
La Provincia Autonoma di Trento, in collaborazione con l’Istituto di Cultura Sinta, organizza un corso di formazione, denominato pringiarasmi (conosciamoci, in lingua sinta), rivolto rivolto ad insegnanti ed educatori allo scopo di fornire loro strumenti atti a sperimentare nel sistema scolastico alcune metodologie della didattica interculturale, così da poter consentire ai minori sinti e alle loro famiglie un diverso approccio con l?istituzione scuola.
Il percorso di formazione è strutturato in sei incontri di tre ore e un incontro di due ore, per un totale di sette incontri, a partire da venerdì 29 settembre 2006.
Per informazioni
Maria Pedrazzoli (Maria.Pedrazzoli@provincia.tn.it)
Provincia Autonoma di Trento, Centro Millevoci
via S. Pio X n.103, 38100 Trento
tel. 0461 920955 – fax 0461930529
Di seguito il progetto che può essere proposto in altre realtà
PRINGIARASMI
le Minoranze Nazionali Sinte
e i processi di interazione con l?istituzione scuola
Premessa
Oggi in Italia i Sinti e i Rom, denominati zingari e nomadi in maniera dispregiativa ed etnocentrica, sono ancora oggetto di discriminazione, emarginazione e di segregazione. La discriminazione è estesa a tutti i campi, nel pubblico e nel privato, pertanto l?emarginazione e la segregazione economica e sociale dei Sinti e dei Rom si trasforma in discriminazione etnica.
In Italia le molteplici Comunità Rom e Sinte non sono riconosciute come minoranze nazionali e pertanto non beneficiano dei diritti che questo status prevede. L?Italia nega ai Sinti e ai Rom l?applicazione della Carta Europea che tutela le lingue minoritarie e nega la convenzione quadro per le minoranze nazionali.
Le politiche sociali e scolastiche rivolte alle popolazioni Sinte e Rom tendono apertamente all?inclusione sociale, all?integrazione, all?assimilazione.
Rare sono le realtà dove le comunità sinte e rom sono considerate protagoniste sociali pensanti e dove sono attuate politiche di interazione, di partecipazione diretta e di mediazione culturale.
Le Minoranze Nazionali ed Europee Sinte e Rom sono portatrici di una cultura a carattere orale di origine millenaria. Le ventinove minoranze Sinte e Rom hanno una lingua comune, denominata romanés o sinto, di origine indoeuropea, che nei secoli si è venuta ad arricchire e a differenziare a seconda dei diversi contatti culturali che le singole comunità hanno avuto modo di incontrare nel lungo percorso che dall?India le ha portate a diffondersi in tutta l?Europa.
Questa lingua, che non ha una base scritta, è quotidianamente utilizzata dai Sinti e dai Rom, ma a tutt?oggi non ha trovato un vero e proprio riconoscimento giuridico a livello nazionale e non è inserita nei programmi d?insegnamento scolastici, questo nonostante le direttive del Consiglio d?Europa e le risoluzioni del Parlamento dell?Unione Europea.
Troppo spesso si confonde il concetto di cultura con la parola folklore quando ci si riferisce ai mondi sinti e rom. Emergono più facilmente gli aspetti e le manifestazioni più evidenti e caratteristiche quali la musica tradizionale o l?abbigliamento sgargiante di alcune comunità, ma difficilmente si approfondiscono le vere o proprie diversità culturali e sociali che di queste sono alla base.
Queste manifestazioni possono essere in alcun casi fuorvianti e portare a superficiali semplificazioni o preconcetti che rendono più difficile una reale conoscenza reciproca.
L?European Monitoring Centre on Racism and Xenophobia (EUMC) il mese scorso ha pubblicato il rapporto sulla situazione dei Sinti, Rom, Romnichals, Kalé, Manouche (nel rapporto vengono definiti ?Roma?) e dei viaggianti nella scuola e nella formazione pubblica. Il rapporto è esplicito nella denuncia delle discriminazioni subite dai bambini nelle scuole e per il ricorso a programmi speciali creati a favore dei disabili mentali.
L?EUMC rimarca che la segregazione subita dai bambini rimane l?ostacolo principale nei processi di scolarizzazione. Nel rapporto si conferma che i dati sulle iscrizioni sono in aumento ma sono ancora molto bassi e in molti paesi i bambini e gli adolescenti sono esclusi dal sistema scolastico, come succede sistematicamente in molte aree del nostro Paese.
Il rapporto indica come priorità la partecipazione diretta di Sinti, Rom, Romnichals, Kalé, Manouche alle politiche di scolarizzazioni (assunzione nelle scuole e negli uffici di pubblica istruzione degli enti locali) per la costruzione di percorsi interculturali e per contrastare la segregazione e le discriminazioni. Inoltre, si chiede di inserire nei sussidi didattici e nei manuali la storia e le culture delle popolazioni Sinte, Rom, Romnichals, Kalé, Manouche.
Obiettivi e metodologie
Il corso è rivolto ad insegnanti ed educatori allo scopo di fornire loro strumenti atti a sperimentare nel sistema scolastico alcune metodologie della didattica interculturale, così da poter consentire ai minori sinti e alle loro famiglie un diverso approccio con l?istituzione scuola.
Il percorso di formazione è strutturato in sei incontri di tre ore e un incontro di due ore, per un totale di sette incontri, a partire dal 29 settembre.
Ogni incontro si svilupperà con metodologie interattive, iniziando con un?introduzione dei conduttori e seguito dalle narrazioni di ogni partecipante sul tema trattato. La parte finale di ogni incontro formativo sarà dedicato alla discussione del tema trattato.
In alcuni momenti è prevista la metodologia laboratoriale, a partire da quanto espresso dai partecipanti sui temi proposti.
Tali interventi si svilupperanno con la formazione di gruppi di risoluzione che affronteranno i problemi emersi con un tutor e che saranno infine socializzati con tutti i partecipanti al corso. Si prevede l?utilizzo di sussidi audiovisivi, di materiale didattico interculturale e dei riferimenti normativi citati.
Il percorso formativo non è rivolto solo agli insegnanti che si confrontano giornalmente con la presenza di minori Sinti e Rom ma è rivolto a tutti gli insegnanti per offrire strumenti di conoscenza da utilizzare con tutti gli alunni. Inoltre, è consigliata la partecipazione degli operatori di Enti Locali e del Privato Sociale.
Il corso sarà tenuto da Ricercatori e Mediatori Culturali con esperienze strutturate negli ultimi dieci anni in percorsi interculturali nella Provincia di Mantova. Nel sesto incontro sarà sviluppato un confronto con le esperienze strutturate nella scuola in Abruzzo e a Milano. Inoltre, per tutta la durata del corso si prevede la partecipazione di alcuni capi famiglia Sinti trentini.
Piano d?intervento formativo
Primo incontro
Una storia scritta da altri. L’arrivo delle popolazioni sinte e rom in Europa; la formazione della società capitalistica e dello stato moderno; le politiche subite in seicento anni dalle Minoranze Etniche Linguistiche Sinte e Rom; il Porrajmos; dal dopo guerra all?Unione Europea, le strategie di sopravvivenza.
Secondo incontro
Mengur velto (la nostra cultura). La società e la cultura dei Sinti e dei Rom presenti sul territorio; i valori fondanti; i cambiamenti culturali; il ruolo del bambino, dell?adolescente e dell?adulto nelle società sinte; strutturare percorsi di interazione con le famiglie e con gli adolescenti.
Terzo incontro
La mediazione culturale. Società a confronto; le culture e i rapporti tra società nei paradigmi evoluzionisti; i processi di acculturazione; le tre funzioni della mediazione culturale; i rischi nella mediazione culturale.
Quarto incontro
La scuola, i Sinti e i Rom. Lo strumento sociale scuola nella società maggioritaria (in senso numerico) e nelle società sinte e rom; la pedagogia interculturale nell?organizzazione scolastica; i progetti scuola; il bambino e la scuola: il conflitto e l?accoglienza; il rapporto scuola e famiglia.
Quinto incontro
Mengro skola (la nostra scuola). La costruzione di brevi moduli di didattica interculturale, partendo dalle esperienze vissute a Mantova, a Padova e nella stessa Trento.
Sesto incontro
Confronto tra le esperienze strutturate nella scuola in Abruzzo e a Milano. La mediazione culturale nella scuola.
Settimo incontro
Verifica e commento al percorso formativo vissuto. Costituzione di un gruppo di lavoro permanente per la costruzione e la verifica di progetti interculturali nella scuola a Trento.