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Archivio Ottobre 2006

Roma, appello di solidarietà ai Rom Rumeni di via Bravetta

27 Ottobre 2006 2 commenti


Pubblichiamo l’appello a favore della comunità Rom Romena residente nel Residence di via Bravetta a Roma. La comunità Rom ha tenuto un’assemblea pubblica in Piazza Ara Coelli, durante l’occupazione che dura tutt’ora.

Invitiamo tutti ad ascoltare il video appello di Mariano, rappresentante della comunità Rom Romena di via Bravetta.

Di seguito l’appello che potete sottoscrivere

Noi realtà e persone della solidarietà, dell?associazionismo, del volontariato laico e religioso, dell?antirazzismo, rivolgiamo a tutti un:

APPELLO DI SOLIDARIETA’ con gli abitanti del Roma Residence di via Bravetta

Quella del Roma Residence è una storia di ghettizzazione, di speculazione, di soprusi ai danni di migliaia di persone di ogni provenienza. Ma è anche la storia di una ricerca di dignità che ha bisogno della solidarietà e del sostegno di tutta la gente onesta, di buona volontà che vive in questa città e in questo Paese.

Il Roma Residence di via Bravetta è un enorme caseggiato di proprietà dell?imprenditoria Mezzaroma la cui gestione è stata condivisa negli anni e in alterne vicende dal Comune di Roma. Dentro ci hanno vissuto per anni tantissime persone e famiglie italiane in attesa di una sistemazione abitativa tra cui famiglie in assistenza alloggiativa dal Comune di Roma e famiglie e persone di tante provenienze.

La storia di questa nostra gente è di chi in un caseggiato sempre più fatiscente e somigliante ad un ghetto ha cresciuto i propri figli e di persone che hanno cercato di condurre la propria vita sgomitando nelle sacche di criminalità che via via si sono insediate minacciando la vita degli abitanti del Residence e dell?intero quartiere. Se tutta questa gente sta ora pagando le conseguenze di questa situazione, massimamente sono penalizzati gli immigrati, in generale e da sempre più esposti.

E? la storia di una speculazione infinita ad opera del proprietario dell?immobile Mezzaroma nel silenzio lungo anni del Comune di Roma. Da mesi ormai la decisione di entrambe le parti è quella di chiudere il Residence. In questo tempo alle vaghe promesse del Comune mai messe per iscritto, di contribuire a trovare una sistemazione per chi è stato al Residence con regolare contratto di affitto si contrappone una drammatica realtà che non ci può vedere in silenzio.

In questi giorni infatti abbiamo assistito al primo vero sgombero di centinaia di persone che si sono trovate improvvisamente in strada. Si tratta di famiglie per la maggioranza Rom, che in questi giorni sono scese in lotta per chiedere un diritto elementare e vitale, una casa o un campo dove poter vivere. Sono famiglie con bambini che hanno da due settimane lasciato i banchi di scuola perché non hanno più una casa. Ci sono neonati che stanno soffrendo le notti all?aperto e la cui salute e incolumità è sempre più a rischio.

Dando un esempio che potrà essere importante per tutti, queste persone si sono unite e hanno deciso di presidiare permanentemente piazza Ara Coeli (vicino piazza Venezia) cacciando esponenti della criminalità sempre Rom che volevano infiltrarsi nella loro protesta. A queste famiglie si sono aggiunte famiglie italiane anch?esse come tutti gli attuali abitanti del Residence, sotto minaccia di sgombero. Intorno a questa gente coraggiosa ci stringiamo, sostenendo le loro richieste, perché il Comune di Roma che nella vicenda del Roma Residence ha gravi responsabilità si assuma la sistemazione di tutti gli abitanti che sinora non hanno un?alternativa abitativa.

Ci stringiamo solidali con la gente di ogni provenienza che sta vedendo minacciata la propria vita dagli interessi politici ed economici che soffocano questo Paese e questa città e che vogliono combattere la disgregazione e la criminalità e chiediamo insieme un incontro urgente con il Sindaco Veltroni perché gli abitanti del Roma Residence già in strada abbiano immediatamente una soluzione abitativa perché tutti coloro che ancora risiedono al Roma Residence vi rimangano fino a che non ci sia per loro una sistemazione adeguata dove possano trasferirsi.

Il nostro appello e la solidarietà di tutti coloro che risponderanno potrà significare un primo passo per affermare e difendere la vita e la dignità delle persone come principale e comune interesse umano che tutti abbiamo.

Chi ha aderito ad oggi
Associazione antirazzista e interentica “3 FEBBRAIO”; WAM (We are All Migrants); Comunità Rom del Roma Residence; Stefano Montesi (giornalista); Socialismo Rivoluzionario (Roma); Associazione Occupiamoci di…; Comunisti Italiani (Labaro); USI-AIT; Marco Ralli (RSU del Comune di Roma, Coordinatore Asbel-Cnl); Lucio Conte (Consigliere Municipio VII); Comunisti Italiani (Federeazione di Roma); Associazione ROM “NOVAVITA”; Teresa Comirho, Davide Battrizia,Imma Castaldo, Giusi Palomba, Alessandra Capodanno, Ambra Facconi, Dèboru Leira, Lorenzo De Pasqualis, Pape Dian, Maria Eugenia Mongini (Avvocato), Partito Umanista, Massimo Reggio (RSU del Comune di Roma, Coordinatore di reteComune)On.Ferdinando Bonessio (Gruppo consiliare Verdi per Veltroni), Adriana Spera (Capo Gruppo consigliare Partito della rif.Comunista – Sinistra Europea), Associazione Sucar Drom, Ente Morale Opera Nomadi Sezione di Mantova

Riferimenti: we are all migrants

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Foggia, il Comune chiede un tavolo di concertazione con Governo e Regione

25 Ottobre 2006 Nessun commento


L?Assessore alle politiche sociali del comune di Foggia, Assunta Pinto, ha presentato alla sottosegretaria ai diritti e alle pari opportunità Donatella Linguiti le problematiche relative alla situazione “campo nomadi” e all?emergenza abitativa che interessa la città di Foggia. A tal riguardo ha chiesto, a nome del Comune la convocazione di un tavolo di concertazione con la Regione e il Governo.

Nella mattinata del 18 ottobre la Linguiti ha visitato il centro di Arpinova, che attualmente è destinato all?accoglienza della popolazione Rom, e il campo di via San Severo su cui sono situati una cinquantina di container in cui risiedono famiglie senza tetto. “Dalla visita della Linguiti – ha dichiarato l’assessore Pinto – è emerso come la questione abitativa rappresenti per Foggia una fonte di grave disagio sociale, essendo sempre più numerose le situazioni che hanno raggiunto il limite di vera drammaticità”.

Altro aspetto critico che è emerso a visite ultimate è stato quello dell’inadeguatezza delle condizioni di degrado igienico-sanitario del “campo nomadi”. La richiesta dell?On. Linguiti, unitamente all?assessore al servizio sociale, ha l?obiettivo di affrontare in modo organico e risolutivo queste problematiche. Vista anche la scarsità di mezzi finanziari del Comune di Foggia, la convocazione, in tempi ristretti, di un tavolo di concertazione con Governo e Regione Puglia potrebbe portare ad un eventuale collaborazione finanziaria al fine di migliorare le condizioni di vita di queste persone.

Riferimenti: Foggia, Donatella Linguiti al "campo nomadi"

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Roma, Nando Sigona riceve il premio don Luigi Di Liegro

25 Ottobre 2006 Nessun commento


Siamo felici di annunciarvi che alcuni giorni fa Nando Sigona, attivista e ricercatore di OsservAzione ha ricevuto il premio don Luigi Di Liegro per la ricerca sociale. L’iniziativa è stata promossa congiuntamente dalla Fondazione Internazionale don Luigi Di Liegro e dalla Provincia di Roma, questa prima edizione del Premio è stata dedicata al tema ?La città illegale?.

Oltre a Nando Sigona (in foto), premiato per i suoi studi dei mondi rom e sinti e delle tematiche riguardanti i rifugiati e i richiedenti asilo, sono stati premiati quattro giornalisti e il ricercatore Francesco Carchedi.

I premi sono stati consegnati il 17 ottobre a Roma nella sala dedicata proprio a don Luigi, dal presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra, e dal presidente del comitato scientifico della Fondazione Internazionale don Luigi Di Liegro, Giovanni B. Sgritta. La mattina di premiazione si è aperta con una tavola rotonda dedicata all’intreccio tra circuiti legali e circuiti illegali cui hanno partecipato tutti i premiati.

Il Premio don Luigi Di Liegro per il Giornalismo e la Ricerca sociale prende le mosse da due intuizioni del fondatore della Caritas romana: il ruolo decisivo dei mass media nella rappresentazione delle città e del Paese e, dunque, anche dei maggiori problemi sociali; la necessità di unire all’azione solidale una approfondita conoscenza della realtà sociale.

Coerentemente con lo spirito che animava don Luigi, il Premio vuole dare un riconoscimento a giornalisti e ricercatori sociali che si segnalano per la volontà di scoprire, raccontare, studiare i nodi critici del vivere sociale, le contraddizioni e i punti di caduta del Paese, nella convinzione che troppe poche energie ? anche nel mondo del giornalismo e della ricerca sociale ? si impegnino oggi nel descrivere i cambiamenti che il nostro Paese sta attraversando sul territorio, nei concreti contesti sociali ed economici.

Il tema di questa prima edizione del Premio, ?La città illegale?, vuol segnalare all’opinione pubblica contributi rilevanti per una migliore rappresentazione dei fenomeni illegali, in qualunque ambito siano avvenuti, per comprenderne la portata, la complessità e il crescente integrarsi con soggetti e fenomeni che, invece, appartengono prevalentemente o totalmente all’area della legalità.

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Stereotipi e pregiudizi in rete

25 Ottobre 2006 4 commenti


Siamo rimasti colpiti da un commento di Simona, postato all’articolo “Guerra ai bambini” su liberoblog. L’articolo, di Rocco Biondi, porta all’attenzione dei blogger la denuncia dell’Unicef: “i piccoli ammazzati senza pietà, in Libano e nella Striscia di Gaza. Come sempre sono loro a pagare il prezzo del conflitto. Dì la tua”

ecco cosa scrive simona il 4 agosto 2006, alle ore 14:28, durante la discussione con altri utenti di libero:
è vero i bambini non si toccano…ma tra gli zingari i bambini rubano, minacciano con coltelli e spacciano proprio come i grandi…in africa impugnano fucili e uccidono…A VOLTE L’ESSERE BAMBINI E’ SOLO UN FATTORE ANAGRAFICO…

Come dire i bambini italiani e occidentali sono puri e immacolati, come in fondo lo sono gli adulti… al contrario i sinti, i rom e gli africani sono tutti dei degenerati, fin da bambini.

Invitiamo tutti a riflettere…

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Milano, formazione per Mediatori e Mediatrici Culturali

25 Ottobre 2006 Nessun commento


Il Consorzio SIS Sistema Imprese Sociali, ente accreditato dalla Regione Lombardia per la formazione e l’orientamento, in collaborazione con la cooperativa sociale Progetto Integrazione organizza un corso di formazione per Mediatori e Mediatrici Culturali.

Il corso, che rientra nel catalogo regionale per la formazione individuale e per la frequenza al quale è dunque possibile fruire del voucher regionale per la formazione, è rivolto a cittadini stranieri ed italiani, e mira a fornire una preparazione di base nell’ambito della mediazione interculturale, rasferendo competenze sulla gestione di percorsi d’integrazione delle comunità straniere presenti sul territorio.

Il titolo rilasciato ai partecipanti che avranno frequentato almeno il 75% delle lezioni, verrà rilasciato un attestato regionale di partecipazione.

Obiettivi
Il corso si pone l’obiettivo di trasferire competenze e conoscenze per la costruzione e realizzazione di percorsi di integrazione socio-culturale e linguistica per cittadini stranieri. I partecipanti acquisiranno conoscenze relative alla realtà socio-politica e culturale dell’immigrazione nel paese di accoglienza, con particolare riferimento alle normative ed alla legislazione su immigrati e rifugiati ed all’evoluzione e orientamenti delle politiche sociali d’integrazione. Verranno esplorate le metodologie e gli strumenti del mediatore, a partire dalla gestione dei conflitti e valorizzazione delle differenze, fino ai processi di facilitazione della comunicazione interculturale fra utenti stranieri,differenti gruppi comunitari e servizi/istituzioni.

Programma
Elementi di sociologia delle migrazioni (8 ore)
- Flussi immigratori, caratteristiche degli insediamenti a livello locale – Reti intraetniche, relazioni interetniche – Politiche immigratorie, di accoglienza, di integrazione nei quadri normativi nazionali e regionali

I processi di comunicazione (16 ore)
Gli elementi della comunicazione interpersonale – Teoria e pratica della comunicazione in contesto multiculturale – La comunicazione nel gruppo: interdipendenza, bisogni, ruoli – Il conflitto e la gestione della diversità

Elementi di teoria e pratica della mediazione (24 ore)
- Identità e cultura – Identità e cambiamento – Tipologie di mediazione – Figura professionale: compiti e ruoli – Gli ambiti di azione – Metodologie di lavoro – Codice deontologico del MLC – Analisi di casi

Progettazione di interventi per l’integrazione (24 ore)
- L’analisi dei bisogni, l’analisi di fattibilità – Il lavoro di rete e la partnership pubblico/privato – Gli elementi di un progetto: obiettivi, destinatari, strumenti, mezzi, risorse – La costruzione partecipata del progetto – La valutazione e l’autovalutazione

La rete dei servizi territoriali (8 ore)
- L’organizzazione dei servizi territoriali – Il sistema scolastico, il sistema sanitario – La rete dei servizi e delle associazioni a livello locale

Orario
Il corso sarà pomeridiano e si svolgerà dalle ore 16:00 alle ore 20:00 in giorni feriali che saranno stabiliti con i/le partecipanti e si comporrà di 20 moduli da 4 ore ciascuno. Durata, 80 ore. Data di avvio prevista, 15 novembre 2006.

Sede
Consorzio SIS Sistema Imprese Sociali
via Mac Mahon, 92 – Milano (MI)

Per informazioni
Cooperativa Sociale Progetto Integrazione
telefono 02 66986000, e-mail coop.progint@tiscalinet.it

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Government of Greece fails to stop forced evictions of Roma

25 Ottobre 2006 2 commenti


The Greek Government is failing to curtail ongoing widespread anti-Romani abuses by local authorities, particularly in the area of housing, warn local and international human rights groups.

Reports from the Geneva-based Centre on Housing Rights and Evictions (COHRE) and Greek Helsinki Monitor (GHM) reveal that local authorities in Patras and Chania have destroyed more than 70 Roma homes since July 2006 while more than 200 homes are threatened with eviction. Jean du Plessis, Executive Director (a.i.) of COHRE, said, ?These recent evictions clearly indicate that the Greek government is not taking its international legal obligations seriously and is turning a blind eye to the systemic abuse of the human rights of Roma in Greece.

The Government should act immediately to provide secure and appropriate accommodation for all the evicted families, pay compensation for destroyed property and prosecute the local officials and police who carried out the demolitions.? Nearly 60 Roma homes were demolished in Makrigianni and Riganokampos districts by the Patras municipal authorities since July 2006.

The Municipality has claimed that some of the Roma families (varying from 5 to 17 in different statements) have been relocated to rented homes. In actual fact, only a few families were each given compensation of a few hundred Euros and, in some cases, an oral promise of a rent subsidy if they agreed to move out.

The latest illegal eviction took place during the morning of 26 September 2006. Just hours before the visit to the settlements by the Commissioner for Human Rights at the Council of Europe (COE), Thomas Hammarberg: a family of eight was rendered homeless. On the following day, two Roma were arrested, remanded in custody and taken to court on the next day, for having added protective nylon covers to their homes. They were acquitted by the court.

On 12 October 2006, two more Roma were arrested, remanded in custody and taken to court on the next day, for doing repair work on their home. One was acquitted, while the other was referred to the juvenile court.

Panayote Dimitras, spokesperson for GHM, said, “Greece continues to forcibly evict Roma families without providing adequate compensation and resettlement despite two rulings of the European Committee of Social Rights in 2005 and 2006, which found Greek policies with respect to housing and accommodation of Roma clearly violate Article 16 of the European Social Charter. It is appalling that a particular ethnic minority ? the Roma ? are being frequently and systematically targeted for forced eviction, and the Government of Greece has made no initiative to ensure that they have equal access to accommodation.?

Du Plessis of COHRE, said, ?COHRE and GHM are concerned about the threatened eviction of over 200 Roma households in the Votanikos district of Athens to make way for the construction of a football stadium. Moreover, the plight of this community is merely one example of the widespread practise of illegal forced evictions of Roma in Greece.

Greece?s policy of forcibly evicting Roma communities in a bid to ?beautify? and ?clean up? the Greater Athens area is inhumane and in violation of international human rights law and the European Social Charter. There is absolutely no excuse for an EU member state to behave in this inhumane and illegal way.?

In an unusual turn of events, local authorities of Patras issued a statement following Thomas Hammarberg’s visit to Greece to interview Roma – attributing comments to him that he never made, which both criticised GHM and congratulated the Patras Municipality. Dimitras of GHM said, ?We call upon the Government of Greece to take immediate action against the Patras Municipal authorities for making false statements on behalf of an international official, which could mislead public opinion and undermine the efforts of the COE.?

18 ottobre 2006, Dzeno Association

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Exils, grazie a tutti voi!

24 Ottobre 2006 Nessun commento


Exils, la festa sinta a Mantova, si è conclusa ieri sera con la proiezione del film “Gadjo Dilo”. Tantissime le persone che hanno partecipato ai diversi eventi succeduti in quattro giorni, indimenticabile il concerto di Negrita. Questa sera ci sarà nuovamente la proiezione del film “Exils”, in prima visione a Mantova.

L’Istituto di Cultura Sinta, l’Ente Morale Opera Nomadi Sezione di Mantova e l’Associazione Sucar Drom ringraziano:
- il Cinema del Carbone e in particolare Benedetta Zecchini e Alessandro Della Casa, senza il loro supporto non si sarebbe realizzata l’iniziativa;
- il Comune di Mantova, in particolare il dottor Alberto Rosignoli e tutto il suo staff;
- la Provincia di Mantova, in particolare il professor Roberto Pedrazzoli (Assessore alla Cultura) e Fausto Banzi (Asseossore alle Politiche Sociali);
- la Banca Agricola Mantovana, in particolare il dottor Mangoni;
- la Ditta Levoni, in particolare il dottor Zecchi;
- l’Associazione Nevo Drom, in particolare il liutaio Armando Gabrieli.

Un particolare ringraziamento a Marsiglia Del Bar (in foto) che ha curato e animato lo spazio “hantigo sinto”.

Grazie a tutti voi che siete intervenuti e avete fatto festa insieme a noi.

Riferimenti: Exils la festa sinta a mantova

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Vicenza, il Vescovo riceve bambino rom

24 Ottobre 2006 Nessun commento


L?archivio della Curia di Vicenza, può vantarsi di possedere il primo mini-vocabolario rom-italiano, scritto a Vicenza. A compilarlo in copia unica per farne omaggio al Vescovo Cesare Nosiglia nel corso di un incontro ha provveduto Antonio Halilovic che vive con la famiglia, mamma, papà e cinque fratelli, nell’area di via Cricoli.

Quella di Antonio e del suo vocabolarietto rom è una storia bella che fa dimenticare gli egoismi e le tristezze della vita. Dietro a lui, in posizione volutamente defilata, troviamo una maestra che lo segue nella scuola di via Riello, affiancata da tre colleghe e dalle bidelle Aurora e Lucia.

Da cinque anni l?insegnante Cristina Mech ha fra i suoi alunni il piccolo rom che, pur con le inevitabili difficoltà, ha registrato progressi rilevanti: nel primo anno erano stati più i giorni di assenza che quelli di presenza, poi la situazione si è rovesciata grazie anche ad un piano didattico fatto su misura e al clima di attenzione che il ragazzo respira. Anche una sorellina di Antonio è alunna delle elementari e frequenta regolarmente la seconda.

Verso la fine dell?anno scorso il programma prevedeva che gli alunni dell?allora quarta scrivessero due lettere, una rivolta ad un loro coetaneo immaginario e un?altra indirizzata a una persona in carne e ossa. Antonio scrisse la prima missiva, ma si trovò imbarazzato per la seconda: non aveva interlocutori cui rivolgersi.

La maestra Cristina assieme alle colleghe aveva fatto leggere all?allievo alcune frasi scritte dal Monsignor Nosiglia, che parlava di accoglienza verso tutti e di amore anche nei confronti dei rom e dei sinti. Il ragazzo era rimasto colpito dalle parole del Vescovo e la maestra gli aveva suggerito, con discrezione e per far trovare ad Antonio un destinatario che non riusciva proprio ad individuare, di mandare il messaggio al monsignor Nosiglia.

Nella letterina il piccolo rom raccontava un po? di se stesso e della famiglia. Il vescovo aveva subito risposto, scrivendo fra l?altro che gli avrebbe fatto tanto piacere incontrarsi con lui. E così il felicissimo e imbarazzatissimo Antonio alla fine è arrivato in episcopio incontrare il Vescovo. Al termine dell’incontro il presule ha contraccambiato il dono del vocabolarietto rom-italiano, con un bel pallone del Vicenza Calcio.

In foto
il Vescovo Cesare Nosiglia con il Cardinal Ersilio Tonini

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Chiari (BS), la stampa locale sulla questione dei sinti

24 Ottobre 2006 5 commenti


Negli ultimi giorni la stampa locale di Brescia ha dato spazio alla vicenda delle nove famiglie sinte di Chiari che sono state “invitate” dall’Amministrazione Comunale, dopo una “buona uscita” di 18.000 euro, ad andarsene dall’area di via Roccafranca. L’area era stata attrezzata con finanziamenti della Regione Lombardia di oltre 170 mila euro (330 milioni di lire) a metà e a fine degli Anni ’90.

Tra le diverse dichiarazioni anche quelle di Carlo Berini, Presidente dell’Ente Morale Opera Nomadi Sezione di Mantova, che sono state un po’ “gonfiate” dai giornalisti.

Di seguito alcuni articoli

Bresciaoggi, 20/10/2006
Nomadi, giudizio europeo

CHIARI. Si allarga la contestazione dopo il provvedimento di sgombero del campo abitato dai sinti «Ci rivolgeremo alla Corte internazionale». Incontro in Regione di Massimiliano Magli.

Potrebbero tornare i nomadi sgomberati nei giorni scorsi dal Comune di CHIARI che, in ogni caso, non dovrebbero avere vita facile dopo il provvedimento disposto dalla giunta leghista del sindaco Sandro Mazzatorta.

Ad annunciarlo è Carlo Berini, presidente dell?associazione Opera Nomadi di Mantova che ha seguito sin dalle prime difficoltà, la vicenda del campo nomadi di via Roccafranca. La sua suona come una dichiarazione di guerra: «Il sindaco Sandro Mazzatorta pagherà cara questa decisione, fondata su una gravissima discriminazione razziale. Si può scordare ? aggiunge ? che in questo modo allontanerà i sinti da CHIARI, cittadini italiani, con passaporto e storia italiani. Una vergogna dell?umanità che porteremo anche alla Corte europea dei diritti sociali».

L?annuncio arriva in questi giorni, mentre Caritas e altre associazioni umanitarie (tra cui Opera Nomadi e Sucar Drom) stanno facendo tutto il possibile per trovare una sistemazione ai nomadi che attualmente vagano sul territorio clarense, senza più i servizi di cui disponevano prima al campo (acqua ed energia elettrica, oltre alle casette in legno donate dalla Regione).

A questo proposito nei prossimi giorni Berini affronterà la questione al Pirellone, che fornì i 330 milioni di vecchie lire per il potenziamento del campo. «Da quando ? si chiede il rappresentante di Opera Nomadi ? un sindaco ha l?autorità di gettare alle ortiche i soldi dei cittadini lombardi investiti da un ente territoriale superiore. Quell?area era vincolata ancora per molti anni proprio a fronte di questo finanziamento. Dietro tutto questo c?è soltanto speculazione: il sindaco spieghi ai suoi cittadini, sinti compresi, quale sicurezza sociale ha raggiunto ora che ha messo per la strada nove famiglie che adesso vagano nella periferia della città, con tutte le tensioni sociali che potrebbero scaturirne».

Il colpo di scena è nel provvedimento preso in questi giorni da quattro capifamiglia (da poco maggiorenni) che al Comune hanno chiesto di poter riottenere il campo, non avendo alcuna responsabilità oggettiva, essendo stati fino a poco tempo fa minorenni. Alle quattro famiglie, per dare ancora più forza alla richiesta, si è aggiunta quella di Bernardino Torsi, volto noto nel mondo dei nomadi italiani per essere presidente dell?associazione Sucar Drom (letteralmente «Bella strada»).

Una richiesta legittima, secondo Berini, poiché non sarebbe necessario essere già residenti a CHIARI. Ma il fronte del ricorso delle associazioni si allarga anche al Piano regolatore: «Prima di deliberare per la cessione dell?area al Consorzio agrario ? spiega Berini ? il Comune avrebbe dovuto variare il Piano che qui prevede una zona F (servizi pubblici) e non un?area produttiva. Con il sindaco, in ogni caso, procederemo per vie legali e chiederemo il pagamento dei danni fatti alla Regione, oltre al risarcimento dei danni morali».

Il primo cittadino si è detto tranquillo rispetto a quanto sostenuto finora dai comitati, avendo peraltro ottenuto anche il via libera del Tar che ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata dai nomadi. Il vicesindaco Bruno Zerbini ha inteso anche ricordare che erano stati messi a disposizione due ampi alloggi per i cittadini sgomberati, ma «dopo un iniziale assenso hanno rifiutato anche questa soluzione».

Giornale di Brescia, 21/10/2006
Chiari, il campo nomadi finisce in Regione

INTERROGAZIONE IN CONSIGLIO DI RIFONDAZIONE E DS CHIARI – Approda in Regione la vicenda del campo nomadi che verrà trasformato in parcheggio.

«Presentiamo un?interrogazione per fare chiarezza sulla nuova destinazione dell?ex campo Rom di Chiari», dicono i consiglieri Osvaldo (Rifondazione comunista) e Arturo (Ds) Squassina, che si sono occupati nei mesi scorsi della faccenda riguardante l?area di via Roccafranca e le famiglie sinti che vi risiedevano.

«Chiediamo all?assessore competente – proseguono i consiglieri – di verificare se la decisione presa dalla Giunta del sindaco Sandro Mazzatorta non sia in contrasto con gli indirizzi contenuti in due distinti atti della Giunta regionale. Infatti, con una deliberazione del 21 dicembre 1990 il Comune di Chiari aveva ottenuto un contributo di 37 milioni di vecchie lire a fondo perduto per la costruzione del campo, che con un?ulteriore delibera venivano incrementati con altri 300 milioni. Fondi, sottolineiamo, in conto capitale vincolati esclusivamente alla costruzione del campo nomadi.

Ci chiediamo pertanto se la proposta avanzata dall?Amministrazione, che prevede una convenzione decennale con il Consorzio agrario per la realizzazione di un grande parcheggio, non si scontri con i vincoli contenuti negli atti regionali e risulti quindi illegittima».

«A tutt?oggi – proseguono gli Squassina – ci troviamo in una situazione paradossale. L?Amministrazione, infatti, in seguito allo sgombero ottenuto attraverso la monetizzazione di 18mila euro alle famiglie, vuole costruire sull?area finanziata con i soldi della Regione un parcheggio del tutto inutile e pressoché inutilizzabile dalla cittadinanza, perché ubicato in aperta campagna e distante dal centro abitato. Riteniamo che questa decisione sia di gravità inaudita: la Giunta Mazzatorta continua a distinguersi per le politiche discriminatorie nei confronti dei migranti che risiedono a Chiari».

Bresciaoggi, 21/10/2006
«Ex campo nomadi, CHIARI ha sbagliato»

L?INTERROGAZIONE. Il caso in Regione. Il caso dello sgombero del campo nomadi di CHIARI finisce in Consiglio regionale.

Il consigliere diessino Arturo Squassina e il rappresentante di Rifondazione comunista Osvaldo Squassina hanno presentato un?interrogazione urgente, chiedendo di fare chiarezza in relazione alla nuova destinazione disposta per l?area di parcheggio prevista dal Comune sull?ex campo.

«Chiediamo di verificare – scrivono i consiglieri – se la decisione presa dalla Giunta guidata dal sindaco Sandro Mazzatorta non contrasti con gli indirizzi contenuti in due distinti atti della Giunta regionale che nel 1990 ha erogato al Comune di CHIARI un contributo a fondo perduto di 37 milioni di vecchie lire. Un finanziamento che nel 1995 è stato incrementato con altri 300 milioni di lire. Fondi che sottolineiamo essere in conto capitale e quindi vincolati esclusivamente alla costruzione dell?area destinata ai nomadi.

La proposta avanzata dall?Amministrazione civica di CHIARI, che porterà a una convenzione decennale per la realizzazione di un nuovo parcheggio, si scontrerebbe con i vincoli contenuti negli atti regionali e pertanto quindi potrebbe risultare illegittima».

I due esponenti del centro sinistra sottolineano: «Dopo aver liquidato le famiglie dei sinti con 18 mila euro di buona uscita, l?Amministrazione civica finisce per ricavare un parcheggio inutile perché si trova in aperta campagna. Oltre ad attuare politiche discriminatorie nei confronti dei migranti – concludono i consiglieri -, il Comune ha sperperato centinaia di migliaia di euro alle spalle dei cittadini: non vorremmo che queste operazioni finissero per favorire interessi privati a scapito della comunità».

In foto
Luigino Beltrami,
attivista per il contrasto delle discriminazioni subite da sinti, da rom e da immigrati sul territorio bresciano

Riferimenti: Chiari (BS), una sconfitta!

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Mantova, incontro dei tre Presidenti Sinti

24 Ottobre 2006 Nessun commento


Il 21 ottobre, a Mantova, prima delll’inizio del concerto di Negrita si sono incontrati i tre Presidenti Sinti: Radames Gabrieli di Nevo Drom, Bernardino Torsi di Sucar Drom e Vladimiro Torre di Them Romanò. L’incontro si è tenuto nella spazio kampina “Hantigo Sinto”.

I tre Presidenti hanno discusso sulle strategie da adottare nei prossimi mesi per aiutare il Governo e il Parlamento Italiano a legiferare a favore delle Comunità Sinte e Rom Italiane per il riconoscimento dello status di Minoranze Nazionali.

Il Presidente di Them Romanò, Vladimiro Torre, si recherà nei prossimi giorni a Bruxelles con un documento sulla situazione italiana, sottoscritto dai tre Presidenti.

Particolare attenzione è stata posta, durante la discussione, alla strutturazione di progetti per il contrasto delle discriminazioni razziali, dirette ed indirette, subite dalle popolazioni sinte e rom italiane ed europee nel nostro Paese

In foto, da sinistra
Radames Gabrieli, Bernardino Torsi e Vladimiro Torre

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