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Archivio Febbraio 2007

Croazia, bustine di zucchero con l’immagine di Hitler

21 Febbraio 2007 Nessun commento


Attraverso una nota trasmessa all?agenzia francese ?France presse?, il Centro Simon Wiesenthal, impegnato nella lotta contro l?antisemitismo, ha denunciato la vendita in Croazia di confezioni di zucchero con l?immagine del dittatore nazista Adolf Hitler, accompagnata da barzellette sugli ebrei ed i campi di concentramento.

Il centro Wiesenthal ha espresso la sua ?repulsione e il suo disgusto nel constatare che tale prodotto può essere fabbricato al giorno d?oggi in un Paese dove non solo ha avuto luogo l?Olocausto, ma dove è stato perpetrato da collaboratori nazisti locali?.

Le bustine, come riferisce il direttore del centro Wiesenthal, Efraim Zuroff, vengono fabbricate da una ditta di Pozega, nella zona orientale della Croazia. ?Si tratta dell?espressione disgustosa di una nostalgia per il III Reich e per il periodo in cui numerosi ebrei, serbi e rom vennero massacrati in una Croazia indipendente?, ha aggiunto Zuroff, chiedendo alle autorità croate di ?fare applicare la legge in vigore contro l?incitamento all?odio religioso, etnico e razziale e di costringere la ditta e il suo proprietario a ritirare immediatamente dal mercato i suoi prodotti offensivi?.

Anche il responsabile della divisione croata del Comitato di Helsinki per i diritti dell?uomo, Zarko Puhovski, ha chiesto alle autorità di punire, secondo i termini previsti dalla legge, i produttori e i distributori delle confezioni di zucchero.

La ditta si è rifiutata di commentare. Ricordiamo che centinaia di migliaia di serbi, ebrei, rom e antifascisti croati morirono nei campi di concentramento e sterminio creati dal governo croato degli Ustasha di Ante Pavelic, alleato dei nazifascisti, durante la Seconda Guerra Mondiale.

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Pavia, il Comune vuole i "campi nomadi" ma non sa dove realizzarli

21 Febbraio 2007 1 commento


Campi nomadi: nessun dubbio sulla necessità di realizzarli. Soprattutto ora che il Comune, atraverso il vice sindaco Ettore Filippi, ha indicato tempi (2009) e costi (90mila euro). Dimenticando però di dire anche ?dove?. Un?incognita che coinvolge direttamente i quartieri. Uno in particolare: Pavia Storica, che per sette anni ha già fatto i conti col problema.

«Il quartiere si trova già nella strana situazione di avere due campi nomadi su due: viale Bramante e viale Europa – dice Giovanni Guizzetti, presidente del quartiere Pavia Storica -. E questo nonostante sia il quartiere meno indicato. La scelta era stata fatta in via provvisopria, dopo l?alluvione del 2000, ma ormai sono anni che permane. Su tutti i documenti ufficiali del Comune c?è scritto che è ?prioritario? risolvere la questione di via Bramante: quel campo non è nato con le strutture adatte. Ma finora non è stato fatto nessun intervento. Di certo, se dovessero essere davvero fatti nuovi campi, non possono sorgere nel nostro quartiere».

Noi di sucardrom speriamo che il Comune di Pavia si fermi e incominci a ragionare insieme ai Sinti che non vogliono più essere rinchiusi in veri e propri ghetti.

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In foto l’interno della Chiesa Evangelica Sinta di via Bramante a Pavia

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Roma, allarme povertà ed emarginazione

21 Febbraio 2007 2 commenti


Affitti sempre più alti, tasse insopportabili, servizi cari: e così aumenta sempre di più il rischio di scivolare nella povertà nella capitale. E anche di finire a vivere per strada: a lanciare l’allarme è l’assessore alle Politiche sociali del Comune, Raffaella Milano (in foto).

“Basti pensare che arrivano ai nostri servizi persone che un anno fa non avrebbero mai pensato nemmeno lontanamente di poter aver bisogno di assistenza”, sottolinea l’assessore. Le statistiche -pur approssimative- dicono che a Roma sono 2000 le persone che vivono in strada; altre 8/9.000 vivono in auto, baracche, accampamenti.

Grotte, container, piloni di tangenziale: la fame di posto occupa angoli liberi, si insinua negli anfratti, serpeggia tra le rocce. Tante le favelas nascoste nel cuore della città. Una cinquantina di romeni vive in una grotta di tufo in una traversa di via Tiburtina.

A Ponte Mammolo, in un immenso “campo nomadi” di Rom, c’è uno spazio privato e recintato dove famiglie di immigrati pagano 250/350 euro mensili per stare in un container. A meno di tre km dai Parioli, 4 romeni, un’ucraina e un bambino vivono all’ombra di un pilone di una rampa della tangenziale est. E a Monte Mario, a 100 metri dalla villa di Cecchi Gori, c’è una vera e propria favela di rom.

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Milano, no al "campo nomadi" in via Viano Valle

21 Febbraio 2007 2 commenti


Rom in zona Ripamonti, dietrofront del Comune. In via Vaiano Valle non sorgerà nessuna area attrezzata per Rom. Motivo? «Non si possono mettere i Rom dove già ci sono» spiega l?assessore Mariolina Moioli ventiquattr?ore dopo aver invece sostenuto che lì, a due passi da via Ripamonti, «non si sta costruendo nessun nuovo campo nomadi». Come dire: una conferma della notizia preceduta dalla smentita della stessa, con tanto di passo indietro delle Istituzioni rispetto a quell?area privata offerta a Palazzo Marino da Salvatore Ligresti.

Dietrofront condiviso anche dalla Prefettura di Milano che sperava così di mettere un punto fermo rispetto ai settantuno Rom sgomberati sempre in zona 5 e blindati – almeno fino a settimana scorsa, nella tendopoli di Opera. Niente da fare.

Quel campo di via Vaiano Valle confina con un altro terreno occupato da centocinquanta profughi bosniaci, che non desiderano affatto essere i nuovi vicini di casa di altri Rom. Sono stati infatti loro a lanciare l?allarme contro il nuovo insediamento: protesta allargata a residenti e commercianti supportati dal consiglio di zona, «i cittadini sono preoccupati e reclamano rassicurazioni certe da Palazzo Marino», con tanto di serrata dei negozi preventivata per i prossimi giorni.

Dettagli contenuti in un?interrogazione urgente firmata da Matteo Salvini, capogruppo comunale leghista, che riceve dal vicesindaco Riccardo De Corato un invito «a non agitarsi perché fa solo danni». E mentre De Corato annota che «i lavori in corso riguardano solo il privato e non l?amministrazione pubblica», Alleanza nazionale chiosa che «collocare un campo nomadi nell?area di Vaiano Valle era scelta da irresponsabili, anche perché si scaricava sul già provato e abbandonato quartiere Vigentino le tensioni che le amministrazioni comunali e provinciali non sanno governare».

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Sarzana (SP), sgomberate le famiglie di Sinti Camminanti

21 Febbraio 2007 Nessun commento


Operazione della Polizia Municipale di Sarzana in collaborazione con una pattuglia della locale stazione di Polizia. Dal Piazzale dello stadio Miro Luperi sono state sgomberate alcune famiglie di Sinti Camminanti Siciliani, intorno alle ore 17 di ieri.

Automobiti e relative roulottes, camper e vere case viaggianti. Almeno cinque nuclei famigliari, per una complessiva trentina di persone tra uomini, donne, giovani e bambini compongono il gruppo che dopo alcune schermaglie verbali ha dovuto allontanarsi.

Le famiglie sinte hanno cercato di far valere i propri diritti costituzionali (articolo 16) ma i Vigili hanno chiamato immediatamente la Polizia di Stato che non ha voluto sentir ragioni e ha identificato le persone che discutevano con i Vigili Urbani.

Il tutto si è svolto di fronte a tifosi, tecnici e dirigenti di Spezia e Sarzanese che avevano appena terminato l?allenamento: parecchi di loro hanno protestato perchè avevano parcheggiato la propria auto nello stesso luogo ed hanno dovuto aspettare qualche minuto, visto che sia l?auto dei vigili urbani, sia una delle famiglie sinte erano praticamente in mezzo alla strada.

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Verona, alle radici dell?Europa: Mori, Giudei e Zingari

19 Febbraio 2007 Nessun commento


Si è svolto presso il Polo didattico Zanotto dell?Università di Verona nei giorni di Giovedì 15 e Venerdì 16 febbraio il convegno internazionale: “alle radici dell?Europa, Mori, Giudei e Zingari nei Paesi del Mediterraneo occidentale (secoli XV-XVII)“.

Numerosi i relatori che dopo i saluti dell?autorità si sono succeduti nelle cinque sessioni. Il convegno ha indagato le diverse realtà delle tre minoranze fondamentali nella costruzione dell?identità europea: Mori, Giudei e Zingari. Infatti alle radici dell?Europa stanno le relazioni con l?Altro, con il Tu, fondamentale per conoscere l?Io e la propria identità culturale.

Il Mediterraneo occidentale ha rappresentato nei secoli XV-XVII un luogo di incontro tra le culture che hanno costruito l?Europa, quelle di maggioranza e quelle di minoranza. Attraverso la storia, la letteratura e la filologia dei testi si mostrano i vantaggi conseguiti ma anche la spiegazione storica di un atteggiamento discriminatorio che il presente eredita dal passato.

L?intervento conclusivo è stato del professor Leonardo Piasere che, rileggendo i testi dell?epoca, e in particolare quello di Justus Scaligero, ha illustrato il caso dell?ipotesi della provenienza nubiana delle popolazioni sinte e rom. Il primo caso cioè in cui uno studioso difese l?origine di queste popolazioni affermando che fossero cristiani scappati dall?Africa per difendere la loro religione e approdati in Europa.

Questo primo convegno, ne seguiranno altri due nei prossimi anni, è stato molto interessante e auspichiamo che l’Università di Verona pubblichi gli atti che sarebbero un prezioso strumento per tutti i ricercatori.

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Milano, contro l’assuefazione alla barbaria quotidiana

18 Febbraio 2007 28 commenti


Il libro pubblicato e poi ritirato da Ariel Toaff sugli omicidi rituali di cui furono accusati gli ebrei nell’Europa cristiana, rivela una salutare ipersensibilita’ intorno a stereotipi che hanno favorito persecuzioni terribili.

Ci risulta intollerabile che qualcuno affermi: “Gli ebrei uccidono i bambini e usano il loro sangue per impastare la farina del pane azzimo”. Meno male.

Ma se invece qualcuno afferma: “Gli zingari sono ladri”, oppure “gli zingari rubano i bambini”, non incorre nella medesima riprovazione sociale. Anzi, nell’ostilita’ dichiarata contro gli zingari si cementa una furia collettiva organizzata. Com’e’ successo a Opera, dove il presidio dei cittadini perbene ha inveito per settimane contro i bambini che la mattina uscivano dalle tende per andare a scuola, e contro i volontari cattolici che li accompagnavano.

Ci siamo assuefatti alla banalita’ degli stereotipi, ci siamo abituati alla legittimita’ dell’intolleranza.

Le metropoli rimuovono le disuguaglianze sociali e noi fatichiamo a riconoscere la trasformazione nei comportamenti di tanti nostri concittadini. Questa crisi della solidarieta’ apre spazio a un futuro inquietante.

Per questo, insieme a Aldo Bonomi, abbiamo deciso di dare appuntamento per le ore 21 di martedì’ prossimo, 20 febbraio, alla Sala della Provincia di via Corridoni a Milano, a tutte le persone interessate a ragionarne. Contro l’assuefazione alla barbarie quotidiana.

Gad Lerner

Riferimenti: L’Opera Nomadi a Milano è per il confronto

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San Remo (IM), la bella strada

18 Febbraio 2007 Nessun commento


Il calendario definitivo del programma di Tenda della Pace FEST, giunto alla quinta edizione, che proporrà i suoi eventi collaterali al Festival di Sanremo, dal 28 febbraio al 3 marzo, propone un concerto d’eccezione con Roberto Durkovic e i Fantasisti del Metrò.

Il progetto musicale di Roberto Durkovic che si chiama “la bella strada” (sucar drom, nelle lingue sinte) è legato alle sonorità slave e rom fino alla coralità balcanica, che interagisce a pieno titolo con la tradizione cantautorale italiana.

Roberto Durkovic, originario dell?ex Cecoslovacchia, si esibisce alcuni elementi di spicco di un’orchestra di rom di grande talento, incontrati nel corso di cinque anni di ricerca artistica e sociale e scoperti in gran parte nelle carrozze del metrò milanese.

Artisti straordinari, che dopo aver suonato nelle principali orchestre nazionali, in seguito ai grandi cambiamenti del loro paese, si sono dispersi per le strade d’Europa. A SanRemo, in anteprima un estratto de La Bella Strada, lo spettacolo di musica e teatro, che girerà l’Italia la prossima estate.

L’evento si svolgerà mercoledì 28 febbraio, dalle ore 17.00, all?interno del teatro della Federazione Operaia Sanremese di via Corradi 47 a Sanremo.

Riferimenti: Tenda della Pace

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Lamezia Terme (CZ), l’associazione "Donne e Futuro" chiede attenzione per i Rom

18 Febbraio 2007 7 commenti


Favela, bidonville o ghetto? Ci si può veramente sbizzarrire con la fantasia per trovare una definizione azzeccata al “campo” Rom di Scordovillo. Il “villaggio”, un po’ baraccopoli, un po’ accampamento container, continua a sprofondare in un degrado che spaventa e fa vergognare.

A mettere la ciliegina sulla torta del caos assoluto, si ci è messo anche i maltempo di questi ultimi giorni che ha portato sconquasso in una situazione già fortemente precaria, dove il disagio, il sudiciume e il disordine regnano incontrastati. Il vento e la forte pioggia hanno aperto squarci nei tetti e fatto volare di tutto, togliendo l’ultimo coperchio ad un “vaso di Pandora” che in realtà, da più di trent’anni, mette in mostra ciò che contiene.

Campo Rom: a ridosso dell’ospedale e del commissariato di Polizia, una collocazione assurda per una realtà ormai off limits dove si sono ampiamente superati i confini della decenza, del buon senso, di ogni principio di sana convivenza civile e pacifica.

Senza dimenticare le vecchie buone norme igienico-sanitarie, che a Scordovillo sono sempre state e continuano ad essere una chimera. A voler riportare l’attenzione sull’annosa questione dei Rom di Lamezia è Karin Faistnauer, presidente dell’associazione “Donne e Futuro” che da molti anni opera fra i Rom che vivono sul territorio.

Una questione certamente spinosa che, in anni di discussioni, proposte e vane teorie, non ha mai messo d’accordo nessuno. Ma intanto la situazione complessiva al campo peggiora e i danni provocati dal maltempo «offrono un’ulteriore opportunità per ricordare alla città che, ogni giorno che passa, la vita a Scordovillo è sempre più insostenibile».

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Reggio Emilia, micro aree e terreni privati per i Sinti

18 Febbraio 2007 Nessun commento


Il Sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio, la scorsa settimana durante il Congresso della Margherita, ha dichiarato di voler chiudere i cosiddetti “campi nomadi” e realizzare delle piccole microaree su base famigliare.

Alcuni giorni prima il Sindaco si era recato nel cosiddetto “campo nomadi” di via Gramsci, dove trecento sinti vivono concentrati in una piccola area con tre servizi igienici. In questo “campo” i bambini si ammalano quattro volte di più della media.

L’iniziativa è stata accolta con favore da tutti i Sinti anche perchè il Sindaco ha dichiarato che bisogna progressivamente smantellare i tre “campo nomadi” esistenti e realizzare delle micro aree su base famigliare.

Inoltre, il Sindaco ha dichiarato che sarà prioritario per l’Amministrazione Comunale aiutare quelle famiglie che hanno acquistato dei terreni agricoli per sfuggire alle logiche ghettizzanti e segreganti proprie dei “campi nomadi”.

In questi giorni sui quotidiani locali è intervenuto Vladimiro Torre, Presidente della locale Sezione di Them Romanò, che ha sostenuto il Sindaco in questa sua proposta, chiesta da tutte le famiglie sinte da diversi anni.

Naturalmente si è immediatamente scatenata l’opposizione di centro – destra che chiede un Consiglio Comunale Straordinario per discutere la proposta del Sindaco (in foto).

Particolare attenzione viene posta all’esperienza fatta a Guastalla (RE) dall’Associazione Sucar Drom. Infatti in questi mesi, dopo aver realizzato la prima micro area italiana, si sta avviando il progetto per rendere le sei abitazioni autosufficienti sul piano energetico con l’installazione di pannelli solari sia per la produzione di energia elettrica sia per la produzione di acqua calda.

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