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Archivio Aprile 2007

Roma, tavola rotonda sul rapporto ECRI: razzismo e xenofobia in Italia

30 Aprile 2007 Nessun commento


Al fine di discutere il terzo Rapporto sull?Italia, l?European Commission against Racism and Intolerance (ECRI) del Consiglio d?Europa organizza una tavola rotonda a Roma il 3 maggio 2007. La finalità dell?incontro è quella di discutere il terzo Rapporto circa lo stato di attuazione delle politiche antidiscriminatorie in Italia.

Gli argomenti affrontati saranno relativi al rapporto ECRI sul razzismo in Italia, al razzismo e alla xenofobia nei discorsi e nella sfera pubblica in generale, alla legislazione contro le discriminazione ed alle discriminazioni nei confronti delle popolazioni sinte e rom.

Contemporaneamente a Roma si terrà la presentazione ufficiale dell’Anno Europeo per le Pari Opportunità per Tutti.

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Brescia, appello contro gli sgomberi subiti dalle famiglie rom

30 Aprile 2007 Nessun commento


Riceviamo l?appello di Luigi Beltrami, OsservAzione, sulla situazione di una famiglia di Rom Rumeni a Brescia. Invitiamo tutti a leggere l?intervista alla famiglia e a protestare direttamente con il Sindaco di Brescia (telefono 030 2977205/6, fax 030 2400732, e-mail uffgab@comune.brescia.it).

Pulizia etnica strisciante a Brescia che si definisce antifascista

A Brescia vi abitano o meglio vi abitavano di diritto e di fatto da più di tre anni, finché non ne sono stati espulsi nel modo più brutale: con la distruzione della loro abitazione. Il ?campo? di via Orzinuovi a Brescia si trova al limitare della città fra il fiume Mella ed il casello dell?autostrada. Vi risiedono un centinaio di Rom di varie etnie, principalmente Serbi, Kosovari e Rumeni.

Distaccato di pochi metri vi è anche un insediamento di un centinaio di Sinti italiani. Anche in questo ?campo? come in tutti i ?campi? della città vige un regolamento adottato nel 1996 dal consiglio comunale. I giuristi che lo hanno esaminato non hanno esitato a definirlo di stampo razzista, infatti la violazione dello stesso comporta la perdita dell?alloggio e, come se non bastasse, l?infrazione commessa da uno ha effetti sanzionatori su tutto il nucleo familiare.

La famiglia giunge al ?campo? lunedì 17 aprile, dopo una settimana di assenza da Brescia, ma non vi giunge del tutto impreparata, un quotidiano collegamento telefonico mi aveva informato sull?accaduto: l?espulsione dal ?campo? di una famiglia di 6 persone.

Incontro con i rom rumeni Romeo e Mariana al ?campo? di via Orzinuovi di Brescia il 17 aprile 2007 ore 18 circa
Trovo Romeo ai margini del ?campo?, oltre il perimetro delle casette prefabbricate; dove c?era la sua ora c?è uno spiazzo chiaro di materiale sintetico, il pavimento della casetta. Il nuovo alloggio è verso la rete di recinzione, appoggiato a un terrapieno, infestato di alte erbacce oltre il quale si scende al fiume.

La nuova abitazione è di sei mq, si tratta di una tenda di recupero con all?interno tre materassi, di più non ce ne stanno, la notte vi dormono in sei. Il servizio cucina è per forza all?aperto: un fornello collegato ad una bombola ed un tavolino. Romeo, 42 anni,e sua moglie Mariana, 36, mi ricevono con molta gentilezza ma si vede che sono nervosi e che hanno paura; Mariana sta allattando la piccola Marinella di 13 mesi, poco distanti ci sono gli altri figli, Luis di 5 anni, Christian di 12 e Luigi di 15 anni.

Chiedo a Romeo e Mariana di spiegarmi come è avvenuta la demolizione della sua casetta
In quel momento non eravamo al ?campo? né io né Mariana ma c?era mio figlio Christian [e lo chiama accanto a sé di modo che possa confermare o correggere eventuali imprecisioni] era venerdì 13 di mattina intorno alle 9, quando è giunta una pattuglia di 5 vigili urbani, con loro c?era anche il dirigente dei servizi sociali dottor Valenti accompagnato dall?assistente sociale Marco e dal collaboratore Francesco.

Contemporaneamente era giunta una ruspa per portare a termine l?operazione. Un mio fratello, presente anche lui al ?campo?, mi ha riferito che, all?ordine del dirigente di entrare comunque nella casetta, pur in assenza momentanea dei suoi inquilini, un vigile della pattuglia gli ha espresso i suoi dubbi circa la legittimità di forzare la porta chiusa a chiave. Ma il dirigente avrebbe confermato l?ordine, quindi la porta è stata forzata, tutto il contenuto dell?abitazione è stato caricato su un furgone e portato al magazzino comunale. Dopo di che è intervenuta la ruspa che ha abbattuto il mio prefabbricato. Il materiale risultante dalla demolizione è stato messo in un container e portato via.

Chiedo a Romeo se aveva ricevuto una notifica dell?imminente sgombero
Circa una settimana prima dello sgombero era venuta da me al ?campo? la signora Antonella (segretaria dei servizi sociali del comune) per consegnarmi una lettera; poiché non conosco bene l?italiano ho chiesto cosa significasse quella lettera, non avendo avuto una risposta chiara ho rifiutato di ritirarla.

Chiedo ancora: sapete quali sono i motivi di un?espulsione cosi violenta dal ?campo??
Risponde Romeo: Ufficialmente no in quanto non mi è stata data più alcuna lettera, ed il mio avvocato sta aspettando che gli forniscano la documentazione, ma da informazioni avute da un dipendente comunale sembrerebbe che mi sia addebitato il furto di energia elettrica ai danni di un altro abitante del ?campo? e di aver ospitato a casa mia persone non autorizzate.

Se queste sono le accuse si sono proprio sbagliati. E mi spiego: premetto che sono stato assente dal ?campo? per tre mesi ? da dicembre a marzo 2007 – (ero in Romania per importanti necessità familiari) ma per venire al dunque posso dire che per quanto riguarda l?energia elettrica io non ho più un contratto con l?azienda erogatrice in quanto ho un debito che non riesco a saldare e quindi mi è stato tolto l?allacciamento.

Per sopperire alla carenza mi sono messo d?accordo con un mio parente stretto attingendo alla sua fornitura elettrica e condividendo il costo della bolletta. Per quanto riguarda l?accusa di ospitare persone non autorizzate ricordo che fino a marzo inoltrato sono stato assente dal ?campo? e quindi era un po? difficile che la cosa si realizzasse.

Siete a conoscenza di altri casi recenti di espulsioni simili?
Si, dice Mariana, in marzo – pochi giorni prima del nostro rientro in Italia, un episodio simile è successo a mio fratello Alin di 28, a sua moglie Maria della stessa età ed ai loro sei bambini il più piccolo dei quali aveva 18 mesi.

Anche a lui hanno distrutto l?abitazione ed ora vaga fra amici e parenti alla ricerca di una sistemazione per sé e per la sua famiglia. Alcuni mesi fa una rom serba senza marito con figli minorenni e nipoti è stata allontanata. Ora si parla dell?espulsione di una famiglia serba.

Chiedo: adesso cosa intendete fare?
Come vedi viviamo in 6 in questa tenda usurata, continuiamo a subire forti pressioni da parte del personale comunale per andarcene ? ci è stata anche fatta vagamente balenare l?ipotesi che ci possano portare via i bambini ma questa è una cosa che non accetteremo mai a qualsiasi costo – comunque da qui non sapremmo davvero dove andare e siamo molto preoccupati per mia figlia Marinella di 13 mesi e per Christian affetto da epilessia. Ci siamo rivolti a un avvocato e confidiamo che alla fine ci vengano riconosciuti i nostri diritti.

Ma soprattutto chiediamo che tutti i cittadini che vengono a conoscenza della nostra terribile situazione intervengano presso le autorità comunali affinché venga cancellata questa ingiustizia.

In foto i figli di Romeo e Mariana nella loro nuova “casa”

Riferimenti: La condanna all’Italia del Consiglio d’Europa

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Bolzano, la Lega Nord contro la prima microarea per Sinti Italiani

30 Aprile 2007 1 commento


Riceviamo da Radames Gabrielli, Presidente di Nevo Drom di Bolzano, l’immagine di una pagina del locale giornalino della Lega Nord. Questo il testo:

“Per merito della Lega Nord che l’ha resa pubblica, la vicenda è ormai tristemente nota. Dopo aver occupato abusivamente per lungo tempo un edificio di via Resia – la famiglia sinti dei Gabrielli (una quarantina di persone praticamente tutte disoccupate) si è vista assegnare un appezzamento di terreno nella zona Firmian affinchè possano accamparcisi evitando così possibili contrasti con gli zingari della “spaghettata”, qualora fossero stati colà collocati. Il bello è che questa donazione milionaria è stata fatta dopo che il Comune da tempo piange miseria e minaccia di tagliare fondi per gli interventi sociali, culturali e altro a favore dei cittadini.”

Insieme a Nevo Drom non ci resta che segnalare il caso sia all’UNAR sia al centro antidiscriminazioni di Bolzano.

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Schio (VI), una giornata di conoscenza con le minoranze sinte

30 Aprile 2007 Nessun commento


Sabato 27 aprile a Schio si è tenuta la giornata “pringiarasmi, dialoghi di conoscenza con le minoranze sinte“, organizzata dal Circolo Operaio Di Magre’, Comitato Genitori Della Scuola Di Marano Vicentino, Cooperativa Culturale Cinema Campana, Consulta Dei Migranti Di Marano Vicentino, Giovani Comunisti Mararock, Sucar Drom e Rifondazione Comunista.

La giornata è iniziata con l?assemblea pubblica, presso le Scuole Marconi, dove sono intervenuti: Davide Casadio (Sinto Italiano, Sucar Drom), Teresa Braidich (Sinta Italiana, Sucar Drom) e Yuri Del Bar (Sinto Italiano, consigliere comunale di Mantova). Il dibattito è stato condotto da Fabio Della Vecchia, Sucar Drom, che ha introdotto brevemente sulle storie e sulle culture sinte e rom.

Fabio Dalla Vecchia si è poi concentrato sulle discriminazioni subite dalle popolazioni sinte e rom, dando la parola a Yuri Del Bar che ha strappato diversi applausi parlando di discriminazioni a tutto campo.

Sono seguiti gli interventi di Davide Casadio e Teresa Braidich che hanno rimarcato il bisogno superare il muro del pregiudizio, presente nell?alto vicentino, soprattutto attraverso momenti di conoscenza reciproca tra le minoranze sinte e rom e gli apparentanti alla cultura maggioritaria.

E? stato quindi proiettato il filmato “Hugo”, realizzato da Giovanna Boursier e pubblicato nel dvd “a forza di essere vento” che ha emozionato tutti i presenti. Sono seguiti diversi interventi del pubblico presente sul Porrajmos e sulla realtà locale.

Particolarmente apprezzato l?intervento dell?Assessore alle Politiche Sociali, Emilia Laugelli, che ha spiegato il progetto a favore delle minoranze sinte, attivato dai Sindaci dell?Alto Vicentino, grazie all’azione di Sucar Drom, e della Sezione Locale dell’Opera Nomadi e coordinato dalla Prefettura di Vicenza.

Terminata l?assemblea il folto pubblico si è trasferito al Circolo Operaio Magrè di Schio, dove una decina di famiglie sinte hanno accolto le circa centoventi persone per la cena, allietata da musiche sinte e rom.

In foto i due momenti della giornata.

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San Donato Milanese, ronde contro i Rom

30 Aprile 2007 Nessun commento


Torna alta la tensione contro i Rom: ronde e, da domani, presidio attorno ai campi. Questa volta succede a Poasco, piccola frazione di San Donato Milanese, ma a ridosso di una serie di campi in territorio di Milano, tra cui quello di Chiaravalle.

Da giorni i furti sono in netto aumento, e la gente ne dà la responsabilità ai Rom. «Così – spiega il sindaco Achille Taverniti (centrosinistra) – ho fatto aumentare le pattuglie di polizia e carabinieri, e dopo mezzanotte anche la vigilanza privata. Il controllo sul territorio è alto, ora».

Ma non abbastanza per qualcuno: da domenica scorsa, dopo un furto di gasolio a un camion, una ventina di cittadini ha dato vita a una ronda per le vie di Poasco. Girano a turno in automobile, armati di walkie-talkie, «ma non armati: se vediamo qualcosa di sospetto chiamiamo le forze dell´ordine» precisa uno di loro, Federico Calvo. Anche se più di un abitante giura di averli visti aggirarsi con mazze da baseball e bastoni e anche cani.

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Schio (VI), "pringiarasmi" dialoghi di conoscenza con le minoranze sinte

28 Aprile 2007 1 commento


Oggi a Schio (VI) si terrà la giornata “pringiarasmi, dialoghi di conoscenza con le minoranze sinte”, organizzata dal Circolo Operaio Di Magre’, Comitato Genitori Della Scuola Di Marano Vicentino Cooperativa Culturale Cinema Campana, Consulta Dei Migranti Di Marano Vicentino, Giovani Comunisti Mararock, Sucar Drom e Rifondazione Comunista.

La giornata è organizzata all’interno delle manifestazioni di “gocce di resistenza” (una settimana di incontri, dibattiti, concerti sulle numerose forme di resistenza del vecchio e del nuovo secolo).

“Gocce di resistenza” è una serie di otto appuntamenti organizzati per ravvivare i valori intrinseci della Resistenza, ormai sopiti nella società italiana e locale. Negli otto appuntamenti, in varie sedi tra Schio e Marano, un mix di dibattiti politici e letterari, spettacoli musicali e teatrali.

La giornata inizierà alle ore 16.30, presso le Scuole Marconi con l’assemblea pubblica, dove interveranno: Pastore Davide Casadio (Sinto Italiano, Sucar Drom), Teresa Braidich (Sinta Italiana, Sucar Drom) e Yuri Del Bar (Sinto Italiano, consigliere comunale di Mantova). Il dibattito sarà condotto da Fabio Della Vecchia, di Sucar Drom. Durante l’assemblea sarà proiettato il filmato “hugo”, realizzato da Giovanna Boursier e pubblicato nel dvd “a forza di essere vento“.

Alla sera, a partire dalle 19.30, siete tutti invitati alla cena, allietata da musiche sinte e rom.

Per informazioni contattare Marco Miglioranza
telefono 329 0775390, e-mail marcomiglioranza@libero.it

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Mestre, il "campo nomadi" di via Vallenari

28 Aprile 2007 Nessun commento


Sono circa 140 persone, di cui circa 70 sono bambini. Tanti “circa” perchè è difficile calcolare il numero di residenti in un “campo nomadi” come quello di via Vallenari, a Mestre, l’unico ufficializzato di tutta la provincia.

I primi arrivarono negli anni ’60 e ormai da generazioni vivono lì, sono veneziani e italiani a tutti gli effetti. La Curia allora cedette quel territorio di sua proprietà al Comune, che però non ha mai gestito direttamente il campo, da sempre autogestito.

Dal ’98 l’Etam (servizio del Comune che si occupa di animazione di comunità) segue in qualche modo anche questa realtà: «Abbiamo iniziato a intervenire in modo rispettoso per cercare di coinvolgere i residenti del campo in un progetto di costruzione di un nuovo spazio – spiega Gabriele Vesco, responsabile dell’unità operativa -. C’era un progetto, un bando di concorso del ministero dei Lavori pubblici, poi però venne bloccato. Ma noi siamo rimasti lì a lavorare».

Nasce così un rapporto di dialogo e conoscenza tra gli operatori dell’Etam e i Sinti e i Rom di via Vallenari. E nel 2006 il Comune predispone dei finanziamenti per riprendere in mano il progetto. «Abbiamo lavorato con le famiglie – racconta Radiana Gregoletto, operatrice Etam – abbiamo studiato con loro il posizionamento delle roulotte secondo una mappa relazionale. Hanno chiesto la pavimentazione al posto della ghiaia attuale che porta sporcizia».

Per i Rom e i Sinti istriani, i due gruppi etnici presenti, dormire con delle ruote sotto la casa è più che una tradizione, è una necessità. Per questo si parla di strutture fisse alle quali poter aggiungere la roulotte. «Ma c’è anche chi ha preferito fare il salto e ha chiesto il trasferimento in case – spiega Davide Morello, operatore Etam – 17 hanno fatto domanda per le case comunali, 7 l’hanno ottenuta».

La maggior parte delle famiglie di via Vallenari si è arrangiata a lungo con la raccolta dei materiali ferrosi. Un lavoro flessibile che ben si adatta al loro stile di vita ma un lavoro che oggi è difficile fare.

«Per loro il concetto di risparmio non esiste – continua Radiana – ma i residenti di via Vallenari hanno enormemente ridotto i loro problemi con la legge, perché lavorano e non hanno bisogno di rubare. Solo gli uomini lavorano, comunque, le donne no. Al massimo qualche lavoretto di artigianato ma di certo è escluso che chiedano l’elemosina. Per Sinti e Rom istriani l’elemosina è una vergogna».

Una delle iniziative realizzate che ha avuto maggiore successo è stato un progetto dedicato ai minori e curato dalla cooperativa Gea. Un’iniziativa partita quattro anni fa alla vicina scuola elementare Francesco Baracca che ha avvicinato le famiglie alla scuola, grazie anche alla collaborazione degli insegnanti e che soprattutto ha permesso un migliore rapporto tra i compagni.

«Sono loro a temere di vedersi portar via i figli». «C’è una forte distanza dal mondo amministrativo – dicono gli operatori – le leggi, le norme non le riconoscono. Ma pagano le tasse e le bollette come chiunque. Non formalizzano la nascita di un figlio perché non sentono l’esigenza di comunicarlo all’anagrafe, ma per loro la famiglia è sacra. Anche il matrimonio è un rito molto poco cerimonioso, eppure i divorzi sono rarissimi. Gli anziani hanno un valore importantissimo per la comunità, mai verrebbero mandati in una casa di riposo e per i bambini c’è un grande rispetto, essenza della vera proprietà. I nomadi hanno il terrore che “noi” portiamo via loro i bambini».

Cioè proprio l’opposto di quel che pensiamo noi “gagè”: in effetti siamo “noi” con i servizi sociali che ai loro occhi “rubiamo” i loro figli. E questo è solo uno degli stereotipi che chi ha avuto modo di rapportarsi con la comunità di via Vallenari è in grado di sfatare.

di Francesca Bellemo

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Trento, il comune cerca delle soluzioni per i rom senza casa

28 Aprile 2007 3 commenti


Il Comune si avvicina ai rom accampati in via Vittime delle Foibe, in un?area privata adiacente all?ex Sloi. Una ?baraccopoli?, composta da un?ottantina di emarginati, che presenta problemi sanitari, sociali e di ordine pubblico.

L’undici aprile, il sindaco Alberto Pacher (in foto) ha convocato un tavolo tecnico, a Palazzo Geremia, per individuare la soluzione adeguata sia per i residenti della zona, sia per i Rom. Con alcuni ?mediatori culturali? è stato deciso di avvicinarli e iniziare un percorso di conoscenza, per capire condizioni di vita e loro aspettative.

Al tavolo erano presenti, oltre il sindaco, l?assessore alle politiche sociali Violetta Plotegher, il presidente della Circoscrizione Centro storico Melchiore Redolfi, i Servizi sociali del Comune, il Servizio Attività sociali della Provincia, e il comandante della Polizia municipale, Lino Giacomoni.

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Roma, presentata la cooperativa Baxtalo Drom

28 Aprile 2007 Nessun commento


Giovedì 19 aprile in Campidoglio, nella Sala degli Arazzi a Roma, si è tenuta la Conferenza Stampa di Raffaela Milano Assessore alle Politiche Sociali Comune di Roma e Franco Alvaro Direttore V° Dipartimento Comune di Roma per la presentazione del primo contratto di lavoro per le donne rom e Sinte di Roma nel laboratorio di lavanderia, stireria e piccole riparazioni sartoriali.

Si chiama Baxtalo Drom, che vuol dire buon cammino, buona strada. È il nome di una cooperativa composta esclusivamente da donne rom e sinte che segue l’esempio di altre iniziative di questio genere, come la cooperativa kimeta (in foto) di Firenze. Si tratta appunto della prima impresa di donne rom e sinte che nasce a Roma ed è stata promossa dall?Opera Nomadi di Roma, con il concorso dell?associazione A.L.E.SS. Don Milani che ha gestito tutta la parte formativa del progetto ?stiriamo in Romanès?, finanziato dalla Regione Lazio.

?Sieti stanchi del bucato? La cooperativa Baxtalo Drom vi offre servizi di lavanderia, stireria, riparazioni sartoriali su richiesta e con consegne a domicilio?. È questo il testo della semplicissima brochure di presentazione della nuova cooperativa, fatto unico nel panorama delle imprese sociali romane.

Tutti i capi sono previsti e prezzati, dagli asciugamani ai fazzoletti, alle federe, passando per le lenzuola, le maglie polo, i pantaloni e i jeans le gonne. E a proposito di gonne e di abiti femminili, sul tavolo della conferenza stampa di presentazione del progetto sono state disposte varie gonne prodotte dalle donne rom e sinte. Una produzione di alta qualità, è stata definita da famosi stilisti ai quali sono state sottoposte le gonne e gli abiti per un giudizio tecnico.

La cooperativa cercherà anche di aprirsi alla collaborazione con altre donne rom che sono reduci dall?esperienza del carcere, cosa che in una città come Roma, per donne che spesso sono costrette all?accattonaggio, è abbastanza consueta. Basti pensare che la popolazione femminile del carcere di Rebibbia è costituita per il 25% da donne rom e sinte.

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Città del Vaticano, a settembre l’incontro mondiale dei consacrati rom e sinti

28 Aprile 2007 Nessun commento


Il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti ha convocato per il prossimo settembre il Primo Convegno Mondiale dei Sacerdoti, Diaconi e Religiosi/Religiose Rom e Sinti.

A rivelarlo è stato l?Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario di questo Pontificio Consiglio, intervenendo al Seminario Regionale del CELAM (per i Paesi del Sud-America) sulla pastorale dell?itineranza, svoltosi a Santiago del Cile dal 18 al 21 marzo.

?Con questo Incontro, il nostro Dicastero vuole offrire loro la possibilità di incontrarsi, di conoscersi e di riflettere insieme sul proprio ruolo anche nella missione della Chiesa tra i Sinti e i Rom?, ha detto il presule.

Il tema scelto per la riunione, “Con Cristo al servizio del Popolo Zingaro”, si ispira al n. 101 degli Orientamenti per una Pastorale , in cui si sottolinea la necessità di una particolare sollecitudine della Chiesa per le vocazioni rom e sinte, al fine di facilitare un?autentica implantatio Ecclesiae in questo ambiente.

Il documento Orientamenti per una Pastorale degli Zingari è stato pubblicato l?8 dicembre 2005 ? con il beneplacito di Giovanni Paolo II ?, e rappresenta il primo della Chiesa nella sua dimensione universale dedicato a queste popolazioni.

A noi di sucardrom dispiace che ancora oggi il Vaticano utilizzi il termine “zingari“, dispregiativo e etnocentrico. In foto il monumento al beato Zeffirino (Ceferino) Gimenez Malla, opera dell’artista Bruno Morelli.

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