
13 dicembre 2005
Ragazzo rom morto in incendio, a giudizio Montaldo
Legale ex vicesindaco di Genova: sono atti dovuti
(ANSAweb) – GENOVA, 13 DIC – L’ex vicesindaco di Genova Claudio Montaldo, attuale assessore regionale alla sanita’, e’ stato rinviato a giudizio dal giudice per le udienze preliminari per la morte di un ragazzo rom di 14 anni nell’incendio di una baracca avvenuta il 14 marzo 2002 in un campo di Rivarolo. Il pubblico ministero ha accusato Montaldo di concorso in omicidio colposo e incendio colposo. Con Montaldo e’ stata rinviata a giudizio anche la direttrice dei servizi dell’assessorato alla vivibilita’ e alla sicurezza dei cittadini. L’avvocato dell’assessore ha sottolineato che la richiesta di rinvio a giudizio e il relativo rinvio a giudizio sono ‘atti dovuti’. ‘C’e’ stata negligenza da parte dei rumeni – dichiaro’ all’epoca Montaldo -: Noi avevamo posto loro condizioni di sicurezza semplici e rigorose per evitare pericoli. Ripetutamente Asl e uffici comunali sono intervenuti nel campo e per due volte abbiamo rimosso le baracche di legno e le bombole pericolose’. La vittima, Bujor Bruzli Sau, viveva con i suoi familiari in un’ex officina ferroviaria a Rivarolo, dopo che il suo gruppo era stato fatto sgomberare dall ex stabilimento della Mira Lanza. (ANSAweb)
Giovedì 8 Dicembre 2005 – Abruzzo
Bimbo rom salvato, il grazie del padre ai carabinieri
Loro stavano braccando uno scippatore, ma di fronte a quell?uomo con una creatura in braccio non hanno esitato a mollare la preda: «Marescià, mi aiuti, mio figlio sta male». A parlare, nella notte di Rancitelli, è un rom, F.D.R., uno di quelli che si sforza di condurre una vita normale. Il bambino, un anno appena, respirava a fatica ed era in preda alle convulsioni. La corsa verso l?ospedale ha rischiato di fallire su ponte Capacchietti, dove il piccolo ha avuto un arresto cardiaco. Ma la gazzella ha volato e i medici hanno fatto il resto. Così, ieri mattina c?è stata la liberatoria stretta di mano tra un padre immensamente grato e il maresciallo Giuseppe Giancola che, come dicono gli uomini con gli alamari, ha fatto solo il suo dovere.
‘I rom a S. Croce’
presentato il libro di Antonella Patete
2005-12-06 Altro Molise
Antonella Patete, don Antonio Mastantuono e il sindaco di S. Croce, Pasquale Marino ?I rom di Santa Croce di Magliano?: presentato nella sala consiliare di Santa Croce l?ottavo Quaderno de il Melograno. Una ricerca giornalistica e fotografica tra la comunità rom che da decenni vive e lavora nella zona, tra il rispetto della diversità culturale ed il desiderio di integrazione e solidarietà reciproci.
Lunedì 5 dicembre 2005, nella sala consiliare del Municipio di Santa Croce di Magliano, il Centro di Servizio per il Volontariato ?il Melograno?, ha presentato al pubblico il volume ?i rom di Santa Croce di Magliano?, ottava opera della collana ?i Quaderni de il Melograno?.
All?incontro hanno preso parte il Sindaco di Santa Croce, l?avv. Pasquale Marino, il Presidente del Centro di Servizio don Antonio Mastantuono, il delegato delle Caritas del Triveneto don Giovanni Sandonà, la giornalista Antonella Patete ed i ricercatori Giancarlo Cursi ed Ida Santarcangelo della Caritas Italiana, che hanno contribuito alla realizzazione del volume.
Protagonisti della serata, i rom di Santa Croce di Magliano, che il Sindaco Marino ha ricordato essere presenti in città da numerosi decenni, segno delle condizioni favorevoli che qui hanno trovato per abbandonare il nomadismo in favore di una stanzialità che dimostra anche l?apertura mentale e verso la diversità dei santacrocesi. Perché le differenze continuano ad esistere, non ha negato il primo cittadino, anche se nel corso degli anni sono andate sempre più assottigliandosi, verso una coesione reciproca rispettosa dellE diversità storiche e culturali.
Don Antonio Mastantuono ha ripercorso la storia del gemellaggio delle Diocesi del Triveneto con la comunità di Santa Croce, un legame nato durante il sisma del 2002, e che, nel tempo avvenire, è diventato sempre più solido. La ricerca sui rom, ha detto il Presidente del Centro di Servizio, vuole essere, allora, la prima pietra di un progetto che sogna una comunità scevra di conflittualità interna ed esterna. Una comunità cristiana disposta a mettersi in discussione, recuperando la parola di Dio che sveglia le coscienze degli uomini. Perché se c?è un confine, quello è solo il frutto dell?uomo, mentre ?abitare il confine? ? titolo della relazione di don Antonio ? significa abitare nel luogo dove le differenze si annullano e trionfa la solidarietà.
Antonella Patete, la giornalista che ha curato l?edizione del volume, ha raccontato la sua esperienza che l?ha portata ad entrare in contatto con la comunità rom di Santa Croce, un popolo, ha detto, che, pur conservando con orgoglio le proprie tradizioni, dopo anni di stanzialità non si differenzia affatto dai santacrocesi, facendone parte a pieno diritto.
Che, nonostante le difficoltà, si stia andando nella direzione giusta, è emerso dalla testimonianza personale dei rom, che ha creato un clima di sereno confronto con le istituzioni civili e religiose, mettendo a nudo le diversità culturali, i problemi del quotidiano dettati, al solito, dalla carenza di lavoro, ma anche il desiderio di vivere insieme ed in armonia.
MUNICIPIO ROMA III, IN GIORNATA MEMORIA RICORDARE ANCHE DISABILI GAY E ROM – Roma, 2 dicembre 2005 – (Adnkronos)
Il consiglio del municipio Roma III, nella seduta di oggi, ha approvato una risoluzione in cui si chiede al Parlamento italiano di modificare la legge sulla giornata della memoria, aggiungendo tra le categorie da ricordare come vittime dello sterminio nazista nei campi di concentramento, le persone disabili, gli omosessuali ed i rom.
Lo comunica il vice presidente del municipio Rolando Galluzzi, tra i promotori dell’iniziativa. ”E’ quanto mai opportuno ricordare soprattutto ai giovani – precisa Galluzzi -quell’immane tragedia e ricordare che 180.000 disabili furono sterminati dai nazisti e 400.000 sterilizzati perche’ ritenuti inferiori”. La Giunta del municipio assume l’impegno di dare grande risalto e diffusione al ricordo della Shoah e di tutte le altre vittime promovendo iniziative nelle scuole e nel territorio.
(Sci/Pn/Adnkronos)
Sabato, 19 Novembre 2005
VIGODARZERE
Allarme zingari alta l’attenzione davanti alle scuole
Altissima l’attenzione davanti alle scuole materne ed elementari di Vigodarzere e delle frazioni dopo il moltiplicarsi delle segnalazioni di gente sospetta, nello specifico zingari, aggirarsi nel pressi degli edifici scolastici intenti a filmare o fotografare gli alunni. Tanti i cartelli appesi all’ingresso delle scuole nei quali si legge: ‘per ragioni di sicurezza’ si prega di tenere chiusi i cancelli’. Le più vigili, ovviamente, le mamme, protese a captare anomalie, per poi, con un tam tam di voci, condividerle con altri genitori. Controlli eseguiti non solo dall’interno, ma anche al di fuori delle scuole dalla Polizia Municipale che si è immediatamente attivata.
REGGIO EMILIA, Mercoledì 14/12/2005
RICHIESTA DI UN PEDOFILO REGGIANO AL MINISTRO: “CASTRATEMI”
(Sesto Potere) – Reggio Emilia – 2 dicembre 2005 – In circa dieci anni ha stuprato 15 ragazzini, di età compresa tra gli 8 e i 14 anni. Ha confessato di avere abusato di tanti ragazzini, soprattutto zingari, che attirava nel suo camper, tra Reggio Emilia e Modena, promettendo loro di dargli dolci e soldi. Finché non è finito in manette.
Ed ora un 59enne di Reggio Emilia, residente a Novellara, tenuto, ha scritto al ministro delle riforme, Roberto Calderoli, per chiedere di essere sottoposto alla castrazione chimica.
“Dopo molti anni – ha scritto l’uomo – ho capito di essere malato e sono disposto a sottopormi, anche in via sperimentale, a qualsiasi tipo di cura pur di guarire”.
E’ stato lo stesso ministro Roberto Calderoli a renderlo noto, parlando del “blocco androgenico” e spiegando che “la cosiddetta castrazione chimica nei confronti di individui che si macchiano dei reati di violenza sessuale non è un approccio forcaiolo”, ma mira al contrario, a dare una risposta concreta “non solo al problema del singolo, ma anche a spezzare una inevitabile catena di violenza, dal momento che il soggetto tende a ripetere tali reati una volta libero”.(Sesto Potere)
MILANO: INCENDIO IN CAMPO NOMADI, BIMBO DI 4 MESI IN OSPEDALE
Milano, 12 dicembre (Adnkronos)
Un bimbo di 4 mesi e’ stato ricoverato all’ospedale Niguarda per ustioni e per intossicazione causati dal fumo e dalle fiamme di un principio di incendio nella baracca del campo nomadi di via Barzaghi a Milano. L’allarme e’ scattato pochi minuti prima delle 9 e sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e il personale del 118. Secondo le prime informazioni le condizioni del bimbo non sarebbero gravi. Ancora ignote le cause che hanno scatenato il principio di incendio nella baracca. (Gio/Pe/Adnkronos)
MILANO: MUSCARDINI (AN), PROPOSTA FERRANTE GHETTIZZA I NOMADI
Milano, 29 nov. – (Adnkronos)
”Basta con la ghettizzazione”. Con queste parole la deputata Cristiana Muscardini, coordinatore regionale di AN, commenta la proposta dell’ex prefetto di Milano Bruno Ferrante che ha chiesto spazi specifici per i nomadi che vivono in citta’.
”Con la proposta di creare piccoli villaggi per extracomunitari -replica Cristiana Muscardini- li condanna di fatto a non integrarsi nella societa’ nella quale hanno scelto liberamente di venire a vivere. An si batte perche’ in ogni quartiere siano presenti realta’ sociali, economiche e culturali diverse. Ferrante pensa a quartieri per ricchi e a quartieri per poveri?” (Red-Geo/Lr/Adnkronos)
Il Comune interviene a sostegno di un campo nomadi in Zona Industriale.
In fase di elaborazione un progetto per allaccio di acqua, fogne e luce su proposta della IV Circoscrizione. E’ lavvio di una politica dell’integrazione anche a Civitavecchia?
CIVITAVECCHIA ? Se il disagio sociale delle periferie sta provocando gravi problemi e difficoltà a molte amministrazioni comunali, vedi Bologna, a Civitavecchia, pur nella consapevolezza di contesti e situazioni profondamente differenti, sembrano profilarsi reazioni assai differenti da parte delle istituzioni. E? il caso della IV Circoscrizione, che ha predisposto un piano di riqualificazione per un campo nomadi situato in Zona Industriale. Si tratta di una situazione piuttosto particolare. In questo campo vivono da ormai diversi anni sei famiglie; sono cittadini italiani, con tanto di residenza a Civitavecchia, che, senza una abitazione e stanchi di aspettare una casa popolare, hanno deciso di vivere in roulotte, attestandosi in questa zona periferica della città. Le condizioni di vita sono ovviamente critiche, ma tutti sembrano affrontare le difficoltà della vita con estrema dignità. Al di là dei pregiudizi che inducono molto spesso la gente ad associare automaticamente la condizione di nomade a quello di delinquente, queste sei famiglie vivono in modo onesto; molti dei loro componenti lavorano, certamente arrangiandosi come possono, ed i loro figli vanno regolarmente a scuola negli istituti cittadini. Insomma, si tratta di un vero e proprio caso di emarginazione sociale, quasi totalmente sconosciuto alla città. Ed è per questo che il Presidente della IV Circoscrizione Giancarlo Farini ha pensato ad un intervento di recupero di questo piccolo campo nomadi. Si è recato sul posto insieme al consigliere circoscrizionale Stefano Ballottari e al geometra del Comune Walter Petretto, ha parlato con le famiglie, ha preso visione dei problemi e della situazione ed ha riferito il tutto al Commissario Prefettizio Angelo Di Caprio, il quale ha dato parere positivo alla proposta di un intervento di recupero.
. Il primo passo, insomma, di una azione di solidarietà e integrazione che dovrebbe caratterizzare come obiettivo prioritario qualunque amministrazione comunale. Marco Galice