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Lamezia Terme, i Rom e i loro bisogni


Tutto sui Rom che vivono in città: numeri, statistiche, condizioni di vita, progetti e desideri. A presentare il quadro completo della situazione Massimo Bevilacqua e Massimo Berlingieri, due giovani Rom che da anni fanno parte della cooperativa Ciarapanì guidata da Marina Galati. Al Teatro Umberto, per la prima volta, hanno preso la parola illustrando al pubblico il progetto Ric (riscoprirsi insieme cittadini) che da tempo stanno portando avanti con i soci della cooperativa.

Secondo i dati presentati, i Rom a Lamezia sono 631 divisi in 137 famiglie, circa l’1% dell’intera popolazione lametina; di essi 391 sono stanziali nel campo di Scordovillo, gli altri abitano nelle case popolari in diversi quartieri cittadini. Il 68% ha meno di 29 anni: sempre in base all’inchiesta effettuata dalla Ciarapanì, sono pochi i rom che invecchiano perché sono molto diffuse malattie come la bronchite e la polmonite dovute alla precarietà delle condizioni di vita. Patologie curate male che portano ad una morte precoce.

Dei Rom che vivono in città il 29% sono sposati e solo il 7% ha più di 7 figli. I primi inserimenti scolastici sono avvenuti nel 1983: attualmente il 65% della popolazione Rom ha la licenza elementare, il 20% la licenza media; mentre il 15% non ha nessun titolo di studio. Inoltre nessuno ha ancora conseguito un diploma di scuola superiore.

Nel corso del convegno altre ragazze Rom componenti la cooperativa hanno letto un loro messaggio ai giovani lametini immaginando che si possa avverare «il sogno di vivere insieme per costruire tante cose utili per la città».

Galati ha ricordato che la Ciarapanì (che è una parola Rom che significa tenda) ha avviato percorsi di orientamento e di formazione per l’inclusione sociale e lavorativa dei Rom.

Salvo Inglese, etnopsichiatra, ha parlato di «secoli di pregiudizio che dobbiamo scrollarci di dosso se vogliamo far emergere le positività di una particolare realtà come questa».

Hanno espresso soddisfazione per l’iniziativa il vescovo Luigi Cantafora, il sindaco Gianni Speranza e il vicesindaco Elvira Falvo.

Riferimenti: Accusata di furto perchè rom

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