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Una legge e un tavolo interministeriale a favore delle popolazioni Sinte e Rom

30 Gennaio 2007


Una legge a favore dei Rom e dei Sinti, mai avuta in Italia, l?apertura di un tavolo interministeriale per mettere a punto le iniziative più urgenti dopo le recenti emergenze scoppiate nei campi di alcune città (Milano per esempio), la prosecuzione del dialogo aperto con i diretti interessati e le associazioni più rappresentantive e infine la convocazione di un coordinamento nazionale delle Regioni e delle Province per attivare un monitoraggio sui problemi da affrontare.

E? questa ? in estrema sintesi ? la conclusione della riunione nella sede del ministero della Solidarietà Sociale che si fa così promotore di una nuova iniziativa sulla questione dei Rom e dei Sinti presenti sul nostro territorio.

Il ministro Paolo Ferrero e la sottosegretaria, Cristina De Luca (che sta coordinando tutte le iniziative su questo tema), hanno tratto un primo bilancio della discussione svolta fino a questo momento. Secondo il ministro Ferrero, si tratta di risolvere e definire preliminarmente le questioni sul tappeto da un punto di vista politico.

Rispondendo a un intervento che era stato fatto durante la riunione con le associazioni, Ferrero ha detto che la scommessa del suo ministero è proprio quella di vincere le prossime elezioni pur affrontando il tema dei Rom.

Nel corso della discussione pubblica era stato infatti don Piero (che vive da anni in una comunità dei Sinti) a ironizzare sul fatto che ogni governo che prova ad affrontare la questione dei Rom e dei Sinti rimane scottato e quando va alle elezioni successive ne esce inevitabilmente sconfitto.

Il ministro Ferrero rinuncia invece volentieri alla scaramanzia e scommette sul fatto che gli italiani ? se ben informati ? capiranno le iniziative a favore dei Rom e dei Sinti, che oggi sono una minoranza culturale su cui si addensano pregiudizi storici. Ma i pregiudizi e le tensioni non sono solo il frutto della storia.

Sono ? sempre secondo Ferrero ? anche il risultato delle paure e delle incertezze che tutti noi oggi viviamo. Il vero nodo è proprio l?emergenza che deriva dall?insicurezza. Le paure si cristallizzano e assumono la forma del capro espiatorio. La gente più ha paura e più cerca di riversare tutte le sue ansie e la sua rabbia sul diverso. Si deve invece dimostrare che non esiste un diverso, che viviamo in una società in cui siamo tutti diversi, come abbiamo visto con il grande fenomeno dell?immigrazione.

Alla politica spetta proprio questo compito: intervenire sulle paure cercando di trovare una soluzione ai problemi. E se non si interviene e si lasciano marcire le situazioni, le conseguenze possono essere imprevedibili e gravi.

Per quanto riguarda i temi concreti da affrontare, lo spettro è molto ampio. Al primo posto, sempre secondo Ferrero, c?è la questione delle abitazioni. I campi ? ha detto il ministro ? vanno superati ma non è un affare che si risolve in due o tre mesi.

Si tratta di mettere in atto complessi processi di mediazione, senza la quale scatta immediatamente la contrapposizione, lo scontro e il conflitto tra i cittadini italiani e i Rom. Ci sono poi le questioni del lavoro e della scuola e dell?integrazione-scambio culturale.

Non sono cose impraticabili, ha detto il ministro della Solidarietà Sociale, neppure dal punto di vista delle risorse economiche da mettere a disposizione. Si tratta però di superare una impostazione basata sulla carità.

Solidarietà Sociale ? ha ribadito come già in altre occasioni Ferrero ? non significa affatto carità. Si tratta di mettere in campo delle politiche. Ed è stata la sottosegretaria Cristina De Luca a riepilogare i passi politici fin qui realizzati.

I punti su cui ha insistito la sottosegretaria De Luca sono quattro: la definizione di una possibile legge nazionale, le proposte per risolvere i problemi dell?integrazione-esclusione, la questione della rappresentanza dei Rom e dei Sinti e infine l?avvio di un tavolo di concertazione con tutti gli assessori delle città dove il tema è più caldo.

La sottosegretaria (in foto) ci ha tenuto anche a precisare che il governo e il ministero della Solidarietà Sociale non hanno sposato la tesi del Patto di legalità che in alcune città si vorrebbe lanciare.

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  1. flora
    30 Gennaio 2007 a 15:33 | #1

    quando fu formato il governo, e vidi che “solidarietà sociale” andava a ferrero…ne sono stata proprio felice….ho osato sperare che qualcosa sarebbe davvero cambiato….

    e quanto sopra mi sembra un segnale importante…

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