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Roma, i minori stranieri non accompagnati

3 Luglio 2007 Commenti chiusi


A Roma martedì 10 luglio, presso RomaEventi in via Alibert, alle ore 9.30 si terrà un convegno dal titolo: ?minori stranieri non accompagnati: percorsi di protezione e pratiche di integrazione?, organizzato dal Ministero della Solidarietà Sociale e dal Ministero dell’Interno in collaborazione con Italia Lavoro e ANCI.

Il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati rappresenta una tipologia migratoria che sfugge alle dinamiche consuete di regolazione dei flussi. Essa presenta elementi di forte problematicità innanzitutto per i minori, costretti a crescere troppo in fretta attraverso l?esperienza traumatica di una migrazione in età precoce e in solitudine, ancora di più se a questa si intrecciano esperienze violente come la tratta, la clandestinità, la devianza.

La presenza dei minori stranieri non accompagnati pone complesse sfide operative innanzitutto in termini di protezione, da assicurare fin dall?arrivo alle frontiere, ma anche in termini di concreta gestione della presenza sui territori. I sistemi di welfare locale sono impegnati da tempo e in maniera consistente nel garantire la prima accoglienza e l?integrazione stabile sui territori.

È necessario inserire e sostenere questo impegno in una strategia nazionale, che abbia tra i suoi elementi caratterizzanti un approccio inter-istituzionale, tale da permettere di affrontare la complessità giuridica e sociologica del fenomeno, e un orientamento marcatamente territoriale, che valorizzi e metta a frutto quanto finora espresso, in termini di buone pratiche.

Alleanza Nazionale annuncia che circa 50mila minori Rom e Sinti sono schiavi

9 Maggio 2007 1 commento


Alla fine doveva succedere… Da alcuni anni l’Opera Nomadi Nazionale ha offerto all’oppinione pubblica delle stime mai verificate sia sulle presenze di Rom e Sinti in Italia sia sulla scolarizzazione dei minori.

Alcuni giorni fa l?Ufficio Nazionale per i Diritti dell?Infanzia di Alleanza Nazionale presenta un fantomatico studio, incrociando i “dati” offerti dall’Opera Nomadi Nazionale e annuncia: “In Italia sono circa 50mila i bambini, in un?età compresa tra 2 e 12 anni, ridotti in schiavitù e obbligati a fare accattonaggio per le strade: un giro d?affari che rende circa 200milioni di euro all?anno. Nel solo Lazio sarebbero almeno 8mila i bambini che chiedono l?elemosina per strada, con un guadagno giornaliero che, a Roma, si aggira intorno ai 70/100 euro ciascuno.”

Naturalmente il Tribunale dei Minorenni di Roma non si tira indietro e in questa mistificazione della realtà Simonetta Matone ha dichiarato: «Il destino di questi ragazzi è segnato. Troppi sono i casi in cui sono protagonisti di delitti contro il patrimonio, come furti, rapine e scippi. In quest?ottica l?accattonaggio potrebbe sembrare il male minore».

Questo è un classico esempio di come sia possibile fare discriminazione e l’imbarazzo di Massimo Converso, Presidente Nazionale dell’Opera Nomadi, su Rete 4 (la carica dei falsi storpi, 20 aprile 2007) alcuni giorni fa, dopo una domanda diretta sul “manghel” non fa che alimentare a livello nazionale false tesi che aggiungono dramma alla tragedia italiana.

Dai fatti di Opera (MI) è indiscutibile che vi sia un’attenzione mediatica sulle popolazioni Sinte e Rom che forse mai si era vista nel nostro Paese, è quindi importante misurare le parole ed evitare i proclami che immediatamente vengono strumentalizzati da alcuni esponenti politici che costruiscono le loro fortune elettorali proprio “sparando” su queste minoranze etniche linguistiche.

Da questo spazio web già altre volte avevamo affrontato la questione dei proclami per poi essere subito tacciati di voler screditare l’Opera Nomadi Nazionale. Ma siccome non vogliamo ritrovarci tra cinque anni nel disastro totale ed essere rimasti in colpevole silenzio, noi continueremo ad esprimere il nostro dissenso su queste modalità di azione.

L’Opera Nomadi Nazionale deve imparare ad affrontare i numeri e le statistiche con rigorosità ed implementare i rapporti con le altre associazioni, oggi inesistenti per volontà del suo stesso Presidente, Massimo Converso, che ad una nostra precisa richiesta di costituire un coordinamento tra tutte le realtà associative italiane nel rapporto con il Ministero del Welfare, ci ha risposto per interposta persona: “voglio avere le mani libere con Ferrero”.

Noi siamo sempre disponibili al confronto leale ed aperto ma siamo stanchi di continue esternazioni che evidenziano pressappochismo e che portano, come tutti possono verificare, alla criminalizzazione delle popolazioni più discriminate in Italia.

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