
E’ stato pubblicato alcuni giorni fa dal Corriere di Romagna un articolo a firma di Fabrizio Rappini che da voce a Elio Ferri, Vice Sindaco del Comune di Faenza. E’ evidente che anche nella solidale Emilia Romagna (Provincia di Ravenna) il confronto con le comunità Sinte e Rom parte sempre da un approccio sbagliato, “è un problema”, negando la ricchezza delle culture sinte e rom. Naturalmente la voce di Sinti e di Rom non è riportata.
Di seguito l’articolo
“I nomadi? Tutte le soluzioni, sono sempre provvisorie”. Non usa mezzi termini, il vice sindaco, Elio Ferri, nell’affrontare la nuova situazione che si è venuta a creare a Faenza.
Gente che si lamenta per la presenza, molto spesso poco “discreta” dei nomadi come vicini di casa e del “loro aumento considerevole”. Del resto, quello riguardante i nomadi, è un problema che diverse amministrazioni comunali si trovano ad affrontare. Fra queste, appunto, anche quella di Faenza.
Il “caso”, poi, recente di via Pana, ha fatto risalire la tensione in città e, dopo un periodo di tregua, sono tornate le interpellanze in consiglio comunale.”Quello dei nomadi – dice il vice sindaco, Elio Ferri – è un problema che di tanto in tanto riaffiora. In modo particolare, poi, di fronte ad eventuali comportamenti poco corretti”.
In questi ultimi tempi, poi, è il caso di via Pana, ci si è trovati di fronte anche ad ospiti “abusivi”, che non sarebbero dovuti stare in quell’area.”Questo – dice Ferri – ha fatto sì che le presenze aumentassero, creando disagi e situazioni poco simpatiche.
Quello che non si riesce a capire è se i nomadi di via Pana, (quelli regolari, ndr), subiscano queste presenze o se, invece, vi sia una sorta di connivenza. Quello che è certo è che si tratta molto spesso di parenti che non vengono mandati via”.Una situazione che, in ogni caso, deve essere affrontata per non rischiare di minare la corretta convivenza civile.
“La situazione la teniamo sotto controllo. Non sottovalutiamo certamente il problema. Abbiamo intenzione di avere un confronto (una sorta di consulenza, ndr) con l’associazione Papa Giovanni XXIII. Li chiameremo nella apposita commissione consiliare per spiegare come stanno le cose e chiedere che ci aiutino ad affrontare la situazione.
Anche se loro non hanno una responsabilità diretta, in questo campo, possono vantare una ottima esperienza, che ci può essere senza dubbio utile per capire quali sono le iniquità. Le soluzioni, in ogni caso, sono sempre difficili. Si tratta di mettere una pezza di volta in volta”.
Oggi, i nomadi “regolari”, sono una quarantina, divisi fra le aree di via Pana e via Corleto. C’è inoltre una piccola comunità che fa storia a parte e che recentemente si era insediata alla Graziola.
Presto, l’amministrazione comunale, si troverà ad affrontare anche questi casi. In particolare quello di via Corleto, con le esigenze di inserire in ambiente scolastico i bambini che vi abitano. “Anche questa – dice il vice sindaco, Elio Ferri – è una situazione che si presenterà presto. Ci sono quei bambini che devono andare a scuola e di scuole vicine a via Corleto non ce ne sono. Senza contare gli eventuali problemi che, inevitabilmente, crea la presenza dei nomadi all’interno di una classe”.
Per l’amministrazione comunale, quindi, si preannuncia, sul fronte dei nomadi, un autunno decisamente caldo.”Faremo il possibile – dice il vice sindaco – per affrontare la situazione nel migliore dei modi. Poi si vedrà”.
Riferimenti: GENIUS