
Riceviamo l?appello di Luigi Beltrami, OsservAzione, sulla situazione di una famiglia di Rom Rumeni a Brescia. Invitiamo tutti a leggere l?intervista alla famiglia e a protestare direttamente con il Sindaco di Brescia (telefono 030 2977205/6, fax 030 2400732, e-mail uffgab@comune.brescia.it).
Pulizia etnica strisciante a Brescia che si definisce antifascista
A Brescia vi abitano o meglio vi abitavano di diritto e di fatto da più di tre anni, finché non ne sono stati espulsi nel modo più brutale: con la distruzione della loro abitazione. Il ?campo? di via Orzinuovi a Brescia si trova al limitare della città fra il fiume Mella ed il casello dell?autostrada. Vi risiedono un centinaio di Rom di varie etnie, principalmente Serbi, Kosovari e Rumeni.
Distaccato di pochi metri vi è anche un insediamento di un centinaio di Sinti italiani. Anche in questo ?campo? come in tutti i ?campi? della città vige un regolamento adottato nel 1996 dal consiglio comunale. I giuristi che lo hanno esaminato non hanno esitato a definirlo di stampo razzista, infatti la violazione dello stesso comporta la perdita dell?alloggio e, come se non bastasse, l?infrazione commessa da uno ha effetti sanzionatori su tutto il nucleo familiare.
La famiglia giunge al ?campo? lunedì 17 aprile, dopo una settimana di assenza da Brescia, ma non vi giunge del tutto impreparata, un quotidiano collegamento telefonico mi aveva informato sull?accaduto: l?espulsione dal ?campo? di una famiglia di 6 persone.
Incontro con i rom rumeni Romeo e Mariana al ?campo? di via Orzinuovi di Brescia il 17 aprile 2007 ore 18 circa
Trovo Romeo ai margini del ?campo?, oltre il perimetro delle casette prefabbricate; dove c?era la sua ora c?è uno spiazzo chiaro di materiale sintetico, il pavimento della casetta. Il nuovo alloggio è verso la rete di recinzione, appoggiato a un terrapieno, infestato di alte erbacce oltre il quale si scende al fiume.
La nuova abitazione è di sei mq, si tratta di una tenda di recupero con all?interno tre materassi, di più non ce ne stanno, la notte vi dormono in sei. Il servizio cucina è per forza all?aperto: un fornello collegato ad una bombola ed un tavolino. Romeo, 42 anni,e sua moglie Mariana, 36, mi ricevono con molta gentilezza ma si vede che sono nervosi e che hanno paura; Mariana sta allattando la piccola Marinella di 13 mesi, poco distanti ci sono gli altri figli, Luis di 5 anni, Christian di 12 e Luigi di 15 anni.
Chiedo a Romeo e Mariana di spiegarmi come è avvenuta la demolizione della sua casetta
In quel momento non eravamo al ?campo? né io né Mariana ma c?era mio figlio Christian [e lo chiama accanto a sé di modo che possa confermare o correggere eventuali imprecisioni] era venerdì 13 di mattina intorno alle 9, quando è giunta una pattuglia di 5 vigili urbani, con loro c?era anche il dirigente dei servizi sociali dottor Valenti accompagnato dall?assistente sociale Marco e dal collaboratore Francesco.
Contemporaneamente era giunta una ruspa per portare a termine l?operazione. Un mio fratello, presente anche lui al ?campo?, mi ha riferito che, all?ordine del dirigente di entrare comunque nella casetta, pur in assenza momentanea dei suoi inquilini, un vigile della pattuglia gli ha espresso i suoi dubbi circa la legittimità di forzare la porta chiusa a chiave. Ma il dirigente avrebbe confermato l?ordine, quindi la porta è stata forzata, tutto il contenuto dell?abitazione è stato caricato su un furgone e portato al magazzino comunale. Dopo di che è intervenuta la ruspa che ha abbattuto il mio prefabbricato. Il materiale risultante dalla demolizione è stato messo in un container e portato via.
Chiedo a Romeo se aveva ricevuto una notifica dell?imminente sgombero
Circa una settimana prima dello sgombero era venuta da me al ?campo? la signora Antonella (segretaria dei servizi sociali del comune) per consegnarmi una lettera; poiché non conosco bene l?italiano ho chiesto cosa significasse quella lettera, non avendo avuto una risposta chiara ho rifiutato di ritirarla.
Chiedo ancora: sapete quali sono i motivi di un?espulsione cosi violenta dal ?campo??
Risponde Romeo: Ufficialmente no in quanto non mi è stata data più alcuna lettera, ed il mio avvocato sta aspettando che gli forniscano la documentazione, ma da informazioni avute da un dipendente comunale sembrerebbe che mi sia addebitato il furto di energia elettrica ai danni di un altro abitante del ?campo? e di aver ospitato a casa mia persone non autorizzate.
Se queste sono le accuse si sono proprio sbagliati. E mi spiego: premetto che sono stato assente dal ?campo? per tre mesi ? da dicembre a marzo 2007 – (ero in Romania per importanti necessità familiari) ma per venire al dunque posso dire che per quanto riguarda l?energia elettrica io non ho più un contratto con l?azienda erogatrice in quanto ho un debito che non riesco a saldare e quindi mi è stato tolto l?allacciamento.
Per sopperire alla carenza mi sono messo d?accordo con un mio parente stretto attingendo alla sua fornitura elettrica e condividendo il costo della bolletta. Per quanto riguarda l?accusa di ospitare persone non autorizzate ricordo che fino a marzo inoltrato sono stato assente dal ?campo? e quindi era un po? difficile che la cosa si realizzasse.
Siete a conoscenza di altri casi recenti di espulsioni simili?
Si, dice Mariana, in marzo – pochi giorni prima del nostro rientro in Italia, un episodio simile è successo a mio fratello Alin di 28, a sua moglie Maria della stessa età ed ai loro sei bambini il più piccolo dei quali aveva 18 mesi.
Anche a lui hanno distrutto l?abitazione ed ora vaga fra amici e parenti alla ricerca di una sistemazione per sé e per la sua famiglia. Alcuni mesi fa una rom serba senza marito con figli minorenni e nipoti è stata allontanata. Ora si parla dell?espulsione di una famiglia serba.
Chiedo: adesso cosa intendete fare?
Come vedi viviamo in 6 in questa tenda usurata, continuiamo a subire forti pressioni da parte del personale comunale per andarcene ? ci è stata anche fatta vagamente balenare l?ipotesi che ci possano portare via i bambini ma questa è una cosa che non accetteremo mai a qualsiasi costo – comunque da qui non sapremmo davvero dove andare e siamo molto preoccupati per mia figlia Marinella di 13 mesi e per Christian affetto da epilessia. Ci siamo rivolti a un avvocato e confidiamo che alla fine ci vengano riconosciuti i nostri diritti.
Ma soprattutto chiediamo che tutti i cittadini che vengono a conoscenza della nostra terribile situazione intervengano presso le autorità comunali affinché venga cancellata questa ingiustizia.
In foto i figli di Romeo e Mariana nella loro nuova “casa”
Riferimenti: La condanna all’Italia del Consiglio d’Europa