Lamezia Terme, l?illusione di una casa per le famiglie rom

La questione riguardante gli insediamenti abitativi per le famiglie rom potrebbe avviarsi, finalmente, a soluzione. Questo si affermava esattamente tre anni fa. Ma è rimasta solo un’illusione. E questo volta con i soldi dei contribuenti: 6 miliardi e mezzo delle vecchie lire.
Già, i famosi finanziamenti regionali. Quelli del 1997. Sono stati infatti spesi ma non sono serviti a nulla. Siamo di fronte all’ennesima incompiuta e questa volta la faccenda è ancora più grave dal momento che gli alloggi popolari per i Rom sono stati costruiti, anzi si è tentato di costruirli, (c’è solo lo scheletro di cemento inerme da 3 anni) su un terreno di località Carrà-Marchese-Mazzei confiscato alla mafia.
La vicenda risale al maggio del 2003 quando i commissari straordinari approvarono, con apposita delibera, il progetto preliminare per la costruzione di 28 alloggi programmati per l’edilizia residenziale pubblica compresi nel programma triennale delle opere pubbliche 2003-2005. Il sito scelto è stato quello indicato dal commissario ad acta, l’allora prefetto Catenacci (quello che propose lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose nel 2002) individuato in un terreno confiscato alla criminalità a Capizzaglie, località Carrà-Marchese-Mazzei.
Un progetto, redatto dall’Aterp su incarico del commissario ad acta, presentato al Comune nel maggio 2003 e che in un primo momento non era stato accettato dai commissari straordinari che optavano per la riqualificazione dell’attuale campo Rom di Scordovillo con la costruzione di prefabbricati.
Ma dopo che tale soluzione era stata contestata dalle forze politiche in un apposito incontro avvenuto nel marzo 2003, la terna commissariale fece dietrofront decidendo per il sito di Carrà- Marchese- Mazzei ed anche perché si rischiava di perdere il finanziamento regionale dei circa 6 miliardi e mezzo disponibile fin dal 1997. La regione, infatti, con una nota del 7 maggio 2003 inviata al comune, indicò la data ultima per l’esecuzione dei lavori fissando il termine per il 13 settembre 2003.
La questione degli insediamenti abitativi dei Rom, ha rappresentato in questi ultimi 10 anni una delle tante emergenze per la città, soprattutto quando la terna commissariale non aveva ritenuto di percorrere la strada della realizzazione delle case al terreno confiscato di Capizzaglie. Una soluzione invece avanzata dall’allora prefetto Catenacci, in qualità di commissario ad acta nominato dalla regione, che aveva dato incarico all’Aterp di redigere il progetto che dopo essere stato ultimato e portato all’attenzione dei commissari straordinari era stato ritenuto insufficiente per risolvere definitivamente il problema sia perché i fondi a disposizione non sarebbero stati sufficienti che per l’esiguo numero di alloggi (28) previsti nel progetto.
Successivamente, nell’estate del 2003, nonostante le proteste (l’ennesima) dei residenti della zona, i commissari straordinari proseguirono l’iter dei lavori che iniziarono tre anni fa e dopo la realizzazione della struttura di cemento tutto si è bloccato. Da oltre due anni i lavori sono fermi. Perchè?
Riferimenti: Lameziaweb










