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Archivio Aprile 2007

Milano, il 25 aprile visto da Aven Amentza

28 Aprile 2007 1 commento


“Con Noi non si parla” credo sia il centro di questa nuova edizione 2007 del volantino che Aven Amentza ha distribuito al corteo milanese del 25 Aprile di quest?anno. Ma, purtroppo, anche di una più generale situazione dei rapporti che in Italia non s?intrattengono con Rom e Sinti: con loro non si parla!

Specialmente da parte delle pubbliche autorità. Fanno eccezione, speriamo duratura, quanto coraggioso ne è stato l?inizio, la storica visita del ministro Amato, lo scorso ferragosto, in un “campo” rom (scusate l?inevitabile bisticcio di parole, che tanto nessuno lo capisce) di Roma: non per sgomberare o arrestare, che un ministro non si scomoderebbe, ma per ?vedere?, e ? appunto – parlare.

E l?inserimento di Bruno Morelli, Rom abruzzese, nel Comitato nazionale contro il razzismo e l?antisemitismo (verrà poi, speriamo, anche l?antiziganismo). E il progetto di legge in costruzione per la tutela delle popolazioni rom e sinte, a recuperare la vergognosa esclusione per alzata di mano dalla legge (brutta e inefficace) di tutela delle minoranze (?) del 1999. A queste cose risponde la costituzione del Coordinamento Nazionale Rom e Sinti, che ha preso vita a Mantova nei mesi scorsi. Così gli interlocutori, finalmente, ci sono e si parlino, finalmente.

Quest?anno la partecipazione di Rom e Sinti alla manifestazione è stata per la prima volta, verrebbe da dire, massiccia: cinquanta o sessanta i presenti ?uomini, donne, giovani- provenienti da diversi ?campi?, abruzzesi (Zama) e romeni (San Dionigi, Triboniano) e bosniaci (Triboniano): una festa nella festa. Con musicisti e balli improvvisati.

È il frutto di un lungo lavoro di anni, di Opera Nomadi nel passato, di Aven Amentza nel periodo più recente, ma anche della nascita di una sorta di coordinamento, partito dalla Lista Dario Fo delle ultime elezioni municipali milanesi.

Ma soprattutto dell?impegno di due donne, Dijana Pavlovic, romnì serba, attrice di teatro e rom cabaret, già candidata della stessa lista nelle stesse elezioni, e di Lavinia, mediatrice culturale romena, che hanno saputo parlare e spiegare e convincere.

Nulla di scontato: come far intendere a Rom e Sinti italiani, sempre da tutto esclusi, che il 25 Aprile li riguarda, e a romeni e bosniaci che il 25 Aprile è una festa di popolo in cui tutti possono parlare del passato e del presente e presentarsi senza timore, anche se tra la sorpresa dei moltissimi che non sanno ma sono indotti a giudicare dal pregiudizio.

Si dice da noi ?se son rose, fioriranno?. Nonostante la strana primavera di quest?anno, o proprio per questo, conviene sperare.

Ernesto Rossi (meg.rossi@tin.it)
Aven Amentza ? Unione Rom e Sinti

In foto il 25 aprile 2006 da Mahalla

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Firenze, al via la 36ª Giornata Internazionale del popolo Rom

27 Aprile 2007 3 commenti


Un giorno dedicato ai diritti e al rispetto della diversità culturale di Rom e di Sinti. Arci Toscana e Arci Firenze, Associazione Amalipe Romano, Telefono Azzurrorosa e Assessorato all?Accoglienza e all?integrazione del Comune di Firenze in occasione della 36ª giornata internazionale dei Rom e dei Sinti organizzano: immaginare il futuro tra il passato e presente.

Oggi venerdì 27 aprile, due appuntamenti per ricordare il Porrajmos e confrontarsi sul rispetto dei diritti delle minoranze. Dalle 9.30 alle 13.00, la sede dell?Arci in piazza dei Ciompi, ospita la tavola rotonda cui parteciperà il Sottosegretario al Ministero della Solidarietà Sociale, Cristina De Luca.

Dalle 16.00, presso Circolo Arci ?Il Progresso? (via Vittorio Emanuele 135, Firenze), proiezione, alla presenza del regista, di “a forza di essere vento”, documentario che racconta persecuzioni del passato e intolleranza del presente verso Sinti e Rom, dal Porrajmos e alla convivenza nell?Europa di oggi. Alla sera ci sarà una cena rom, allietata da musica e poesia.

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Chianciano (CH), dichiarazione di Santino Spinelli

26 Aprile 2007 1 commento


Santino Spinelli, Presidente dell’Associazione Them Romano, a poche ore dall’elezione dei rappresentanti italiani all’Ertf ha inviato il seguente comunicato che riportiamo integralmente.

A tutte le associazioni di Rom e Sinti e non e a tutti coloro che operano nel settore rivolgo come neoeletto rappresentante italiano del European Roma and Traveller Forum, l’organismo che rappresenta la popolazione romanò al Consiglio d’Europa a Strasburgo, la mia piena disponibilità a collaborare per rappresentare il più possibile le diverse opinioni riguardo la difesa della nostra cultura e il riconoscimento dei diritti civili delle comunità romanès troppo spesso ignorati.

Occorre ricompattarsi ed essere operativi dopo le elezioni che inevitabilmente dividono. Anche coloro che non sono stati eletti o hanno opinioni diverse hanno il diritto di sentirsi rappresentati. In democrazia deve prevalere il buonsenso. Occorre una politica dei fatti e operare su diversi fronti per questo tutti sono importanti.

I consigli, reportage, denunce e quant’altro sono accettati al fine di operare nel modo migliore possibile e rappresentare le nostre istanze fotografando quanto più possibile la situazione dei Rom e Sinti nel nostro Paese presso l’organismo di riferimento citato.

Sono a disposizione di tutti senza alcuna preclusione per collaborare in piena trasparenza e legittimazione, ma come sempre, fermamente intenzionato a non essere strumentalizzato da nessuno per il bene di tutte le nostre comunità.

E’ tempo di collaborare al di là dei personalismi in modo da ottenere i miglior risultati possibili a cui tutti sono chiamati a dare il proprio contributo. Gli assenti avranno sempre torto. Ringrazio chi mi ha scelto ponendo nella mia persona la loro fiducia che cercherò di ricambiare con la mia determinazione e con una giusta politica del fare concreto. Ognuno si assuma le proprie responsabilità.

Non esitate a contattarmi:info@alexian.it o spithrom@webzone.it

Santino Spinelli
Presidente Ass. Them Romanò – Romani Union Internazionale
Docente di Lingua e cultura romanò all’Università di Trieste

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Roma, eletti i rappresentanti italiani all’ERTF

26 Aprile 2007 Nessun commento


Si sono svolti ieri a Roma sotto la supervisione internazionale di Rudko Kawczynski e Istvan Forgas dell’ European Roma and Traveller Forum (ERTF) le elezioni dei due rappresentanti italiani e i loro sei sostituti che mancavano nell’organismo che rappresenta la popolazioni Rom e Sinte al Consiglio d’Europa a Strasburgo.

Sono stati eletti per quattro anni i seguenti rappresentanti:

- Santino Spinelli, Presidente dell’Associazione Them Roman?

- Kasim Cizmic, Presidente UNIRSI

I sostituti eletti sono: Giulia Di Rocco, Vladimiro Torre, Sevla Sejdic, Graziano Halilovic, Truzzi Luciano e Maximovic Zoran.

Sucar Drom e Nevo Drom interverranno pubblicamente nei prossimi giorni per esprimere le proprie valutazioni e osservazioni sull’assemblea di Roma.

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Vicenza, restituire il 25 aprile ai Sinti e ai Rom!

25 Aprile 2007 Nessun commento


Non è bastato al popolo Rom/Sinto lo sterminio di oltre 500.000 persone per poter entrare nella memoria storica europea e nazionale. Non sono bastate le migliaia di internati nei campi del Duce e deportati nei lager dell?Est per restituire loro il diritto a una qualunque forma di risarcimento sociale e culturale, a cominciare dal riconoscimento del loro status di persone, come di una tutela legislativa in quanto minoranza etnico-culturale e linguistica, presente da secoli nel nostro Paese.

Non sono bastati i tanti Sinti e Rom che hanno aderito alla lotta di Resistenza al fascismo e al nazismo in Italia, come in Polonia e in Jugoslavia, per vederli ricordati di diritto nella celebrazione del 25 aprile e nelle diverse commemorazioni: BRONISLAWA WAJS, poetessa e partigiana polacca; GIUSEPPE LEVAKOVICH, partigiano – Brigata ?Osoppo? – Friuli; RUBINO BONORA, partigiano – Divisione ?Nanetti? – Friuli; AMILCARE DEBAR, staffetta e partigiano – 48^ Brigata ?Garibaldi? – Piemonte; GIUSEPPE CATTER, comandante di distaccamento – 4^ Brigata ?Garibaldi? – Liguria; WALTER CATTER, membro della resistenza padovana e fucilato dai nazifascisti assieme ad altri nove compagni al Ponte dei Marmi – Vicenza 11 novembre 1944.

Il dopoguerra per questo popolo non è mai cominciato: emarginati nei ?campi nomadi?, circondati dai pregiudizi e dal disprezzo sociale, sono esposti all?aggressività delle formazioni neofasciste che, in ?continuità ideale? e pratica con i predecessori, li fanno oggetto di violenze e abusi, spesso tollerati e mai seriamente repressi.

I fatti di Opera, di Scampia, di sabato 14 aprile a Vicenza sono solo gli ultimi di una lunghissima serie.

Se negli anni ?30 e ?40 erano gli Ebrei il bersaglio dell?intolleranza sia delle società, sia delle Istituzioni dei diversi Stati, oggi sono i Rom e i Sinti l?oggetto di discriminazione per eccellenza. Non è un caso se l?Unione Europea lancia continui richiami allo Stato italiano per le condizioni di degrado e discriminazione nelle quali queste persone vengono tenute nel nostro Paese.

BASTA CON L?OBLIO! BASTA CON L?OSTILITÁ! BASTA CON L?INDIFFERENZA!

La famiglie Sinte e Rom di viale Cricoli non sono criminali!

Sono VICENTINI che vivono nella precarietà economica a causa della scomparsa dei loro mestieri tradizionali e che NON BENEFICIANO DI ALCUN AMMORTIZZATORE SOCIALE. Sono persone che vivono CONTRO LA LORO VOLONTÁ da decenni sopra una ex- discarica, in condizioni ambientali, igieniche e di sovraffollamento che nessun altro vicentino accetterebbe.

Il 25 APRILE 2007 ORE 9,30 PRESENZA DI SOLIDARIETÁ ALLE FAMIGLIE DI VIALE CRICOLI DOPO L?INCURSIONE NEOFASCISTA PER UNA CITTÁ APERTA, DIGNITÁ E DIRITTI PER TUTTI

Opera Nomadi di Vicenza

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Milano, una vergogna nazionale!

21 Aprile 2007 27 commenti


Giovedì 19 aprile è stato convocata una seduta del consiglio di zona 3, a Milano, aperto agli interventi dei cittadini e con la presenza, annunciata, del assessore Moioli e di Don Colmegna. Il tema era il cosiddetto “campo nomadi” all?interno del parco Lambro (soluzione temporanea per i Rom cacciati da Opera e in attesa di una soluzione definitiva).

Dato che era stata annunciata la massiccia presenza di attivisti della Lega Nord, di AN e dei ?comitati cittadini contro i Rom? e che tra gli iscritti a parlare non c?era nessuno in nome dei Rom, la consigliera della Lista Fo (che è anche la mia lista) mi ha invitato ad intervenire.

La prima cosa triste che ho visto entrando, è stata un consigliere di zona con una maglietta con la scritta: ?Zingari in zona 3? No grazie!? (vedi foto, ?Un uomo può sorridere ed essere un malfattore!? W. Shakespeare).

Dentro la sala c?erano più di duecento persone che urlavano: “li vogliamo fuori dalle palle! Portateveli a casa vostra!…” Don Colmegna non c?era e mi hanno riferito che, prima che arrivassi io, l?assessore Moioli aveva tentato di parlare ma a causa delle urla disumane non si era capito nulla di quel che aveva detto.

E questo solo perché aveva tentato di esporre il suo ?fantastico? progetto sugli ?zingari?: recintati e controllati a vista continuamente ma non cacciati via, perché questo sarebbe illegale.

Gli interventi dei ?cittadini? erano unanimi: ?Questa è casa nostra, non li vogliamo, sporcano, rubano, non vogliamo trattare, se ne devono andare fuori dalle palle!?.

Qualcuno è arrivato persino al punto di prendersela con l?amministrazione per aver piantato degli alberi davanti al campo provvisorio, svelando un piano diabolico: nascondere i Rom e le loro attività criminali. La protesta si concretizzava nella geniale proposta di tagliare tutti gli alberi del parco, a fin di bene, e per la sicurezza dei cittadini onesti.

Avendo raggiunto il mio limite di sopportazione, sono uscita. E fuori ho incontrato nuovamente il consigliere in ?maglietta?, così ho chiesto di poter fare qualche foto. Forse pensando che fossi una giornalista, il consigliere mi ha dato il permesso. Sembrava molto contento e orgoglioso. Nessuno ancora aveva capito chi io fossi.

Poi, una signora mi ha riconosciuto: ?Ma è la zingara che ho visto in televisione!? …un?attimo di stupore e di gelo e poi è partito un brusio generale che subito è divenuto un frastuono di insulti. Ma per fortuna mi hanno invitato ad entrare per il mio intervento.

Avevo preparato un discorso pacifico, nel quale si dice che porto la voce di tanti Rom di Milano, onesti e lavoratori, pronti al dialogo, al fine di trovare le migliori soluzioni abitative. Avrei anche voluto dire che le persone contro le quali si ribellano sono una quarantina di uomini donne e bambini (gli altri sono stati cacciati via, per una trasgressione del patto di legalità ma questa è un?altra storia di ingiustizia), tutta gente per bene, lavoratori, poveri ma con il diritto sacrosanto alla dignità umana.

Avrei voluto dire che anche ai Rom non piace vivere nei “campi”, che chiedono alle istituzioni di impegnarsi a cercare altre soluzioni, insieme a loro. Non l?ho potuto dire.

Sono stata aggredita verbalmente e, poi, quasi fisicamente. Sono stata insultata: “Zingara di merda! Torna a casa tua! Non ti vogliamo! Fuori dalle palle!…”

Passati i tre minuti che mi erano concessi per l?intervento, la polizia, insieme a un?altro attivista in maglietta verde, sono venuti da me offrendomi la scorta per uscire. Ovviamente ho rifiutato, volendo rimanere fino alla fine.

Ho sentito il capogruppo di An in Provincia, De Nicola, dire: ?Noi non siamo razzisti?, tenendo la mano sulla spalla dell?attivista in maglietta con scritta “zingari ? no grazie”.

Ho sentito l?assessore Moioli dire: ?Ragazzi calmatevi, questi non rubano, lo sapete bene, perché questi sono controllati, il problema sono gli altri, quelli che sono fuori?.

Mi sono vergognata per quella poca gente (salvo rare eccezioni) che dice di essere di sinistra e che rappresenta la sinistra in quel consiglio che ha applaudito il discorso finale dell?assessore e che non si è alzata, non ha detto una parola o fatto qualcosa quando sono stata fortemente insultata.

Ma del resto, nel loro piccolo, dall?interno di un consiglio di zona, loro seguono la politica della sinistra milanese in generale che non ha la forza di alzare la voce contro questa barbarie e appoggia coloro che vogliono recintare, controllare, segregare.

A coloro che pensano di poter ignorare o sminuire il razzismo e l?odio gridatoci apertamente in faccia, che è come un virus che si sta allargando in tutta la Lombardia, chiederei una riflessione al di là dei giochi politici, di alleanze e di ?bandierine?: non si è arrivati ad un punto dove è necessario dire basta, alzare la voce e fare qualcosa? Qual è il limite di sopportazione prima di condannare, chiaramente e apertamente, quello che sta accadendo?

E? gia accaduto in passato, di non dare peso a posizioni simili, ignorando segnali precisi di razzismo e violenza. Sappiamo bene cosa ha portato.

Ma chiederei la stessa cosa a quelli come me, al mio popolo, ai Rom. Qual è il limite di sopportazione? Possiamo permettere ancora una volta questo virus? Non ci riguarda tutti quello che sta accadendo, nonostante in questo caso si tratti di Rom Rumeni? Non è forse la stessa cosa? Non ci toccherà tutti e anche presto? Non dobbiamo ai nostri antenati morti nei lager, a noi stessi e ai nostri figli, di unirci per una volta e far sentire ed ascoltare la nostra voce? O aspetteremo come sempre di subire quello che gli altri vogliono e decidono per noi?

La Storia ci dice che hanno sempre voluto e preso decisioni terribili. Perchè questa volta dovrebbe essere diverso? Perché viviamo in un paese democratico e in una società civile?

Io vengo da un paese che, in tutti questi anni, ho sentito definire non – democratico, un regime che negava diritti e libertà. Ma sono dovuta venire a Milano per sentirmi dire che avevo bisogno di una scorta, per il solo fatto di aver dichiarato la mia appartenenza etnica. Opre Roma!

di Dijana Pavlovic

Riferimenti: Firma anche tu contro il patto di "legalità"

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Sostieni anche tu, il 5 per mille per il Comitato Rom e Sinti Insieme

20 Aprile 2007 2 commenti


Quest?anno c’è un modo molto semplice per sostenere l?Associazione Sucar Drom. La nuova Legge Finanziaria ha infatti confermato la possibilità per le persone fisiche di destinare agli enti no profit il 5 per mille dell’imposta sul reddito. Basta una vostra firma sulla denuncia dei redditi: sostenere un nostro progetto non è mai stato così semplice.

Per il 2007 vi proponiamo di sostenere, attraverso Sucar Drom, il Comitato Rom e Sinti Insieme. Cinque ragioni per sostenere il comitato:

1) rendi protagonisti i Sinti e i Rom: rare sono le realtà locali dove le comunità sinte e rom sono considerate protagoniste sociali pensanti e dove sono attuate politiche di interazione, di partecipazione diretta e di mediazione culturale, nonostante le direttive del Consiglio d?Europa e le risoluzioni del Parlamento dell?Unione Europea; oggi con la nascita del Comitato Rom e Sinti Insieme tutte le organizzazioni e i gruppi sinti e rom collaborano per costruire una politica nazionale unitaria.

2) è un gesto semplice: i modelli per la denuncia dei redditi (CUD, 730 e UNICO) contengono uno spazio dedicato al 5 per mille, basta firmare nella prima sezione (relativa al no profit) e indicare il codice fiscale dell’Associazione Sucar Drom (930 311 002 04)

3) non costa nulla: nel caso il 5 per mille non venga devoluto a nessuna associazione, resterà comunque una parte delle imposte da pagare e sarà incamerato dallo Stato

4) non è alternativo all’8 per mille: destinare il 5 per mille ad una associazione non impedisce di devolvere l’8 per mille alle confessioni religiose o allo Stato

5) è sicuro: l’Associazione Sucar Drom si impegna a rendicontare le spese sostenute dalla segreteria tecnica del Comitato Rom e Sinti Insieme grazie ai finanziamenti del 5 per mille attraverso il blog sucardrom e sugli spazi web: www.sucardrom.eu, www.comitatoromanophralipe.it.

Il Comitato Rom e Sinti Insieme nasce dalla volontà di tre organizzazioni nazionali (Sucar Drom, Nevo Drom e RomSinti@POlitica) che da alcuni anni operano per il riconoscimento dei pieni diritti di cittadinanza delle Minoranze Nazionali ed Europee Sinte e Rom, contrastando tutte le forme di discriminazione, dirette e indirette, che attualmente colpiscono le popolazioni sinte e rom.

Il Comitato ha riunito diverse organizzazioni e gruppi di Sinti e di Rom, italiani ed europei, che in questi anni hanno lavorato sui temi della cittadinanza, agevolando le relazioni tra gli individui, le società e le culture per la realizzazione di una cultura della conoscenza, del dialogo e della comprensione, fondata sull’acquisizione responsabile di diritti reciproci.

Il primo incontro del Comitato si è tenuto il 24 marzo 2007 e la Provincia di Mantova ha sostenuto in parte i costi dell’incontro (affitto sala, albergo per alcuni partecipanti, buffet di mezzogiorno), l’Associazione Sucar Drom ha sostenuto ulteriori costi (360 euro) per permettere la partecipazione più larga.

I costi per il secondo incontro, il 14 aprile 2007, sono stati sostenuti completamente dall’associazione Sucar Drom, che si è presa l’onere di sostenere la segreteria tecnica, per un totale di euro 680 (affitto sala, albergo per alcuni partecipanti, buffet di mezzogiorno, partecipazione).

Durante il 2007 sono previsti momenti assembleari, incontri del comitato e incontri dei delegati per gruppo d’interesse. Sono anche previsti alcuni incontri della segreteria tecnica. Inoltre, vorremmo acquistare circa cinquanta computer portatili con il collegamento ad internet (tramite cellulare) da consegnare ai gruppi rom e sinti, residenti nelle diverse città italiane, in modo tale che tutti possano accedere alle informazioni in tempo reale.

Riferimenti: La costituente di Rom e Sinti Insieme

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Torino, sgomberato all’alba il campo di emergenza freddo di via Basse di Stura

20 Aprile 2007 Nessun commento


Da notizie radio sembra che questa mattina all’alba sia stato sgomberato l’insediamento di emergenza freddo di via Basse di Stura. Non si hanno notizie di dove siano stati portati i circa 170 Rom Rumeni presenti.

La sezione locale dell’Opera Nomadi, in una dichiarazione radio, chiede alla Prefettura di Torino di conoscere il luogo dove sono state condotte le famiglie rom. Fino a questo momento le notizie sono molto confuse ma sembra che l’incontro in Prefettura di ieri sera non abbia portato a risultati.

Per aggiornamenti collegarsi con: o jak, un occhio su basse di stura; Presidio Contro sgombero del campo ROM.

In foto un momento del presidio.

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Roma, il giorno dell’amnesia

20 Aprile 2007 Nessun commento


Milka ha 85 anni. Ieri (4 aprile 2007), al “campo nomadi” di Testaccio, il Campo Boario, davanti al balletto dei vigili urbani, davanti ai gipponi e alle volanti della polizia venuti per sgomberare novanta famiglie, per ripulire dal disordine e dare spazio al decoro urbano, si è sentita male.

L’hanno portata in ospedale per consolarla di aver perso l’ultima casa, per rincuorarla di non avere più un posto dove andare. Anche Bogdan è vecchio, vecchio di tutti gli anni attraversati al margine, lasciati al confino insieme alla sua gente, i Kaldarasha, Rom italiani, “zingari” se preferite; ma Bogdan è anche vecchio di persecuzioni e genocidi ormai ben riposti al caldo della nostra coscienza, perché Noi non siamo nazisti e sopra ogni cosa Noi non siamo razzisti.

Milka e Bogdan hanno conosciuto l’internamento e lo sterminio all’italiana di stampo artigianale: durante il fascismo sono stati internati nel campo di concentramento di Agnone, un paesino arroccato sulle montagne del Molise, adibito a disinfestare il mondo dai Rom e dai Sinti a furia di minestra rancida di vermi.

Esattamente due anni fa, nell’aprile 2005, il rito della memoria si è reso finalmente urgente nelle scuse pronunciate dal Sindaco d’Agnone: “Io chiedo scusa a Milka, a Tomo Bogdan. .. Ci sono silenzi che pesano sul popolo di Agnone. Lo abbiamo capito tardi, ma oggi la cittadinanza vuole chiedere scusa”.

Nel 1940, Milka viveva a Pisa accampata in un prato con la sua gente che lavorava il rame. Un giorno d’estate sono stati prelevati dai carabinieri che, per convincerli, gli hanno detto che sarebbero andati a vivere in un posto migliore.

Per quello strano vizio che ha la storia di ripetersi e di cui solo i vecchi fra i più vecchi sanno accorgersi, anche ieri, 3 aprile 2007, i Vigili urbani le hanno detto la stessa cosa.

Continua a leggere…

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Sostieni anche tu, il 5 per mille per un progetto dell?Opera Nomadi di Mantova

20 Aprile 2007 Nessun commento


Quest?anno c’è un modo molto semplice per sostenere l?Ente Morale Opera Nomadi Sezione di Mantova. La nuova Legge Finanziaria ha infatti confermato la possibilità per le persone fisiche di destinare agli enti no profit il 5 per mille dell’imposta sul reddito. Basta una vostra firma sulla denuncia dei redditi: sostenere un nostro progetto non è mai stato così semplice.

Per il 2007 vi proponiamo di sostenere il progetto ?tincaravasma?? (mi ricordo, in lingua sinta). Cinque ragioni per sostenere questo progetto:

1) offrire spazio alla cultura orale dei Sinti Lombardi: le culture orali delle minoranze sinte e rom sono troppo spesso ridotte ai soli aspetti folcloristici, negando un vero e proprio riconoscimento giuridico nazionale a queste culture, nonostante le direttive del Consiglio d?Europa e le risoluzioni del Parlamento dell?Unione Europea.

2) è un gesto semplice: i modelli per la denuncia dei redditi (CUD, 730 e UNICO) contengono uno spazio dedicato al 5 per mille, basta firmare nella prima sezione (relativa al no profit) e indicare il codice fiscale dell’Ente Morale Opera Nomadi Sezione di Mantova (930 162 002 01)

3) non costa nulla: nel caso il 5 per mille non venga devoluto a nessuna associazione, resterà comunque una parte delle imposte da pagare e sarà incamerato dallo Stato

4) non è alternativo all’8 per mille: destinare il 5 per mille ad una associazione non impedisce di devolvere l’8 per mille alle confessioni religiose o allo Stato

5) è sicuro: la sezione di Mantova dell?Opera Nomadi si impegna a rendicontare le attività svolte del progetto “tincaravasma?” grazie ai finanziamenti del 5 per mille attraverso il blog sucardrom e sul sito internet www.sucardrom.eu; qualora siano devoluti più di euro ottocento, il restante denaro sarà utilizzato per l?acquisto di sussidi audiovisivi da donare alla videoteca dell?Istituto di Cultura Sinta.

Tincaravasma? Questo progetto intende raccogliere, tramite il procedimento del racconto libero una serie di testimonianze o di ricordi che ci permettano di costruire un archivio per immagini e parole dei Sinti Lombardi, residenti a Mantova. Il racconto della vita di una comunità anche nei suoi vari rapporti con l?esterno.

Tincaravasma? (mi ricordo, in lingua sinta), con questa parola chiederemo ad ogni persona di cominciare il proprio racconto. Tutti potranno raccontare anche un bambino può ad esempio con i suoi ricordi più vicini aiutarci a comprendere che visione della scuola è diffusa nella comunità.

Lo strumento che riteniamo più adatto per un progetto di questo tipo è quello delle riprese video, in quanto possono sfruttare l?immediatezza del raccontare e permettere ad appartenenti ad una cultura orale di essere a proprio agio.

Il procedimento di raccolta delle testimonianze vorremmo fosse il più eterogeneo e libero possibile, perché possa poi permettere una ricostruzione ampia e sincera nel suo complesso. I soggetti che racconteranno saranno di età differenti: anziani che con i loro ricordi potranno ricostruire il passato della comunità, più giovani che potranno dare una visione dei cambiamenti in atto oggi.

Da quanto racconteranno vorremo uscisse in particolar modo anche il vissuto con la realtà al di fuori della comunità: rapporti con il resto della città, con le istituzioni, con le associazioni quali la nostra ecc? Per questa ragione eviteremo di raccogliere opinioni edulcorate.

Il progetto sarà realizzato dagli adolescenti sinti, residenti nell?insediamento di viale Learco Guerra n. 23, coadiuvati dai mediatori culturali Davide Gabrieli e Luca Dotti. La raccolta di testimonianze e ricordi abbisogna di una videocamera (euro 600,00), di videocassette (euro 100,00) e di un microfono (euro 100,00), per un costo complessivo di euro 800,00.

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