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Archivio Maggio 2007

Roma, video shock dello sgombero di via Aldobrandeschi

28 Maggio 2007 Nessun commento


La mattina del 10 maggio 2007 la Polizia Municipale capitolina, coadiuvata dalle forze dell’ordine, su decisione del sindaco Veltroni, sgombera in maniera violenta la comunità di Rom Romeni insediatasi in via Aldobrandeschi, naturalmente senza offrire un’alternativa abitativa a queste famiglie.

Le immagini sono state girate col cellulare e rendono l’idea, assieme con l’audio, della drammaticità di queste vergognose azioni che si susseguono oramai quotidianamente a Roma.

Il video amatoriale di Gianluca Staderini dello sgombero del “campo nomadi” di via Aldobrandeschi avvenuto il 10 maggio a Roma è stato diffuso dallo spazio Web RomSinti@Politica.

Guarda il Video…

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Firenze, lettera all’Amministrazione comunale a favore di cinque famiglie rom

28 Maggio 2007 Nessun commento


Rendiamo pubblica la lettera inviata agli Enti Locali e alle Istituzioni dalla dottoressa Paola Cecchi del C.N.J. (Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia) e dell?associazione A.I.Z.O. a favore di cinque famiglie che vivono nel cosiddetto “campo nomadi” dell’Omatello a Firenze.

Lettera sulle famiglie del Campo Olmatello

La sottoscritta Paola Cecchi del C.N.J. (Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia) e dell?ass. A.I.Z.O. rom e sinti sottopone alla vostra attenzione la situazione di 5 famiglie che si trovano attualmente a vivere in modo precario in Viale XI Agosto nel cosiddetto ?CAMPO NOMADI OLMATELLO?, va subito messo in evidenza che nessun ?nomade? vive in questo luogo, ma vivono tutti cittadini Jugoslavi, la maggior parte sono originari della regione del Kosovo-Metohija.

La situazione nel campo è molto disagiata e le strutture dove sono alloggiate le persone sono roulottes alcune in pessime condizioni, attraverso una cooperativa interna il campo viene pulito regolarmente, molte delle persone che vivono nel campo sono di etnia rom, i servizi come negozi, autobus, eccetera sono molto distanti.

Molte persone che prima vivevano nel campo hanno avuto accoglienza come profughi in normali abitazioni o nel corso degli anni hanno raggiunto i punti per poter avere un alloggio popolare e sappiamo che di qui a breve diverse famiglie troveranno una collocazione ed il campo dovrebbe essere chiuso, ma alcune nuclei ?storici? sono ritenuti dal quartiere 5 ?non autorizzati? a stare nel campo e viene loro intimato di lasciare, in breve, la precaria sistemazione dove vivono.

Si parla di 5 nuclei: la famiglia Ibrahimi con due figlie piccole, la famiglia Bejzak con tre piccoli, Edison ha 3 mesi! La famiglia di Mustafa R. con due figli piccoli e la giovane moglie è incinta ed altri due fratelli di Mustafa R. con relative mogli e figli, quasi tutti i genitori sono nati in Italia o sono arrivati da anni.

I minori in totale sono 14 e sono tutti nati a Firenze e stanno frequentando le scuole del quartiere, sappiamo che sono famiglie che non sono certo in grado di sopportare le spese proibitive di un affitto.

Com?è noto in Kosovo circa 300.000 persone di tutte le etnie, ma nella stragrande maggioranza serbi e rom sono stati scacciati dalla loro terra nel 1999 e sono stati costretti a diventare profughi!

Non scacciamo persone che vivono da anni in baracche! Cerchiamo insieme una sistemazione dignitosa per queste persone e per questi piccoli.

In attesa di vostre comunicazioni vi invio cordiali saluti, dottoressa Paola Cecchi (ristori@tin.it)

Firenze 25 maggio 2007

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Roma, appello a favore dei bambini rom e sinti

28 Maggio 2007 Nessun commento


Maria Grazia Dicati dalle pagine di RomSinti@Politica ha lanciato un appello per i bambini Rom e Sinti: anche loro sono bambini!

Da mesi tutti i bambini Rom e Sinti che vengono forzatamente e ?legalmente? allontanati dopo l?abbattimento delle loro povere baracche dalle ruspe, vagano per la Capitale in cerca di un posto dove dormire.

Vista l?insensibilità e l?ipocrisia dei nostri politici, sul concetto di solidarietà e legalità, come mamma e insegnante, mi rivolgo a tutte le persone che hanno a cuore i bambini e chiedo loro di sottoscrivere e diffondere questa foto con uno degli articoli della Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata anche dall?Italia

?La tua casa non c?è più e dovunque andrete vi manderemo via?
(Foto di Simona Caleo)

Articolo 2 della Convenzione sui diritti dell’infanzia

1. Gli Stati parti s’impegnano a rispettare i diritti che sono enunciati nella presente Convenzione ed a garantirli ad ogni fanciullo nel proprio ambito giurisdizionale, senza distinzione alcuna per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, del fanciullo o dei suoi genitori o tutori, della loro origine nazionale, etnica o sociale, della loro ricchezza, della loro invalidità, della loro nascita o di qualunque altra condizione.

2. Gli Stati parti devono adottare ogni misura appropriata per assicurare che il fanciullo sia protetto contro ogni forma di discriminazione o di sanzione motivata dallo status, le attività, le opinioni espresse o il credo dei suoi genitori, dei suoi tutori o di membri della sua famiglia.

Quanti volessero sostenere questo appello, sono pregati di :
- inserirlo nei loro blog;
- inviarlo ai loro amici e conoscenti pregandoli di fare la stessa operazione;
- trasmetterlo ai vari organi di stampa e informazione
- consegnarlo a persone dello spettacolo, della cultura, del cinema, della musica,dello sport?;
- coinvolgere le varie organizzazioni sindacali;
- esporre il volantino nei luoghi di lavoro, di culto, presso le università?;
- farlo pervenire all?Unicef e a tutte le associazioni che si occupano di minori;

Maria Grazia Dicati

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Vinci (FI), l?informazione sui diritti umani

25 Maggio 2007 Nessun commento


Si terrà sabato 26 maggio 2007 il convegno “l?informazione sui diritti umani”, presso la Biblioteca Leonardiana di Via G. la Pira n. 1 a Vinci (FI). Il convegno sarà un momento importante di studio sia sui problemi evidenziati nella stampa italiana che sui problemi della nostra giustizia sul tema dei diritti umani.

È trascorso un anno dall?inaugurazione, all?interno della nuova Biblioteca Civica, del Centro sulla Pace e i Diritti Umani ?Norberto Bobbio? nato con l?intento di dare una dimora stabile all’impegno dell’Amministrazione Comunale per educare alla pace e promuovere e diffondere una cultura della cooperazione e dei diritti umani.

Con crescente intensità infatti a partire dal 2002, la città di Vinci ha fatto molto per preparare la pace, nei modi e nei limiti in cui può farlo un ente locale. Quasi sempre il comune ha lavorato insieme alle scuole, agli studenti, agli insegnanti. Una collaborazione fondamentale e insostituibile.

Negli ultimi anni l’Amministrazione ha promosso a Vinci numerose iniziative: mostre, viaggi, manifestazioni, opere, pubblici dibattiti, consigli comunali aperti, riconoscimenti, pellegrinaggi, marce. L?amministrazione comunale ha accolto quindi con entusiasmo la proposta, avanzata dall?Università degli studi di Firenze, di tenere a Vinci il prossimo 26 maggio il convegno ?L?informazione sui diritti umani?.

L?incontro che è aperto al pubblico e di cui viene di seguito indicato il programma sarà anche l?occasione per presentare al pubblico di professori universitari, avvocati, giornalisti e in generale studiosi della materia, la nuova rivista ?Diritti umani e diritto internazionale? Editore Franco Angeli.

PROGRAMMA

Ore 10,00-10,30
Accoglienza dei partecipanti

Ore 10,30-10,40
Saluti del Sindaco di Vinci Dario Parrini e dell?Assessore ai progetti di Pace e Crescita Democratica Lorenzo Melani – Apertura dei lavori

Prima sessione «L?informazione specialistica», Presiede il Prof. Benedetto Conforti, Università di Napoli
- ore 10,40-11,00 Prof. Riccardo Pisillo Mazzeschi (Università di Siena), «La nuova rivista ?Diritto internazionale e diritti umani? nel contesto dell?editoria giuridica italiana e internazionale»;
- ore 11,00-11,20 D.ssa Mariangela Cecere (Consigliere della Corte d?appello di Roma), «Magistratura e diritti umani: un connubio possibile»;
- ore 11,20-11,40 Avv. Anton Giulio Lana (Foro di Roma), «Le raccomandazioni del Consiglio d?Europa in materia di informazione sui diritti umani e la loro (dis)applicazione in Italia»

Ore 11,40
Pausa caffè presso la Terrazza della Biblioteca Leonardiana

Ore 12,00-12,20
Prof. Antonio Bultrini (Università di Firenze), «L?impatto dell?informazione sull?efficacia pratica dell?opera di tutela dei diritti umani»

Ore 12,20-13,20
Dibattito aperto alla sala

Ore 13,20-13,30
Conclusioni della prima sessione

Ore 13,30-14,45
Pranzo a buffet offerto dal Comune di Vinci presso il Ristorante Borgo Allegro

Seconda sessione, «L?informazione per il grande pubblico e il ruolo dei media», Presiede il Prof. Avv. Bruno Nascimbene, Università di Milano
- ore 15,00-15,20: Prof. Marcello Flores (Università di Siena), «L?informazione sui diritti umani tra conoscenza e stereotipi»;
- ore15,20-15,40 Dott. Vitaliano Esposito (Avvocato generale della Corte suprema di cassazione; componente, a titolo dell’ Italia, della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza), «Un esempio di buone pratiche: le relazioni con la società civile della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (E.C.R.I.)»;
- ore 15,40-16,00 Dott. Giovanni Maria Bellu (quotidiano ?La Repubblica?), «L?atteggiamento dei mezzi di informazione italiani verso gli stranieri»

Ore 16,00
Pausa caffè presso la Terrazza della Biblioteca Leonardiana

Ore 16,20-16,40
Dott. Giorgio Zanchini (Radio Rai), «Il rilievo dei diritti umani sulla stampa nazionale ed estera»

Ore 16,40-17,40
Dibattito aperto alla sala

Ore 17,40
Conclusioni della seconda sessione

Ore 18,00
Fine dei lavori

Interventi programmati:
On.le Tana De Zulueta (Vice-presidente della Commissione esteri della Camera dei Deputati), D.ssa Laura Boldrini (Portavoce dell?Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati).

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Mirano (VE), l’inutilità degli sgomberi

25 Maggio 2007 Nessun commento


Questione Rom e Sinta ancora in primo piano a Mirano, nonostante lo sgombero delle famiglie che nei giorni scorsi avevano occupato i cantieri dell?alta velocità e del Passante in via Vetrego.

La questione non è naturalmente risolta: «Un fenomeno di queste proporzioni – rivela il sindaco Gianni Fardin – non si è mai verificato a Mirano: il problema andrà affrontato in un contesto più generale».

Il problema infatti si è solamente spostato di poche centinaia di metri: ad essere occupato è ora un appezzamento di terreno ai piedi del cavalcavia del Passante in costruzione su via Porara.

Le famiglie Sinte e Rom sono arrivate attraverso la piccolissima via Canonici. E il problema non può dirsi superato nemmeno nella zona commerciale di via Cavin di Sala, dove i Sinti e i Rom hanno stazionato per molti giorni nel piazzale del bowling e della «Dal Ben».

La questione è stata naturalmente strumentalizzata da Luigi Corò e Viviani Lorenzon, del locale circolo di Alleanza Nazionale, che ad appelli ed interrogazioni, hanno fatto seguire anche una serie di denunce, alcune delle quali sembrano aver sortito l?effetto sperato.

Tredici Sinti e Rom sono infatti stati denunciati dai carabinieri di Mirano con l?accusa di invasione arbitraria di terreni. Si tratta di tre serbi, tre croati, tre italiani, due francesi ed un macedone che per alcuni giorni hanno stazionato proprio nella zona commerciale di Mirano.

«Si accerti – afferma Corò – se quanto lasciato sul terreno di Vetrego dopo l?occupazione rappresenta un pericolo per la pubblica salute ed eventualmente si approntino i necessari interventi per la messa in sicurezza. Inoltre si dia seguito alle dovute contromisure necessarie a prevenire il ripetersi di simili occupazioni, in questo come in altri siti. Che non si debba, come nel caso di via Moro, aspettare l?esasperazione dei cittadini».

Per fortuna l’amministrazione comunale sembra aver capito che si risolve poco cacciando intere famiglie e speriamo che abbia la forza di coinvolgere sia le famiglie Sinte e Rom che il Piano di Zona per ricercare soluzioni condivise nel rispetto della Costituzione e delle leggi.

Riferimenti: e per patria una lingua segreta

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Roma, il Prefetto Serra istituisce la commissione per segregare i Sinti e i Rom

25 Maggio 2007 2 commenti


Istituita nella Capitale la commissione per i villaggi destinati ai Sinti e ai Rom capitolini. A designarla è il prefetto Achille Serra (in foto) d’intesa con il sindaco Walter Veltroni, un atto previsto dal ”Patto per Roma Sicura” firmato lo scorso 18 maggio.

La commissione avrà il compito di individuare le aree in cui allestire i “villaggi della solidarietà” e sarà coordinata da un viceprefetto, ne faranno poi parte rappresentanti del comune, della questura e dei carabinieri. Ovvero i servizi sociali e le forze dell’ordine: i Sinti e i Rom sono poveri e criminali. Certo il Prefetto Serra non viene nemmeno sfiorato dal dubbio che queste popolazioni siano portatrici di diritti negati. In tre mesi la conclusione dei lavori.

Ma l’idea di costruire alla periferia di Roma, al di fuori del grande raccordo anulare, quattro grandi insediamenti per 4000 Rom che oggi vivono nelle baraccopoli abusive, non piace né a destra né a sinistra, né tanto meno ai Sinti e ai Rom. Da giorni ormai infuriano le polemiche

A criticare il progetto anche il presidente nazionale dell’Opera Nomadi, Massimo Converso: “Questi mega accampamenti, lontanissimi dalla città – dice – non faranno che moltiplicare la devianza e l’esclusione”.

Una lancia a favore dei grandi “campi nomadi” la spezza invece l’assessore alle Politiche sociali della giunta capitolina Raffaella Milano: “Abbiamo già grandi strutture per i nomadi, i villaggi Pontina e Salone, entrambi da mille ospiti, e funzionano – commenta – Sono luoghi di passaggio, dove i rom si fermano nel tempo necessario per rendersi autonomi con il lavoro e quindi con la casa”.

Non la pensano così molti cittadini romani che vivono in quartieri in cui sono già presenti insediamenti rom. Solo due giorni fa infatti un gruppo di residenti ha fatto irruzione in Campidoglio mentre era in corso un consiglio comunale. Il grido di battagli era: “i nomadi li vogliamo solo in concerto”.

Noi di sucardrom rimaniamo sempre più sconcertati su come nessuno chieda mai la partecipazione diretta dei Sinti e dei Rom che sono strumentalizzati e letteralmente usati sia a destra che a sinistra.

Riferimenti: Svegliati Europa, l?Italia è tornata al 1940

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Roma, ha ucciso un Rom il Carabiniere condannato a tre anni

25 Maggio 2007 57 commenti


Tre anni di reclusione e circa 200mila euro di risarcimento alla famiglia della vittima. È stata questa la condanna inflitta al vicebrigadiere dei carabinieri Domenico Serafino, che il 2 febbraio del 2002 uccise, vicino al “campo nomadi” di via Salone a Roma, con un colpo di pistola un Rom di 16 anni, Fabio Halilovic, il quale, con altre quattro persone era a bordo di un?automobile rubata che non si fermò all?alt in un posto di blocco.

Secondo quanto emerso durante il processo al momento dello sparo Halilovic era seduto nella parte posteriore dell?auto venne colpito a morte da un colpo di pistola sparato dal carabiniere, colpo che perforò la targa posteriore dell?auto raggiungendo il ragazzo.

La sentenza è stata pronunciata dal giudice monocratico Maria Rosaria Brunetti, che ha accolto la richiesta del pubblico ministero Roberto Saffa e anche le tesi degli avvocati Bruno Andreozzi e Alessandro Cassiani, che si erano costituiti parte civile per conto di cinque familiari della vittima.

La pena stabilita dal giudice che, grazie all?indulto, non spedirà il carabiniere in carcere, ha deciso inoltre l?interdizione per cinque anni Serafino dai pubblici uffici e lo ha condannato a risarcire i danni ai genitori e ai tre fratelli di Halilovic in separata sede, fissando comunque una provvisionale complessiva di 195 mila euro.

Ad assistere l?imputato è stato l?avvocato Pier Francesco Bruno, il quale ha sostenuto che il colpo parti accidentalmente e che non si poteva parlare nè di omicidio colposo e tantomeno di omicidio volontario, come in un primo momento avevano sostenuto gli avvocati di parte civile. Secondo il difensore, il colpo partì accidentalmente perchè durante l?inseguimento Serafino era caduto a terra.

Ringraziamo Luca Caligara per la segnalazione

In foto il quadro di Antonio Bueno “Carabiniere”, 1970, olio su faesite, cm 50×70, collezione privata.

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ERRC e OsservAzione scrivono alle Autorità italiane ed europee

24 Maggio 2007 Nessun commento


Il 23 Maggio 2007, l?ERRC (Centro Europeo per i Diritti dei Rom) e OsservAzione (centro di ricerca azione contro la discriminazione di rom e sinti) hanno inviato una lettera alle più alte autorità italiane, sollecitando un?azione urgente per rescindere i ?Patti per la Sicurezza? recentemente firmati a Roma e Milano, che prevedono l?allontanamento forzato di più di 10.000 Rom.

La lettera, inviata al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro degli Interni e all?ufficio italiano anti-discriminazione (UNAR) richiede alle autorità italiane di rispettare gli obblighi dettati dalla legislazione internazionale e di adottare politiche e programmi abitativi che evitino l?ulteriore segregazione di Rom e Sinti e offrano soluzioni abitative reali ed adeguate a Rom e Sinti che attualmente vivono in insediamenti precari in Italia.

Nella loro lettera, inviata in copia alle competenti agenzie europee ed internazionali, ERRC ed OsservAzione hanno ricordato la decisione del Comitato Europeo per i Diritti Sociali del dicembre 2005, che ha riscontrato nei riguardi di Rom e Sinti la violazione da parte dell?Italia delle garanzie del diritto all?abitazione contenute nella Carta Sociale Europea Revisionata.

Leggi il testo completo della lettera…

Riferimenti: Svegliati Europa, l?Italia è tornata al 1940

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Mantova, la M.E.Z. invita la stampa

24 Maggio 2007 Nessun commento


I Pastori della Missione Evangelica (M.E.Z.) invitano la stampa al Convegno Religioso che si tiene a Mantova da mercoledì 23 a giovedì 31 maggio 2007. In questi giorni si parla molto di Sinti e di Rom ma pochi di noi hanno la possibilità di parlare pubblicamente ed esprimere i nostri pensieri.

Per le Istituzioni e per tanti giornali noi dobbiamo stare in silenzio e subire le decisioni prese da altri, senza poter far capire i problemi e le discriminazioni che dobbiamo affrontare ogni giorno.

La Missione Evangelica nasce alla fine degli anni ?80 con lo scopo di raggiungere in particolare le popolazioni sinte e rom ma offrendo il Messaggio Evangelico a tutte le persone che si vogliono avvicinarsi al Signore, senza alcuna distinzione.

Attualmente la M.E.Z. ha raggiunto Sinti e Rom in tutta l?Italia, attraverso incontri come quello che si sta tenendo a Mantova. La partecipazione è molto ampia e moltissime famiglie raggiungono i Convegni anche facendo tantissimi chilometri. In questi vent?anni moltissime persone si sono convertite all?Evangelo e partecipano assiduamente ai culti religiosi.

La Missione svolge il suo compito religioso e spirituale per mezzo della Parola di Dio: ?Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato»? (Marco, capitolo 16, versetti 15 e 16).

La Missione svolge un compito sociale aiutando le persone a risolvere i propri problemi anche di dipendenze!

Inoltre, molti membri della Missione stanno iniziando personalmente un impegno per contrastare le discriminazioni, subite dalle popolazioni sinte e rom. La finalità è la costituzione di Organizzazioni Senza Scopo di Lucro con l?obiettivo di rendere le comunità sinte e rom protagoniste sociali pensanti anche attraverso la promozione di politiche di interazione, di partecipazione diretta e di mediazione culturale.

Pastore Davide Casadio

Per contatti e qualsiasi informazione:
Pastore Davide Casadio, telefono 334 2511887

In foto la veduta aerea di un Convegno in Francia

Riferimenti: La storia della M.E.Z. in Italia

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Caro Walter, come ebrei ti diciamo: non cacciare i Rom dalla città

24 Maggio 2007 Nessun commento


Come cittadini italiani appartenenti a una minoranza, quella ebraica, ci opponiamo alla cacciata dei rom da Roma per tre precisi motivi:

1) Come ebrei abbiamo memoria della storia di questo popolo vittima insieme a noi della più grande barbarie prodotta dalla civiltà occidentale, la Shoah.

E’ il popolo che ha pagato più di ogni altro l’industrializzazione del mondo occidentale con una crescente emarginazione produttiva ed esistenziale.

Mentre con l’avvento della società moderna la maggior parte dei cittadini acquistava nuove libertà, i rom venivano stigmatizzati per la loro improduttività (d’altra parte l’accusa di devianza rispetto all’ottica della produttività non è molto dissimile da quelle portate storicamente contro noi ebrei), additati a pubblico disprezzo e discriminati, impedendo alla loro diversità culturale di mescolarsi a tutte le altre.

2) Come cittadini di fronte al problema della sicurezza, evidente nelle nostre metropoli (ma le cui cause vanno ricondotte ad un processo involutivo dovuto alle politiche urbanistiche degli ultimi decenni), riteniamo che la deriva securitaria che hanno preso alcuni sindaci di sinistra, partendo da Cofferati, passando per Chiamparino, Zanonato, per arrivare a Veltroni, ora legittimati dal ministro dell’interno Amato, rappresenti non solo una perdita di memoria storica ma anche un pericoloso rincorrere gli umori della cosiddetta gente aizzati a bella posta dai cosiddetti imprenditori politici del razzismo nostrano, un tempo tutti collocati a destra.

Inoltre viene leso un caposaldo dello stato di diritto che vuole che le persone siano considerate come individui e non come gruppo, perché in caso di misure collettive viene trattato allo stesso modo chi ha diversi comportamenti e nel caso di misure repressive le pagano anche coloro che sono completamente estranee a condotte illecite, solo perché facenti parte della categoria sociale presa di mira.

Un politico di sinistra, non cedendo sulle infrazioni della legge commesse dai singoli, dovrebbe porsi rispetto ai gruppi sociali con l’ottica dell’integrazione per promuovere la conoscenza reciproca tra le culture e nel caso specifico innanzitutto «fare storia della cultura rom».

3) E’ da tempo in atto una campagna virulenta che partendo da specifici fatti di cronaca e ignorando altri episodi che vedono come vittime gli immigrati, vede schierate le televisioni, i giornali (purtroppo anche legati all’attuale maggioranza governativa come Repubblica), il centrodestra e parte del centrosinistra.

Si alimenta un clima di paura che porta ad identificare nello «straniero» il capro espiatorio. Il concetto di «sicurezza» è declinato totalmente in chiave di ordine pubblico.

Per noi sicurezza significa anche sicurezza di un posto di lavoro (o di un reddito), sicurezza di una casa, sicurezza di poter accedere a quei beni comuni, dall’acqua all’istruzione, fondativi di una comunità civica basata sull’inclusione e non sull’emarginazione sociale.

La sicurezza o è sociale o non è! Con questo nostro appello sollecitiamo l’associazionismo politico, sociale e culturale, i singoli sensibili a fermare questa deriva, e parte della stessa classe politica non disposta a farsi arruolare in questa nuova, grave, crociata securitaria a prendere l’iniziativa e promuovere un appuntamento nei prossimi giorni a Roma per dare un segnale di civiltà e di opposizione a questa indecente campagna.

Irene Albert, Andrea Billau, Giorgio Canarutto, Paola Canarutto, Ilan Cohen, Marina Del Monte, Gabriele Fiorentino, Giorgio Forti, Joan Haim, Dino Levi, Patrizia Mancini, Miriam Marino, Ernesto Muggia, Stefano Sarfati Nahmad, Carla Ortona, Renata Sarfati, Hanna Cristina Scaramella, Sergio Sinigaglia, Stefania Sinigaglia, Susanna Sinigaglia, Jardena Tedeschi, Ornella Terracini…

Per adesioni: campodellapace@yahoo.it

Riferimenti: Svegliati Europa, l?Italia è tornata al 1940

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