al Primo cittadino la patata bollente e chiede alla maggioranza capitolina «un?assunzione di responsabilità».

Dopodiché, spiega Marrazzo, «eventualmente, nell?ambito di un piano di solidarietà regionale, si può valutare la necessità di coinvolgere altri comuni». Uno pari e palla al centro.

Il sindaco proclama: «Abbiamo sgomberato 30 insediamenti abusivi». Ma i rom si spostano da un punto all?altro della città senza programmazione, denuncia invece al Giornale il presidente nazionale dell?Opera Nomadi, Massimo Converso. «L?unico trasferimento gestito bene – spiega – è stato quello di Villa Troili, perché è stata trovata una sistemazione adeguata alla maggior parte dei rom, che sono stati alloggiati in strutture dove hanno acqua calda, servizi e scolarizzazione. Per ora sono state sistemate più di 200 persone. È rimasta lì una piccola parte, che verrà sgomberata probabilmente sabato prossimo».

Per il resto come valuta il piano del comune?
«È totalmente irrazionale, perché sposta i problemi in altre zone della città. Inoltre non è stata coinvolta la nostra associazione né i capifamiglia rom. Al momento abbiamo rapporti solo con la Caritas e con l?area cattolica, ma non con le associazioni laiche e vicine all?amministrazione. Siamo stati emarginati dal Gabinetto del sindaco e da alcuni settori dell?amministrazione. Gli unici contatti che abbiamo sono quelli con l?assessore alle Politiche sociali Raffaella Milano. E quando c?è stato un accordo tra l?Opera Nomadi e l?assessore Milano i trasferimenti sono stati fatti in maniera civile, come per Villa Troili. In tutti gli altri casi, come Tor Vergata e Stazione Tiburtina, gli sgomberi sono avvenuti in maniera selvaggia e irrazionale perché il problema è stato spostato in altre parti della città senza soluzioni stabili».

Come va affrontato il problema criminalità all?interno dei campi?
«Lo stato di abbandono si è trascinato per anni, favorendo l?insediamento di gruppi criminali, dediti allo sfruttamento della prostituzione e ad altri reati, che vanno isolati dalle forze di polizia. Ma non si possono sgomberare 300 persone per colpa di 3 criminali».

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Nove Tesi per l’Assemblea Nazionale dell’Opera Nomadi

11 Marzo 2007 4 commenti


Il Consiglio Direttivo dell?Ente Morale Opera Nomadi Sezione di Mantova, su mandato dell?Assemblea Ordinaria dei Soci 2006, pubblica la versione definitiva del documento Nove Tesi per l?Assemblea Nazionale dell?Opera Nomadi.

Le nove tesi, condivise con l’Istituto di Cultura Sinta e con l’Associazione Sucar Drom, sono state scritte con l’intenzione di offrire a tutti spunti di riflessione, partendo dai tre valori: interazione, mediazione culturale e partecipazione che sono cardine del nostro essere associazione.

La Sezione di Mantova con questa iniziativa offre uno spazio al dibattito democratico nel nostro Ente dove ogni Socio, Sezione, Gruppo Collaboratore e Simpatizzante può offrire il proprio contributo per la costruzione di una nuova politica nazionale che sappia imprimere una svolta all?attuale situazione drammatica di discriminazione e di segregazione che le Minoranze Nazionali ed Europee Sinte e Rom sono costrette a subire in Italia.

Il Consiglio Direttivo è dispiaciuto che una parte dell’Associazione abbia criticato in maniera strumentale l’iniziativa e respinge tutti gli attacchi diffamatori subiti.

In foto i Soci che nel 2005 hanno sostenuto l’elezione di Yuri Del Bar nel Consiglio Comunale di Mantova.

Riferimenti: Nove Tesi

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Opera (MI), primi avvisi di garanzia per il progrom contro i Rom

2 Marzo 2007 8 commenti


La notte delle tende bruciate, quella in cui a Opera andò a fuoco il “campo nomadi” provvisorio che ospitava 77 rom e che mise a nudo la realtà dell´intolleranza di molte persone contro “gli zingari”, autorizzati a stare lì dal sindaco, non smette di fare notizia e di alimentare le polemiche.

All´alba del 28 febbraio i carabinieri del Nucleo informativo di via Moscova hanno svegliato quindici operesi – di molte età e di diverse estrazioni sociali, ma in tanti con la comune vicinanza a partiti di destra – per perquisire le loro case e per consegnare loro un avviso di garanzia.

C´è chi è accusato di aver danneggiato il campo, la notte del 22 dicembre scorso, gettando in mezzo alla strada le tende dove vivevano le trenta famiglie rom sloggiate da via Ripamonti. C´è chi è accusato di aver impedito ad autobus e mezzi di soccorso di raggiungere il campo, nella selva delle trecento persone che assistevano al rogo.

C´è soprattutto chi è accusato di aver incitato, di aver orchestrato gli altri in quell´opera. Mancano i nomi degli autori materiali del rogo, di chi avrebbe cosparso la benzina – contenuta nelle taniche poi ritrovate – sulle tende della discordia, quelle montate dai volontari della Casa della Carità.

Troppi non ricordo, non c´ero, non so, nelle testimonianze delle centinaia di persone sentite dai carabinieri. Ci sono, però, Ettore Fusco e Pino Pozzoli tra gli indagati, capigruppo di Lega e An in consiglio comunale, leader del comitato “No al campo nomadi”.

Soprattutto per loro, ma anche per gli altri indagati, è «costernato» il sindaco Alessandro Ramazzotti: «Bisogna scindere il contrasto di natura politica, in questa vicenda, dalle responsabilità penali: mi auguro che sia presto stabilita l´estraneità di queste persone, che conosco personalmente e che reputo brava gente, da questa vicenda».

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