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Archivio Febbraio 2007

Anzio (Roma), ancora fantasie sulla scomparsa di Denise Pipitone

28 Febbraio 2007 2 commenti


Dopo mesi di ricerche estese a tutto il territorio nazionale, è stata ritrovata nei giorni scorsi, nei pressi di Anzio (a circa 60 km da Roma), la Ford Mondeo station wagon di colore verde bottiglia, che risulta intestata a una Rom di Milano, sulla quale lo scorso mese di ottobre, a Latina, una donna avrebbe visto, in compagnia altri tre bambini, una bambina che somigliava alla piccola Denise Pipitone, la bambina scomparsa da Mazara del Vallo (TP) l’1 settembre 2004.

Attualmente, l’auto abbandonata dai Rom si trova in un deposito dei vigili urbani che hanno effettuato il ritrovamento, ”ma non è ancora chiaro – ha detto ieri il legale della famiglia, Giacomo Frazzitta – se il deposito in questione si trova ad Anzio o a Pomezia”.

Tutti i rilievi necessari saranno, adesso, effettuati sull’auto, dai carabinieri del Ris di Roma, incaricati dell’accertamento dal procuratore della repubblica di Marsala Antonino Silvio Sciuto. Gli esami dovranno stabilire se all’interno del mezzo ci sono tracce di Denise Pipitone. Saranno, perciò, analizzati i capelli che potrebbero essere trovati all’interno dell’auto o altri eventuali reperti.

Noi di sucardrom invitiamo le Forze dell’Ordine a controllare l’auto della nostra organizzazione, una Ford Mondeo station wagon di colore verde bottiglia (in foto).

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Carpaneto (PC), Pino Petruzzelli e il suo spettacolo sul Porrajmos

28 Febbraio 2007 Commenti chiusi


Un’orazione civile che risveglia le coscienze e ci richiama ad una verità scomoda. Ad un Olocausto dimenticato, di cui si fa certamente meno memoria che del genocidio ebraico. Pur senza diminuire l’unicità di quest’ultimo, riemergono dalle pieghe della storia, i “senza storia”, quelli che vivono alla giornata, che magari rubano pure per sopravvivere, quelli che non hanno né passato né futuro.

Quelli che non hanno luogo, perché sono nomadi. Sono un insieme di persone pur non essendo nazione. Sono un corpo estraneo, non inquadrabile nello schema dello sviluppo trionfale e secolare in Europa dello stato-nazione, rimasto ancor oggi il modello di organizzazione statuale occidentale che si pretende di esportare ovunque.

A questi senza storia, senza patria, senza scrittura, dà voce Pino Petruzzelli, autore, attore e regista barese, da anni trapiantato a Genova dove ha fondato il Centro Teatro Ipotesi. Da tempo i suoi lavori si occupano degli esclusi. Oggi Petruzzelli segue le tracce dei sinti e dei rom.

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Catania, un nuovo caso di pedofilia

28 Febbraio 2007 15 commenti


Un 53enne è stato trovato abbracciato ad un ragazzino di 14 anni dentro un locale del cosiddetto “campo nomadi”. Erano seminudi e in atteggiamenti intimi. L?uomo è stato arrestato per violenza carnale su un minore.

Le attività sessuali dell?uomo sono state scoperte quasi per caso in quanto una pattuglia, la notte scorsa, ha notato un ragazzino Rom in piazza Stesicoro. Considerata l?ora tarda gli agenti lo hanno accompagnato presso il campo per riaffidarlo ai genitori.

Durante la permanenza nel “campo” di viale Kennedy gli agenti sono stati insospettiti da alcuni rumori. All?interno di un locale hanno trovato l?uomo catanese che giaceva su un letto insieme ad un ragazzino di 14 anni. Erano quasi del tutto nudi… abbracciati.

L?uomo è stato portato negli uffici della Questura di Catania. Le risultanze dei controlli a suo carico indicano che è recidivo a tali comportamenti. Tra i suoi precedenti penali la corruzione e la violenza su minore.

Dopo i controlli del caso l?uomo è stato arrestato. Rimane da capire chi aveva ?consegnato? il ragazzino all?uomo e se ci sono altre responsabilità.

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MAHALLA, la comunità virtuale dei Rom, dei Sinti e dei Kalé da tutto il mondo

27 Febbraio 2007 Commenti chiusi


Notizie da MAHALLA, la comunità virtuale dei Rom, dei Sinti e dei Kalé da tutto il mondo. Iscriviti alla news letters settimanale, scrivendo a sivola59@yahoo.it.

Come ci descrivono dall’estero
A mezz’ora di strada dai sontuosi negozi di moda, centinaia di Zingari rumeni che sono arrivati in Italia cercando migliori condizioni di vita si sono adunati in un campo infestato dai topi. Dall’ultimo dell’anno, quando le loro roulottes si sono tramutate in cenere, 50 famiglie dei circa 800 abitanti del campo di via Triboniano sopravvivono nello squallore.
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Poliziotti razzisti al corso anti-discriminazione
A trenta poliziotti che avevano espresso giudizi razzisti sugli Zingari su un sito web interno alla polizia, è stato ordinato di frequentare uno speciale corso anti-discriminazione, anche se non incorreranno in provvedimenti disciplinari [...]. “Sono molto spiacente che alcuni miei colleghi abbiano oltrepassato i limiti della libertà di parola,” ha detto ai giornalisti Laszlo Bene, capo della polizia nazionale.
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Opera come New Orleans?
Nel 1912 il futuro presidente Usa Woodrow Wilson scriveva nella sua History of American People: “…Arrivano moltitudini di uomini della classe più bassa, dal sud dell’Italia, e uomini del genere più spregevole dall’Ungheria e dalla Polonia, uomini dalle cui file non traspare né qualificazione né energia, né iniziativa né intelligenza sveglia; e sono venuti in numeri crescenti anno dopo anno come se i paesi del sud Europa si stessero sgravando dei loro più sordidi e sfortunati elementi.
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Macedonia, un augurio per il 2007
Cari amici, spero che dopo tutte queste vacanze, in quest’anno possiamo organizzarci meglio e cominciare a vedere la situazione in una maniera più positiva. Voglio ricordare che il movimento dei Rom ha preso una direzione positiva, ma d’altra parte le problematiche sono rimaste quelle o sono peggiorate.
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Pakistan, invisibili
Gli Zingari non hanno residenza permanente, ma risiedono stabilmente in Pakistan. Incredibilmente nelle statistiche della nazione non si fa cenno a questo popolo senza casa. Nell’ultimo censimento dedicato alla conta degli alloggi e alla registrazione al voto, questo popolo è rimasto escluso perché non risiede in alloggi permanenti e non hanno documenti per provare la loro identità.
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Milano, le tessere per entrare in casa
Guardate questo video. Poi qualcuno mi spiega perchè un Rom per entrare a casa sua (anche se la casa è data dal comune) ha bisogno di una tessera? Mi spiega anche perchè un Rom non può invitare nessuno a cena perchè nessun altro ha la tessera per entrare a casa sua? Vi pare che un Italiano qualunque abbia bisogno di procedure speciali se una sera vuole invitare qualcuno a cena o a prendere un caffè? Quando si dice l’ipocrisia…
Vedi il filmato…

Irlanda, negato il diritto d’asilo
Michael McDowell, Ministro della Giustizia, ha ammesso che le richieste di asilo di oltre 200 Rom sono state rigettate senza nemmeno essere considerate. Ma secondo Irish Times gli attivisti dei diritti civili ammoniscono sulla confusione dovuta al fatto che costoro ora sono cittadini dell’Unione Europea e godono della libertà di movimento. I 220 Rom avevano fatto richiesta d’asilo settimana scorsa al Commissario per i Rifugiati.
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Benelux, condannati skinheads
L’estate scorsa un giovane Rom belga fu assalito nella città di Tienen da un gruppo di skinheads. Il tribunale ha stabilito la colpevolezza di due adulti tra gli assalitori, comminando loro tre anni di prigione di cui 18 mesi effettivi.
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Bulgaria, “campo nomadi”
Nella bidonville rom di Radnevo, costruito con lamiere piantate nel fango, quasi tutti gli abitanti sono disoccupati. Molti bambini si divertono attorno alle donne che penano sotto il peso dei secchi di biancheria o riserve d’acqua, in mezzo ad uomini giovani. Radnevo di cui la Comunità rom rappresenta il 10% della popolazione – la media nazionale in Bulgaria -, offre l’immagine peggiore che si ha dei Rom. Tuttavia questa città di 26.000 abitanti garantisce il 12% del prodotto interno lordo del paese grazie alle sue miniere di carbone, ed il suo tasso di disoccupazione è inferiore a 6 %.
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Germania, continuano le discriminazioni
Le associazioni Rom e Sinti in Europa affermano che continuano le discriminazioni razziali che portarono alla morte circa 500.000 appartenenti ai due gruppi nell’Olocausto della II guerra mondiale. Le associazioni chiedono a Ban Ki-moon, Segretario Generale ONU, un rappresentante speciale che difenda e sviluppi misure pratiche per proteggere i diritti dei Rom e Sinti che attualmente vivono in Europa.
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Calabria, scambi internazionali
Mi chiamo Giuseppe Spinelli. Sono direttore volontario di un centro studi che si interessa di educazione ambientale (www.cseaam.org). Vorrei proporre di lavorare insieme per: 1. scambi internazionali di giovani in campo culturale per fare conoscere meglio l’identità europea e il rispetto verso l’ambiente e le culture; 2. festa di primavera in Calabria.
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Slovacchia, contrastare gli sgombrei forzati
Attualmente i Rom in Slovacchia stanno sperimentando un’ondata di sgomberi forzati; secondo un rapporto di martedì 23 gennaio 2007 della Milan Simecka Foundation, Centre on Housing Rights and Evictions (COHRE) ed European Roma Rights Centre (ERRC). Il rapporto, che mostra come una combinazione di vari fattori stia guidando i Rom dalle loro case verso aree più segregate, è stato lanciato in una speciale tavola rotonda con i rappresentanti dei Rom e delle organizzazioni della società civile ed i Ministeri delle Costruzioni e dello Sviluppo Regionali, Lavoro, Famiglia ed Affari Sociali, Giustizia, Affari Stranieri, l’Associazione per le Municipalità Locali e il Centro Nazionale Slovacco per i Diritti Umani, tra gli altri.
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Macedonia, 5° Rom Film Festival “Ruota d’Oro”
E’ un mio grande onore invitarvi al 5° Rom Film Festival “Ruota d’Oro” che si terrà dal 6 all’8 aprile 2007 a Skopje, la capitale della Macedonia. Questo tradizionale Festival si organizza dal 2002. E’ dedicato alla produzione sui Rom di tutto il mondo. Sono presentabili tutte le produzioni video (documentari, films e produzioni televisive) come pure programmi radiofonici, prodotti da Rom e non-Rom.
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Romania, il tribunale rigetta le richieste dei Rom
Si è finalmente chiuso il caso Hadareni a circa 14 anni da quei tragici eventi. Il tribunale di Mures si è espresso venerdì 19 gennaio sul caso, rigettando la richiesta di alcuni Rom che chiedevano una pene maggiori per gli abitanti del villaggio di Hadareni. Il conflitto nel paese della Romania centrale, era esploso la sera del 20 settembre 1993, a seguito di una disputa tra diversi Rumeni e Rom, culminato con Lacatus Ripa Lupian che aveva colpito Craciun Chetan, in seguito deceduto. La polizia aveva provato ad intervenire, ma Lacatus ed uno dei suoi fratelli avevano rifiutato di consegnarsi e si erano barricati in casa minacciando di uccidere chi avesse tentato di farli uscire.
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Grecia, il Prefetto di Atene dai Rom
Questa mattina (30 gennaio ndr) Yiannis Sgouros, Prefetto di Atene assieme ad un gruppo di ispettori della salute pubblica ha visitato due insediamenti rom nell’area di Votanikos, in seguito al fallimento del municipio di Atene e della Polizia nel prendere adeguate misure, nonostante le numerose lettere dei Servizi Sanitari sulle inaccettabili condizioni sanitarie dell’area.
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Slovacchia, donne rom sterilizzate
Un tribunale ha sentenziato che tre donne rom hanno subito una violazione dei loro diritti umani con la loro sterilizzazione illegale. The Slovak Spectator ha riportato lunedì che la corte Costituzionale ha ordinato che le donne della città di Kosice siano rimborsate con $1.865 ciascuna per i danni subiti.
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Slovacchia, ricerca sulle discriminazioni
Oltre la metà degli Europei ritengono che la discriminazione sulle basi di genere, origine etniche, disabilità o età sia largamente diffusa nei loro paesi. Nella Repubblica Ceca, secondo i risultati della ricerca Eurobarometro, la discriminazione più sentita è quella dell’età, specialmente nella ricerca del lavoro. A differenza del resto d’Europa, i Cechi non sentono molto la discriminazione religiosa.
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Slovacchia, Frattini è il ponzio pilato europeo
Intanto un nuovo caso getta ombra sul comportamento delle autorità slovene che comunque non si scompongono più di fronte alle critiche delle organizzazioni umanitarie e di Amnesty International, contando sulla comprensione delle istituzioni comunitarie e del commissario Frattini. Alcuni giorni fa la polizia di Lubiana ha prelevato da un centro di accoglienza per stranieri e deportato in Germania la numerosa famiglia rom di Ali Berisha, originaria del Kosovo. Le autorità tedesche stanno ora vagliando la possibilità di concedere ai Berisha quell’asilo politico che la Slovenia ha negato loro e che la stessa Germania precedentemente non aveva concesso.
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Gran Bretagna, un milione di sterline per sito rom
Il Consiglio Distrettuale di SOUTH Somerset è stato premiato con circa 1 milione di £ dal Dipartimento per le Comunità e il Governo Locale, a fronte dei lavori per un sito zigano a Ilton. La somma aiuterà il consiglio a portare il resto del sito a standard moderni, permettendo ai residenti di avere accesso all’educazione e ai servizi sanitari [...] sistemare un’ulteriore famiglia, mettere il sito in sicurezza e sistemare un’area giochi per i bambini.
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Romania, tra tradizione e assimilazione
I Rom in Romania costituiscono circa il 2,46% (dati relativi al censimento della popolazione del 2002) della popolazione e sono organizzati in varie comunità, ciascuna con un proprio nome che normalmente fa riferimento all?attività lavorativa tradizionale: gli Zingari ?aurari? lavoravano l?oro, i ?rudari? erano artigiani del legno, gli ?ursari? allevatori di orsi, i ?caldarari? costruttori di contenitori di rame, i ?laudari? musicisti.
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Kossovo, violenze contro i Rom
Dopo le rinnovate violenze nel Kosovo, che sono culminate in due morti, il presidente del Forum Europeo dei Rom e Viaggianti, Rudko Kawczynski, ha ammonito i Rom a non percorrere la provincia. A quanti sono rimasti ha raccomandato di prepararsi ad un’eventuale evacuazione e richiesto alla presenza internazionale di sicurezza ad adempire al suo compito e garantire la sicurezza dei Rom.
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Milano, un’occasione persa per la città

24 Febbraio 2007 4 commenti


La sera di martedì 20 febbraio circa duecento persone hanno partecipato all?incontro organizzato da Gad lerner e Aldo Bonomi per interrogarsi sui fatti di Opera e più in generale sulla Milano ?barbara? che caccia i Rom. Molte sono state le personalità del mondo culturale, politico ed economico che hanno accettato l?invito.

Intervento appassionato di Marco Revelli, pubblicato sul Manifesto, che partendo da Jean-Paul Sartre, quando attribuisce alle «società istantanee» e/o ai comitati «spontanei» la capacità di sorgere in occasione di un linciaggio o di uno scandalo, si interroga sul senso dell’esistenza, perduto nella ricca Lombardia e ancora posseduto, invece, dall’«altro», il Rom.

Si sono susseguiti diversi interventi: Paola Pierri (gruppo Unicredit), Luigi Roth (presidente della Fondazione Fiera), Davide Rampello (presidente della Triennale), lo psicanalista Umberto Galimberti, Graziella Caselli (segretaria della Camera del lavoro), Francesca Corso (assessore della Provincia di Milano), Borghi (Assessore del Comune di Opera), Mariolina Moioli (Assessore del Comune di Milano).

Ma ciò che più ha impressionato è stata l?incapacità di ragionare su «cosa siamo diventati». Non c?è stato in effetti dibattito e i diversi interventi non sono nemmeno riusciti a stimolare il confronto su cosa fare domani.

Lo stesso intervento di Dijana Pavlovic (in foto), ascoltato con insofferenza, è caduto nel vuoto. Dijana ha giustamente criticato il ?patto di socialità e legalità? e ha chiesto di interrogarsi se il ?pragmatismo? di don Colmegna sia l?unica risposta possibile che Milano sappia offrire alle minoranze Sinte e Rom che vedono ogni oggi i loro diritti calpestati.

Don Colmegna ha lanciato un appello alla solidarietà, affermando: «I numeri delle persone in difficoltà a Milano non sono determinanti. Settemila su un numero così ampio di cittadini non rappresentano un patatrac. La vera Apocalisse è che non c?è, da parte di nessuno, la volontà di risolvere il problema».

Parole che condividiamo anche noi di sucardrom ma che non sono tradotte nella pratica quotidiana perché il ?patto di socialità e di legalità? è una chiaro esempio di discriminazione etnica. Si impongono delle ?leggi punitive? ai Rom che mai penseremmo di imporre ad altri cittadini.

Il ?patto di socialità e legalità? è il paternalismo assistenziale che speravamo superato nel nostro Paese. I Rom non sono dei bambini da istruire, sono una delle ricchezze più importanti della nostra Europa.

L?Europa non chiede all?Italia di ?punire? o di ?istruire? i Rom e i Sinti ma chiede una legislazione e delle azioni che sappiano offrire a queste Minoranze gli stessi diritti che ogni cittadino gode nel nostro Paese.

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Stereotipi di un italiano istruito che vive all’estero

24 Febbraio 2007 Commenti chiusi


Ieri sui marciapiedi, a Montréal, era proibito alla gente di sostare e conversare con amici. Del resto a nessun quebecchese o canadese era venuto mai in mente di farlo, non perché fosse proibito ma perché non faceva parte delle sue abitudini. Più di un italiano, invece, dovette trascorrere una notte in prigione, in quei tempi, e pagare una multa salata per aver osato “oziare” sul marciapiede.

Oggi, invece, capita che le strade vengano chiuse al traffico proprio per permettere alla gente non solo di sostare in gran numero sul marciapiede, ma di occupare l?intera superficie stradale. A che tipo di riflessioni spinge questo capovolgimento mentale della popolazione nei confronti del marciapiede?

Innanzitutto che nessuno vede gli eccessi del presente: si aprono gli occhi solo dopo. Occorre poi dire che siamo stati soprattutto noi italiani a patire l?intransigenza della popolazione locale, prima che avvenisse la beatificazione del diverso.

I calci nel didietro che abbiamo subito sui marciapiedi canadesi ci spingono anche ad un?altra riflessione. Il trattamento che ieri era riservato, qui in Canada, agli italiani, mette in evidenza quanto sia ingiusta l?equiparazione che molti fanno in Italia fra extracomunitari che hanno illegalmente invaso la penisola ? mi riferisco ai clandestini che costituiscono un buon numero delle presenze straniere ? e italiani che ieri emigravano, adattandosi alle norme, anche assurde, dei paesi di accoglienza.

Dirò per inciso che in Australia, agli italiani non era neppure permesso, in un luogo pubblico, parlare italiano tra loro.

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Modena, microaree già sperimentate nelle Circoscrizioni 2 e 3

24 Febbraio 2007 Commenti chiusi


Sul tema delle nuove microaree per i Sinti, intervengono i presidenti delle Circoscrizione n. 2 e 3, Antonio Carpentieri e Fabio Poggi. Queste Circoscrizioni infatti hanno già visto la sperimentazione delle nuova forma di organizzazione della presenza dei Sinti.

“Tutta la città, ogni forza politica, ogni forza sociale, tutto il territorio, devono farsi carico con responsabilità del superamento del campo nomadi di via Baccelliera. Se questo in passato è stato in grado di reggere, più o meno, al tentativo di fare fronte a un’emergenza, anche e soprattutto grazie alla disponibilità e all’impegno di una parte della città, in particolare la comunità di S. Damaso (cittadini, scuole, polisportiva, parrocchia), è ormai evidente da tempo che quell’esperienza va superata e, in questo senso, vi è già dal 2002 l’impegno dell’Amministrazione.

Il presupposto per andare alla chiusura del campo sta nell’individuare una nuova forma di gestione della presenza dei nomadi in città; nuova sia in termini logistici che amministrativi. A questo proposito, negli ultimi anni si è avviata la sperimentazione delle microaree.

Queste hanno dimostrato come sia possibile creare una situazione in cui promuovere l’integrazione, il controllo sociale, la responsabilizzazione delle famiglie nomadi circa il farsi carico di oneri – utenze varie – che non possono essere demandate alla collettività, così come del decoro dell’area assegnata a partire dal controllo del numero e del comportamento degli occupanti.

Alcune microaree sono già presenti sul territorio delle Circoscrizioni n. 2 e n. 3 e l’esperienza è per lo più positiva; inoltre i nuovi criteri porteranno a un ulteriore miglioramento. Rinnoviamo dunque l’invito a tutta la città affinché aderisca responsabilmente a questo progetto, ribadendo che gli obiettivi primari che si pone sono quello di dare la collocazione solo a chi ne ha effettivamente diritto, chiedendo precisi impegni (doveri) alle famiglie nomadi in un contesto maggiormente controllabile”.

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Novara, mai più "campo nomadi" per i Rom Polacchi?

24 Febbraio 2007 Commenti chiusi


Il campo nomadi ?provvisorio? di via Fermi, da anni al centro di proteste della comunità rom e degli abitanti della zona, è tornato alla ribalta, a seguito del ?blitz? effettuato dalla Polizia di Stato che l?ha individuato come base per un?associazione per delinquere dedita a furti e rapine ai danni di anziani.

Mercoledì 21 marzo, era in programma una riunione al Comitato di Quariere di S. Rita per trattare l?argomento. Presenti per l?Amministrazione comunale gli assessori Silvana Moscatelli e Mauro Franzinelli.

Quest?ultimo, interpellato telefonicamente qualche ora prima della riunione, ha in parte anticipato la risposta ai residenti che chiedevano date certe sul trasferimento: «Avevo già detto loro nei giorni scorsi che il problema sarà risolto entro quest?anno. Il blitz delle Forze dell?ordine può stimolarci, ma non cambia le nostre linee d?azione. Quando il campo sarà sgombrato, non ne ricostruiremo un altro. La nostra intenzione, appena stabilito chi potrà risiedervi e chi è in regola con la legge, è di creare una nuova struttura che funzioni in modo diverso dal campo nomadi attuale: vi saranno abitazioni comunali e si pagherà un affitto. Tutto sarà attentamente controllato e monitorato. In merito all?area dove sorgerà abbiamo due opzioni che per ora non riveliamo. Quando avremo deciso la più idonea, lo comunicheremo».

In foto una fase del blitz

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Basilicata e Puglia, Roby Lakatos in concerto

24 Febbraio 2007 Commenti chiusi


L’Orchestra della Magna Grecia, diretta dal maestro Maurizio Dini Ciacci, e il violinista Roby Lakatos (in foto) terranno una serie di concerti in Puglia e Basilicata: si comincia domani domenica 25 febbraio alle ore 19.30 a Potenza, presso l’ Auditorium del Conservatorio Gesualdo da Venosa; lunedi’ 26 febbraio alle ore 20.30 si esibiranno a Molfetta presso la Chiesa della Madonna della Pace; martedi’ 27 febbraio alle ore 21.00 sara’ la volta di Taranto al Teatro Orfeo e, per finire, mercoledi’ 28 febbraio a Matera presso l’Auditorium del Conservatorio Duni Gervasio, con inizio alle ore 20.30

Nato nel 1965 nella famiglia di musicisti rom, discendente da Janos Bihari, ”King of Gypsy Violinists”, Roby Lakatos si e’ avvicinato alla musica fin da bambino e, all’eta’ di nove anni, ha debuttato come primo violino in una band ramanés. Lakatos non rientra in nessuna categoria precisa di musicista: infatti, e’ un violinista rom o Devol’s Fiddler, un classico virtuoso, un improvvisatore jazz e un compositore e arrangiatore, capace di vestire la musica classica della vitalita’ romanès.

Maurizio Dini Ciacci e’ stato premiato piu’ volte in concorsi pianistici nazionali e internazionali e, dal 1980, si dedica alla direzione d’orchestra e, in particolare, alla musica moderna e contemporanea. Durante i concerti, e’ in programma un repertorio variegato che mettera’ in luce le particolarita’ del violinista ungherese, arricchite dalle sonorita’ di Jeno Istvan Lisztes al cimbalom.

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Finalmente Bucarest, viaggio di un’occidentale al confine d’Oriente

24 Febbraio 2007 Commenti chiusi


Inutile descrivere il gate d?ingresso dell?aeroporto di Bucarest Otopeni, l?accesso asettico ? moquettes e insegne luminose ? utilizzato dai manager, simile ai gates di tutti gli aeroporti del mondo. È il confine terrestre il luogo migliore per misurare i cambiamenti della Romania.

La dogana di Bors-Oradea, al chilometro 450 della superstrada che collega Budapest a Cluj Napoca, il capoluogo della Transilvania. Estremo occidentale della Romania: preannunciata dai camion che accostano sul ciglio destro della strada, si distende una lunga striscia orizzontale di casette di lamiera, strette in fila una accanto all?altra e sormontate da un tetto goffo e tronfio sotto il quale si gela d?inverno e si soffoca d?estate.

E poi sbarre, garritte, cartelli nell?incomprensibile lingua ungherese e in rumeno e in inglese. Tutta questa roba è destinata a sparire, tra qualche anno. Archeologia stradale. Cartelli, casupole, garritte, lamiere: tutto via, anche se la retorica europeista non è più quella di un decennio fa e magari il materiale di risulta non sarà riciclato, verrà custodito in qualche capannone, non si sa mai, un giorno dovessero tornare i confini e le divisioni.

Per il momento, però, questo è ancora un confine, e di quelli seri. Di qui l?Europa già ufficiale, l?Ungheria dei bagni termali e delle shopping mall, i tir e le auto con la targa bianca e azzurra dell?Unione, le divise linde e stirate dei doganieri di Budapest, con lo sguardo intermittente, ora accigliato, ora indulgente.

Indulgente con gli ?occidentali?, categoria alla quale ci si iscrive con il cuore e la cultura, fino a che una pergamena europea non viene a certificare chi è diventato occidentale e chi deve attendere ancora un po?, come accadde in quell?autunno del 2002, quando il gruppone dei dodici nuovi aspiranti membri venne spezzato, dieci di qua e due di là, in purgatorio ancora per un po?.

E di là rimasero gli Stati dei Balcani, la Romania e la Bulgaria. E allora, verso chi attende ancora un po?, in questo caso i rumeni, i doganieri mostrano il volto accigliato. Si indugia sui passaporti, si scartocciano i documenti dell?auto, si squadrano le foto tessera, si indaga, si giudica, si sbircia nei bagagli rubando attimi di intimità, qua un paio di calzini, là mutande di ricambio, libri e fumetti, e dove ha comprato quello stereo impacchettato lì sotto, gustando con sadismo i momenti di panico che avvolgono qualsiasi viaggiatore di fronte a qualsiasi autorità, che in quell?istante, se vuole, può trovare un qualsiasi cavillo per non timbrare il passaporto e rispedirti indietro.

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