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Roma, l’Opera Nomadi boccia il Campidoglio

17 Marzo 2007 6 commenti


Emergenza Rom e Sinti, va in scena il ping pong delle responsabilità. Mentre Veltroni lancia un appello a tutte le forze politiche per risolvere un problema che coinvolge 2mila persone e chiede aiuto a Marrazzo per trasferire gli accampamenti fuori città, il presidente della Regione restituisce al Primo cittadino la patata bollente e chiede alla maggioranza capitolina «un?assunzione di responsabilità».

Dopodiché, spiega Marrazzo, «eventualmente, nell?ambito di un piano di solidarietà regionale, si può valutare la necessità di coinvolgere altri comuni». Uno pari e palla al centro.

Il sindaco proclama: «Abbiamo sgomberato 30 insediamenti abusivi». Ma i rom si spostano da un punto all?altro della città senza programmazione, denuncia invece al Giornale il presidente nazionale dell?Opera Nomadi, Massimo Converso. «L?unico trasferimento gestito bene – spiega – è stato quello di Villa Troili, perché è stata trovata una sistemazione adeguata alla maggior parte dei rom, che sono stati alloggiati in strutture dove hanno acqua calda, servizi e scolarizzazione. Per ora sono state sistemate più di 200 persone. È rimasta lì una piccola parte, che verrà sgomberata probabilmente sabato prossimo».

Per il resto come valuta il piano del comune?
«È totalmente irrazionale, perché sposta i problemi in altre zone della città. Inoltre non è stata coinvolta la nostra associazione né i capifamiglia rom. Al momento abbiamo rapporti solo con la Caritas e con l?area cattolica, ma non con le associazioni laiche e vicine all?amministrazione. Siamo stati emarginati dal Gabinetto del sindaco e da alcuni settori dell?amministrazione. Gli unici contatti che abbiamo sono quelli con l?assessore alle Politiche sociali Raffaella Milano. E quando c?è stato un accordo tra l?Opera Nomadi e l?assessore Milano i trasferimenti sono stati fatti in maniera civile, come per Villa Troili. In tutti gli altri casi, come Tor Vergata e Stazione Tiburtina, gli sgomberi sono avvenuti in maniera selvaggia e irrazionale perché il problema è stato spostato in altre parti della città senza soluzioni stabili».

Come va affrontato il problema criminalità all?interno dei campi?
«Lo stato di abbandono si è trascinato per anni, favorendo l?insediamento di gruppi criminali, dediti allo sfruttamento della prostituzione e ad altri reati, che vanno isolati dalle forze di polizia. Ma non si possono sgomberare 300 persone per colpa di 3 criminali».

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Milano, la Lega Nord boccia il Sindaco Letizia Moratti

29 Dicembre 2006 Nessun commento


La Lega «boccia» il sindaco di Milano. Anche An si associa e denuncia il «buonismo» dell?assessore comunale alle Politiche sociali. Giudizi sull?operato di Letizia Moratti e di Mariolina Moioli espressi da Matteo Salvini e Gianfranco De Nicola che, nero su bianco, preannunciano nuove iniziative di protesta in quel di Opera e anche a Palazzo Marino.

«Quando il bilancio del Comune arriverà in aula faremo azzerare le voci di spesa relative ai nomadi. Spese che devono tendere allo zero perché è sbagliato far spendere soldi ai milanesi, denari che vengono sbattuti via ogni qual volta si fanno interventi a favore dei rom» dichiara Salvini che forse dimentica o proprio non vuole riconoscere che i Sinti e i Rom Italiani ed Europei, residenti nella sua città, sono milanesi.

E, attenzione, «nel programma con cui è stato eletto sindaco Letizia Moratti c?è il ripristino nella legalità, sei mesi dopo ci sono ancora un?ottantina di campi nomadi illegali che rimangono sul territorio milanese: signor sindaco, da questo punto di vita non abbiamo più tempo da aspettare». Salvini i cosidetti “campi nomadi se li sogna di notte ma si dimentica che la legge vale sia per i Rom sia per il leghisti che bruciano le tende.

Parole pesanti come pietre che, chiosa Salvini, non «sono una minaccia» ma una richiesta «chiara e precisa: se non avremo le risposte che ci aspettiamo, be? vedremo quello che succederà». E il pensiero corre alla possibile uscita dalla maggioranza della Lega «indisponibile» continua Salvini «ad assistere al balletto dell?ipocrisia, quello del tavolo prefettizio che passa sulla testa dei cittadini».

Noi di sucardrom ci chiediamo: come sarebbe Milano senza le intemperanze di alcuni esponenti della Lega Nord? Probabilmente sarebbe più europea ma sicuramente più solidale verso tutti i cittadini, senza distinzione etnica. Certo è che Savini ogni mattina quando si alza dovrebbe avere sempre chiaro in testa che senza Letizia Moratti e senza i moderati la Lega Nord sarebbe all’opposizione in Consiglio Comunale.

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