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Cittadini Comunitari, ecco le nuove regole

3 Luglio 2007 Commenti chiusi


L’Italia ha recepito la Direttiva 2004/38/CE dell’Unione Europa con il Decreto legislativo n. 30 del 6 febbraio 2007. Vi presentiamo, dopo l’intervento pubblico di Frattini e De Corato, un breve stralcio del commento pubblicato da Melting Pot al nuovo decreto legislativo.

L?11 aprile 2007 è entrato in vigore il D.lgs. n.30 del 6 Febbraio 2007. Questo decreto legislativo, già nominato più volte, riguarda l?attuazione della normativa n. 38 del 2004 dell?Unione Europea relativa al diritto dei cittadini dell?Unione, e dei loro familiari, di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli stati membri.

Salvo per modestissimi dettagli, non c?è ragione di distinguere tra cittadini comunitari e cittadini neocomunitari, quindi, il decreto è valido anche per i cittadini rumeni e bulgari che dal 1 gennaio 2007 hanno fatto ingresso nell?Unione Europea.

Ad essi sono equiparati anche i loro familiari, che traggono questo diritto direttamente dalle norme del Trattato dell?Unione. Dei cittadini dell?Unione hanno lo stesso status giuridico, salvo alcune peculiarità per quanto riguarda l?esercizio del diritto al soggiorno che sono disciplinate dal D.lgs. n.30 del 6 Febbraio 2007.

Nel caso di cittadini comunitari e nei confronti dei loro familiari, non siamo più nel campo di applicazione del Testo Unico delle Legge sull?immigrazione, così come modificato dalla Legge Bossi?Fini (Legge 189 del 2002), ma esclusivamente nell?ambito dell?applicazione delle norme che riguardano i cittadini comunitari, salvo i casi in cui, nell?ambito della normativa generale sugli extracomunitari, non siano contenute disposizioni più favorevoli, e quindi applicabili anche ai cittadini comunitari.

In particolare, i cittadini comunitari non hanno più l?obbligo di richiedere la carta di soggiorno, mentre invece, per i loro familiari, nel caso in cui siano extra-comunitari, pur godendo dello status giuridico comunitario a tutti gli effetti, è previsto dal decreto legislativo che debbano richiedere l?apposita carta di soggiorno per familiari extra comunitari di cittadini comunitari.

Questa non va confusa con il permesso di soggiorno per i cosiddetti lungo soggiornanti, che sostituisce invece la vecchia carta di soggiorno prevista per gli extracomunitari. Da questo punto di vista, il rischio di fare confusione è molto alto, per questo puntualizziamo alcuni aspetti, anche per quanto riguarda implicazioni del tutto pratiche, a partire dagli adempimenti che sono necessari, per coloro che appartengono a queste categorie, per l?accertamento del diritto al soggiorno.

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