Archivio

Archivio Febbraio 2006

Legnano, sgomberato "campo" di Rom Rumeni

26 Febbraio 2006 Nessun commento


Giovedì 23 febbraio un nuovo sgombero ha colpito la Minoranza Etnica Lingistica Europea dei Rom Rumeni.

E’ infatti stato sgomberato dalle forze dell’ordine il “campo nomadi”, su sollecitazione dei vicini di casa.

In totale sono state abbattute dalle ruspe quattro costruzioni abusive situate in una zona boschiva di via Roma.

All?interno di esse trovavano rifugio diverse persone, minori compresi.
Una famiglia di 4 persone, infine, è stata affidata ai servizi sociali.

Dispiace di dover continuare a diffondere queste continue prevaricazioni nei confronti delle Minoranze Sinte e Rom.

Categorie:Senza categoria Tag: , , , ,

Roma, Ivo Papasov & His Wedding Band

26 Febbraio 2006 1 commento


Lunedì 27 febbraio suonerà a LA PALMA CLUB
Ivo Papasov & His Wedding Band
alle ore 22.00 in via Giuseppe Mirri n.35, ingresso euro 10.

Il concerto è in calendario nella manifestazione
ROMABALKAN FESTIVAL 2006
Settimana della Cultura Bulgara
a Roma dal 26 febbraio all?1 marzo 2006.

Per i suoi fans Ivo Papasov, musicista rom, è “il Re della wedding music”.
In patria, poi, è praticamente un mito: i bulgari lo chiamano “Aga”, il maestro, e la sua musica – oltre a tenere banco nei maggiori teatri – è la colonna sonora dei loro giorni importanti, dei matrimoni e delle feste di famiglia.
In occidente, il suo nome e la sua musica hanno fatto breccia nei primi anni Novanta con il disco “Balcanology”, considerato da molti un autentico capolavoro e il manifesto della poetica di Papasov: brani originali e rielaborazioni di temi tradizionali bulgari, macedoni, greci, turchi e rom, interpretati con l’energia di una rock band fondendo in una miscela trascinante e coinvolgente il fraseggio jazzistico con i tipici tempi dispari della musica balcanica.

Virtuoso e geniale clarinettista, è unanimemente considerato il creatore della Balkan Music contemporanea, che già sperimentava nel lontano 1974 con la sua Trakija Band e che in questi ultimi anni Goran Bregovic insieme alle fanfare macedoni hanno definitivamente consolidato. Ha venduto decine di album in tutto il mondo, due dei quali prodotti da Joe Boyd, produttore dei Pink Floyd, dei REM, di Taj Mahal ed altri. La critica ne parla in termini superlativi ed illustri colleghi come Frank Zappa, David Sanborn, Simon Broughton e Timoty Rice gli hanno pubblicamente dedicato espressioni di massimo apprezzamento.
Di Papasov Frank Zappa ha detto: “la sua musica per matrimoni, suonata al mattino appena svegli, consente un pieno e durevole equilibrio anche al dirigente più impegnato!”

Nato nel 1952 a Kurdzhali, un villaggio in Tracia vicino ai confini con la Turchia e la Grecia, da famiglia turca e di origini rom, Ivo Papasov iniziò a suonare il clarinetto all’età di 9 anni e fondò, nel 1974, il gruppo Trakiya con il quale, in coppia con il sassofonista Youri Younakov, vinse nel 1986 il festival di Stambolovo; successivamente, a Plovdiv, formò il Plovdiv Jazz Folk Ensemble e continuò la sua carriera di musicista in giro per la Bulgaria, suonando in centinaia e centinaia di villaggi e cittadine, diventando il musicista più ricercato per le feste di matrimonio, costringendo spesso chi voleva ingaggiarlo a spostare la data delle nozze in un giorno in mezzo alla settimana, piuttosto che la domenica, pur di averlo. La notorietà in occidente è arrivata con Balkanology, prodotto da Joe Boyd nel 1991; il disco, un autentico capolavoro, mostra tutta l’abilità e l’energia di Papasov alle prese con dei classici da tutti i Balcani: brani macedoni, greci, rumeni, turchi e di propria composizione. C’è il furore e l’irruenza di un disco rock, l’abilità e il fraseggio del be-bop e l’asimmetria tipica dei tempi dispari bulgari; in alcuni momenti si ha l’impressione di stare in equilibrio su di una corda sospesa nel vuoto, catapultati in ritmiche e accordi orientali, inebriati dal suono di un clarinetto mai così violento e tagliente, dal suono pieno e compatto. Ma è tutto il gruppo a mostrarsi vigoroso e potente, dal magistrale fisarmonicista Neshko Neshev, ad una base ritmica veramente impressionate quanto a precisione e virtuosismo, per non parlare della bellissima voce della moglie di Papasov, Maria Karafezieva. Radici profonde, brani macedoni, greci, rumeni, turchi, tensione improvvisativa jazz, turbinoso virtuosismo di una band energica ed esuberante, convergono a formare una musica unica.

Per informazioni
LA PALMA CLUB, telefono 06 43599029 – 06 43566581
ASSOCIAZIONE CULTURALE LA FENICE, telefono 348 3800347

Riferimenti: per saperne di più

Categorie:Senza categoria Tag: , , ,

E’ nata l’Associazione Nevo Drom

25 Febbraio 2006 Nessun commento


Siamo felici di annunciarvi che il 5 febbraio 2006 a Bolzano
è nata l’Associazione Nevo Drom.

Nevo Drom nelle lingue sinte significa Nuova Strada.

Da alcuni mesi in tutta l’Italia è un fiorire di nuove iniziative che portino al riconoscimento delle Minoranze Etniche Linguistiche Nazionali dei Sinti e dei Rom.

L’Associazione Nevo Drom è la prima organizzazione in Italia che ha nel proprio Statuto la finalità del riconoscimento ai Sinti e ai Rom dello status di Minoranze Etniche Linguistiche Nazionali.

L’Associazione Nevo Drom si impegnerà nell’organizzare attività per il riconoscimento delle società, delle culture e delle tradizioni delle popolazioni sinte e rom.

L’Associazione Nevo Drom è formata da Sinti, da Associazioni e da appartenenti alla cultura maggioritaria, in senso numerico. L’Associazione Sucar Drom è tra i Soci fondatori di Nevo Drom.

Il Consiglio Direttivo è formato da
Radames Gabrielli, Presidente
Armando Gabrielli, Vice Presidente
Pasquale Agostino, Segretario
Franco Pallabazzer, Tesoriere

Il Consiglio Direttivo nella sua prima seduta ha nominato Stefano Mascheroni, Direttore dell’Associazione.

Per informazioni e adesioni
Radames Gabrielli 392 1651149

In foto una delle prime esperienze di scolarizzazione di bambini sinti, Bolzano 1962, che avrebbe portato alla costituzione delle scuole Lacio Drom su tutto il territorio nazionale.

Categorie:Senza categoria Tag: , , ,

La produzione musicale nei campi di concentramento

24 Febbraio 2006 Nessun commento


Istituto Musica Judaica ha pubblicato una raccolta di 20 CD sulla produzione musicale nei campi di concentramento.

Musica Judaica è il più completo, sistematico e aggiornato ciclo discografico contenente l?intero corpus musicale (dalla musica più colta e sperimentale alla musica leggera, al cabaret o al jazz, fino al canto religioso e popolare tradizionale) composto dal 1933 (anno di apertura dei Campi di Dachau e Börgermoor) al 1945, ad opera di musicisti imprigionati o deportati o uccisi o sopravvissuti, provenienti da qualsiasi contesto nazionale, sociale o religioso in tutti i Campi di prigionia, transito, concentramento e sterminio. Una vera e propria enciclopedia discografica della Letteratura musicale concentrazionaria prodotta in tutti i Campi del Terzo Reich, del Giappone (alleato dei Paesi dell’Asse), della Repubblica di Salò, del regime collaborazionista di Vichy degli Alleati e dell’Unione Sovietica.

Esso è il risultato di oltre 10 anni di un immane lavoro storico e musicologico condotto dal pianista Francesco Lotoro. Per la ricerca del materiale musicale (ad oggi sono state raccolte circa 2600 opere), Lotoro si è basato sulla indagine e sulla ricerca diretta presso Memoriali, Musei, Archivi, Biblioteche, Librerie specializzate in Italia, Israele, Germania, Austria, Polonia, Repubblica Ceca e presso Case Editrici qualora talune opere fossero pubblicate o in attesa di pubblicazione; sulla documentazione di tutto il lavoro filologico e musicologico sinora compiuto sulla Letteratura musicale concentrazionaria (basti pensare ai saggi di Guido Fackler e di Milan Kuna); sulla collaborazione con i principali musicisti di riferimento di tale produzione musicale (Joza Karas e Bret Werb negli USA, David Bloch in Israele, Robert Kolben e Gabriele Knapp in Germania, la recentemente scomparsa Blanka Cervinkova in Repubblica Ceca) ed infine sulla frequentazione dei parenti dei musicisti in questione, in modo da richiedere manoscritti di opere e altresì aggiornarsi su aspetti biografici talora inediti.

Inoltre, è stato necessario un lavoro di analisi con altri precedenti e autorevoli lavori discografici; i preziosi 4 CDs della Channel Classic Composers from Theresienstadt, il ciclo della Orfeo Musica Rediviva, quello della Koch Terezìn Music Anthology ed altri. Tuttavia, questi lavori citati di pregevolissima fattura e talora di alto livello esecutivo non si sono mai posti come obiettivo una integrale, soffermandosi principalmente su selezioni della produzione musicale di Terezìn. E’ pur vero che nella città-ghetto di Terezìn ci fu una autentica esplosione di creatività musicale; basti pensare alla Sonata per pianoforte e al Trio per archi di Gideon Klein, alle Sonate per pianoforte nn.5, 6 e 7 e all?opera Der Kaiser von Atlantis di Viktor Ullmann, ai 4 Lieder tu testi di poemi cinesi e allo Studio per orchestra d?archi di Pavel Haas, alla famosa operina per ragazzi e orchestra Brundibàr di Hans Kràsa, lavori da molti anni entrati nel repertorio concertistico e teatrale mondiale. Ma ciò andava a scapito di compositori meno conosciuti e pure essi deportati a Terezìn (Karel Berman, Zikmund Schul, Frantisek Domazlicky, ecc.) e rendeva marginale e pressochè sconosciuto il restante corpus musicale prodotto nei Campi: il prezioso materiale musicale composto nello Star Camp di Bergen-Belsen da Josef Pinkhof (Canti religiosi in lingua ebraica) e Robert Heilbut, la partitura pianistica della Sinfonia n.8 di Ervin Schulhoff composta a Wuerzburg, il poderoso Quaderno musicale di Auschwitz e Buchenwald scritto da Jozef Kropinski (oltre 100 pezzi musicali tra Canti, Tango per quartetto d’archi, pezzi per pianoforte), la Messa composta da Zdenko Karol Rund per i detenuti cattolici polacchi del Campo rumeno di Targoviste, i bellissimi Argentinska Tango per pianoforte scritti da Z. Strjiecky a Bonn-Duisdorf, il Concertino per pianoforte e orchestra di Wladyslaw Szpilman (quello de Il Pianista, film di Polanski vincitore del Festival di Cannes 2002) scritto nel Ghetto di Varsavia, il Nonet e l’opera I 3 Capelli del vecchio Saggio scritti su fogli di carta igienica incollati tra di loro da Rudolf Karel nella prigione militare di Pankràc Praga, le Chanson per l?intrattenimento musicale nel Cafè di Terezìn e a Westerbork scritte da Otto Skutecky, Karel Svenk, Martin Roman, Adolf Strauss ecc., le suggestive trascrizioni per coro femminile di famosi brani classici (Bolero di Ravel, 3o movimento della Sinfonia Dal Nuovo Mondo di Dvorak, ecc.) delle prigioniere olandesi dei Campi giapponesi di Sumatra celebrate nel film Paradise Road, le musiche dell?ufficiale italiano Berto Boccosi scritte nel Campo francese di Saida (Algeria), l’inno Fest Steht composto a Sachsenhausen dal Testimone di G___a Eric Frost, gli struggenti Canti dei Sinti e dei Rom, i Canti dei Comunisti internati a Dachau e poi ancora Lieder e pezzi per coro maschile da Mauthausen, Treblinka e dai più remoti Campi di Francia, Italia, Paesi Baltici, Paesi Bassi, Ucraina, Unione Sovietica. Ovviamente, non poteva mancare il celebre Quatuor pour la fin du temps composto da Oliver Messiaen nel Campo di internamento di Goerlitz, che è da decenni entrato nel repertorio concertistico internazionale.

Riferimenti: per leggere l’intera presentazione

Categorie:Senza categoria Tag: , , ,

Sotto la stessa luna, il tour

24 Febbraio 2006 Nessun commento


La vita quotidiana di due giovani Rom nella periferia di Scampia a Napoli, si incrocia con quelle di un ex capozona napoletano in via di pentimento e con il gruppo del giovane boss emergente del clan vincente. Le situazioni all?interno della Comunità Rom e quelle all?esterno, hanno un unico comune denominatore: sono storie di vita ai margini con una loro disperazione intrinseca, ma con la forza vitale tipica di chi deve sbarcare il lunario costretto a confrontarsi con la dura legge della strada calpestando quotidianamente la propria dignità per sopravvivere. Inevitabile migrare se si cerca una vita migliore.

L’immagine prodotta in questo post è di proprietà
del Comune di Napoli e dell’Associazione Culturale ?FIGLI DEL BRONX?.
Riferimenti: per conoscere date e indirizzi del tour

Categorie:Senza categoria Tag: , , ,

A Bergamo si sgomberano i Rom francesi

23 Febbraio 2006 Nessun commento


Il Sindaco, Roberto Bruni, di Bergamo ha fatto avere loro la notifica di una ordinanza di sgombero entro le 24, per permettere la disponibilità del parcheggio per la serata della partita di calcio dell’AlbinoLeffe.

Secondo la stampa locale, i Rom, in viaggio per incontrare altri connazionali, si erano accampati nel parcheggio del Monterosso, avendo trovato la sbarra alzata e lo spazio sufficiente per parcheggiare una ventina di roulottes. A quanto pare non avevano intenzione di mettere radici, solo una sosta tecnica.
Ad ogni modo, “per buona misura” (come scrive un giornale locale), dopo un sopralluogo della Polizia Locale e dei Carabinieri, sono stati immediatamente fatti sgomberare.

Categorie:Senza categoria Tag: , ,

?utka, i Rom? Tutti campioni

23 Febbraio 2006 Nessun commento


Gli abitanti di ?utka, cittadina a pochi chilometri da Skopje, sembrano condividere una passione: diventare dei campioni.

Un documentario intenso e spassoso, girato dal regista Aleksandar Mani.

Dal film “Knjiga Rekorda ?utke”

“Tutto quello che si vede nel film è vero. Anche se sembra incredibile, io non sono intervenuto a indirizzare i protagonisti”.

Aleksandar Mani, regista serbo del documentario “Knjiga Rekorda ?utke”, mette subito le mani avanti.
Il suo film fra i rom di ?utka, la cittadina a pochi chilometri da Skopije dove si dice ci sia la più numerosa comunità rom d’Europa, racconta personaggi e situazioni talmente estremi e incredibili da non essere credibili.

È invece il tipico caso in cui la realtà supera la fantasia. Ogni persona un record, dai bambini musicisti prodigio agli anziani che vantano performance amatorie invidiabili. Ciascuno degli abitanti del paese si sente detentore di un record, il più bravo di tutti in qualcosa. La pellicola, un’ora e venti minuti spassosissimi, è stata presentata nel concorso documentari al recente Trieste Film Festival.

“Sono partito per questo film pensando al cinema ? spiega Mani – ho girato in pellicola super16 perché ho sempre pensato alle sale cinematografiche come destinazione del lavoro. Ho scritto il progetto senza essere mai stato a ?utka, ma solo basandomi sui racconti che avevo sentito. Avevo scritto una cosa di 3-4 pagine molto “politically correct” per chiedere un finanziamento alla televisione ceca. Solo due settimane prima di iniziare a girare sono andato a ?utka, vicino a Skopije e mi sono accorto che ero nel luogo giusto, che c’erano storie straordinarie e avevo trovato un mondo ancora più ricco di quanto mi aspettassi”

“Non avevo scritto una sceneggiatura prima di girare ? continua Mani – è stato tutto frutto di pura improvvisazione. È stato anche un rischio perché avevo un budget di circa 500.000 euro, un budget grosso per un documentario in quella parte di Europa e quando abbiamo iniziato le riprese non avevamo idea di dove ci avrebbe portato la storia. C’era il rischio comunque di sfondare il budget”.

Lei ha in passato collaborato anche con Emir Kosturica?
“Ho studiato alla Famu di Praga, la stessa scuola che ha fatto Kusturica e dopo il diploma ho fatto un documentario su di lui sul set di “Underground”. Ho passato un anno e mezzo sul set e mentre non filmavo, osservavo Emir girare e ho imparato molto da lui. È stata un’esperienza fatale e incredibile, fa tutto il contrario di quello che insegnano a scuola, di quello che c’è sui libri. Un mio amico, Slobodan Dedej, suo aiuto regista che fece il casting di “Gatto nero, gatto bianco” proprio a ?utka, mi raccontò di questo luogo incredibile. Furono le sue parole a farmi venire l’idea”.

“Alcuni personaggi del mio documentario erano già in quel film, ma io li rappresento nella loro vita reale, senza pressioni o alterazioni. Per esempio dottor Koljo, che è il mio personaggio principale, che ci conduce in questo mondo assurdo, era già in “Gatto nero”: è l’uomo che all’inizio cade in acqua con il frigorifero. Quando lo incontrai a ?utka la prima volta mi disse: sono il più famoso qui, come Robert Redford in Italia! Parlammo un po’ e mi disse di essere appassionato di pesca. Mi sembrò una metafora interessante per il film e che potessi trasformalo in un pescatore di storie. Così è nato l’inizio del film. Ma con i miei film cerco di non fare la brutta copia di quel che ha già fatto Kusturica. Nel mio Paese c’è tutto un filone di cinema sui rom. Per esempio Aleksandar Petrovi che aveva fatto “Ho visto anche zingari felici” negli anni ’60 si arrabbiò con Emir perché aveva avuto più successo di lui con “Il tempo dei gitani” e per anni non si parlarono”.

Nella colonna sonora ha usato un brano di Nino Rota, forse un’influenza felliniana?
“Ricordo che Kusturica sul set, nelle pause, vedeva e rivedeva “Amarcord” di Fellini e ambiva a rifarne intere scene. Io volevo evitare ogni riferimento a Fellini, ma la musica composta da Nino Rota per “8 e mezzo” si adattava talmente bene al mio film che non ho potuto evitare di usarla”.

Riferimenti: Osservatorio sui Balcani

Categorie:Senza categoria Tag: , ,

Toscana, negli ultimi dieci anni scendono le presenze dei Rom nei "campi"

23 Febbraio 2006 2 commenti


Diminuiscono i Rom nei “campi nomadi” in Toscana: secondo i dati dell’Osservatorio della Regione e della Fondazione Michelucci, dalle 2350 persone del 1995 si è passati alle 1850 di oggi.

L’assessore regionale al sociale Gianni Salvadori ha annunciato che la Regione stanzierà nel 2006 un milione e mezzo di euro, da destinare ai Comuni, per costruire un percorso di accoglienza.

Il punto sulla situazione dei dei Rom in Toscana è stato fatto in un incontro promosso dall’Arci regionale al quale hanno partecipato, tra gli altri, anche Lucia De Siervo, assessore per l’integrazione del Comune di Firenze e Vincenzo Striano, presidente Arci Toscana.

Dai dati forniti, spiega una nota, emerge che aumenta l’inserimento lavorativo, con 272 Rom che attualmente hanno un lavoro continuativo e 206 un impiego precario, e che la scolarizzazione è massiccia fino alla terza media. Quando i Rom vengono inseriti in programmi di edilizia pubblica (nel 2005 è successo in 38 casi), questo avviene senza contraccolpi né sulla famiglia né sulla convivenza con il vicinato.

“La nostra intenzione è quella di costruire un percorso di accoglienza per le popolazioni rom – ha affermato Salvadori – che permetta a queste persone di vivere in piena autonomia. Occorrerà però prevedere anche un meccanismo di monitoraggio periodico per verificare che questo percorso abbia concreta attuazione. Mi auguro che nel giro di due anni si possa trovare una soluzione alternativa affinché venga smantellato il campo dell’Olmatello”.
“Ritengo l’accordo con Regione ed enti locali molto positivo – ha detto Striano – è importante prima di tutto superare i pregiudizi che ormai hanno portato ad una perdita della razionalità quando si parla di rom. Occorre poi uscire da provvedimenti di emergenza e darsi dei percorsi programmatici chiari, come il superamento dei campi e l’avvio di un piano per l’alloggio sociale in Toscana, rivolto ai rom e a tutte le categorie deboli”. (ANSA).
Riferimenti: Toscana Oggi

Categorie:Senza categoria Tag: , , , , , , , ,

Una morte per droga

23 Febbraio 2006 Nessun commento


La vittima è un ragazzo rom di 19 anni, di nazionalità serba ma ancora senza un nome.

Il ragazzo è morto ieri durante una crisi che lo ha colpito nel cuore della notte.

Una volta all?ospedale Madre Giuseppina Vannini, delle Figlie di San Camillo i medici, che hanno solo potuto constatare il decesso del giovane, non hanno riscontrato segni di violenza sul cadavere del ragazzo.

Secondo gli agenti del commissariato Torpignattara, che si sono interessati dell?episodio, il giovane viveva al campo nomadi di via dei Gordiani.

Sarebbe morto per overdose.

Riferimenti: Il Tempo

Categorie:Senza categoria Tag: ,

Porrajmos, appuntamento a San Biagio della Cima

22 Febbraio 2006 1 commento


“Più di cinquecentomila Rom e Sinti sono stati uccisi dai nazisti. Una storia dimenticata. Una storia non ancora scritta. Raccontarla è un atto dovuto” ha detto Pino Petruzzelli del Centro Teatro Ipotesi.

Venerdì 24 febbraio alle ore 21
presso il Centro Polifunzionale ‘Le Rose’
in via delle Mimose
il Comune di San Biagio della Cima
invita organizza
Zingari, l?olocausto dimenticato
Testo e Regia di sono di Pino Petruzzelli.
Disegno e luci di Alessandro Sussi.
Responsabile tecnico Fabrizio Imparato.

Con il contributo della Regione Liguria
e dell?Amministrazione Provinciale di Imperia.
In collaborazione con Teatro Stabile di Genova.

Riferimenti: San Remo News

Categorie:Senza categoria Tag: , , , ,