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Archivio Novembre 2005

Peccato che le Minoranze Linguistiche Rom e Sinte siano sempre escluse

29 Novembre 2005 Commenti chiusi


MINORENZE LINGUISTICHE: IN GENNAIO A ROMA PRIMA CONFERENZA

Palermo, 28 novembre 2005

A meta’ gennaio si svolgera’ a Roma la prima riunione della Conferenza delle minoranze linguistiche, realizzando un confronto tra Stato, Regioni, Comuni, istituzioni locali e minoranze.
Lo ha annunciato il ministro per gli Affari regionali, Enrico La Loggia, intervenendo a un convegno sul tema oggi a Palermo.
Un appuntamento, ha spiegato il ministro, nel quale si dovra’ discutere anche di una nuova legge di settore, poiche’ la 482 del ’99 “ha prodotto buoni risultati, ma non basta piu’. Serve uno strumento legislativo piu’ adeguato e aggiornato. E il nuovo ddl – ha aggiunto – dovra’ essere pensato e formulato insieme alle minoranze linguistiche”.
Il testo dovra’ peraltro istituzionalizzare la Conferenza permanente delle minoranze linguistiche, “ma poiche’ – ha spiegato La Loggia – potremmo non fare in tempo ad approvare la legge, a meta’ gennaio convocheremo comunque tale organismo. Lo faremo politicamente, se non istituzionalmente. Contestualmente sara’ avviato il percorso per il varo del disegno di legge che potra’ essere approvato o meno. Nel frattempo, avremo comunque riunito una grande Conferenza, con l’effetto di spingere la politica e le istituzioni”.

Riguardo all’attuale legge, il bilancio per La Loggia “e’ positivo” perche’ sono stati fatti passi in avanti per la salvaguardia delle 12 minoranze linguistiche, sebbene ci siano quelli che il ministro chiama “i beneltranzisti, cioe’ quelli che pensano che ci sono ‘ben altri problemi’, quelli che non sono mai soddisfatti”.

Il ministro ha annunciato anche un monitoraggio sui risultati ottenuti da alcuni strumenti, come gli sportelli linguistici, “un’importante occasione di integrazione. Ecco, perche’, mi rammarico che non siano cosi’ diffusi come dovrebbero, e che da qualche parte siano assenti”.

L’uso della lingua minoritaria nella pubblica amministrazione e nella scuola, infatti, “e’ fondamentale perche’ realizza il necessario legame con le comunita’, le radici e la storia”. Per Gaetano Caramanno, sindaco di Piana degli Albanesi (Palermo), dove vive la piu’ numerosa minoranza albanese in Italia, “la lingua e’ fondamentale per mantenere in vita la nostra stessa cultura. Il percorso di salvaguardia e’ gia’ avviato – assicura – anche grazie a passi concreti come gli sportelli linguistici, i corsi di bilinguismo nelle scuole e le indennita’ di bilinguismo degli impiegati comunali”.

Riferimenti: AGI on line

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Ancora campo nomadi

29 Novembre 2005 Commenti chiusi


Pubblichiamo un articolo apparso martedì 29 novembre 2005 sul quotidiano Libertà OnLine. Come potete capire la politica dei campi nomadi non è ancora finita anche in Emilia Romagna, purtroppo!

Castelsangiovanni (Piacenza)
Annuncio dell’assessore Bellinzoni: il progetto costerà 288mila euro.
Campo nomadi con i soldi regionali.
«La nuova struttura finanziata al 90% da Bologna»

Castelsangiovanni – Potrebbe ricevere un finanziamento pari al 90 per cento del costo preventivato il progetto relativo al nuovo campo nomadi di Castelsangiovanni. L’annuncio è arrivato in sede di commissione, dove l’assessore ai lavori pubblici Giovanni Bellinzoni ha illustrato le voci della variazione al piano delle opere pubbliche tra cui anche il campo nomadi che, lo ricordiamo, dovrebbe sorgere in località Molino Suzzani. Campo nomadi per cui la Regione, almeno secondo quanto riferito dall’assessore ai commissari presenti, potrebbe arrivare a finanziare il 90 per cento dei circa 288 mila euro di spesa prevista.
«Manca ancora la conferma ufficiale – ha detto l’assessore – ma gli uffici ci hanno praticamente assicurato che l’entità del finanziamento sarà pari al 90 per cento. Ora attendiamo la delibera regionale per la conferma definitiva».
Alla domanda del consigliere di minoranza Aldo Bersani sulla presenza delle autorizzazioni previste dalla legge per realizzare la nuova struttura, Bellinzoni ha risposto che le autorizzazioni «verranno richieste sulla base del progetto esecutivo», aggiungendo che il nuovo campo nomadi rappresenta una «svolta storica per la città di Castelsangiovanni».
La realizzazione del campo è inserita nella variazione al piano di opere pubbliche, e del bilancio 2005, che stasera verrà vagliata dal consiglio comunale. Tra gli altri numeri della manovra di fine anno vengono inseriti a bilancio oltre un milione e 600 mila euro per la costruzione del primo lotto di lavori relativo all’ampliamento della Tina Pesaro, dove verranno accorpate tutte le scuole elementari. «Nei prossimi due anni – ha spiegato Bellinzoni – verranno inseriti a bilancio gli altri due lotti per il completamento dei lavori». Si tratta d lotti di circa 900 mila euro l’uno, per un totale di oltre tre milioni di euro. «Non vedo un piano organico per lo sviluppo dell’intero progetto – ha obiettato Bersani – L’allargamento della Tina Pesaro dovrebbe infatti servire a liberare gli spazi della scuola cardinal Casaroli di piazza XX settembre dove dovrebbero traslocare gli uffici comunali». Tra le altre voci, Bersani ha criticato la realizzazione del palasport. Un’opera, a suo dire, «faraonica, totalmente diversa da come era stata pensata». «Una struttura polivalente – secondo l’assessore Bellinzoni – che lascerà il segno e avrà un richiamo a livello provinciale».
Critiche anche dal capogruppo di minoranza Fabrizio Carrà che ha parlato di «gioco delle tre carte» riferendosi al continuo cambio di ubicazione sia del palasport (prima via Montanara e poi la Spadina), della scuola elementare (prima alla Spadina e poi alla Tina Pesaro) e del campo nomadi (prima sul rio Carogna e poi in località Molino Suzzani). «Un’associazione d’idee inopportuna», secondo la presidente di commissione Marina Vercesi che ha difeso il percorso «trasparente e partecipato con cui si è arrivati alla definizione di scelte, quali la scuola, che vanno incontro a esigenze ben precise della cittadinanza».
Mariangela Milani

© 1996 – 2005 Libertà On Line

Riferimenti: LibertàOnLine

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Lettera aperta delle famiglie Rom Harvate di via Idro ai cittadini di Milano

29 Novembre 2005 5 commenti


Noi, capifamiglia della comunità Rom di via Idro 62, in merito ad alcune notizie apparse sulla stampa nazionale

PRECISIAMO

· Non è avvenuto alcun arresto o alcun fermo nel campo comunale di via Idro che è sempre stato abitato da cittadini italiani appartenenti alla Minoranza Etnica Linguistica Nazionale dei Rom Harvati.

· I carabinieri e la polizia sanno chi sono i residenti del campo, tramite
un controllo costante dei gruppi famigliari. Le forze dell’ordine sono anche a conoscenza di tutti gli insediamenti provvisori di Rom e cittadini stranieri, che si sono sviluppati attorno al nostro insediamento.

· Alcuni di questi insediamenti sono tollerati come “soluzioni provvisorie”
da parte dello stesso Comune di Milano, che da un verso procede agli sgomberi e dall’altro deve trovare luoghi lontano dalla città, dove far sostare gli sgomberati.

· Le forze di sicurezza e le autorità sono a conoscenza che in una simile
situazione di tensione e di miseria, che coinvolge TUTTE le comunità Rom,
siamo noi i primi a non poter tollerare insediamenti di persone e famiglie
di altri gruppi. Tra cui, possono esserci sia persone oneste che criminali.

RIBADIAMO

Siamo cittadini italiani, residenti in questa zona da oltre 30 anni.

Nessuno di noi si è mai macchiato di crimini come quelli commessi nel
Lecchese, che sono quanto di più lontano dalla nostra tradizione e dai nostri comportamenti.

Comportamenti che sono distanti da qualsiasi ipotesi di convivenza civile.

PER QUESTO RITENIAMO MOLTO GRAVE aver coinvolto la nostra comunità in fatti a cui siamo assolutamente estranei.
Mettetevi nei nostri panni che lavoriamo, come tutti voi, ma che dobbiamo tener nascosto il fatto di essere Rom o di abitare in questo campo:
com’è possibile per noi ottenere il rispetto o impegnarci per aver un rapporto col quartiere dove viviamo e dove molti di noi sono nati e sono andati a scuola?

Invitiamo gli organi di stampa, serenamente, a verificare le notizie prima di scriverle, con noi i diretti interessati, perché ogni vostra parola è importante per una convivenza civile.

Per questo, vi invitiamo
venerdì 2 novembre 2005 alle ore 15.30
presso il nostro insediamento in via Idro n.62 a MILANO
per una conferenza stampa.

Le famiglie della comunità Rom di via Idro

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Roma, sgomberate una quindicina di famiglie Rom da San Basilio

28 Novembre 2005 Commenti chiusi

Pubblichiamo il documento / appello della Comunità di Sant’Egidio sulla situazione delle famiglie Rom sgomberate il 22 novembre a Roma. Sottolineiamo che questo sgombero è uno dei tanti che il Comune di Roma sta eseguendo in queste settimane.
In questo documento viene utilizzato il termine “zingari” che come sanno i nostri lettori è etnocentrico e dispregiativo. Infatti, tutte le ventinove minoranze, presenti in Italia, si definiscono: Rom o Sinti.
Per completezza di informazione vi comunichiamo che le famiglie sgomberate appartengono alle seguenti Minoranze Etniche Linguistiche Europee: Rom Khorakhané Crna Gora, Rom Khorakhané Shiftarija e Rom Dasikhané Kanjarija. (fonte, Opera Nomadi Sezione del Lazio)

Con l?arrivo del freddo a Roma arrivano gli sgomberi di zingari.
Urgente un tavolo per alternative reali e non per interventi-tampone

Con un tempismo che solo alla burocrazia può riuscire, questa mattina, a ridosso di un altro intervento solo alcuni giorni fa, in concomitanza con l?arrivo del freddo, sono state sgomberate da Via Aldisio a San Basilio una quindicina di famiglie di zingari (un centinaio di persone di cui oltre la metà bambini).

Le loro baracche (presenti da molti anni, prima abitate da italiani) sono state rase al suolo dalle ruspe. Tra le persone vittime dello sgombero molti sono i bambini iscritti a scuola nei dintorni, un uomo emiplegico e alcuni anziani. Alle famiglie non è stata presentata nessuna formale ordinanza di sgombero o ?sfratto?. Gli zingari (tutti presenti a Roma da molti anni) sono stati invitati ad andarsene, e successivamente le baracche sono state demolite. La città non ha bisogno di interventi senza ritorno e miopi.

Nessuna urgenza o rischio di ordine pubblico appare in questo caso né immediato né reale, anche se l?ordinanza, è stato detto, proviene dal Comitato per la sicurezza e l?ordine pubblico. Si è trattato di un intervento su un piccolo agglomerato, su una via secondaria, su un terreno di scarso interesse pubblico.

La Comunità di Sant?Egidio ritiene immotivato lo sgombero e non compatibili con il livello di civiltà di una città come Roma iniziative che colpiscono famiglie insediate da anni nel tessuto comunale senza un progetto organico, contestuale, di accoglienza.

La Comunità di Sant?Egidio chiede immediati interventi di assistenza per le famiglie rimaste senza un riparo, per il sostegno scolastico, e l?apertura di un tavolo urgente con le istituzioni per individuare soluzioni alternative e praticabili, secondo standard accettabili per la dignità della città e delle persone coinvolte.

Roma, 22 novembre 2005

per contatti
Piazza S. Egidio, 3 – Roma
tel. 06585661 fax 065883625
e-mail: com@santegidio.org

Riferimenti: Comunità Sant’Egidio

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SUCAR PLAZA, residence per Sinti Emiliani a Guastalla (RE)

25 Novembre 2005 2 commenti


Come sapete a Guastalla stiamo realizzando una micro area residenziale per Sinti Italiani. La progettualità, sostenuta dal Comune di Guastalla e dalla Regione Emilia Romagna, è iniziata tre anni fa con la stesura del progetto tecnico insieme alle famiglie sinte guastallesi.

Il progetto prevede sei terreni privati, uno per ogni nucleo familiare, con sei casette prefabbricate. Il progetto si è reso possibile grazie al lavoro dell’Ufficio Tecnico del Comune di Guastalla, dell’Associazione Sucar Drom e del facilitatore culturale sinto guastallese, Fabio Suffré.

Questa progettualità è uno dei primi esempi in Italia di habitat per le Minoranze Etniche Linguistiche dei Sinti Italiani, costruita attraverso le metodologie della mediazione culturale.

L’apporto dell’Associazione Sucar Drom si deve al sostegno finanziario dell’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Mantova. In questi giorni stiamo pensando di inaugurare il residence giovedì 8 dicembre 2005.

Nei prossimi giorni vi aggiorneremo. Di seguito l’ultima bozza di gestione e utilizzo del residence che stiamo discutendo con le famiglie sinte e con l’amministrazione comunale.

gestione e utilizzo
residence
SUCAR PLAZA
Comune di Guastalla

ARTICOLO 1 – DEFINIZIONE
Il residence, di via Argine Po a Guastalla, è denominato Sucar Plaza (bella piazza, traduzione dal sinto italiano).
Il residence è di proprietà comunale, atto ad offrire alle famiglie sinte di antico insediamento, residenti a Guastalla, un?abitazione in cui vivere con stabilità, tranquillità e sicurezza, offrendo il proprio contributo culturale, sociale e lavorativo alla comunità guastallese.
I sei lotti che compongono il residence sono a tutti gli effetti legali e giuridici l?abitazione delle famiglie assegnatarie.

ARTICOLO 2 ? STRUTTURA
Il residence è composto da sei lotti indipendenti.
Ogni lotto, abitato da una singola famiglia, è dotato di una struttura abitativa diurna, di uno spazio per il posizionamento di strutture abitative notturne di proprietà delle stesse famiglie e uno spazio verde.
Le sei strutture abitative diurne sono strutturate con un soggiorno / cucina e un bagno. Ogni struttura abitativa diurna ha propri allacciamenti indipendenti all?energia elettrica, all?acqua potabile, al gas metano ed è provvista di una propria rete fognaria.
Ogni spazio per il posizionamento delle strutture abitative notturne è pavimentato e dotato di un punto di erogazione dell?energia elettrica indipendente.
Ogni spazio verde privato è dotato di un punto di erogazione dell?acqua da pozzo in comune.
Il residence è dotato di un parcheggio auto comune e di un servizio igienico ad uso delle famiglie ospiti.

ARTICOLO 3 ? ASSEGNAZIONE LOTTI
I sei lotti sono assegnati alle sei famiglie sinte guastallesi, attualmente domiciliate sul territorio del comune.
Ogni lotto, identificato da proprio numero civico, è occupato da una singola famiglia che acquisirà la residenza anagrafica in via Argine Po, presso il residence.
Ogni famiglia firmerà un singolo contratto con il Comune di Guastalla, dove dovranno essere descritte, oltre alle principali caratteristiche dell?immobile concesso in locazione, anche le tipologie delle strutture abitative notturne, di proprietà dell?assegnatario, che potranno essere installate nella piazzola annessa all?unità abitativa, solo se a norma con l?impianto elettrico.
Una famiglia, qualora decida di recedere il contratto di assegnazione, lo comunicherà preventivamente al Sindaco, all?Ufficio Tecnico e all?Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Guastalla.

ARTICOLO 4 ? OSPITI
Ogni famiglia potrà ospitare nel proprio lotto, per periodi limitati, una o più famiglie ospiti, comunicando preventivamente al Sindaco la durata delle permanenze delle stesse. Ogni famiglia si assume la responsabilità di eventuali danni materiali causati dalle famiglie ospitate.

ARTICOLO 5 ? RESPONSABILITÀ DELLE FAMIGLIE ASSEGNATARIE
Ogni famiglia è direttamente responsabile della corretta gestione, pulizia, igiene e manutenzione ordinaria del lotto e delle strutture assegnate, dell?eventuale riparazione dei danni causati alle stesse e/o anche da persone estranee alla famiglia.
Eventuali nuove costruzioni, anche se precarie, dovranno essere preventivamente autorizzate dall?Ufficio Tecnico del Comune di Guastalla. Sono vietate le costruzioni non autorizzate di qualsiasi genere.
Gli automezzi dovranno essere parcheggiati negli appositi spazi adibiti a parcheggio. La velocità degli automezzi all?interno del residence deve essere moderata per garantire la sicurezza dei presenti.
Ogni famiglia deve provvedere alla raccolta differenziata dei propri rifiuti, utilizzando gli appositi contenitori.
Lo smaltimento dei rifiuti ingombranti dovrà avvenire a cura e spese dei residenti direttamente nelle isole ecologiche.
Le famiglie sinte sono collettivamente responsabili della conservazione delle strutture e delle attrezzature presenti, nonché del corretto utilizzo e pulizia di tutti gli spazi comuni e del servizio igienico riservato agli ospiti.
Chiunque sia sorpreso a scaricare rifiuti sull?area o sul terreno circostante sarà sanzionato conformemente alla normativa vigente.
Le famiglie residenti dovranno comunicare all?Amministrazione Comunale il nominativo di un responsabile del residence che avrà le funzioni e i compiti assegnati dal presente regolamento e dalle norme vigenti.
Nel caso di danni per i quali non sia individuabile l?autore materiale, la spesa per la riparazione sarà addebitata a tutte le famiglie presenti nel residence.

ARTICOLO 6 ? ONERI A CARICO DELLE FAMIGLIE ASSEGNATARIE
Ogni famiglia stipulerà singoli contratti per le diverse forniture (energia elettrica, acqua potabile e gas) presenti su ogni singolo lotto.
La commissione (articolo 8) verificherà, ogni bimestre il primo anno e semestralmente negli anni successivi, le capacità economiche delle singole famiglie a sostenere gli oneri derivati dai contratti sottoscritti per le diverse forniture.

ARTICOLO 7 ? RUOLO DELL?ASSOCIAZIONE SUCAR DROM
L?Associazione Sucar Drom, costituita dall?Ente Morale Opera Nomadi Sezione di Mantova, sosterrà il Comune di Guastalla e le singole famiglie sinte, attraverso le metodologie della mediazione culturale, nella gestione del residence e segnalerà l?eventuale sussistenza di problemi ai Settori competenti del Comune di Guastalla con i quali collabora ai fini della risoluzione degli stessi.
L?associazione partecipa ai lavori della Commissione di Gestione del Residence.

ARTICOLO 8 ? RUOLO E ONERI DEL COMUNE DI GUASTALLA
Il Comune di Guastalla riconosce le Minoranze Etniche Linguistiche dei Sinti di cui tutela il patrimonio culturale e favorisce la fruizione dei servizi pubblici, privati e del privato sociale per una migliore tutela della loro salute, per la promozione del loro benessere sociale nonché per agevolare il perseguimento della loro autonomia economica e della libertà sociale.
Considera la mediazione culturale fondamentale attività diretta all?agevolazione dei contatti ed alla costruzione di relazioni tra gli appartenenti alla cultura sinta ed i soggetti, pubblici e privati, della restante comunità guastallese, per la realizzazione di una cultura della conoscenza reciproca, del dialogo e della comprensione fondata sull?acquisizione responsabile dei diritti e dei doveri.
Il Comune di Guastalla istituisce la Commissione di Gestione del Residence, presieduta dal Sindaco o da un suo delegato, formata da un Responsabile dell?Ufficio Tecnico e da un Responsabile dei Servizi Sociali del Comune di Guastalla, dal Rappresentante dell?Associazione Sucar Drom e da un rappresentate delle famiglie sinte che verificherà la gestione del residence.
Il Comune di Guastalla potrà supportare economicamente le famiglie in difficoltà nel pagamento delle utenze, previo parere della Commissione.
Nella gestione del residence sono coinvolti i seguenti Settori Comunali: Servizi Sociali e Lavori Pubblici.
Il Settore Lavori Pubblici garantirà la manutenzione straordinaria del residence e della viabilità di accesso.
Il Comune si farà carico delle sole spese di energia elettrica relative al funzionamento dell?impianto di illuminazione pubblica presente all?interno del residence e dell?impianto fognario.
Il Comune supporta le famiglie nella manutenzione ordinaria (in particolare per la rete fognaria) e nelle migliorie al residence. Fornisce, anche tramite altre aziende e servizi convenzionati, la disinfezione e disinfestazione da insetti e animali nocivi alla salute pubblica.
Il Comune di Guastalla si impegna a creare un nuovo accesso stradale per lo stesso da via Rosa Luxemburg.
Il Comune di Guastalla ha facoltà, in qualsiasi momento, di eseguire verifiche per costatare lo stato d?uso delle strutture ed il rispetto delle disposizioni del presente regolamento.

Riferimenti: Comune di Guastalla

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Carlo Innocenti – Erranti su tutta la Terra

25 Novembre 2005 Commenti chiusi


Ho dedicato vent?anni di attenzione fotografica, e non solo, anche come volontario e Presidente dell?Opera Nomadi di questo popolo presente nell?immediata periferia di Udine. Ho fotografato l?infanzia (ma non solo), che è la parte più debole di qualsiasi gruppo etnico. Ho descritto con l?immagine il loro mondo di esclusi: ?Noi aspettiamo fuori dalla porta che ci regaliate spiccioli della vostra fiducia?. Così scriveva Karoly Bari, studente-poeta rom negli anni ?70. era iscritto all?Università di Mishol in Ungheria e ci proponeva una fiducia che non gli possiamo negare, non più. Nella luce della reciprocità naturalmente.

Carlo Innocenti
mostra fotografica

Villa Ciani, Lestans
3 Dicembre – 30 dicembre 2005
Inaugurazione sabato 3 dicembre, ore 18.00

lunedì – sabato: 9.00/ 12.00 – 15.00/ 18.00
domenica: 16.00/ 19.00

Riferimenti: Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia

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UN?IDEA ALTRA DI CITTA?

25 Novembre 2005 2 commenti


Il comune di Trezzo sull?Adda, in coordinamento con la Provincia di Milano, organizza un convegno per avviare un percorso di lavoro orientato a divulgare una migliore conoscenza della cultura e della storia del popolo Rom attraverso il coinvolgimento attivo delle comunità Rom presenti sul territorio.
Tra gli obiettivi che il convegno si pone vi è l?individuazione di aree di criticità sollevate dalle comunità Rom e Sinte presenti a livello locale, con particolare riferimento all?accesso ai servizi e alla difficoltà di esercitare i propri diritti, sia nella lettura delle emergenze immediate, sia attraverso una prospettiva operativa di lungo periodo.
In questo senso il convegno intende leggere le criticità rilevate dalle comunità Rom e Sinte a livello locale, non tanto come problemi di gruppi etnici isolati e relativamente poco numerosi, quanto come la spia di una difficoltà generale ad agire i diritti di cittadinanza (salute, abitare, lavoro, istruzione e cultura, socialità), che coinvolge tutti i cittadini.
A tale proposito risulta particolarmente significativo l?esempio di associazioni del privato sociale e di amministratori pubblici che, operando in ambiti locali o sovralocali, che si sono confrontati con queste tematiche e hanno sperimentato soluzioni concrete.
Sulla scorta di tali esperienze il convegno vuole essere un laboratorio propositivo in grado di costruire reti tra privato e pubblico, a livello locale e sovralocale, per la realizzazione di percorsi operativi finalizzati alla risoluzione delle criticità sopra rilevate, considerando sempre la peculiarità della dimensione locale, la complessità territoriale circostante, la collaborazione pubblico / privato e l?interazione con le comunità di riferimento come elementi positivi a partire dai quali costruire una società plurale.

CONFRONTO E PROPOSTE SUI TEMI DELL?ABITARE E DELLA CITTADINANZA
DELLE COMUNITA? ROM NELLA PROVINCIA DI MILANO:
IL LABORATORIO DI CITTADINANZA ATTIVA DEL COMUNE DI TREZZO SULL?ADDA

SABATO 26 NOVEMBRE 2005, ALLE ORE 9.30

PRESSO L?ISTITUTO SUPERIORE ?J. NIZZOLA?
Via P. Nenni 10, Trezzo sull?Adda

IL PROGRAMMA

Saluti
del Sindaco Roberto Milanesi (Comune di Trezzo sull?Adda)

ORE 9.00
Sessione Introduttiva

Apertura dei lavori e presentazione del convegno
Maurizio Cabras (Istituto di Ricerca Ecopolis)

I Rom a Trezzo
Laura Di Martino (Arci ?Blob?, Arcore)

La storia dei Rom tra (in)tolleranza e rifiuto
Lapov Zoran (Università di Firenze)

I Rom una testimonianza di esclusione sociale
Marco Revelli (Università di Torino)

La scommessa del villaggio solidale
Don Virginio Colmegna (Casa della carità, Milano)

Comunità rom e sinte e politiche sociali del territorio: quali prospettive di cambiamento?
Maurizio Pagani (Opera Nomadi, Milano)

Il ruolo e le proposte della Provincia di Milano
Francesca Corso, Assessora ai diritti dei cittadini
Irma Dioli, Assessora alla cooperazione internazionale

ORE 12.30
Visita tra le immagini e le testimonianze del popolo Rom

Pausa Pranzo

ORE 14.00
Sessioni Tematiche

I diritti di cittadinanza
Discussant
Tommaso Vitale (Università di Milano Bicocca)

Intervengono:
- L?esperienza di Pisa. Il progetto “Le città sottili?
Antonio Sconosciuto (Società della salute ? Zona pisana)
- La cooperazione pubblico/privato come strategia d?intervento
Milena Scioscia e Michele Vonci (progetto Rom Arci Regione Toscana)

I diritti dell?abitare
Discussant
Antonio Tosi (Politecnico di Milano)

Intervengono:
- Reti di comuni e coordinamento provinciale delle politiche di intervento per i Rom
Nicola Solimano (Fondazione Michelucci, Firenze)
- Politiche di intervento pubbliche: l?esperienza di Bolzano
Paola Dispoto (Consulente dell’Ufficio Pianificazione Sociale, Comune di Bolzano)

ORE 16.00
Sessione Plenaria

Strategie pubbliche d?intervento

Restituzione degli esiti delle sessioni pomeridiane sui temi della cittadinanza e dell?abitare.
a cura dell?Istituto di Ricerca Ecopolis

Discussant
Luca Rodda (Assessore al Territorio e alla Partecipazione, Comune di Trezzo sull?Adda)

Conclusioni

Sono invitati ad intervenire:
Paolo Beni (Presidente Arci nazionale)
Filippo Miraglia (Responsabile nazionale immigrazione Arci)
Flavio Mongelli, Emanuele Patti (Arci Milano)
Oliviero Motta (Assessore ai Servizi Sociali, Comune di Rho)
Antonio Lissoni (Sindaco di Concorezzo)
Il coordinamento dei Sindaci dei comuni della Brianza
Suor Claudia Biondi (Caritas Ambrosiana)
Beppe Milanesi (Azienda Offerta Sociale)
Ernesto Rossi (ass. Aven amentza, Milano)
Stefano Radaelli (Agenzia di Cittadinanza)
Marta Moretti (Agenzia di Cittadinanza)
Chiesa Ortodossa Greca Tradizionale – Sacra Diocesi Luni – Esarcato d’Italia
Parrocchia dei SS. Stefano e Pazienza Abbiategrasso
Associazione dei Cristiani Ortodossi in Italia, Ente Morale di religione e culto – delegazione della Lombardia

In foto il residence Sucar Plaza a Guastalla (RE),
progetto dell’Associazione Sucar Drom

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Campo nomadi: smantellato a Firenze il Masini

25 Novembre 2005 Commenti chiusi


Erano circa le sei del 23 novembre quando le ruspe hanno cominciato a lavorare al campo rom Masini per smantellarlo.

Via le vecchie baracche e trasferite le 30 famiglie che ancora vi abitavano. Si tratta di 160 persone fra adulti e bambini che adesso alloggeranno nelle nuove case in legno lamellare al Poderaccio alto. Alle operazioni di trasferimento e demolizione hanno preso parte, oltre all’assessore alle politiche sociali di Palazzo Vecchio, Lucia De Siervo, polizia, carabinieri e vigili urbani, ma tutto e’ filato liscio. Le assegnazioni dei nuovi moduli del Poderaccio erano state fatte nel luglio scorso. Le famiglie rom verranno sistemate in casette prefabbricate di diversa metratura-dai 45 a 75 metri quadri-secondo le necessita’. Ieri avevano lasciato il Masini altre cinque famiglie che hanno accettato il trasferimento in un altro comune della Toscana secondo il ”programma regionale rom”. Una sistemazione e’ stata gia’ trovata anche per sei ”single” arrivati al Masini subito dopo l’estate. ”Con i trasferimenti di oggi – ha detto l’assessore De Siervo – completiamo l’operazione di smantellamento del Masini iniziata un anno fa con lo spostamento dei primi 40 nuclei familiari, ma soprattutto possiamo dire che, grazie alla politica dell’Amministrazione comunale, Firenze ha di fatto superato l’emergenza dei campi rom”. Con questo ultimo trasloco di stamani si va a concludere l’intera sistemazione dei rom che abitavano da anni in campi nomadi abusivi.

Riferimenti: TOSCANA TV

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Unione Europea: i Rom e i Sinti sono i più esposti al razzismo in Europa

25 Novembre 2005 Commenti chiusi


Le popolazioni Sinte e Rom sono le più esposte al razzismo in Europa. Lo dice nel Rapporto annuale il Centro di monitoraggio europeo sul razzismo e la xenofobia ? il Centro, agenzia di controllo UE, ha sede a Vienna – nel quale si sottolinea che la diversità etnica della UE è cambiata con l?allargamento del 2004: l?Europa occidentale ha grandi comunità di minoranze etniche, composte da migranti per ragioni di lavoro e dai loro discendenti, che sono stati oggetto di razzismo, xenofobia e discriminazione, l?Europa orientale non ha avuto la stessa diversità. Questo spiega in parte il drammatico primato dei Rom e dei Sinti, che hanno una lunga storia di migrazione – e discriminazione e razzismo – anche nei nuovi Stati membri UE, come Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria.

?E? anche per questo ? spiega il rapporto – che la maggior parte dei rapporti dei 10 nuovi Stati UE si concentra principalmente o unicamente sulla questione dei Rom?, e ?quando sorgono preoccupazioni di razzismo e discriminazione nei nuovi stati membri, questo è spesso l?unico gruppo per cui ci sono fatti significativi da riferire?. La Commissione europea aveva fatto pressione sui nuovi arrivati affinché migliorassero i diritti legali e il trattamento riservato alle comunità di Rom come condizione per entrare nella UE. Ora che ne sono membri, sono soggetti allo stesso genere di controllo riservato ai vecchi Stati membri.

Il rapporto include una valutazione generale in cinque aree di ricerca: la legislazione, l?occupazione, l?accoglienza, l?istruzione, la violenza e i crimini razziali. ?Ci sono – si legge nel rapporto – alcuni esempi di ?buone pratiche? sia degli stati nucleo della UE che dei nuovi membri, ma è chiaro che molti stati rimangono molto indietro?.

Nel rapporto si mette in rilievo che i Sinti e i Rom vengono discriminati nel lavoro, negli alloggi e nell?istruzione, e subiscono violenze di stampo razzistico. Ma anche che le popolazioni originarie dell?ex Unione Sovietica sono spesso oggetto di discriminazioni: ?Le storie particolari ? si legge nel rapporto – e le caratteristiche della popolazione dei nuovi stati membri fanno sì che i Rom e le popolazioni originarie dell?ex Unione Sovietica siano spesso oggetto di sentimenti e azioni razzisti?. Il Centro evidenzia anche che la segregazione negli alloggi è particolarmente acuta per le popolazioni Rom nella Repubblica Ceca, in Spagna e in Ungheria. E che i bambini sinti e rom sono concentrati in maniera sproporzionata in classi speciali in diversi paesi, dove li si considera incapaci di apprendere o con difficoltà di apprendimento.

Il Centro evidenzia anche che la segregazione negli alloggi è particolarmente acuta per le popolazioni rom nella Repubblica Ceca, in Spagna e in Ungheria. E che i bambini sinti e rom sono concentrati in maniera sproporzionata in classi speciali in diversi paesi, dove li si considera incapaci di apprendere o con difficoltà di apprendimento.

In foto un bambino sinto emiliano che partecipa al progetto “ia verso tu rakarpe” (il gesto e la parola) nelle strutture dell’Ente Morale Opera Nomadi Sezione di Mantova.

Riferimenti: INFORM – N. 239 – 23 novembre 2005

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Discriminazione razziale a Piovene Rocchette

24 Novembre 2005 Commenti chiusi


Da un anno stiamo intervenendo nell’Alto Vicentino dove vivono un centinaio di famiglie Sinte Italiane.
La situazione è drammatica. Famiglie intere si vedono negata la residenza e ricevono quotidianamente Ordinanze di Sgombero perchè appartengono alle Minoranze Etniche Linguistiche dei Sinti Italiani.
Particolarmente grave la situazione a Piovene Rocchette dove il Sindaco, Maurizio Colman, ha intrapreso “una crociata” contro una famiglia di Sinti Teich Cranaria che ha acquistato un terreno nel 2000. La famiglia Levacovigh si è vista notificare anche due ordinanze di sgombero al giorno.
Nei prossimi giorni abbiamo intenzione di presentare un esposto alla magistratura per discriminazione razziale contro il Sindaco che ha affisso cartelli di “divieto di sosta ai nomadi” su tutto il territorio comunale.
L’atteggiamento del Sindaco di Piovene Rocchette ha trascinato tutto l’Alto Vicentino (Vicenza compresa). In queste settimane stiamo cercando di contrastare la grave situazione in collaborazione con la Prefettura di Vicenza e l’UNAR (Ufficio Nazionale Anti Discriminazioni Razziali ed Etniche).

In foto le signore Levacovigh e uno dei quindici cartelli di divieto di sosta a Piovene Rocchette
Riferimenti: Raccomandazione del Consiglio d’Europa

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