Milano, Tiziana Maiolo vuole rubare i bambini rom

Pubblichiamo il comunicato dell’Opera Nomadi di Milano dopo le dichiarazioni dell’Assessore ai Servizi Sociali, Tiziana Maiolo (Forza Italia) a un dibattito televisivo.
Il 23 maggio, nel corso di un dibattito elettorale televisivo a Telelombardia, sul tema dei ?campi nomadi nella città di Milano?, l?Assessore ai Servizi Sociali, Tiziana Maiolo (Forza Italia), a commento delle immagini di un noto campo comunale che versa in condizioni igieniche spaventose, ha affermato che ?per porre fine a questa situazione di degrado, se dipendesse da lei, tutti i minori sarebbero da togliere alle loro famiglie?.
A nostra memoria crediamo che mai, a Milano, un amministratore si sia spinto a dire pubblicamente cose tanto gravi quanto irresponsabili, sottolineando in tal modo la deriva culturale e il trattamento politico a cui sono soggetti i Rom, a cominciare dalla violazione dei diritti personali e umani praticati in molti casi dagli organi di governo della città.
Che poi a sostenerlo sia un Assessore che ha tra i propri compiti istituzionali quelli di promuovere e tutelare il benessere sociale delle persone, tra cui i molti minori di famiglie in difficoltà, getta un?ombra di discredito e solleva delle fondate preoccupazioni circa l?obiettività, la correttezza e la stessa pertinenza degli interventi a cui vengono chiamati ad operare gli stessi servizi comunali che a Lei rispondono.
Analogamente a quanto già successo nel recente passato, come nel caso dell?incendio che ha quasi distrutto il campo comunale di via Triboniano, per il quale è stata inoltrata una lettera di protesta alla Protezione Civile Nazionale, è intenzione dello scrivente Ente Morale, a conclusione della campagna elettorale, trasmettere una relazione dettagliata al Ministro competente, perché predisponga gli accertamenti del caso atti ad escludere con chiarezza ogni possibile dubbio o pregiudizio circa l?operato dell?Amministrazione Comunale milanese in relazione alle dichiarazioni sopra citate.
Il Consiglio Direttivo
Ente Morale Opera Nomadi Sezione di Milano


Rispondi a questa domanda semplice:
- se nelle condizioni di vita in cui si trovano alcuni bambini rom ci fossero dei bambini figli di gagi(un giorno mi farete una lezione..) sarebbero o no tolti alla famiglia?
ciao Xisp, la legge italiana (328/2000) impone all’ente locale di intervenire a sostegno della famiglia.
i minori vengono allontanati solo in caso di violenza, negli altri casi è responsabilità dell’ente locale intervenire per offrire un alloggio dignitoso, un lavoro,…
la legge italiana non prevede l’allontamento dei minori appartenenti a famiglie che subiscono politiche di segregazione e discriminazione razziale.
ciao, sucar drom
1° vorrei far presente che ho indicato “alcuni” proprio perchè ritengo che non tutti i bambini rom abbiano certi problemi
2° Mi risuona ancora nelle orecchie il caso (ne parlano poco di queste cose in tv, meglio dar notizie di gossip…pare) di una famiglia indigente con tanti figli(italiana) a cui furono sottratti dei figli(ben curati e puliti…magari privi di vestiti firmati, ma chi se ne fre…) perchè il loro reddito ritenuto inadatto a garantire ai propri figli una vita “decente”
3° mi risulta che anche i maltrattamenti siano una causa, e non mi sembra che portare il figlio(piccolissimo) al freddo sul marciapiede esuli dal maltrattamento(quando questi casi si presentano).
4° Detto questo posso dirti che in generale quelle parole non mi hanno entusiasmato, certo che a volte mi chiedo cosa farebbero se io avessi un figlio e vivessi nelle medesime condizioni, scusa ma temo che a me lo porterebbero via, non mi minaccerebbero solamente
ciao
xisp, chiediti cosa sia nel miglior interesse del benessero psicologico e affettivo di un bambmino, vivere nel campo ma con la propria mamma e papà o essere affidato ad estranei?
detto questo se ci sono minori in condizioni di indigenza estrema il problema va affrontato rimuovendo l’indigenza estrema, non il minore dalla sua famiglia.
Questo principio è anche sancito dalla Convenzione Onu per i diritti dell’infanzia.
Purtroppo si fa ben poco per rimuovere le cause delle indigenza delle famiglie siano esse gagè o rom. Però nessun politico si permetterebbe mai di dire : togliamo i figli ai pugliesi, o calabresi, o che sò io, poveri.
Ci sarebbe una sollevazione popolare.
Se un caso è successo , come quello da te citato (e bisogna vedere bene i vari retroscena, va appunto a finire sui giornali perchè caso limite.)
Riporto qui al riguardo alcuni articoli della convenzione onu sui diritti dell’infanzia che l’italia ha ratificato…
8. Il bambino ha diritto al proprio nome, alla propria nazionalità e a rimanere sempre in relazione con la sua famiglia
9. Il bambino non può essere separato, contro la sua volontà, dai genitori
art 27.
Ogni bambino ha diritto a viver bene. Gli Stati devono aiutare la famiglia a nutrilo, a vestirlo, ad avere una casa, anche quando il padre si trova in un altro Stato
1° sono fermamente convinto che salvo il caso di violenze o maltrattamenti il bambino deve sempre restare con la propria famiglia.
2°Il caso riportato è sicuramente un caso limite, certo che vedendo il numero dei minori negli istituti….mi sa che non lo è poi così tanto.
3° il caso del marciapiede è un problema culturale, per noi è maltrattamento per altri no, il problema è che chi giudica è o stato in cui risiedi. Con questo ribadisco che va tenuto conto ancora il 1° punto.
sull’art 27 mi chiedo soltanto…cosa succede se tutti si fermano perchè tanto ci pensa la comunità?
Ogni tanto bisognerebbe ricordarsi che alcuni sono casi sfortunati di persone che hanno avuto problemi nella vita, altre sono scelte di vita….non è comodo aspettare che ci pensi qualcun altro?
sul fatto che le parole dette non mi siano piaciute l’ho già detto!
Purtroppo a volte le parole passano prima dalla bocca che dal cervello.
ciao Stefano, la questione posta dall’Opera Nomadi di Milano è questa:
può un assessore affermare che se dipendesse da lei toglierebbe alle famiglie rom tutti i bambini perchè vivono in un “campo nomadi” costruito dalla stessa amministrazione?
io credo che l’assessore abbia compiuto un atto irresponsabile e che se fosse successo a Mantova l’avrei denunciata alla magistratura. e su questo l’Opera Nomadi sbaglia a non denunciare perchè se un Rom viola una legge la denuncia scatta immediatamente.
la Maiolo ha affermato “se dipendesse da me” perchè sa benissimo che le leggi del nostro paese, e di tutti i paesi democratici, non permettono un tale atto discriminatorio.
mi dispiace che non ti sia piaciute le risposte di Flora o di Sucar Drom ma è fondamentale stroncare subito affermazioni sbagliate e contrarie alle nostre leggi.
anche perchè penso che tu faresti la stessa cosa se io affermassi che non dobbiamo punire un rom che ha commesso un reato, non pensi…
con affetto, Carlo
Dunque, le parole della Maiolo da voi riportate non mi piacciono per tutta una serie di motivazioni, a partire da quella che se si può si deve aiutare un bimbo a crescere nella SUA famiglia salvo il caso di maltrattamenti o peggio.
Se penso poi che a dirle è chi si occupa di questo settore……è peggio!
Mi sono però poi chiesto quante volte gli assistenti sociali, con le medesime scuse(povertà, indigenza, ecc) sottraggono i figli a famiglie “normali” ma nessuno ne parla, questo per dire che il problema sollevato non è di discriminazione verso un popolo ma spesso verso una situazione economica.
A Flora invece chiedevo(magari in maniera poco chiara)se deve contare o meno la volontà della famiglia nell’uscire dalla situazione “critica” in cui si trova(rom o meno).
In ogni caso non sai quanto mi faccia piacere leggere le vostre risposte e scoprire cose interessanti.
Anzi ringrazio Flora che con la sua esperienza riporta cose molto belle.
ciao Stefano, concordo con te per quanto riguarda alcuni interventi molto discutibili da parte di assistenti sociali.
alcuni anni fa hanno realizzato un bellissimo film in inghilterra/irlanda che parlava propio di questo.
per quanto riguarda la volontà della famiglia penso che prima di tutto bisogna rimuovere tutte le forme di discriminazione e segregazione e poi valutare caso per caso.
ho seguito casi di tutti i tipi e la cosa migliore è non generalizzare e vagliare caso per caso.
ti ringrazio per i complimenti e devo dire che dialogare con te ci fa crescere tutti. è quasi un corso di formazione per i miei nuovi collaboratori perchè imparano a rispondere correttamente a richieste e a domande che sono all’ordine del giorno…
con affetto, carlo
Per buttarla sul ridere, sono il prototipo ideale del rompipalle!
Ciao
PS
A quando il giro in moto? Domenica ho fatto una capatina a Bellagio passando dal ghisallo, evitando abilmente il giro….è sempre un bel posticino!!!