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Archivio Giugno 2006

Lamezia Terme, l?illusione di una casa per le famiglie rom

17 Giugno 2006 Nessun commento


La questione riguardante gli insediamenti abitativi per le famiglie rom potrebbe avviarsi, finalmente, a soluzione. Questo si affermava esattamente tre anni fa. Ma è rimasta solo un’illusione. E questo volta con i soldi dei contribuenti: 6 miliardi e mezzo delle vecchie lire.

Già, i famosi finanziamenti regionali. Quelli del 1997. Sono stati infatti spesi ma non sono serviti a nulla. Siamo di fronte all’ennesima incompiuta e questa volta la faccenda è ancora più grave dal momento che gli alloggi popolari per i Rom sono stati costruiti, anzi si è tentato di costruirli, (c’è solo lo scheletro di cemento inerme da 3 anni) su un terreno di località Carrà-Marchese-Mazzei confiscato alla mafia.

La vicenda risale al maggio del 2003 quando i commissari straordinari approvarono, con apposita delibera, il progetto preliminare per la costruzione di 28 alloggi programmati per l’edilizia residenziale pubblica compresi nel programma triennale delle opere pubbliche 2003-2005. Il sito scelto è stato quello indicato dal commissario ad acta, l’allora prefetto Catenacci (quello che propose lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose nel 2002) individuato in un terreno confiscato alla criminalità a Capizzaglie, località Carrà-Marchese-Mazzei.

Un progetto, redatto dall’Aterp su incarico del commissario ad acta, presentato al Comune nel maggio 2003 e che in un primo momento non era stato accettato dai commissari straordinari che optavano per la riqualificazione dell’attuale campo Rom di Scordovillo con la costruzione di prefabbricati.

Ma dopo che tale soluzione era stata contestata dalle forze politiche in un apposito incontro avvenuto nel marzo 2003, la terna commissariale fece dietrofront decidendo per il sito di Carrà- Marchese- Mazzei ed anche perché si rischiava di perdere il finanziamento regionale dei circa 6 miliardi e mezzo disponibile fin dal 1997. La regione, infatti, con una nota del 7 maggio 2003 inviata al comune, indicò la data ultima per l’esecuzione dei lavori fissando il termine per il 13 settembre 2003.

La questione degli insediamenti abitativi dei Rom, ha rappresentato in questi ultimi 10 anni una delle tante emergenze per la città, soprattutto quando la terna commissariale non aveva ritenuto di percorrere la strada della realizzazione delle case al terreno confiscato di Capizzaglie. Una soluzione invece avanzata dall’allora prefetto Catenacci, in qualità di commissario ad acta nominato dalla regione, che aveva dato incarico all’Aterp di redigere il progetto che dopo essere stato ultimato e portato all’attenzione dei commissari straordinari era stato ritenuto insufficiente per risolvere definitivamente il problema sia perché i fondi a disposizione non sarebbero stati sufficienti che per l’esiguo numero di alloggi (28) previsti nel progetto.

Successivamente, nell’estate del 2003, nonostante le proteste (l’ennesima) dei residenti della zona, i commissari straordinari proseguirono l’iter dei lavori che iniziarono tre anni fa e dopo la realizzazione della struttura di cemento tutto si è bloccato. Da oltre due anni i lavori sono fermi. Perchè?

Riferimenti: Lameziaweb

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ARCI Toscana, tante iniziative a favore dei Rom

17 Giugno 2006 Nessun commento


Alcuni mesi fa abbiamo ricevuto da ARCI Accoglienza Toscana la segnalazione di un interessante articolo pubblicato sul quindicinale Arci Toscana.
L?articolo riporta il resoconto del progetto europeo per l?inserimento scolastico dei minori Rom Europei svolto in Toscana. Per chi volesse ricevere l?interessante quindicinale può scrivere a: erica.toscana@arci.it.

Di seguito un breve estratto dell?articolo

L?ARCI Toscana coordina, da circa dieci anni, progetti di varia natura nelle scuole del territorio, al fine di sensibilizzare, proporre, sperimentare e valutare insieme ad esse i percorsi e gli strumenti più idonei a favorire l?inserimento scolastico dei minori stranieri.

Le azioni previste da tali progetti si sono diversificate negli anni; gli interventi di facilitazione linguistica rivolti ad alunni stranieri in orario scolastico nella fase di accoglienza (cioè il sostegno all?apprendimento dell?italiano come seconda lingua nei primi mesi dall?arrivo nelle scuole) sono stati perlopiù dettati dall?emergenza dichiarata da docenti e istitutori, data dalla mancanza di risorse, di competenze specifiche e di strumenti didattici fruibili su molti territori, generalmente impreparati all?accoglienza di un numero d?ingressi in continua crescita e durante l?intero anno scolastico.

I momenti d?intervento successivi si sono confrontati con l?origine di due dati consequenziali e inconfutabili: la maggiore percentuale di dispersione scolastica per gli alunni stranieri e le minori garanzie di accesso alle stesse risorse degli alunni italiani.

L?idea del Progetto Socrates-Comenius dell?ARCI Toscana, ad esempio, nasce dall?esigenza di applicare, condividere e convalidare le formule verificate nelle esperienze di facilitazione linguistica in un progetto pilota più consistente, che sintetizzasse cioè metodologie, strumenti e obiettivi precisi, atti al superamento della logica dell?emergenza, alla fruttuosa collaborazione tra istituzioni e associazioni e al trasferimento delle competenze acquisite da queste ultime alle stesse istituzioni scolastiche in molteplici territori differenti.

Il Progetto, durato tre anni e terminato nel 2004, ha coinvolto operatori ARCI, scuole, associazioni ed Enti locali di Germania, Italia, Portogallo e Ungheria, ponendosi dunque come obiettivo comune la creazione di strumenti metodologici e didattici specifici, attendibili e fruibili, basati su precisi approcci teorici ed esperienze sul campo monitorate, validi per promuovere il successo scolastico degli allievi figli di migranti e/o appartenenti a minoranze.

Ci scusiamo con ARCI Accoglienza Toscana per il ritardo con cui diamo notizia di questo importante progetto.

Riferimenti: Arci Toscana

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Vicenza, libero l’uomo che ha tentato di uccidere i due ragazzi Sinti

17 Giugno 2006 3 commenti


Il 13 giugno ad Arsiero (VI) verso le 22:30, il proprietario di un magazzino di materiali ferrosi, Ermes Mattielli, spara tutto il caricatore della sua semiautomatica, 15 colpi, contro due Sinti Teich di 22 e 27 anni che presumibilmente stavano rubando del ferro.

Entrambi i ragazzi sono stati colpiti numerose volte da una distanza di 3-4 metri e dopo essere stati soccorsi dal personale medico dell?Ospedale di Schio sono stati trasferiti a Vicenza in gravissime condizioni.

Ai due Sinti è stato immediatiamente convalidato l?arresto con l?accusa di tentata rapina e al momento, anche se ancora in rianimazione dopo gli interventi subiti a causa delle gravi ferite, sono piantonati dai carabinieri.

Colpisce invece il fatto che il proprietario del deposito, che si è dichiarato per nulla pentito, in un primo momento non sia stato nemmeno iscritto nel registro degli indagati con l?accusa di tentato duplice omicidio e solo adesso sia indagato ma senza che gli sia stata ingiunta nessuna misura cautelativa.

Siamo irritati e impressionati nel notare che per la Procura della Repubblica di Vicenza sembra già scontato il fatto che Mattielli abbia agito per legittima difesa e che non sia pericoloso.

Per l?opinione pubblica, la vittima effettiva è quella che ha sparato addosso a due persone un intero caricatore ad altezza uomo. Da questo emerge che la vita di due ragazzi Sinti valga meno di qualche chilo di ferro.

In foto
la famiglia di uno dei due ragazzi sinti

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III Festa nazionale delle Comunità di Capodarco

16 Giugno 2006 2 commenti


La comunità di Capodarco compie 40 anni da quando don Franco Monterubbianesi, con un gruppetto di disabili, andò ad abitare, nel Natale del 1966, in una ?vecchia villa abbandonata? di Capodarco, frazione del Comune di Fermo.

La ricorrenza è occasione per continuare a promuovere quella che fu l?intuizione di allora: il protagonismo delle persone a prescindere dalla loro condizione di salute. Gli anni hanno dato ragione a quell?idea, sia per la storia dei singoli, che per i risultati raggiunti nel nostro paese.

La III Festa nazionale del 23-25 giugno è l?evento più importante tra quelli programmati nel 2006. Sarà occasione di divertimento e di riflessione, di incontro e di rilancio. Con al centro una Comunità che ha ancora tanta strada da fare.

PROGRAMMA

Venerdì 23 giugno

19.30 ? Apertura stand gastronomici, con specialità siciliane e piano bar

21.30 – Improvvisazione teatrale con IMPROVVIVO

22.00 – Concerto dell?ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO

Sabato 24 giugno

17.00 ? Convegno: IL MONDO VISTO DA CAPODARCO, CAPODARCO VISTA DAL MONDO – Modello, speranze, proposte di una comunità di accoglienza

Interventi di:
- don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco
- Pier Paolo Baretta, segretario generale aggiunto della CISL
- Oliviero Beha, giornalista
- mons. Luigi Conti, arcivescovo di Fermo
- Gianmario Spacca, presidente della Regione Marche

Introduce: don Franco Monterubbianesi, fondatore della Comunità di Capodarco
Saluto di: Saturnino Di Ruscio, sindaco di Fermo

[Un incontro per discutere sull?attualità (la politica, l?economia, il welfare che ci aspetta...), ma anche per confrontarsi sul ?modello Capodarco? con alcuni dei numerosi testimoni che in questi anni, in vario modo, hanno incrociato il cammino con la Comunità. Un confronto sulle ?visioni?: quella di Capodarco sul mondo e quella del mondo su Capodarco. Una storia continua e intrecciata di lotte e speranze, denunce e proposte, storie e testimonianze.]

19.30 ? Apertura stand gastronomici, con specialità siciliane e piano bar

21.30-24.00
- Musica con Jonathan e i belli dentro

- Recital di NERI MARCORÈ

- Musica con Rossini e Wanda Quintet

Domenica 25 giugno

19.30 ? Apertura stand gastronomici, con specialità siciliane e piano bar

21.00 – II edizione del PREMIO ?L?ANELLO DEBOLE? (II edizione) – Radio, Tv, Cinema contro l?esclusione sociale. Presentazione delle opere vincitrici, consegna dei premi e dibattito con la giuria

Saluti di: Massimo Rossi, presidente della Provincia di Ascoli Piceno, e di Amedeo Grilli, presidente della Fondazione Carifermo

Partecipano per la giuria: Giancarlo Santalmassi, direttore di Radio 24, Daniele Segre, regista, don Vinicio Albanesi, presidente Comunità di Capodarco.

Intermezzi musicali di Mirco Petrini Quartet

Conduce Dario Laruffa, conduttore Tg2.

*****

Tutti gli eventi sono a ingresso libero

Durante la festa, esposizioni delle Comunità di Capodarco, mostre fotografiche, mercatini etnici e di artigianato locale

Servizio bus navetta gratuito dai parcheggi circostanti la Comunità di Capodarco.

Informazioni: 0734.683927 ? 333.6519709 ? email:info@ventodizefiro.it

Si ringraziano: Steca Spa; Dribbling Srl; Elsamec Srl; Cardigan Srl; Savelli ascensori snc; Pegas Srl; Coop Adriatica; Talamonti Auto Srl; Eidon Srl; Società Operaia di Mutuo Soccorso di Fermo; TAM Tutta un?Altra Musica.

Riferimenti: Comunità di Capodarco

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Non si arresta la libertà di espressione: libertà per Alaa!

16 Giugno 2006 1 commento


Pubblichiamo l?appello del COSPE per il rilascio del blogger egiziano arrestato durante una manifestazione a sostegno dei giudici e della libertà di espressione.

Alaa Ahmed Seif El Esalam Abdel Fattah è il più noto blogger indipendente egiziano, impegnato nella diffusione delle tecnologie dell’informazione a favore della libertà di espressione e della tutela dei diritti e dello sviluppo della comunità.

Alaa assieme alla moglie Manal è considerato il punto di riferimento del network impegnato nello sviluppo di nuovi strumenti di comunicazione a favore dell’empowerment delle comunità e dei gruppi marginali. Alaa e Manal collaborano con numerose organizzazioni non profit nel campo delle ICT (tecnologie della comunicazione e dell?informazione) per lo sviluppo.

Da due anni Alaa fa parte del team del COSPE in Egitto ed ha contribuito con idee innovative, competenza e capacità di trasferimento della conoscenza al successo di alcuni dei programmi più noti nel quadro della cooperazione italiana allo sviluppo del paese.

Alaa è stato arrestato il 7 maggio 2006 durante una manifestazione pacifica a sostegno dell’indipendenza dei giudici e della libertà di espressione e detenuto con altri 43 militanti democratici.

In forza alle leggi speciali antiterrorismo in vigore in Egitto da 25 anni viene trattenuto in stato di fermo e la detenzione è ormai stata rinnovata per due volte.

Altri fermati sono stati rilasciati ma per Alaa ed altre due detenute non si hanno al momento prospettive di liberazione a breve.

La famiglia ha potuto visitare Alaa in prigione e lo ha trovato anche recentemente in buone condizioni. Al contrario altri militanti liberati hanno dichiarato di aver subito maltrattamenti.

Rivolgiamo un appello per la liberazione di Alaa, Rasha e Nada e chiediamo alle autorità egiziane di sottolineare così l?inizio reale di un processo di promozione e tutela dei diritti civili e della libertà di espressione.

Hanno aderito all?appello:
COCIS, Legambiente, Manitese, Acs-Padova, Bologna, Asylum Post, Cestas, CIC, Cooperativa Sesamo, CRIC, DI-SVI, Echo Magazine, El Carrete, Gus, Icei, Il Sofà, Medina, Nexus -Romagna, NO.DI, Osservatorio immigrazioni Bologna, Parada Italia, Prosvil Cgil Toscana, Radio Città del Capo, Radio Onde Furlane, RE.TE., Settimanale Carta, Sviluppo 2000, UCODEP, Associazione Italo-Polacca Follonica, Associazione Malaki Ma Kongo, Associazione Ya Basta!

Per informazioni e aderire
COSPE
via Slataper n. 10, 50134 Firenze, Italia
telefono +39 055 473556 fax +39 055 472806

Riferimenti: Media e Multiculturalità

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Rom e Sinti una riflessione di Giulio Vittorangeli

13 Giugno 2006 Nessun commento


Sul foglio quotidiano di approfondimento LA NONVIOLENZA E’ IN CAMMINO è stato pubblicato una riflessione, a firma di Giulio Vittorangeli, sulla situazione dei Sinti e dei Rom in Italia.

Di seguito un breve estratto della riflessione che potete leggere nella sua interezza alla pagina web indicata alla fine di questo post.

Li incontriamo sui tram, al semaforo, qualche volta in metropolitana mentre suonano i loro violini. Raramente pensiamo al loro campo, alla loro roulotte, a cosa fanno per campare. La loro diversita’ non attira nessuno. Crea disagio.

“Gli zingari sono brutta gente”, questo e’ quello che pensiamo, e poco ci importa se siano Rom, Sinti o altro; “gli zingari rubano, sono sporchi, mandano i loro bambini a chiedere l’elemosina”, ecc. ecc. Ma quanta verita’ c’e’ in questi stereotipi?

E’ vero, molti di loro vivono di questi espedienti, e lo sappiamo soprattutto perche’ la cronaca ci racconta esclusivamente questo aspetto di un mondo decisamente piu’ variegato. E’ facile definirli come “sfruttatori di bambini”, ladri e dediti all’accattonaggio o, al contrario, pensarli come “figli del vento” orgogliosi della propria liberta’ e restii ad ogni cambiamento; alla fine suggeriscono un immaginario che non ha, spesso, riscontro nella realta’.

Sono uomini, donne, bambini, anziani, il piu’ delle volte residenti da anni nelle nostre citta’, che vanno a scuola, lavorano o cercano lavoro, cercano una casa dove vivere. Come tutti noi.

Storie di vita di chi e’ impegnato nel difficile tentativo di inserirsi nelle nostre citta’ mantenendo la propria identita’. Uomini e donne che raccontano i diversi modi che ha un nomade di “fermarsi”, di stabilire con la citta’ un contatto, attraverso il lavoro (quando c’e'), o la scuola dei bambini. O addirittura di fare la scelta, frustrante, di nascondere identita’ e radici per paura del rifiuto della “gente perbene”. Storie che evidentemente non fanno notizia, dato che nessuno ce le racconta. Li incontriamo continuamente, e non ne sappiamo nulla. “Quale differenza c’e’ fra un gage’ (non zingaro) e un rom? La stessa che corre fra l’orologio e il tempo: il primo segna i secondi, i minuti, le ore: e tu sai gia’ che dopo le sei verranno le sette, e poi le sette e mezza. Il secondo e’ il sole e la pioggia, il vento e la neve… e tu non sai mai quello che sara’”.

Riferimenti: La nonviolenza e’ in cammino

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Brindisi, cacciate famiglie di Sinti Camminanti

12 Giugno 2006 Nessun commento


E’ stato pubblicato il 27 maggio scorso un interessante comunicato stampa dalla Questura di Brindisi che ha sgomberato sedici famiglie di Sinti Camminanti.

La maggior parte delle famiglie, appartenenti alla Minoranza Nazionale dei Sinti Camminanti, sono residenti in Sicilia e svolgono dalla primavera all’autunno, in tutta l’Italia, l’attività ambulante di arrotini.

Da alcuni anni l’Opera Nomadi ha avviato un progetto, insieme alla famiglie sinte e al Ministero della Pubblica Istruzione, per introdurre nella scuola le metodologie dell’istruzione a distanza (Progetto IAD).

Purtroppo sono frequenti gli sgomberi e i provvedimenti di rimpatrio con foglio di via obbligatorio e con divieto di ritorno in un dato luogo, pena la denuncia. Su questo tema bisognerebbe avviare un progetto per contrastare pratiche che crediamo al limite della legalità e probabilmente contrastabili con la nuova legislazione antidiscriminazione razziale.

Al termine del comunicato stampa si scopre che una bambina sinta è nata un anno fa proprio a Brindisi.

Di seguito il comunicato della Questura di Brindisi

Nelle prime ore della mattinata odierna sono stati predisposti specifici servizi finalizzati alla identificazione e controllo degli occupanti un campo nomadi, composto da nr.16 ?roulottes?, accampatisi nei giorni scorsi nella zona industriale, nei pressi del piazzale antistante la Centrale Edipower.
I servizi sono stati diretti dal Sig. Vice Questore Aggiunto dr.ssa Stefania Occhioni ed hanno visto la partecipazione di personale della Squadra Mobile, della Digos, della Divisione Polizia Anticrimine dell?Ufficio Immigrazione, dell?Ufficio Minori della Questura e dei Vigili Urbani.
Sono state controllate 16 roulottes e 18 autovetture nonché identificati 57 soggetti di cui 19 uomini, 17 donne e 21 minori, divisi in 16 nuclei familiari. I predetti, di nazionalità italiana, provenienti dalla Sicilia, hanno riferito di esercitare l?attività lavorativa ambulante di ?arrotino? nei mesi estivi .
Dai controlli effettuati molti di loro avevano precedenti penali per reati contro il patrimonio, quali rapina e furto, e accattonaggio con l?uso di figli minorenni.
Detti servizi si concludevano con l?abbandono del luogo per altra destinazione dei cittadini nomadi e con l?adozione di 17 provvedimenti di rimpatrio con foglio di via obbligatorio ad altrettanti soggetti, con divieto di ritorno in questo capoluogo per 3 anni.

Unico episodio che ha suscitato preoccupazione è stato allorquando il personale operante si è accorto che una bambina di pochi mesi era febbricitante e bisognevole di consulenza medica.
I genitori hanno riferito che sin dalla sera prima i valori della febbre erano stati particolarmente elevati da non giustificare una normale stato influenzale.
Prontamente soccorsa è stata accompagnata presso il locale nosocomio dove, immediatamente visitata e curata, veniva fortunatamente dimessa. Dai documenti è emerso che oggi la bimba festeggia il suo primo compleanno qui a Brindisi dove è nata un anno fa proprio all?Ospedale Perrino.

In foto
un’antica carovana sinta

Riferimenti: Brundisium

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Festival di Cannes, presentato il nuovo film di Tony Gatlif

12 Giugno 2006 Nessun commento


E’ stato presentato, fuori concorso, al Festival di Cannes il film “Transylvania” del regista rom Gatlif che ha come attrice protagonista Asia Argento. Il film è la storia di una ragazza che parte assieme alla sua amica Marie in Transilvania per andare alla ricerca dell?uomo che ama. Lo rivede alla grande festa di Erode, una cerimonia pagana. Ma è in quel momento che capisce di essere sola. Dopo essersi separata da Marie, si sposta senza meta assieme a un altro uomo, Tchangalo, anche lui solo, senza casa.

La critica stronca il film, che per altro non abbiamo ancora visto, affermando che la frenesia dello stesso appare come la riproduzione di certe sonorità presenti in altre opere del regista e non appare tanto lontana dall?atteggiamento di Kusturica che inserisce una musica che ha un ritmo crescente come per mascherare i gravi limiti di un film che non comunica, che non da mai l?impressione di poter trascinare in spazi lontani.

Ha detto Gatlif: «Asia ha, come la mia protagonista, un temperamento Rom e vive il gusto della libertà».

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Firenze, no ai Rom nei bagni del Meyer

12 Giugno 2006 15 commenti


“Non sono razzista, ma il loro odore, i loro schiamazzi e l?atteggiamento arrogante, hanno letteralmente terrorizzato la mia bimba che, a soli quattro anni, già si trovava in una situazione pesante, alle prese con la paura dell?ospedale”

Questa la dichiarazione di una donna all’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Negli ultimi anni il Meyer ha sviluppato un particolare impegno per migliorare la propria capacità di cura e di accoglienza di tutti i bambini, rom compresi, piccini che vengono assistiti ogni giorno: l?edificio storico, attuale sede del Meyer, risulta ormai insufficienti e l?Azienda ha avviato nel gennaio del 2001 la costruzione di una nuova sede a Villa Ognissanti, in zona di Careggi.

La protesta di alcuni “bravi” cittadini che non gradiscono la presenza di Rom nelle toilettes al piano terreno dell’ospedale ha portato ad una presa di posizione la Direzione Sanitaria.

Nell’articolo, pubblicato da La Nazione, si afferma che intere famiglie Rom usufruiscono degli spazi e dei servizi dell’Ospedale senza che i loro figli siano ricoverati nella stessa struttura sanitaria.

A noi sorgono due domande:

1) siamo proprio sicuri che le donne Rom non abbiano figli ricoverati?

2) se la situazione fosse così come descritta nell’articolo, perchè non ci si chiede dove potranno usufruire dei servizi igienici le famiglie rom?

Naturalmente nell’articolo non viene offerta la parola ai Rom.

Riferimenti: La Nazione

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"Estate Giovani 2006" con l’associazione Papa Giovanni XXIII

12 Giugno 2006 4 commenti


L’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII organizza per questa estate varie iniziative per promuovere la fraternità, il volontariato e la condivisione di cultura e condizione di vita diverse.

Una delle iniziative dell’Estate Giovani 2006 sarà
Estate ragazzi al campo nomadi“, dall’8 al 14 agosto
nella quale i partecipanti passeranno una settimana al “campo nomadi” di via della Volta, insieme a una famiglia Rom.
L’obbietivo dell’iniziativa è promuovere l’incontro e la amicizia fra culture diverse per mezzo della convivenza.

Per informazioni
telefono 051 6515077
www.apg23.org

Riferimenti: Comunità Papa Giovanni XXIII

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