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Archivio Maggio 2005

Mantova, un Sinto in Consiglio Comunale

9 Maggio 2005 6 commenti


Yuri Del Bar è stato eletto! Siamo strafelici e ringraziamo tutti i Soci e i Simpatizzanti dell?Associazione Sucar Drom e dell?Ente Morale Opera Nomadi che hanno reso possibile questa bellissima idea, un Sinto in Consiglio Comunale!

Un?idea nata quattro anni fa e che ha avuto il determinante sostegno di Alberto Rocca, Segretario di Rifondazione Comunista e Mohamed Tabi e Fausto Banzi del Comitato Politico di Rifondazione Comunista.

Naturalmente un affettuoso ringraziamento a Matteo Gaddi, candidato Sindaco per Rifondazione Comunista che ha saputo raccogliere i consensi necessari per l?elezione di Yuri Del Bar in Consiglio Comunale a Mantova. Rifondazione Comunista è stata l?unica forza politica mantovana che ha accettato la candidatura di un Sinto.

Non è stato facile e abbiamo vissuto insieme momenti difficili. L?enorme gioia che ci ha accompagnati durante la campagna elettorale ha saputo aiutarci a superare tutti gli ostacoli anche se rimane l?amarezza per chi ci ha attaccato o ha dimostrato di non credere che i Sinti potessero essere corpo pensante della città, per la città.

Ad ogni cittadino che ha dato il proprio voto a Yuri Del Bar e a Rifondazione Comunista noi diciamo: a Mantova abbiamo fatto ciò che l?Europa intera ci chiedeva a gran voce, ovvero far partecipare i Sinti alle decisioni politiche nei luoghi dove vivono, dove lavorano, dove soffrono, dove si sposano, dove crescono i loro figli, dove gioiscono…

Ora al Consigliere Comunale Yuri Del Bar il compito di costruire giorno per giorno il riconoscimento dei Sinti e dei Rom come Minoranza Etnica Linguistica Nazionale e di offrire all?intera città il proprio contributo per il benessere di tutti i cittadini. A partire da tutti i cittadini che si vedono ancora negati diritti fondamentali quali la casa, la sanità, la scuola, il lavoro e il diritto di voto ancora oggi negato ai nostri concittadini migranti.

Noi vediamo una città che sappia crescere una cultura della reciproca conoscenza, del reciproco rispetto e soprattutto una cultura della gioia.

Noi vediamo una città dove la diversità sia la ricchezza capace di farci crescere come uomini e come donne, in un mondo dove la pace deve maturare come valore universale.

Bernardino Torsi e Carlo Berini, Associazione Sucar Drom

In foto il gruppo che ha sostenuto la candidatura di Yuri Del Bar, da sinistra in piedi Sara, Clara, Lara, Fabiola, Barbara, il Consigliere Comunale, Davide, Luca, Denis, Maika, Bernardino, Vittoria; da sinsitra in basso Manuel, Massimo, Manolo, Carlo; mancano nella foto Kaioma, Jennifer, Monia, Soriel, Enrica, Mohamed, Alberto, Maria e Luca

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Sinti e Rom in Italia

9 Maggio 2005 2 commenti


Oggi in Italia i Sinti e i Rom, denominati ?zingari? e ?nomadi? in maniera dispregiativa ed etnocentrica, sono ancora oggetto di discriminazione, emarginazione e di segregazione. La discriminazione è estesa a tutti i campi, nel pubblico e nel privato, pertanto l?emarginazione e la segregazione economica e sociale dei Sinti e dei Rom si trasforma in discriminazione etnica (Raccomandazione n.1557/2002 del Consiglio d?Europa).

In Italia le molteplici Comunità Rom e Sinte non sono riconosciute ne come Minoranze Etniche Linguistiche ne come Minoranze Nazionali e pertanto non beneficiano dei diritti che questi status prevedono.

Le politiche sociali rivolte alle popolazioni Sinte e Rom tendono apertamente all?inclusione sociale, all?integrazione, all?assimilazione. Rare sono le realtà dove le comunità sinte e rom sono considerate protagoniste sociali pensanti e dove sono attuate politiche di interazione, di partecipazione diretta e di mediazione culturale.

L?Italia nega ai Sinti e ai Rom l?applicazione della Carta Europea sulle Minoranze Etnico Linguistiche che tutela le lingue minoritarie e nega la Convenzione Quadro per le Minoranze Nazionali. I Sinti e i Rom Italiani vedono in molti casi negato il diritto alla residenza, il diritto alla sanità, il diritto alla scuola, il diritto al lavoro.

In Italia si costruiscono ancora i ?campi nomadi?, luoghi di segregazione che concentrano gli individui contro la loro volontà. In Italia la maggioranza dei Comuni ha emanato delle ordinanze di ?divieto di sosta ai nomadi? che, in palese contrasto con il dettato costituzionale (articolo 16) e della legislazione a contrasto delle discriminazioni razziali, negano il diritto di circolare e soggiornare liberamente sul territorio nazionale ai soli Cittadini Italiani riconosciuti come ?nomadi? o ?zingari?.

In questa situazione drammatica i Rom provenienti da Bosnia, Confederazione Yugoslava, Croazia, Romania, Polonia, Albania, Ungheria e Bulgaria subiscono oltremodo politiche discriminatorie, emarginanti e segreganti.

Famiglie intere scappano dai loro paesi d?origine per i conflitti etnici e le guerre civili e l?Italia nega loro i più elementari diritti. Segregati nei ?campi nomadi? delle grandi città italiane, e non solo, i Rom Europei vivono situazioni inumane senza acqua, luce, servizi igienici e sono costretti a mendicare per le strade il sostentamento giornaliero.

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