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Archivio Marzo 2007

Vaticano, riconoscere le identità e le culture sinte e rom

28 Marzo 2007 Nessun commento


Occorre riconoscere i valori delle culture Rom e Sinte e rispettarne l?identità. Lo ha ribadito il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente Pontificio Consiglio per la Pastorale per i Migranti e gli Itineranti in un comunicato ai partecipanti all?Incontro annuale del Comitato cattolico internazionale per i Rom e Sinti, svoltosi nei giorni scorsi.

Il porporato ha ricordato quanto da lui affermato nel corso del recente Incontro dei direttori nazionali della pastorale per i Rom e Sinti, l?11 e 12 dicembre 2006, sottolineando che per la Chiesa è essenziale rispondere alle aspettative dei Rom e Sinti nella loro ricerca di Dio, orientandone i passi secondo l?insegnamento di Cristo.

?Il contenuto dell?annunzio è un messaggio di salvezza ? scrive il cardinale Martino ? ed è necessario mettere a loro disposizione anche i mezzi?. Il porporato ha voluto inoltre evidenziare le conclusioni e le raccomandazioni riportate nel Documento finale di quell?incontro, specificando che, riguardo i Rom e Sinti, ?nell?evangelizzazione deve ritrovare la sua validità e priorità il processo d?inculturazione, intesa come l?incarnazione del Vangelo nella loro cultura e insieme la loro introduzione nella vita della Chiesa?.

Chiesa che, si legge negli Orientamenti per una Pastorale dei Rom e Sinti – il primo Documento della Chiesa, nella sua dimensione universale e pubblicato l?8 dicembre 2005 – ?deve diventare, in un certo senso, essa stessa Rom Sinta fra gli Rom e Sinti?.

Il cardinale Martino ha aggiunto poi che lo stesso documento ricorda che la Redenzione ? come pienezza della solidarietà ? riguarda l?uomo nella sua integralità, compresa la sua cultura, il suo tipo di relazioni, ecc. Quindi, nella trasmissione del Vangelo, è fondamentale considerare i valori e la ricchezza delle culture Rom e Sinte, conoscerne la lingua, apprezzarne le usanze.

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Serbia, l’infanzia rom subisce discriminazioni multidimensionali

28 Marzo 2007 Nessun commento


Il Rapporto sulla Condizione dell?infanzia in Serbia 2006 sui bambini poveri ed esclusi, prodotto congiuntamente dall?Ufficio Statistico della Repubblica di Serbia, dal Consiglio per i Diritti del Bambino della Repubblica Serba e dall?Ufficio UNICEF di Belgrado, è basato sulle informazioni e sui dati statistici raccolti nella “Ricerca sulla situazione della famiglia e sulle pratiche di cura” e dall?”Indagine sulla povertà del bambino”, e comprende tutti i più recenti e forti indicatori e dati dall?Indagine per indicatori multipli del 2006 (MICS).

“L?infanzia è un?opportunità che non torna più indietro”, disse Liv Svensson, la rappresentante Unicef per la Serbia, “Il futuro della Serbia dipende da una generazione sana ed educata, che richiede delle politiche di integrazione che punti specificatamente sui bambini poveri ed esclusi ed un utilizzo migliore delle risorse”.

Nonostante gli sforzi fatti per migliorare le condizioni dei bambini in Serbia dagli ultimi anni ?90, oggi esistono ancora più di 300.000 bambini che vivono in povertà o che sono a rischio di povertà, secondo il resoconto dell?UNICEF presentato a Belgrado a febbraio 2007.

Il Resoconto sulla Condizione dell?Infanzia in Serbia 2006 richiede un intervento da fare urgentemente. Più dell?80% dei bambini Rom che vivono nelle comunità Rom, sono poveri e tutti gli indicatori sottolineano le loro privazioni inaccettabili e le loro discriminazioni multidimensionali.

La Ricerca presentata nel Resoconto mostra che questi bambini soffrono molto più spesso di malattie e rachitismo come risultato della malnutrizione e della fame: i bambini Rom sono colpiti da rachitismo quattro volte di più della media nazionale.

I primi risultati dell?indagine MICS, indicano che le percentuali di mortalità infantile e dei bambini sotto i cinque anni, sono tre volte più alte tra i Rom rispetto alla popolazione comune. Questi bambini devono spesso assumere ruoli adulti in mancanza di una sufficiente assistenza pubblica, vivono spesso in catapecchie o in case di cartone o di latta e hanno poco accesso ai servizi.

Per ulteriori informazioni
Signora Jadranka Milanovic, belgrade@unicef.org

Riferimenti: Resistenze

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Congratulazioni Eva, sei grande!

27 Marzo 2007 7 commenti


Venerdì 16 marzo, alle ore 9.30, nella Sala Cammarata dell?Università di Trieste, Eva Rizzin ha discusso la tesi di dottorato sul fenomeno dell?Antiziganismo nell?Europa allargata. Appartenente alla comunità dei Sinti Gackanè, Eva Rizzin è da tempo impegnata infatti nella lotta all?antiziganismo con l?associazione di promozione sociale OsservAzione ed è la prima della sua comunità a raggiungere questo obiettivo accademico nel nostro Paese.

La sua ricerca si basa su un?intensa attività di indagine tesa a raccogliere ed archiviare informazioni relative al ruolo ed alla rappresentatività politica delle organizzazioni non governative italiane ed europee per la difesa dei diritti dei Rom e dei Sinti con una particolare attenzione al procedimento legislativo internazionale a tutela delle minoranze rom e sinti.

Sucardrom è felicissima e si congratula con Eva per questo importante risultato.

In foto Eva Rizzin (a destra) insieme a Dijana Pavlovic’ durante l’incontro del comitato Rom e Sinti Insieme

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Follonica (GR), bambina rom di cinque mesi muore in un incendio

27 Marzo 2007 Nessun commento


Un drammatico episodio si è verificato nel Comune di Follonica, in Provincia di Grosseto, in una abitazione di fortuna situata a fianco di un depuratore di proprietà del comune. Una bambina romena di cinque mesi è morta in un incendio che è divampato la scorsa notte.

Nell’incendio, secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, sono rimaste ustionate gravemente anche quattro persone e altre cinque hanno riportato bruciature più lievi.

L’incendio, accidentale, pare si sia sviluppato da una candela. Tutti sono riusciti ad uscire, ma nessuno è riuscito a portare fuori la bimba. Questo tragico incidente non è il primo ed è purtroppo l’effetto di situazioni abitative estremamente precarie in cui molti Rom, soprattutto di nazionalità romena, sono costretti a vivere.

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Comunicato stampa del Comitato Rom e Sinti Insieme

26 Marzo 2007 2 commenti


Sabato 24 marzo 2007, presso il Palazzo del Plenipotenziario di Mantova, si sono riuniti i rappresentanti delle maggiori organizzazioni italiane sinte e rom e si è costituito ufficialmente il primo comitato nazionale: Rom e Sinti Insieme.

L?incontro è iniziato alle ore 11.00 con l?intervento di Fausto Banzi, Assessore della Provincia di Mantova, che ha sostenuto l?iniziativa e ha offerto la disponibilità della Provincia di Mantova a sostenere il prossimo incontro assembleare.

La portata storica dell?evento è stata sottolineata da tutti i partecipanti che hanno anche sostenuto l?esigenza dell?unità, della partecipazione, della trasparenza e del rigore con la ferma e chiara determinazione del ruolo di guida di Rom e Sinti, senza esclusioni ma con l?interazione anche di coloro che non appartengono alle minoranze sinte e rom.

Molte le tematiche discusse ma i partecipanti si sono concentrati per: il superamento delle politiche promosse dalle organizzazioni pro Rom-Sinti che hanno decisamente fallito in questi anni e sono corresponsabili dell?attuale situazione di discriminazione e segregazione delle popolazioni romanì; la costruzione di un soggetto atto contrastare e annullare le attuali condizioni drammatiche e discriminatorie, a partire dai famigerati campi lager; uscire dal mero folklore e per promuovere le culture romanì, troppo spesso negate e schiacciate da stereotipi e pregiudizi.

Nei prossimi giorni sarà costituito un comitato di coordinamento formato dai delegati delle diverse minoranze che lavorerà sul tema del riconoscimento per formulare una proposta di legge da proporre al Governo e al Parlamento Italiano.

In attesa i promotori dell?iniziativa Yuri Del Bar (Consigliere Comunale), Radames Gabrielli (Nevo Drom), Nazzareno Guarnieri (Rom Sinti@Politica) e Bernardino Torsi (Sucar Drom) gestiranno la segreteria tecnica del comitato con la collaborazione dell?Associazione Sucar Drom.

Nei prossimi giorni sarà attivo il sito web:
www.comitatoromanophralipe.it
ed un indirizzo e-mail: romsinti.insieme@libero.it

Yuri Del Bar, Radames Gabrielli, Nazzareno Guarnirei e Bernardino Torsi

In foto da sinistra
Radames Gabrielli, Nazzareno Guarnirei e Yuri Del Bar

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Mantova, è nato Rom e Sinti Insieme

25 Marzo 2007 9 commenti


A Mantova sabato 24 marzo è nato Rom e Sinti Insieme, il primo coordinamento nazionale di Sinti e Rom che intende riunire intorno a sé tutte le comunità presenti in Italia. L?incontro, a cui hanno partecipato i più rappresentativi leader rom e sinti, è stato promosso dalle associazioni Sucar Drom, RomSinti@Politica, Nevo Drom ed è stato supportato dall?Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Mantova.

Nel Palazzo del Plenipotenziario erano presenti tutti i rappresentanti delle maggiori organizzazioni italiane sinte e rom, a cui si sono aggiunti intellettuali, artisti, politici e rappresentanti delle molteplici minoranze italiane ed europee. Quello di Mantova è stato il primo incontro nazionale organizzato e gestito direttamente da Sinti e da Rom, senza nessun intervento di appartenenti alla cultura maggioritaria, in senso numerico.

L?incontro, coordinato da Radames Gabrielli, Nazzareno Guarnieri e Yuri Del Bar, è iniziato alle 11.00 con i saluti di Fausto Banzi, Assessore della Provincia di Mantova, ed è terminato alle 16.00 con la votazione della costituzione ufficiale di Rom e Sinti Insieme.

Il nuovo soggetto, in questa prima fase, non sarà una nuova associazione ma riunirà le associazioni e i rappresentanti delle comunità sinte e rom che in questi anni si sono battute per contrastare le discriminazioni subite in Italia dalle popolazioni sinte e rom anche in alcune associazioni pro rom-sinti.

Tutti nel primo giro di interventi hanno evidenziato la portata storica dell?evento e hanno convenuto che l?incontro non dovrà rimanere un fatto isolato ma l?inizio di un percorso che porti le minoranze sinte e rom ad una maggiore consapevolezza delle proprie forze e dei propri saperi.

Santino Spinelli ha sottolineato che si lavorerà insieme agli appartenenti alla cultura maggioritaria (in senso numerico), senza separatismi ma con la consapevolezza che a guidare il movimento dovranno essere Sinti e Rom.

La maggiore organizzazione nazionale sinta, la Missione Evangelica, che conta più di 1.500 aderenti, ha espresso grande gioia per l?incontro che ha offerto la possibilità di conoscersi ma che deve saper costruire un soggetto capace di contrastare e annullare le attuali discriminazioni subite dai Sinti e dai Rom.

Inoltre, Antonio Reinhart e Cristian Balazova, membri del Comitato della Chiesa Evangelica, hanno affermato che proprio la MEZ è la testimonianza più eclatante che è possibile a Sinti e a Rom rappresentare le proprie comunità. L?importante è condurre le iniziative e le attività con trasparenza e rigore.

Tutti hanno rilevato l?importanza della partecipazione diretta dei Sinti e dei Rom a tutti i livelli, a partire dal superamento delle logiche segreganti e assistenziali proprie dei cosiddetti ?campi nomadi? che rimangono, insieme al mancato riconoscimento dello status di minoranze, le prime sfide su cui cimentarsi. Applauditissimi in questo senso gli interventi di Eva Rizzin e Dijana Pavlovic’.

In molti hanno espresso la volontà di superare le tradizionali organizzazioni pro rom-sinti che hanno decisamente fallito con le loro politiche espresse in questi anni e sono corresponsabili dell?attuale situazione di discriminazione e segregazione, subite dalle popolazioni romanì.

Diversi interventi hanno sottolineato la gravissima situazione vissuta soprattutto a Roma e a Milano da alcune minoranze europee, come quelle rumene. Tutti hanno convenuto sull?importanza di costruire interventi nazionali che uniscano tutte le minoranze sinte e rom, presenti in Italia, senza distinzioni di nazionalità.

Molto applauditi gli interventi per la promozione delle culture sinte e rom. A partire dall?intervento di Bruno Morelli tutti hanno espresso la volontà di promuovere le culture romanì, troppo spesso negate e schiacciate da stereotipi e pregiudizi. Si è affermata anche la volontà di uscire dal mero folklore e costruire percorsi di riconoscimento reale delle diverse espressioni culturali, presenti in Italia.

Nei prossimi giorni sarà costituito un gruppo ristretto di coordinamento formato dalle diverse minoranze che lavorerà sul tema del riconoscimento per formulare una proposta di legge da proporre al Governo e al Parlamento Italiano.

Fausto Banzi, Assessore della Provincia di Mantova, si è detto disponibile a sostenere il prossimo incontro assembleare. All?associazione Sucar Drom è stato chiesto, in questo primo momento, di svolgere il compito di segreteria tecnica di Rom e Sinti Insieme.

In foto un momento dell?incontro

Riferimenti: Ai Rom e ai Sinti in Italia

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Bolzano, l’intervento di Radames Gabrielli su convivenza e discriminazioni

25 Marzo 2007 1 commento


Pubblichiamo una parte dell’intervento tenuto da Radames Gabrielli, Presidente dell’Associazione Nevo Drom, al convegno “Rom e Sinti: convivenza e discriminazioni”, promosso dall’Osservatorio provinciale sull’immigrazione in collaborazione con la Ripartizione provinciale Politiche sociali a Bolzano. Invitiamo tutti a leggere l’intero intervento.

Il vivere per noi Sinti e Rom, non è certo abitare in un squallido e incivile campo nomadi? una moderna ma errata concezione dove cinquanta o cento famiglie diverse, senza veri legami di parentela, sono così costrette a vivere una sopra l?altra, senza nessuna riservatezza?

Il campo nomadi, per noi Sinti e Rom è sinonimo di reclusione e di concentramento, un habitat di completa discriminazione ed emarginazione, realizzato solo allo scopo di concentrare tutti i Sinti e i Rom, in un unico luogo, per così poterli meglio controllare, perché i Sinti e i Rom sono giudicati, ?anche senza ragioni valide?, delinquenti pericolosi e disturbatori delle quiete pubblica e perciò allontanati ed emarginati, ponendo così i campi nomadi alle periferie delle Città, in luoghi malsani e lontano dai centri abitati, dichiarando poi che non è possibile convivere con i Sinti e i Rom.

Da diversi anni ci sono Sinti e Rom, che hanno scelto di andare a vivere in appartamenti, di loro spontanea volontà, perché gli piace vivere in casa? ma ci sono anche tantissimi che ci entrano contro la loro volontà, l?unico sistema che hanno trovato per riuscire ad fuggire dal campo nomadi, ricordandosi che vivere in casa e molto meglio del vivere in un campo nomadi.

Per la maggior parte di noi Sinti e Rom l?ideale sarebbe vivere in una microarea, (ma senza essere emarginati e allontanati dalle nostre Città native) l?ideale perché solo per una famiglia, allargata ma unica, al massimo dieci famiglie composte solamente da genitori e figli.

Anche perchè la microarea è l?ultima alternativa che abbiamo per poter vivere all?aperto senza avere dei muri intorno a noi, un faxsimile di libertà e di vita ormai lontana e irrepetibile, una microarea dove poter continuare e salvaguardare la tradizione e la cultura dei sinti e rom nativi in Italia da decenni?

Anche perché ci sono tante persone gage che dichiarano che avere dei sinti o rom come vicini di casa e viverci con armonia e una cosa impossibile, perciò la creazione delle microaree e un bene per noi? ma e un bene anche per le persone che non vogliono vivere a contatto con noi sinti e rom.

Anche se la gente? i gage? stanno convivendo con noi Sinti da millenni, ma la loro ipocrisia è più forte della sacrosanta verità, si nascondono dietro, dichiarando che non sanno chi siamo e da dove veniamo.

Certe persone fanno perfino finta di meravigliarsi, quando ci vedono girare per la città, nei negozi o in un bar, eppure sanno benissimo che viviamo in mezzo a loro da centinaia d?anni, nasciamo nello stesso ospedale, è chi sa quante volte i nostri figli o nipoti sono nati lo stesso giorno, la stessa ora, lo stesso minuto e che tutto accadde nella stanza accanto? in quel attimo ci facciamo bulli mostrandoci i nostri figli? in quel minuto non ci sono zingari o gage? ma solo persone felici.

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Serena, la ragazza Rom che sogna la City

23 Marzo 2007 Nessun commento


Serena Spada ha un sogno: la City. Ce l’ha da quando era piccola e c’era chi da grande voleva fare il macchinista e chi la parrucchiera, il calciatore o la ballerina. Lei no, lei scriveva già nei temi in seconda elementare: da grande voglio fare l’agente di borsa.

Non sa neanche lei come le venne questa fissa. Sa solo che per lei era come sognare la luna. Non solo perché la sua non è una famiglia di banchieri, e ha sempre fatto fatica ad arrivare a fine mese. Ma perché appartiene al popolo Rom. E questo è un marchio che brucia a fuoco sulla pelle.

Sono duri a morire, i pregiudizi. E Serena già le conosce, le battute: un zingara che punta alla Borsa? Sarà per svuotarla del portafogli. È una vita che ci fa i conti, con gli stereotipi, la diffidenza, l’ostilità. Al punto che, anche adesso che studia alla European University di Montreux, nel cantone svizzero di Vaud, vicino a Ginevra, per diventare quello che ha sempre voluto fare, non perde mai di vista l’altra metà della sua vita.

Certo, qualcosa è cambiato negli ultimi anni. In Italia ci sono Rom che fanno gli infermieri, Rom che fanno i vigili urbani, Rom che hanno delle concessionarie d’auto nella scia di un mestiere tradizionale quale il commercio di cavalli.

Rom che fanno perfino i professori universitari, come Santino Spinelli, che dopo aver preso due lauree a Bologna (Lingua e letteratura straniere moderne e Musicologia) abbina oggi la docenza di Lingua e cultura Romanì all’università di Trieste a una frenetica attività musicale che, col nome di Alexian, l’ha visto comporre colonne sonore per il cinema, incidere vari dischi e tenere un’infinità di concerti.

Dalle ultime elezioni, per la prima volta, c’è una Rom anche al parlamento europeo. Si chiama Livia Járóka, è ungherese, ha 32 anni, è laureata in antropologia e, figlia di un musicista gitano e di una sarta ebrea, porta nella carne le ferite di due popoli finiti nei lager. Dove, nella scia di secoli di pregiudizi riassunti dallo sventurato Cesare Lombroso («hanno tutti i vizi e le passioni: l’oziosità, l’ignavia, l’amore per l’orgia, l’ira impetuosa, la ferocia e la vanità?»), Joseph Mengele faceva sugli «zingari» esperimenti di ogni genere.

In particolare, avrebbe raccontato HelmutClemens, che allora era un giovanissimo fattorino del blocco malati di Auschwitz- Birkenau, «cercava gemelli per gli esperimenti. (?) Una volta per caso ero là con lui e ho visto che iniettava un liquido nei loro occhi, che diventavano enormi».

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Milano, presentati i rapporti sulla multietnicità in Lombardia

23 Marzo 2007 Nessun commento


Si è svolto a Milano presso il ?Pirellone?, sede della Regione Lombardia nell?Auditorium Giorgio Gaber, il VI convegno internazionale ?Gli immigrati in Lombardia, Evoluzione e prospettive dell?integrazione nel territorio lombardo?.

Questa iniziativa è promossa dalla Regione Lombardia, settore Famiglia e Solidarietà Sociale, dall?Osservatorio regionale per l?integrazione e la multietnicità e da Fondazione ISMU, Iniziative e Studi sulla Multietnicità. Dalle ore 12.00 alle 13.30 si è svolta la tavola rotonda ?Abitare nonostante. Gli insediamenti Rom e Sinti in Lombardia? per la presentazione del volume “vivere ai margini, un’indagine sugli insediamenti rom e sinti in Lombardia”.

Il Moderatore Don Roberto Davanzo direttore Caritas Ambriosiana ha aperto le relazioni illustrando che a un basso valore numerico della presenza di Rom e Sinti in Italia (circa 150000 unità) corrisponde invece una situazione di alta criticità. Per leggere la situazione, ha aggiunto, serve un senso di realismo.

Maurizio Ambrosini, della Caritas Ambrosiana, in seguito ha spiegato come esista una pressione a escludere i rom sinti e come esistano dei fenomeni di rimozione rappresentati dagli sgomberi. Questa situazione rappresenta il fallimento dei ?campi nomadi? normati dalla legge.

Le aree di sosta sono diventate aree di segregazione, marginalizzate, in cui non sono rispettati i diritti umani. I Rom e Sinti portano avanti tutti i giorni una battaglia per il miglioramento del loro luogo abitativo. Queste popolazioni sfruttano razionalmente le risorse a loro disposizione, trattando materiali di recupero hanno dato vita a una economia di sopravvivenza che a volte si organizza in cooperative di lavoro.

Tuttavia la discriminazione sul lavoro è molto elevata e si presenta come una spirale di marginalità che si autoavvera. L?obiettivo della partecipazione diretta si presenta come un mezzo per emanciparsi dall?assistenzialismo. Per migliorare la situazione si deve sostenere la mediazione, ponte fra le culture, rappresentata dal ruolo fondamentale delle associazioni.

Il professor Antonio Tosi del Politecnico di Milano ha affermato come non ci siano politiche effettive di integrazione. Il problema dei Rom e Sinti si presenta come una questione legata alla sicurezza pubblica. Questa ossessione securitaria inibisce la attuazione delle politiche. L?attenzione deve essere rivolta verso lo statuto abitativo, le soluzioni abitative. Risolvere queste questioni rappresenterebbe un effettivo controllo sul territorio. Purtroppo l?atteggiamento amministrativo si rivolge o verso la difesa della società maggioritaria o verso l?indifferenza.

Giorgo Bezzecchi dell?Opera Nomadi di Milano, appartenete al popolo Rom, ha spiegato come ci sia un mito, un pregiudizio nei confronti del Rom o del Sinto. Questo si è avverato anche nel non inserimento delle lingue rom e sinte nella legge 482 del 1999, ricordando come la lingua per questi popoli è la vera patria. Secondo Bezzecchi le soluzioni abitative più avanzate sono presenti al Centro Sud Italia.

Ha ricordato poi alcuni dati: 150000 unità sul totale della popolazione italiana, organizzata in 27 gruppi, di cui il più numeroso, quello dei sinti italiani, è di circa 40000 unità; solo il 2,6% supera i 60 anni, il 50% è rappresentato da minorenni, il 70% ha meno di 30 anni; solo il 10% è nomade mentre per lo più sono popolazioni stanziali. 12 milioni sono i rom e sinti totali in Europa, 3 milioni nell?ovest Europa e 9-10 milioni all?est Europa. L?aspettative di vita è bassa, pari a quella di uno stato del terzo mondo.

Ha concluso l?incontro Anna Maria Dominici, Direttore Generale Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, ponendo l?accento sulla realtà di Mantova, città nella quale la situazione scolastica dei Rom e dei Sinti è più avanzata, con la minore dispersione scolastica e il più alto conseguimento di obiettivi.

L?auspicio di tutti è quello di aumentare gli aiuti e l?appoggio economico da parte della regione alle associazioni che, come Sucar Drom, svolgono un ruolo fondamentale di mediazione tra le culture e di raccordo tra le istituzioni e le popolazioni.

Riferimenti: L’osservatorio regionale

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Mantova, i Sinti e i Rom si incontrano

22 Marzo 2007 3 commenti


Ai Rom e ai Sinti in Italia. Carissimi, in questi mesi il Governo italiano ha intrapreso diverse iniziative con l?obiettivo di riconoscere alle popolazioni sinte e rom lo status di Minoranze Etniche Linguistiche.

Per questa ragione è stato formato al Ministero dell?Interno un gruppo interministeriale che partendo dal lavoro del dottor Scalia, pubblicato su internet, ha prodotto una bozza di testo di legge che in queste settimane è presentato a diverso titolo negli incontri riservati tra Stato ed Enti Locali.

Inoltre, è stato formato dal Ministero delle Politiche Sociali il Tavolo Rom e Sinti, dove sono state invitate alcune delle realtà associative che, a diverso titolo, si sono spese a favore delle popolazioni sinte e rom in questi anni.

In questi mesi l?Associazione Sucar Drom ha stimolato il Governo ad invitare i Rom e i Sinti che in questi anni si sono occupati di far riconoscere a queste popolazioni i diritti di cittadinanza ma non tutti hanno potuto partecipare.

Negli ultimi due mesi abbiamo molto riflettuto e abbiamo deciso che fosse importante offrire momenti di incontro informali a tutti i Sinti e i Rom che lavorano su queste tematiche.

Abbiamo deciso di organizzare un primo incontro a Mantova sabato 24 marzo, dalle ore 10.30, con il sostegno dell?Amministrazione Provinciale, per discutere insieme le diverse proposte di riconoscimento dello status di Minoranze ai Sinti e ai Rom con l?obiettivo di scrivere un testo condiviso da presentare al Governo.

Bernardino Torsi
Presidente dell?Associazione Sucar Drom

Fausto Banzi
Assessore della Provincia di Mantova

Nazzareno Guarnirei
Presidente dell?Associazione RomSinti@Politica

Radames Gabrielli
Presidente dell?Associazione Nevo Drom

Yuri Del Bar
Consigliere Comunale a Mantova

Per informazioni e partecipazioni
Associazione Sucar Drom, cellulare 338 8736013
telefono 0376 360643, fax 0376 318839
e-mail: sucardrom@sucardrom.191.it

In foto Bernardino Torsi e Radames Gabrielli

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