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Archivio Gennaio 2007

ERIO, preoccupazione per la nuova formazione di estrema destra

29 Gennaio 2007 Nessun commento


European Roma Information Office (ERIO) esprime con una lettera la propria preoccupazione dopo la formazione di una coalizione formata da parlamentari europei di estrema destra.

I partiti coinvolti in “Identità, Tradizione e Sovranità” (ITS), questo è il nome della piattaforma politica, formatasi il 15 gennaio 2007, tra i quali Attack (Bulgaria), România Mare (Romania) Front National (Francia), Alternativa Sociale e Movimento Sociale Fiamma Tricolore (Italia), Vlaams Belang (Belgio,) promuovono valori ultra-nazionalisti, contro la diversità culturale e portano avanti progetti di anti-sinti/rom, antisemitismo, contro i migranti e le minoranze.

Questi partiti usano le istituzioni democratiche per promuovere valori e obiettivi anti-democratici. Negano i più importanti pilastri dei sistemi democratici e i diritti delle minoranze.

ERIO ritiene che i partiti democratici debbano assumere un ruolo guida nella lotta contro il razzismo e la xenofobia in tutte le sfere della società.

ERIO chiede ai partiti democratici del Parlamento Europeo di non cooperare con questa nuova piattaforma di estrema destra o con nessuno dei suoi membri e di riaffermare il loro impegno per una società libera dalla discriminazione e dal razzismo.

Riferimenti: ERIO

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Bolzano, sintengre laidi

28 Gennaio 2007 1 commento


Si è tenuta a Bolzano, dal 22 al 26 gennaio, presso il Foyer del Comune di Bolzano la mostra fotografica e documentaria dal titolo ?Porrajmos, altre tracce sul sentiero per Auschwitz?, realizzata dall?associazione Nevo Drom e dall?Istituto di Cultura Sinta.

Il 26 gennaio si è tenuto l’incontro “sintengre laidi”, presso la sala di rappresentanza del Comune di Bolzano. Negli interventi, si sono alternerate le voci di sinti, che hanno testimoniato esperienze vissute in prima persona, a quelle di non sinti coinvolti quotidianamente nella battaglia contro il razzismo che ha portato, come estrema soluzione, allo sterminio nazifascista.

All’incontro sono intervenuti: Luigi Spagnolli (Sindaco di Bolzano), Sandro Repetto (Assessore alla Cultura), Carla Giacomozzi (Direttrice dell’Archivio Storico di Bolzano).

Hanno tenuto le relazioni: Piero Colacicchi “da discriminazione a genocidio: lo sterminio” e Radames Gabrielli “vita da sinti: le persecuzioni attraverso i secoli”. Hanno portato la loro testimonaianza: Giacomo “Gnugo” De Bar (internato a Prignano di Modena) e Antonio Reinhard (pastore evangelico sinto). Ha moderato l’incontro Giovanni Zoppoli.

Sono state proiettate alcune testimonianze e un breve documentario sul lager di Bolzano, realizzato da Radames Gabrielli. Inoltre è rimasta esposta per tutti i quattro giorni esposta una fornita bibliografia sull?argomento, a cura della Biblioteca del Mondo. Durante l’incontro è stato offerto dall’Associazione Nevo Drom l’aperitivo a tutti i convenuti.

In foto Radames Gabrielli (Presidente di Nevo Drom) e Antonio Reinhard (pastore evangelico sinto).

Riferimenti: Nevo Drom

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Porrajmos, uno sterminio dimenticato

27 Gennaio 2007 Nessun commento


Nel 62° anniversario dell’apertura dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz si celebra la giornata della memoria. Un giorno per ricordare e non ripetere gli orrori del passato, eppure anche in questa giornata ci sono le vittime dimenticate dell’olocausto e ancora oggi periodicamente ci troviamo a parlare di pulizia etnica, leggi raziali, apartheid, persecuzioni di minoranze o degli oppositori politici e di discriminazione dei diversi e delle diverse.

Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa spalancava i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, svelando al mondo gli orrori dell’Olocausto.

Durante gli anni dei regimi nazi-fascisti, milioni di persone vennero inprigionate nei compi di concentramento. il tentativo da parte della Germania nazista e dei suoi alleati era quello di eliminare le minoranze e gruppi di persone considerate scomode o di razza inferiore rispetto a quella ariana, Le vittime furono fra i 13 e i 19 milioni.

Gli ebrei usano la parola Shoah , che significa distruzione, per definire il tentativo di genocidio . Circa 6 dei 9,5 milioni di ebrei che vivevano in Europa scomparvero in pochi anni.

Ma gli ebrei non furono gli unici “ospiti” dei campi di concentramento, le varie categorie di prigionieri erano contraddistinte da triangoli di stoffa cuciti sui loro abiti di prigionia, quello che distingueva gli ebrei era giallo..

I popoli rom e i sinti, che comunemente chiamiamo “Zingari” nonstante sia dispregiativo ai loro occhi, avevano invece il triangolo nero… anche loro furono perseguitati per motivi razziali.

Porrajmos, che significa divoramento, è il nome che questi popoli hannno dato alla loro persecuzione, in pochi anni il numero di rom e sinti in Europa passò da quasi un milione a 500.000 persone. Per loro nei campi di concentramento e sterminio sono stati costruiti capannoni appositi: erano segregati persino tra i segregati.

Ma la difesa della razza non era solo lo sterminio delle minoranze per i nazifascisti, occorreva anche impedire che la razza si “sporcasse” con i geni dei disabili fisici o mentali: nacque così il programma Aktion t4. Gli scienziati tedeschi elaborarono una teoria dell’eutanasia sociale, secondo cui bisognava porre fine alle vite non degne di essere vissute, le Lebensunwertes Leben.

In tal modo si sarebbero risparmiate inutiuli sofferenze a individui irrecuperabili ed in più si sarebbe garantito che non riproducendosi non avrebbero indebolito la razza.

I malati psichici furono spesso utilizzati come cavie umane dagli scienziati nazisti, e il governo tedesco promosse una vasta campagna di sterilizzazione dei malati che avrebbero potuto infettare la razza, coerentemente con le idee eugenitiche in voga tra gli scienziati razzisti tedeschi ed italiani.

Ascolta lo speciale…

Riferimenti: AmisNet

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Porrajmos, il Giorno della Memoria 2007

27 Gennaio 2007 2 commenti


Quanti oggi conoscono la parola Porrajmos? Pochissimi. Questo è l?indizio più significativo di come la memoria dei popoli che ci ostiniamo a chiamare “zingari” e “nomadi” fatichi a trovare ascolto e cittadinanza in Italia. Porrajmos è la parola che nelle lingue sinte e rom definisce il ?divoramento? subito in Europa tra il 1934 e il 1945.

I Rom e i Sinti, fin dall?arrivo in Europa nel 1400, sono stati sempre perseguitati, cacciati e banditi da ogni Stato per la loro diversità. Le loro culture, la loro lingua, i loro sistemi sociali, così diversi da quelli della società maggioritaria (in senso numerico) sono sempre stati negati. Il culmine della persecuzione è stato raggiunto in un?epoca recente: nel periodo nazista e fascista.

Se la memoria della Shoah si affievolisce in ?vuote? celebrazioni istituzionali, la persecuzione razziale subita dai Rom e dai Sinti è stata rimossa o addirittura negata.

L?Europa nazista e fascista fu teatro dell?annientamento di almeno la metà dell?intera popolazione rom e sinta europea. Cinquecentomila uomini, donne e bambini perseguitati, imprigionati, uccisi, deportati nei lager e seviziati, vittime degli orrendi esperimenti medici nazisti, sterminati nelle camere a gas e nei forni crematori.

Nei processi ai nazisti colpevoli di crimini contro l?umanità che seguirono la liberazione, primo tra tutti quello di Norimberga, Rom e Sinti non ebbero spazio. Le loro sofferenze non solo non vennero mai indennizzate ma nemmeno prese in considerazione. Solo nel 1980 il governo tedesco, in seguito ad una iniziativa della Verband Deutscher Sinti und Roma, riconobbe ufficialmente che i Rom e i Sinti durante la guerra avevano subito una ?persecuzione razziale?.

In Italia le popolazioni sinte e rom non hanno ancora ricevuto nessun riconoscimento ufficiale per le persecuzioni su base razziale subite durante la dittatura fascista. La Legge n. 211 del 20 luglio 2000 che istituisce il Giorno della Memoria non ricorda lo sterminio subito dalle popolazioni sinte e rom.

Oggi esiste una documentazione inequivocabile per affermare che i Rom e i Sinti dal 1938 al 1945 furono le uniche popolazioni, insieme al popolo ebraico, vittime di uno sterminio di matrice razziale.

I motivi che hanno portato allo sterminio dei Rom, dei Sinti e degli Ebrei e di altre minoranze possono riproporsi oggi, sebbene in un contesto e su scala diversi, colpendo altre minoranze indifese, esposte all?intolleranza, alla xenofobia e alla violenza razzista: i migranti, i neri, gli omosessuali e ancora gli stessi Rom e Sinti.

Ciò che dovrebbe farci riflettere è che il Porrajmos e la Shoah furono messi in atto in un periodo in cui la civiltà occidentale era al culmine dello sviluppo culturale ed economico.

La Shoah e il Porrajmos sono parte integrante delle costruzioni sociali occidentali, sono stati generati dalla stessa Europa cristiana e cattolica nella quale viviamo oggi. Ecco perché la Shoah e il Porrajmos ci appartengono intimamente.

Perpetrare l?oblio nel quale si rischia di cancellare questi eventi equivale a legittimare un?oltraggiosa indifferenza per tutte le vittime della follia nazi-fascista ma, soprattutto, è il segno di una cecità pericolosa e potenzialmente suicida per la stessa Europa.

Ciò che accade oggi in Italia alle popolazioni Sinte e Rom è anche il risultato di questo oblio, di questa ipocrita indulgenza nei confronti della memoria storica propria della società maggioritaria, in senso numerico.

I Rom e i Sinti sono scacciati, mal tollerati e rinchiusi nei ?campi nomadi?. A queste popolazioni, italiane da generazioni, viene ancora negato il diritto di essere parte integrante e interagente del Paese.

Riferimenti: Porrajmos, il Giorno della Memoria 2007

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Verona, mori, giudei e zingari nei paesi del mediterraneo occidentale

26 Gennaio 2007 Nessun commento


Il Dipartimento di Romanistica e il Dipartimento di Psicologia e Antropologia Culturale dell’Università degli Studi di Verona presentano il convegno internazionale: “Alle radici dell?Europa. Mori, Giudei e Zingari nei paesi del mediterraneo occidentale (secoli XV-XVII)“.

Le giornate di studio si svolgeranno a Verona, il 15 e il 16 febbraio 2007, presso l’Aula 1.1 del Polo Zanotto, Viale dell?Università.

Il Convegno, il primo di una serie di tre incontri previsti con cadenza annuale (2007; 2008; 2009), ha come oggetto di studio i rapporti che si sono costruiti in Europa occidentale, a partire dal Basso Medioevo, tra le comunità locali maggioritarie e tre importanti minoranze culturali: gli ebrei, i mori e gli zingari.

Il carattere interdisciplinare degli incontri intende approfondire alcune delle modalità di costruzione delle identità minoritarie, nazionali ed europea, attraverso l?analisi e la riflessione su alcune produzioni letterarie e storico-culturali di diversa tipologia.

L?incontro – scontro tra ebrei, mori, zingari e società maggioritarie sembra, infatti, aver prodotto contemporaneamente fenomeni di resistenza culturale dall?interno e fenomeni di costruzione identitaria dall?esterno: essi hanno favorito sia la costruzione delle identità minoritarie che di quelle maggioritarie.

La serie di tre convegni vuole contribuire a specificare le caratteristiche peculiari dei singoli incontri – scontri verificatisi nell?Europa sud-occidentale e mostrare come anche tali minoranze abbiano contribuito all?edificazione dell?Europa contemporanea.

Di seguito il programma

Giovedì 15 febbraio
Ore 9.30, saluti delle autorità e presentazione del convegno, a cura di Silvia Monti (Università di Verona).
Ore 10.30, I sessione, presiede Gian Paolo Romagnani (Università di Verona):
- Henriette Asséo (École des Hautes Études en Sciences Sociales de Paris): ?Mesnages d?Egyptiens? en campagne. L?enracinement des Tsiganes dans la France moderne.
- Nuria Martínez de Castilla (Universidad Complutense de Madrid): Moriscos escribas.
- Andrea Zinato (Università di Verona) ?Judíos, conversos y sefardíes?: le parole e l?identità.

Al termine verrà presentato il volume “Termini riguardanti gli ebrei nei documenti veneziani Secoli XVII-XVIII” di Gianfranco Giraudo, Marcella Ferraccioli e Adriano Pavan (Napoli, Scriptaweb, 2005). Saranno presenti gli autori.

Ore 14.30, II sessione, presiede Paola Ambrosi (Università di Verona):
- Andrea Celli (Università di Padova): Giovanni della Croce e l?intorno morisco.
- Massimo Aresu (EHESS de Paris e Università di Firenze): ?Gitanos de dicho Reyno?, appartenenze multiple e ragnatele identitarie nella
Sardegna spagnola dell?età moderna.
- Elizier Papo (Ben-Gurion University of the Negev, Beer-Sheva): Ribi Salamon Ibn Verga i el nasimiento de la idea de la separasion entre la relijion i el estado en la literatura djudia.

Ore 16,30, III sessione, presiede Anna Maria Babbi (Università di Verona):
- Stefano Neri (Università di Verona): Lepolemo cautivo, prigionia di un cavaliere errante in terra infedele.
- Andrea Zanardo (Università Statale di Milano): l?Italia dei ghetti, il caso di Modena capitale (XVII secolo).
- Antonella Gallo (Università di Verona): una commedia morisca di Lope de Vega, El hidalgo Bencerraje.

Venerdì 16 febbraio, ore 9,00, IV sessione, presiede Francesca Cappelletto (Università di Verona):
- Benedetto Fassanelli (Università di Roma ?La Sapienza?): ?Andar con cingani? o ?viver christianamente?, tipi, icone e visioni del mondo attraverso un costituto cinquecentesco.
- Ivana Burdjelez (Centre for Advanced Academic Studies, University of Zagreb): gli ebrei di Ragusa (Dubrovnik) sotto costante assedio.
- Francesca Dalle Pezze (Università di Verona): gitani, giudei e mori nei repertori linguistici spagnoli.

Ore 11,30 , V sessione, presiede Gian Maria Varanini (Università di Verona):
- Silvia Monti (Università di Verona): giudei, conversos e prostitute nella Roma del primo Cinquecento.
- Felice Gambin (Università di Verona): i moriscos nella Spagna del Seicento, il trattato di Pedro de Valencia e la letteratura apologetica sull?espulsione.
- Leonardo Piasere (Università di Verona): l?invenzione di una diaspora: i nubiani d?Europa.

Comitato scientifico: Silvia Monti, Felice Gambin, Leonardo Piasere. Con il contributo della Facoltà di Scienze della Formazione, Progetto PRIN ?Letteratura di intrattenimento tra Spagna e Europa?, ESU-ARDSU.

Per informazioni
telefono 045 8028321
e-mail: felice.gambin@univr.it, leonardo@piasere@univr.it, marco.fresolone@univr.it

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Negare la Shoah sarà reato

26 Gennaio 2007 5 commenti


«Bisogna tenere alto il livello di guardia contro ogni rigurgito di antisemitismo» con queste parole, il ministro della giustizia, Clemente Mastella, annuncia la presentazione al prossimo consiglio dei ministri del 27 gennaio, che coincide con la celebrazione della Giornata della Memoria, di un disegno di legge contro il diritto di negare la Shoa, il genocidio degli ebrei.

Il Guardasigilli spiega che: «negare che quei fatti sono avvenuti significa che quello che è stato documentato è falso. É quindi un offesa alla memoria e alla storia». Si augura anche che: «ci sia la collegialità del governo nel sostenere questo disegno di legge perché alcune cose non siano ostaggio di false memorie. Sono convinto che riabilitare le verità storiche è una priorità non un vezzo culturale».

Prevista una pena da 6 mesi a 4 anni per chiunque commetta o inciti a commettere atti discriminatori per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o compiuti a causa del personale orientamento sessuale o dell’identità di genere.

Verrà punito con una pena fino a tre anni chiunque diffonda idee sulla superiorità razziale. Il ddl include il finanziamento di un programma internazionale di educazione dell’Olocausto. Con il provvedimento viene anche istituito un osservatorio sul’antisemitismo in Italia.

Riferimenti: RomSinti@Politica

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Ferrero, superare la logica disperante dei campi

26 Gennaio 2007 Nessun commento


Roma, 25 gennaio. Va superata la logica dei “campi nomadi”, lasciati in ”una situazione disperante” da troppi anni di disinteresse politico che ha letteralmente ”fatto marcire la situazione”.

E’ il pensiero del ministro della Solidarieta’ Sociale, Paolo Ferrero, intervenuto a una riunione convocata ieri 25 gennaio al Ministero con i rappresentanti delle popolazioni Rom e Sinte, delle associazioni di volontariato e dell’Anci.

”Stiamo ragionando su come intervenire – ha detto Ferrero – fermo restando che non e’ un problema irrisolvibile: parliamo di 140.000 persone, non di milioni. Ci saranno situazioni in cui l’alloggio tradizionale puo’ essere una soluzione, altre con forme di autocostruzione.

?Attraverso un lavoro di mediazione con le popolazioni nomadi dobbiamo superare la situazione disperante dei campi, ragionando contestualmente su forme di inserimento lavorativo e scolastico”.

Il ministro ha puntato il dito su una politica troppo spesso indifferente al problema, con il rischio che ”una societa’ che ha paura catalizzi sul diverso la sua ricerca di un capro espiatorio, e si scateni una guerra tra poveri”.

Mentre compito del suo ministero, ha ribadito Ferrero, non e’ essere uno strumento ”di carita’ verso il diverso, per convincere i ‘normali’ a essere piu’ buoni con i diversi”, ma intervenire culturalmente e ”costruire percorsi di mediazione, mettendo i diversi soggetti interessati in condizione di relazione e reciprocita”’.

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L’Infedele e il patto di socialità e legalità

25 Gennaio 2007 9 commenti


L’Infedele in onda ieri sera 24 gennaio alle 21.30 su La7 ha affrontato le tensioni suscitate dai “campi nomadi” nell’hinterland milanese e ha ricordato, in occasione della Giornata della Memoria – il Porrajmos – la persecuzione delle popolazioni rom e sinte europee.

Hanno partecipano tra gli altri: don Virginio Colmegna, la scrittrice Rosetta Loy, il regista Davide Ferrario (autore di un documentario su “La tregua” di Primo Levi), l’assessore Mariolina Moioli del comune di Milano, il Presidente della Provincia, Filippo Penati.

Dal Comune di Opera hanno partecipato, ospiti di Gad Lerner, il sindaco Alessandro Ramazzotti, cittadini residenti in via Triboniano e una rappresentanza delle famiglie rom.

Guarda il video…

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Seveso (MI) rock sinfonico di Sarajevo con Goran Bregovic

25 Gennaio 2007 1 commento


Dal vivo l’11 febbraio alla manifestazione “Sevesosuona” il grande musicista Goran Bregovic, uno dei principali responsabili del successo planetario che da tempo accompagna le musiche provenienti dalla regione balcanica.

Con la sua personalità poliedrica che ha saputo fondere in maniera personalissima le tradizioni della sua terra di origine con l?energia e la spettacolarità proprie del rock, Bregovic incarna, dunque, la possibilità di dialogo fra culture diverse e una visione della musica davvero senza barriere.

Gli incassi del concerto saranno devoluti alla Briantea 84, Associazione Sportiva Diversamente-Abili Onlus, che da oltre vent?anni pone come scopi della sua attività sia la promozione dello sport per le persone diversamente abili, sia il cambiamento di una cultura che pone molto spesso il ?disabile? ai margini della società

Per informazioni e costi clicca qui

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Napoli, tensione e esasperazione

24 Gennaio 2007 Nessun commento


Una coppia di rom sottrae una bambina all?assistente sociale durante il trasferimento alla casa famiglia per minori a cui era stata assegnata dai servizi sociali. Non è ancora chiaro alle forze dell?ordine se a compiere il gesto siano stati genitori della bambina.

Questo fenomeno rappresenta la situazione di esasperazione a cui sono giunte le comunità rom e sinte della città partenopea. Come dichiarano gli operatori dell?Opera Nomadi di Napoli, questi atteggiamenti sono l?esito di ?procedure repressive? attuate dalle forze dell?ordine che compiono quotidianamente dei ?rastrellamenti di minori rom? .

Queste procedure dell?uso della forza rappresentano un grande ?business? e portano a una ?politica minorile fuori dai criteri fondamentali del rispetto dei diritti sociali e della tutela dei minori?. Si verificano infatti casi di fuga dagli istituti per minori e si costringono i genitori al decadimento della patria potestà dei propri figli .

Per far fronte a questa grave situazione crediamo si debba perseguire strade di partecipazione dei Rom e dei Sinti.

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