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Post Taggati ‘gallarate’

Gallarate (VA), il patto di legalità anche per i Sinti Italiani

2 Luglio 2007 2 commenti


Il Comune di Gallarate ha deciso: i sinti saranno trasferiti in piena campagna, al confine tra i rioni di Cedrate e Cajello, al di là dell?autostrada, quando via Lazzaretto diventa sterrata e l?asfalto lascia spazio ai campi.

Una decisone che era nell?aria, forse non nei termini presentati dall?amministrazione comunale, però: infatti la comunità che da anni si è stabilita in via De Magri, ad un passo dal cimitero cittadino, sarà trasferita temporaneamente, fino al termine del giugno 2008. L’area attualmente occupata sarà bonificata e chiusa per evitare altri insediamenti futuri.

A presentare il contenuto dell?ordinanza di sgombero il sindaco Nicola Mucci, spalleggiato dagli assessori che hanno seguito la vicenda, Giovanni Roberto Bongini (Servizi Sociali), Aldo Simeoni (Lavori Pubblici) e Paolo Caravati (vice sindaco), oltre al segretario comunale Filippo Ciminelli: «Si conclude un lungo iter, complesso e difficile ? ha spiegato Mucci -, per arrivare al dunque ci siamo avvalsi del parere legale dell?avvocato Ercole Romano: abbiamo ricostruito la vicenda, lunga, che affonda le proprie radici negli anni ?70, quando i primi nuclei si insediarono a Gallarate, trascinata fino a noi dalle scelte o non scelte di tante amministrazioni.

Nei decenni si sono alternate novità legislative, sentenze del Tar sfavorevoli al Comune che hanno stabilito alcuni diritti dei sinti, primo fra i quali quello ad essere considerati cittadini italiani residenti a Gallarate. Dopo una serie di verifiche sulla situazione attuale, insostenibile data la precaria condizione igienico sanitaria e i problemi di sicurezza che anche l?Asl ha rilevato, oltre ad una serie di violazioni urbanistiche, si è resa necessaria l?ordinanza di sgombero da via De Magri, area assolutamente inadatta ad ospitare un campo nomadi».

I membri della comunità sinti gallaratese, che conta una quindicina di famiglie per un totale di circa 75 persone (anche se c?è chi dice che nel campo siano circa un centinaio di più ad essere ospitati) dovrà a breve comunicare all?amministrazione comunale quale fra le due ipotesi fornite da Palazzo Borghi sceglieranno: o andare in affitto in appartamenti trovati grazie all?aiuto dell?assessorato ai Servizi Sociali, oppure essere trasferiti nell?area che sarà attrezzata dall?ufficio tecnico del Comune temporaneamente e solo per le famiglie censite.

«Verranno fatti i lavori al più presto ? prosegue Mucci -, per rendere fruibili l?area, con gli allacci all?acqua e all?energia elettrica: i sinti dovranno pagare una sorta di affitto e le ?bollette? per il consumo dei servizi. Chi opterà per la soluzione Cedrate (e, stando a sentire i capo famiglia dei sinti, questi sembrano essere la netta maggioranza se non la totalità di quanti si trovano in via De Magri, ndr), dovrà sottoscrivere un impegno al rispetto della stessa area e delle regole decise dal Comune e accettare la temporaneità della soluzione: non sarà possibile ospitare altri, se non quelli censiti, pena lo sgombero di chi ospitasse estranei e sarà espulso chi si macchia di reati penali». Praticamente un patto di legalità come in via Triboniano a Milano.

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Riferimenti: Ma la Lega Nord non ci sta…

Gallarate (Va), la comunità sinta alla ricerca di un luogo dignitoso

28 Giugno 2007 Commenti chiusi


Abitano in costruzioni improvvisate, non per scelta loro, ma perché, come spiega Giuliano Ferrari, portavoce della comunità sinta, sono anni che attendono dietro promesse dell?amministrazione una soluzione definitiva ma come siano tuttora costretti a vivere provvisoriamente, senza soluzioni definitive.

Di un possibile trasferimento si parla da anni. I Sinti gallaratesi prima erano ad Arnate, poi sono stati trasferiti a Madonna in Campagna, infine in pieno centro, nell?attuale sistemazione di via De Magri, da dove il sindaco leghista Angelo Luini tentò di sgomberarli, perdendo le successive cause legali intentate dalla comunità da allora la situazione è in fase di stallo.

A giorni il sindaco Nicola Mucci renderà note le decisioni dell?attuale amministrazione comunale per il trasferimento che a questo punto appare molto prossimo. Ferrari non ha nulla in contrario ma pone delle condizioni precise: vogliono sia garantito loro un luogo dignitoso. E precisa come la loro comunità con il Comune abbia dialogato sempre anche se c?è chi in precedenza ha messo i bastoni tra le ruote (la Lega Nord), sono italiani e intendono nel caso pagare anche una forma di affitto oltre naturalmente alle spese quali luce, gas e acqua come tuttora già accade.

La sentenza del Tar della Lombardia parla chiaro: il Comune, in caso decida di spostare i Sinti, deve fornire un luogo adatto alla comunità, con tanto di allacci ai servizi primari. Sul luogo prescelto da mesi circola l?indiscrezione che l?amministrazione gallaratese abbia deciso di portarli al confine tra Cavaria e Premezzo, dietro il Centro Commerciale Laghi, a ridosso della strada 336.

Ieri amministrazione comunale e Sinti si sono incontrati a Palazzo Borghi. Ferrari ammette che è stata proposta più volte la soluzione case popolari ma questo non rientra nella loro cultura di Sinti italiani, col la loro lingua e le loro tradizioni.

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Gallarate (VA), coinvolgiamo i Sinti prima di decidere

26 Giugno 2007 Commenti chiusi


“Campo nomadi”, torna alla carica Ruggero Busellato, sindaco di Cavaria con Premezzo. Con una nota diffusa venerdì 22 giugno, il primo cittadino cavariese chiede conto al suo omologo di Gallarate, Nicola Mucci, delle voci circolate nelle ultime settimane circa il probabile (e ormai prossimo, dicono a Palazzo Borghi) trasferimento della comunità sinta dall?attuale sistemazione di via De Magri, a ridosso del cimitero di Gallarate.

Secondo Busellato, le voci e le indiscrezioni che vogliono lo spostamento all?interno di un?area attrezzata al confine con Cavaria con Premezzo (vicino al Centro commerciale Laghi, al Centro dell?artigianato di Cavaria con Premezzo e alle vasche di laminazione contro le piene dell?Arno) hanno creato preoccupazione nei cittadini di Cavaria con Premezzo che risiedono nella zona, preoccupazione non sopita dalle recenti dichiarazioni sulla questione del sindaco di Gallarate Nicola Mucci.

Per questo Ruggero Busellato ha inviato nella giornata di mercoledì 20 giugno una richiesta ufficiale di chiarimenti sulla vicenda all?amministrazione comunale gallaratese, informando anche il Prefetto di Varese, Roberto Aragno, e chiedendo di conoscere ?le posizioni ufficiali? dell?amministrazione comunale gallaratese «prima di soluzioni definitive su un trasferimento, per quanto lo stesso possa definirsi temporaneo. L?amministrazione comunale di Cavaria con Premezzo ritiene evidentemente di dover essere coinvolta – e non soltanto informata a cose fatte – in una decisione che avrebbe dei riflessi anche su parte dei cittadini e del territorio di Cavaria con Premezzo», si legge nella nota.

Pronta la risposta di Mucci (in foto), che spiega: «A breve, credo settimana prossima al più tardi, chiuderemo l?istruttoria e avremo un quadro preciso della questione. Chiamerò Busellato e gli comunicherò le decisioni. Trovo singolare però che i Comuni vicini ritengano che Gallarate debba fare tutto in un modo e gli altri si comportano in un altro ? commenta -. La comunità l?abbiamo incontrata nelle scorse settimane e la rivedremo presto per comunicare la decisione dell?amministrazione».

La questione dei sinti di via De Magri si trascina da tempo immemore: arrivarono negli anni ?70 stabilendosi nella zona di pertinenza cimiteriale con permessi temporanei e rinnovati di volta in volta nei decenni successivi dalle varie giunte che si sono succedute negli anni.

L?ex sindaco Angelo Luini tentò di mandare via le famiglie ma anche grazie ad un comitato creato ad hoc, a colpi di carte bollate e ricorsi vinti in tribunale, i Sinti resistettero.

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Gallarate (VA), si può dire di no alla presenza di cittadini italiani?

4 Maggio 2007 Commenti chiusi


Tra i temi che più hanno scaldato l?ultimo consiglio comunale di Gallarate c?è senza dubbio quello che riguarda le famiglie sinte residenti di via De Magri. Lo ha sollevato Roberto Borgo, consigliere leghista, che nel corso del question time ha attaccato l?amministrazione: «Bisogna dire con forza che Gallarate non vuole i nomadi ? ha detto – invece che stanziare fondi per una supposta nuova piattaforma, si dovrebbero incentivare i controlli per evitare che ne arrivino di nuovi. Poche storie, si sa che rubano e che l?igiene all?interno dei campi è precaria. Se vogliamo evitare che arrivino orde di nomadi in città, come succede a Milano per colpa di Prodi, che con l?Unione Europea ha aperto le frontiere portando solo svantaggi e problemi, bisogna fare qualcosa. La gente già è preoccupata: nei bar si parla di 400 nomadi tra Cavaria e Gallarate, e nel comune vicino hanno già detto che non li vogliono». Continua a leggere…

Prendiamo spunto dalla situazione di Gallarate, dove vivono una decina di famiglie appartenenti alla Minoranza Etnica Linguistica dei Sinti Lombardi. Queste famiglie sono composte da Cittadini Italiani, presenti in Italia dal 1400, ovvero molti secoli prima che l’Italia politica che oggi conosciamo fosse solo pensata.

Ora noi chiediamo a tutti e in particolare al resto della cittadinanza di Gallarate:
1) può un partito politico chiedere la cacciata di Cittadini Italiani?
2) può un’amministrazione comunale negare il diritto di residenza ad un Cittadino Italiano?
3) può un’esponente politico dichiarare: “Gallarate non vuole i nomadi” e non essere inquisito per discriminazione razziale dalla magistratura?

In foto l’insediamento delle famiglie sinte, dietro il cimitero di Gallarate.

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Gallarate (VA), per i Sinti il Consiglio Comunale vota 150mila euro

7 Marzo 2007 Commenti chiusi


Fiato sospeso, dubbi e poi un sospiro di sollievo. Il consiglio comunale di Gallarate archivia una serata ad alta tensione, protagonista la Lega Nord e il controverso rapporto del Carroccio con la maggioranza. Come già successo in passato, alla base della crisi sfiorata una questione di principio: i leghisti gallaratesi non vogliono che il Comune si faccia carico dello spostamento dei Sinti da anni residenti in via De Magri.

Da alcuni mesi sucardrom sta dialogando con l’amministrazione comunale per trovare delle soluzioni abitative alle famiglie sinte residenti. Con il voto dell’altra sera l?amministrazione comunale ha messo a bilancio 150 mila euro con l’obiettivo per creare una soluzione abitativa in zona Centro Commerciale dei Laghi, spostando le famiglie dall’attuale situazione degradante.

Negli incontri avuti con la Giunta Comunale si è chiesto di evitare la soluzione dell’area attrezzata, per altro osteggiata anche dalla Lega Nord che si è astenuta due volte in commisione, e coinvolgere le stesse famiglie sinte nella scelta di soluzioni abitative, anche diversificate, secondo le esigenze espresse. In particolare si sono discusse le esperienze delle micro aree su base famigliare, dei terreni privati e dell’accesso alla casa popolare.

L’altra sera, il 5 marzo, dopo una messe di dichiarazioni a favore del documento elaborato dall?assessore Carlo Bonicalzi da parte di Forza Italia e Alleanza Nazionale, è stato l?intervento di Nicola Mucci, primo cittadino gallaratese a mettere pace nell?aula di Largo Camussi: i Sinti non sono una priorità per l?amministrazione, anche se il problema va affrontato.

La Lega Nord ha abbassato i toni e i ha dato voto favorevole ?per il bene dei cittadini?, pur astenendosi al momento del voto sul Piano Triennale delle Opere Pubbliche.

Secondo la stampa locale l’impressione è che sul piatto non ci sia solo una questione di principio, ma un complesso incastro di poltrone che va dai due assessorati ora targati Carroccio fino a Villa Recalcati, passando per le aziende multiservizi. Tanto rumore per nulla, anche se il capogruppo leghista Matteo Ciampoli ha avvertito: «Se verrà realizzata l?area per i nomadi, ci opporremo con tutta la nostra forza».

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