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Archivio Novembre 2006

L’Europa è razzista, ma non lo sa

30 Novembre 2006 Nessun commento


La discriminazione c´è ma non fa statistica, e quindi non si vede. Si potrebbe sintetizzare così l´ultimo rapporto dell’European Monitoring Center on Racism and Xenophobia che nel suo dossier per il 2005 assegna voti davvero bassi ai governi dell’Unione Europea non solo perché i Venticinque sono ancora lontani dall´aver superato il problema delle discriminazioni (in particolare nei settori del lavoro, delle abitazioni e dell’istruzione) ma anche perché la maggior parte dei paesi europei, Italia inclusa, non dispone di sufficienti informazioni sugli episodi di razzismo o di discriminazione. Insomma l’Europa non solo è razzista ma non sa neppure di esserlo.

Beate Winckler, direttore del Centro europeo di monitoraggio su razzismo e xenofobia, spiega che la maggior parte degli Stati membri «manca ancora delle informazioni necessarie per controllare l’impatto che le politiche sociali ed economiche hanno sulle comunità etniche». Winckler osserva che questa mancanza di informazioni «può sfociare nell’aumento delle discriminazioni nei settori rimasti fuori dalla sfera d’osservazione». «Sfortunatamente non possiamo sederci qui e dire che la situazione è migliorata», aggiunge Anastasia Crickley, presidente del consiglio di gestione dell’agenzia, che lancia un appello ai governi europei affinché adottino una legge europea, già approvata, che fornisce una definizione standard del razzismo. Infatti, una volta che tutti gli Stati membri potranno usare una definizione unica e condivisa, saranno anche in grado di raccogliere informazioni sugli episodi di razzismo.

Secondo il rapporto, solo la Gran Bretagna e la Finlandia hanno sistemi «comprensivi» in grado di riferire episodi di violenza razzista, raccogliendo dettagli sulle vittime e sui luoghi in cui si sono verificati gli incidenti, mentre Italia, Spagna, Grecia, Cipro e Malta non dispongono di alcun dato ufficiale sulla violenza razzista. «Il risultato è che le minoranze etniche possono subire discriminazioni senza che ci sia una risposta adeguata da parte dello Stato», aggiunge Winckler, sottolineando come le statistiche siano essenziali per combattere le cause del razzismo e della xenofobia.

Ed eccoli un po´ di numeri, là dove ci sono perchè in effetti per il nostro Paese, l’Italia, non ci sono dati. In Gran Bretagna si sono verificati 60.000 episodi di razzismo tra l’aprile 2004 e il marzo 2005. Le autorità tedesche hanno registrato 15,914 crimini legati alla xenofobia da parte di estremisti di estrema destra l’anno scorso, mentre la Francia ha denunciato 974 incidenti dovuti a pregiudizi razziali. Il rapporto evidenzia come la Danimarca abbia assistito all’aumento più spiccato del fenomeno, passando da 36 episodi nel 2004 a 81 nel 2005, con una crescita del 69%.

I bersagli della discriminazione, della segregazione e degli attacchi razzisti sono soprattutto i dodici milioni di Sinti, Roma, Manouche, Kalò e Romnichals presenti in Europa. Queste popolazioni sono «specialmente vulnerabili» alle politiche di segregazione, in particolare per quanto riguarda l’istruzione. L’osservatorio, che ha sede a Vienna, evidenzia come nella Repubblica Ceca, in Slovacchia e in Ungheria sia consentita l’esclusione dei bambini rom dal sistema scolastico normale.

In aumento anche i problemi legati al mondo del lavoro, dove il tasso di disoccupazione delle minoranze etniche è «significativamente più alto» in Belgio, Danimarca, Germania, Estonia, Lituania e Finlandia. Il rapporto evidenzia le difficili condizioni abitative di alcuni gruppi etnici e degli immigrati. «Anche se è illegale in tutti gli Stati membri dell’Unione europea, gli annunci per le case formulati in modo tale da rifiutare esplicitamente gli stranieri possono ancora essere trovati in alcuni Stati membri», come Italia, Francia, Spagna, si legge. Talvolta in Belgio i proprietari di appartamenti rifiutano di affittare a persone con cognomi stranieri, così come in Italia, Danimarca, Francia e Finlandia.

Il rapporto, infine, cita i due principali episodi dell’anno scorso che hanno messo in evidenza l’esclusione e la discriminazione che si respirano in Europa. Il primo riguarda le sommosse nelle ‘banlieues’ parigine di ottobre e novembre 2005 da parte di giovani arabi e musulmani, dovute ai decenni di esclusione sul lavoro e nelle città e dalla complessiva alienazione dalla società civile. Secondo l’Osservatorio europeo, si tratta di episodi che mostrano l’urgente bisogno di far fronte alla discriminazione. Il secondo caso è quello degli attentati alla metropolitana di Londra del luglio 2005. Il rapporto elogia «la posizione forte» assunta dalle autorità politiche e religiose britanniche, che hanno condannato gli attacchi e hanno evitato il diffondersi di «crimini di odio religioso».

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Svezia, Rom Ungheresi chiedono rifugio politico

30 Novembre 2006 Nessun commento


Nell?arco delle quattro settimane scorse, sono arrivati a Malmö (Svezia) circa 250-300 cittadini ungheresi in ricerca di ?rifugio politico?, o di lavoro; almeno queste sono state le ragioni espresse dalle famiglie rom, che sono per lo più provenienti dai paesini di una zona ben definita della regione Baranya, un distretto dell?Ungheria sud-occidentale.

Il fenomeno ha acquisito notorietà nella stampa ungherese soltanto negli ultimi giorni, dopo aver raggiunto le dimensioni di massa con l?arrivo in Svezia di centinaia di immigrati. Da allora, giorno dopo giorno, arrivano nuove notizie relative a nuovi gruppi di rom ungheresi che si presentano a Malmö, e altrove in Europa settentrionale, con l?intenzione di cambiare paese di residenza.

Contrariamente alle loro speranze, le autorità svedesi hanno rifiutato immediatamente di concedere ai Rom Ungheresi lo statuto di rifugiati politici. Infatti, nessuna delle famiglie emigranti sembra in grado di documentare la persecuzione politica, subita in Ungheria dalle loro comunità o da individui appartenenti alle stesse.

Alcuni Rom, intervistati in questi giorni dalla stampa, confermano generalmente di aver lasciato l?Ungheria nella speranza di trovare condizioni economiche più favorevoli nella patria nuova, fuggendo dalla propria povertà e dalla minaccia di abbassamento del tenore di vita che attende nei prossimi anni la maggior parte della popolazione ungherese.

Similmente a molti paesi europei, in particolare quelli dell?Europa centrale e orientale, l?Ungheria affronta problemi notevoli per quanto riguarda la situazione sociale delle sue comunità rom, soprattutto quelle viventi nelle località di carattere agricolo delle regioni meno sviluppate del paese. La convivenza ha evidentemente una tradizione plurisecolare, che aveva prodotto anche fenomeni così rinomati come la celebre ?musica zigana?, nata nella cultura borghese dell?Ungheria ottocentesca.

I gruppi rom più in difficoltà sono oggi senz?altro quelli viventi in masse consistenti nelle periferie dei paesini bisognosi di certe regioni ungheresi, caratterizzate da una disoccupazione stabile e dalla mancanza di infrastrutture (soprattutto dei mezzi di trasporto e di comunicazione). Queste condizioni stimolano le parti più flessibili e benestanti della popolazione ad abbandonare queste piccole località, spostandosi nelle città vicine, e lo spazio lasciato da queste classi sociali viene spesso occupato da comunità rom, e più precisamente proprio da quelle meno stabili e meno portate ad adattarsi allo stile di vita contemporaneo.

C?è da chiedersi se le previsioni sfavorevoli che offuscano oggi le aspettative di molti ungheresi non abbiano avuto un effetto stimolante verso questi fenomeni, finora mai conosciuti, per quanto riguarda l?Ungheria. Infatti, nonostante tutte le difficoltà menzionate, emigrazioni di massa non sono state finora registrate dall?Ungheria, né da parte dei rom, né di altri, a differenza di alcuni paesi limitrofi. Vale la pena ricordare che le ondate di rom provenienti dalla Romania sono ben note in tutta Europa occidentale e che negli ultimi anni si sono ripetuti casi simili di emigrazioni organizzate, dirette verso il Regno Unito, l?Irlanda, o l?oltremare, anche da parte di Rom della Slovacchia e della Repubblica Ceca.

Quello di Malmö è un fenomeno nuovo che registra una tendenza preoccupante non solo per i paesi est-europei, ma anche per la stessa Comunità Europea, che per prima subisce, con le immigrazioni, le conseguenze del declassamento sociale e finanziario di paesi abbandonati a se stessi, proprio come l?Ungheria.

E? dunque necessaria una politica d?ampio respiro che veda L?Unione Europea protagonista regionale, capace di risolvere il problema a monte, esattamente come l?Italia e la Spagna tentano di fare con l?Africa settentrionale. Interventi mirati che puntino ad un miglioramento finanziario di quei paesi da cui i rom, stremati e disperati, tentano di scappare.

Riferimenti: La Voce d’Italia

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Unione Europea, Joaquin Cortes chiede un Commissario per le Minoranze

30 Novembre 2006 Nessun commento


La richiesta è stata avanzata dall’artista spagnolo di origine Kalò al Presidente del Parlamento Europeo Borrel nell’incontro a Bruxelles, nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione sui Rom e sui Sinti in Europa.

“Politicamente parlando sono abbastanza un neofita perchè la politica l’ho sempre lasciata al margine ma credo che nell’Unione Europea ci vorrebbe un consigliere, un commissario delle minoranze che lotti per queste”.

“In realtà -afferma Cortes-, quella dei Rom non e’ affatto una minoranza, stiamo parlando di 15 milioni di persone solo nell’Unione Europea e senza un’azione diretta la Ue potrebbe trovarsi di fronte a una crisi senza precedenti, soprattutto con il prossimo ingresso di Romania e Bulgaria. Per questo e’ necessario metterci in moto il prima possibile”.

Sottolineando le sue origini kalè, di fronte a una platea di funzionari e eurodeputati, Cortes ha fatto luce su alcuni problemi dei Rom: “Sono nato in Andalusia, a Cordova, e da bambino ho potuto provare quello che significa la parola razzismo con cui devono far i conti i miei fratelli gitani: ai nostri bambini si rifiuta il diritto all’educazione, alle nostri madri il diritto alla fertilita’, ai nostri padri si nega un lavoro decente e si vive in condizioni inumane, in Spagna, come in Francia, come in qualsiasi paese europeo”.

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Mantova, presentato il progetto "nevo drom"

28 Novembre 2006 Nessun commento


Presentato questa mattina in Provincia il progetto Nevo Drom contro le discriminazioni razziali subite dalle popolazioni Sinte e Rom nel territorio mantovano. Alla conferenza stampa erano presenti l?assessore provinciale alle politiche sociali Fausto Banzi, Carlo Berini e Yuri Del Bar dell?Associazione Sucar Drom e Barbara Nardi dell?Istituto di Cultura Sinta.

?Negli ultimi anni ? spiegano i promotori del progetto – siamo interventi in alcuni comuni, Volta Mantovana, Castellucchio, Sabbioneta, Roncoferraro e Mantova, dopo le dirette segnalazioni di famiglie sinte?. L?Associazione Sucar Drom, in convenzione con l?Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Mantova, intende rimuovere tutte le manifestazioni di razzismo ed esclusione che colpiscono le Minoranze Nazionali ed Europee Sinte e Rom; aiutare il territorio provinciale a prendere coscienza dei motivi storici e culturali che hanno portato a questa situazione di discriminazione su base etnica-razziale; educare il territorio provinciale ad una cultura dell?accoglienza, dell’interculturalità, della solidarietà e della pace.

Nevo drom, traduzione di nuova strada, è un progetto sperimentale dell?Associazione Sucar Drom contro le discriminazioni razziali realizzato in collaborazione con l?Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Mantova, l?Ente Morale Opera Nomadi Sezione di Mantova, l?Istituto di Cultura Sinta e l?Associazione Nevo Drom di Bolzano.

?Oggi permane ancora nella maggioranza della comunità mantovana una cultura dell?allontanamento o al più della mera sopportazione verso le popolazioni sinte e rom. E? scopo del progetto superare questa cultura per attivare politiche di interazione, di partecipazione diretta e di mediazione culturale che sappiano costruire patti sociali condivisi tra gli individui, le comunità, le culture e le società? spiegano sempre i promotori del progetto. Il territorio provinciale, attraverso le settanta Amministrazioni Comunali, deve essere capace di offrire pari diritti a tutti i cittadini, tutelando particolarmente i Cittadini Italiani che appartengono a Minoranze Nazionali.

?La Provincia di Mantova sostiene tutte quelle iniziative che cercano di cancellare le discriminazioni che ci sono tra le persone e che purtroppo continuano ad esserci in quesito tempi ? spiega l?assessore Banzi -. Si vedano i casi di rom e sinti ancora oggi discriminati. Oggi le discriminazioni sono aumentate con l?arrivo di immigrati che provengono da varie parti del mondo. Si tende quindi a gettare su questi individui le proprie ansie e paure. Credo sia compito delle istituzioni rimuovere tali paure e favorire il confronto e l?inserimento delle persone a cominciare anche da quegli aspetti che riguardano gli enti locali. Ad esempio con la rimozione dei cartelli stradali che recano il divieto di sosta ai nomadi?.

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Mantova, incontro con il Ministro Ferrero

28 Novembre 2006 1 commento


A Mantova, sabato 25 novembre 2006, Yuri Del Bar e Carlo Berini hanno incontrato il Ministro del Welfare, Paolo Ferrero. All’incontro è stato presentato il lavoro svolto nel Nord e nel Centro Italia dall’Associazione Sucar Drom, dall’Istituto di Cultura Sinta e dall’Ente Morale Opera Nomadi Sezione di Mantova.

Durante l’incontro sono state consegnate al Ministro le ultime pubblicazioni dell’Istituto di Cultura Sinta e un documento che chiede al Governo il riconoscimento dello status di Minoranze Nazionali per le diverse Comunità Sinte e Rom italiane.

In foto il Ministro con Yuri Del Bar dopo l’incontro

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Legnago (VR), la Questura fotografa i Sinti Italiani

26 Novembre 2006 1 commento


Giovedì 23 novembre 2006, alle ore 07.00 circa, una quindicina di agenti, alcuni vestiti in borghese, la maggioranza in divisa, sono arrivati con le automobili al Villaggio San Francesco, in via Olimpia a Legnago (VR), dove è insediata una comunità di Sinti veneti. Le automobili non sono state contate, ma secondo i presenti potevano essere sette, disposte in modo che nessuno potesse passare dall?unica strada di accesso e di uscita.

Gli agenti, nonostante le proteste di alcuni dei sinti presenti, hanno scattato fotografie tutto intorno e poi hanno fotografato ad uno ad uno tutti gli adulti e due minori presenti con un cartello in mano che indicava le sue generalità. Non hanno fatto perquisizioni, hanno solo sbirciato dentro qualche abitazione. Non hanno voluto dare spiegazioni e non hanno fatto alcuna notifica, hanno detto di venire da Verona e alcuni addirittura da Milano, a chi protestava di non volersi fare fotografare hanno risposto che l?avrebbero portato in Questura a Verona. Il tutto è durato circa due ore, poi se ne sono andati via, così come erano venuti.

L?area del Villaggio è in comodato d?uso del Comune, che l?ha adibita a campo sosta permanente dei sinti residenti. E? in atto da parte del Comune un progetto di una progressiva chiusura del campo e di integrazione della comunità sinta nel contesto cittadino. Nell?anno in corso, infatti, su base volontaria sono state inserite nelle case Ater otto famiglie dei Sinti (una quarantina di persone), che in precedenza erano alloggiate al Villaggio. Per questi famiglie è attivo un progetto socio-educativo e di avviamento al lavoro sostenuto dal Comune, coadiuvato dalla parrocchia e da associazioni. Altre famiglie, non ancora inserite, hanno fatto richiesta per l?assegnazione di una casa Ater, assegnazione che potrebbe avvenire nei primi mesi del nuovo anno; solo tre famiglie (8 persone) desiderano vivere alla maniera sinta in una microarea.

Attualmente la comunità sinta, ivi alloggiata è composta di 7 nuclei familiari, 4 di un solo componente ciascuno adulto, 1 di 2 componenti (1 minore), 1 di 3 componenti (2 minori), 1 di 6 componenti (4 minori), per un totale di 15 persone. Tre nuclei vivono in roulotte, due nuclei in caravan, 2 nuclei in strutture fisse. Le persone alloggiate sono tutti cittadini italiani e tutti residenti a Legnago. Dei minori presenti, due hanno conseguito la licenza media, tutti gli altri frequentano con continuità la scuola media, elementare o materna. Il sostentamento è garantito dall?attività di svuota cantine e della raccolta e vendita del ferro per gli adulti maschi e dalla tradizionale vendita porta a porta delle donne, da alcuni sussidi del Comune e dalla carità delle associazioni locali; non è praticata la mendicità infantile. Dei presenti, alcuni hanno precedenti penali per reati (furto) risalenti a diversi anni addietro, altri sono incensurati.

In considerazione del positivo processo di emancipazione sociale, in atto, della comunità sinta legnaghese, non si capisce l?intervento della Questura di Verona, che è stato subito come una violenza da parte dei suoi membri e ritenuto lesivo dei diritti civili per abuso d?autorità.

Seganlazione di Vasco Zanella, educatore professionale a titolo volontario presso la comunità dei Sinti legnaghesi.

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Lanciano (CH), Alexian & International Friends

26 Novembre 2006 Nessun commento


A Lanciano (Chieti), venerì 8 dicembre 2006, siete tutti invitati alla 13° Edizione del Festival Alexian & International Friends, omaggio ad Angelo Di Menno Di Ducchianico. L’evento si tiene presso il Teatro Fedele Fenaroli, a partire dalle ore 21,00.

Potrete ascoltare: Alexian Group che presenterà il nuovo doppio CD ?Andre Miro Romano gi?, Francesco Baccini (in foto), Fabio Neri (Direttore d?Orchestra), Linda, Antonio Febrer (chitarra flamenca), Dorina Di Marco (danza), Aoud di Lucio Pozone (musica mediterranea), Alexian Music School Boys (omaggio a Django Reinhardt), Nico Arcieri (pianoforte), Silvia Faugno (soprano), Cristiana Arena (pianoforte), Adolfo De Cecco (musica d?autore), Sageer Khan (sitar).

Presentano la serata Lorena Bianchetti, conduttrice di Domenica In (Rai Uno) e Gianni De Berardinis autore e conduttore televisivo.

I posti disponibili in teatro sono solo 350, affrettatevi ad acquistare i biglietti!!!!

Per informazioni
telefono 0872 714760
e-mail spithrom@webzone.it
(prevendita euro 15,00)

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Verona, cittadinanze imperfette

25 Novembre 2006 4 commenti


A Verona venerdì 1 dicembre 2006, dalle ore 18.30, sarà presentato il libro “cittadinanze imperfette” al csoa “la chimica” in piazza Zagata (Borgo Santa Croce). Il libro è un rapporto sulle discriminazioni razziali subite dalle popolazioni rom e sinte in Italia ed stato realizzato da Nando Sigona e da Lorenzo Monasta. All’incontro saranno presnti Nando Sigona e Daniele Todesco di osservAzione.

Il campo e non la città è oggi il paradigma biopolitico dell’occidente (Giorgio Agamben).

La storia e il presente ci insegnano che Rom e Sinti, nell’immagine comune come nella legge, sono all’ultimo gradino della cittadinanza. I campi in cui vengono relegati a vivere sono spazi oltre la legge in cui la vita sembra indegna di essere vissuta. I luoghi comuni sono spesso l’unico linguaggio con cui si parla di loro nelle sedi istituzionali, nei bar, per strada. Ma lo stato di sospensione totale dei diritti e di marginalizzazione a cui sono sottoposti non riguarda solo loro.

«La tradizione degli oppressi ci insegna che lo stato di eccezione in cui viviamo è la regola» diceva Walter Benjamin. Con la loro esistenza osteggiata e ostaggiata rom e sinti mostrano in maniera radicale e paradigmatica la potenza del controllo sociale che non tollera nulla di diverso, inclassificabile, in divenire. Nei confronti di rom e sinti la legge si mantiene come pura forma e si limita a far sussistere di fronte a sé la nuda vita.

Di seguito, alle ore 21.30, sarà proiettato il film documento “Suspino, un grido per i Rom”, immagini e racconti sulla situazione dei rom in Romania, Italia e Canada.

La serata è organizzata dal csoa “la chimica” in collaborazione con Osservazione / centro di ricerca azione contro la discriminazione di rom e sinti. Dalle ore 20.00 aperitivi e trattoria comunarda Fornelli Ribelli.

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Bolzano, u lacio avarpen ? un buon lavoro per i Sinti

24 Novembre 2006 Nessun commento


La fondazione Odar – Caritas e l?Azienda dei Servizi Sociali di Bolzano invitano al convegno ?U Lacio Avarpen ? Un buon lavoro per i Sinti (problematiche, opportunità, risorse)? che si terrà la mattina di giovedì 30 novembre 2006, a partire dalle ore 8.30, nella Sala Galileo dell?Hotel Luna in via Piave a Bolzano

Il lavoro è un bisogno e uno strumento per l?integrazione sociale. Lo è in misura maggiore per tutte quelle categorie sociali che sono spesso stigmatizzate dalla comunità in cui vivono sulla base di pregiudizi che le vogliono poco predisposte a svolgere una qualsiasi attività lavorativa. E? questo il caso dei Sinti, che si trovano a dover affrontare ostacoli spesso insormontabili come razzismo e bassa qualificazione, elementi che contribuiscono a rendere molto accidentato un normale percorso di inserimento lavorativo di persone della loro comunità.

Per riflettere sulla tematica dell?inserimento nel mondo del lavoro dei Sinti e per illustrare le varie esperienze finora implementate sul territorio italiano e in Alto-Adige, la Fondazione Odar Caritas di Bolzano-Bressanone, in collaborazione con l?Azienda dei Servizi Sociali di Bolzano, ha organizzato nella mattinata del 30 novembre un convegno dal titolo ?U Lacio Avarpen – Un buon lavoro per i Sinti?.

La popolazione Sinta è colpita da condizioni di marginalità economica e di deprivazione formativa. La relazione tra scarsa qualificazione, sotto-impiego e disoccupazione è molto forte. Gli alti tassi di analfabetismo e la mancanza di formazione all’impiego sono due elementi chiave nell’analisi del rapporto del gruppo Sinti con il mondo del lavoro.

Oltre alle tradizionali attività di musicisti o giostrai, molti Sinti prediligono attività autonome come la raccolta del ferro. A livello italiano sono stati attivati dei progetti di inserimento lavorativo di Sinti. Queste esperienze però, nonostante l?impegno dei soggetti coinvolti, hanno dato scarsi risultati.

L?operatrice Caritas Paola Dispoto, mediatrice socioculturale responsabile del progetto ?Vicini di casa?, presenterà i dati emersi nel corso di un?indagine condotta a Bolzano sui membri della comunità Sinti che svolgono un?attività assimilabile al lavoro.

?Il convegno è un?occasione per discutere insieme dei problemi che comporta il reperimento di opportunità lavorative per i Sinti?, spiega Paola Dispoto, ?Le iniziative che hanno avuto più successo finora sono state quelle che hanno fatto leva sul grande spirito di indipendenza dei Sinti e che li hanno visti creare autonomamente delle attività?.

?Stimolare la ricerca di soluzioni ?dal basso?, che provengano dall?iniziativa dei Sinti stessi, si sta rivelando, per il momento la modalità di intervento più corretta, nella prospettiva di farne crescere l?emancipazione, l?autonomia e aumentarne le chance di integrazione sociale?, aggiunge Paola Dispoto, ?Radames Gabrielli, il presidente dell?associazione culturale Nevo Drom ci racconterà come i Sinti locali si stiano organizzando per trovare una soluzione alla loro marginalità lavorativa?.

Al convegno interverranno: Mauro Randi, presidente della Fondazione Odar, Manuela Gotto, vicedirettrice dell?Azienda dei Servizi Sociali di Bolzano, Paola Dispoto, mediatrice socio-culturale Fondazione Odar Bolzano, Radames Gabrielli, presidente dell?associazione culturale Nevo Drom, Zoran Lapov, docente all?università di Firenze, Carlo Berini, antropologo, Fabiola Petilli, direttrice del distretto Don Bosco ASSB e Nigritella Pilat, educatrice professionale del distretto Don Bosco ASSB. Porterà il saluto delle autorità Patrizia Trincanato, Assessora ai servizi sociali del Comune di Bolzano.

Di seguito il programma del convegno

Ore 8.30
Saluti dall?assessorato provinciale al lavoro, innovazione e ricerca, cooperative, pari opportunità e formazione professionale italiana

Saluti dall?assessorato provinciale alla sanità e politiche sociali

Patrizia Trincanato
Assessore alle politiche sociali e alle pari opportunità

Ore 8.50
Apertura del convegno

Manuela Gotto
Vicedirettrice dell?Azienda Servizi Sociali di Bolzano

Mauro Randi
Presidente della Fondazione ODAR
Bolzano

Ore 9.00
Introduzione agli interventi

Fabiola Petilli
Direttrice distretto sociale Don Bosco ASSB

Il lavoro di sinti e rom in Europa
Zoran Lapov
Università di Firenze

Mengro labatarpe – il nostro lavoro
Carlo Berini
Istituto di cultura Sinta – Mantova

Ore 10.30 Coffe-Breack

La situazione in Alto Adige
Paola Dispoto
Fondazione ODAR Bolzano

Esperienze di inserimenti lavorativi
Nigritella Pilat
Distretto sociale Don Bosco – ASSB

Dalla parte dei sinti: esperienze di auto-organizzazione
Radames Gabrielli – Presidente
Associazione culturale NEVO DROM

Dibattito

Ore 12.50
Conclusioni di Fabiola Petilli, Direttrice distretto sociale Don Bosco ASSB

Per maggiori informazioni rivolgersi a
Arturo Zilli, Addetto Stampa Caritas, telefono 348 0802513
e-mail: arturo.zilli@caritas.bz.it ? a.zilli@caritasodar.it

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Roma, Rifondazione Comunista organizza seminario sui Sinti e i Rom

24 Novembre 2006 Nessun commento


I Gruppi Parlamentari alla Camera e al Senato di Rifondazione Comunista e la Delegazione al Parlamento Europeo hanno organizzato una giornata seminariale sulle tematice dell’intercultura, rivolta agli eletti ed agli amministratori della stessa Rifondazione Comunista.

L’approfondimento e la riflessione saranno sulle società e le culture delle Minoranze Nazionali ed Europee Sinte e Rom per aiutare eletti e amministratori a leggere, definire e impostare politiche pubbliche. L’incontro sarà quindi riservato ad un numero ristretto di partecipanti.

Di seguito il programma del seminario che si terrà a Roma lunedì 4 dicembre 2006, dalle ore 10.00 alle ore 17.00, presso la Sala del Cenacolo in vicolo Valdina n. 3/a.

Introduzione, Piero Colacicchi

La partecipazione politica di Rom e Sinti in Italia, Nando Sigona

Problemi e prospettive future dei Rom emigrati in Italia, Demir Mustafa

I bambini Rom tra famiglia, campi, scuola e la questione delle pari opportunità educative, Leonardo Piasere

Programmi e politiche dell’Unione Europea per migliorare la situazione delle comunità rom e sinte: l’impegno delle autorità nazionali, regionali e locali, Eva Rizzin

Stato di diritto e identità Rom in Europa: modelli ed esperienze di intervento legislativo, Alessandro Simoni

Analisi critica del progetto di Legge n.804 “disposizioni per il riconoscimento e la tutela delle popolazioni rom e sinte e per la salvaguardia della loro identità culturale, Piero Colacicchi

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