Casalmaggiore (CR), i progetti Sucar Plaza e Mengro Kher

Il Comune di Casalmaggiore, in collaborazione con i Comuni del Piano di Zona, alla Provincia di Cremona e all?Associazione Sucar Drom, ha presentato alla Regione Lombardia due progetti a favore della Minoranza Nazionale dei Sinti Lombardi, residenti sul territorio comunale.
I progetti sono stati finanziati dalla Regione Lombardia all?interno di un programma per la realizzazione sia di interventi abitativi sia di interventi di interazione sociale. Il Comune di Casalmaggiore, il Piano di Zona e la Provincia di Cremona contribuiranno integrando l?intervento regionale. Inoltre, il Comune di Caslmaggiore ha provveduto all?acquisizione di due aree confinanti all?attuale ?area sosta? di via del Porto n. 40.
I progetti nascono dalla consapevolezza che la Comunità Sinta Casalasca è parte integrante ed interagente nell?insieme più ampio delle diverse Comunità Locali, presenti a Casalmaggiore.
Sucar Plaza (bella piazza, in lingua sinta)
Il progetto abitativo nasce dalla consapevolezza che la struttura residenziale, denominata impropriamente ?campo nomadi? e strutturata a partire dal 1986, dove vivono attualmente le famiglie sinte casalesi non è più rispondente ai bisogni espressi.
La realizzazione dell?area di sosta nel 1986 riconobbe la presenza stabile di tre nuclei familiari e nel corso degli anni ha portato alla presenza di quattordici famiglie (crescita demografica del 55% nel periodo compreso dal 1990 al 2004). Negli anni seguenti diversi atti hanno segnato le tappe di sviluppo delle politiche comunali, andate in difficoltà oggi per la presenza numerosa.
Per molti anni l?idea di sperimentare l?inserimento in alloggi popolare quale alternativa ai cosiddetti ?campi nomadi? è stata frenata sia da politiche di segregazione sia dalla paura delle stesse famiglie di ritrovarsi ?in strada?. In questi ultimi anni alcune famiglie sinte benestanti (legate allo spettacolo viaggiante) hanno sperimentato la tipologia abitativa del terreno privato. Tale sperimentazione ha portato alla progettazione di piccoli villaggi a base familiare per quelle famiglie sinte economicamente svantaggiate. Inoltre, le famiglie stanno sperimentando un graduale passaggio dalla roulotte alla struttura abitativa prefabbricata.
Per queste ragioni, insieme alle famiglie sinte, è stato realizzato un progetto che prevede la strutturazione di tre micro aree, su base familiare. Ogni micro area, indipendente dalle altre e con proprio numero civico, sarà costituita da una casetta in prefabbricato per la famiglia storica e da piazzole in cemento (circa 120 mq) con annesso il servizio igienico per l?insediamento delle case mobili e delle roulottes dei figli con le proprie famiglie.
Come già accennato nella premessa si lavorerà sia per aiutare le famiglie dei figli a strutturare delle abitazioni prefabbricate da posizionare sulle piazzole sia per aiutare le famiglie ad acquistare piccoli terreni per uno spostamento graduale anche in previsione del conseguente aumento demografico. Naturalmente è prevista l?urbanizzazione con la messa in rete dei servizi primari (acqua, energia elettrica, gas e rete fognaria).
Mengro Kher (la nostra casa, in lingua sinta)
Il progetto d?interazione sociale nasce dal bisogno di affrontare in maniera globale i bisogni espressi dalle famiglie sinte, utilizzando le metodologie della mediazione culturale.
Il progetto si pone l?obiettivo di riconoscere la comunità sinta come Minoranza Nazionale, parte integrante ed interagente a Casalmaggiore e portatrice di ricchezze sociali, culturali e linguistiche. Tale obiettivo è confortato sia dalla Legislazione Regionale sia dalle Raccomandazioni e Risoluzioni dell?Unione Europea e del Consiglio d?Europa. Inoltre il progetto, della durata di diciotto mesi, si inserisce nel 2007 nell?Anno Europeo per le Pari Opportunità e nel 2008 nell?Anno Europeo per l?Intercultura.
Il progetto è portatore di una profonda novità: la partecipazione degli stessi Sinti, in qualità di Facilitatori Culturali. In convenzione con l?Associazione Sucar Drom (bella strada, in lingua sinta) sarà strutturato un servizio di mediazione culturale e di facilitazione culturale che rapportandosi con il pubblico e il privato sociale, presente sul territorio, affronterà globalmente i bisogni emersi, primo fra tutti il lavoro.
Si interverrà per aree tematiche (area adulti e informazione / formazione e inserimenti lavorativi – area giovani e formazione ? area servizi alla famiglia e sanità – area minori e scuole) concentrando gli sforzi nel far emergere sia le potenzialità espresse dagli individui e dalle famiglie sinte sia le potenzialità presenti sul territorio casalasco.
Sarà costituito un tavolo interistituzionale di coordinamento a cui riferiranno i seguenti tavoli tematici: habitat, scuola, lavoro, sanità, sociale e cultura. Sarà necessario, per la piena realizzazione degli obiettivi che le professionalità e le risorse del territorio lavorino in modo integrato, per evitare sovrapposizioni e sprechi.
Figure di collegamento saranno i mediatori culturali e i facilitatori culturali sinti. Il gruppo di lavoro, multiprofessionale, tramite incontri periodici ed un monitoraggio continuo, garantirà la condivisione di obiettivi e azioni.
Riferimenti: il progetto integrale

